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Hydra, Marianne e Leonard Cohen

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Questo pezzo è uscito su il Venerdì di Repubblica. (Fonte immagine)

Per celebrare i prossimi ottant’anni di Leonard Cohen (21 settembre) uscirà a giugno in America un libro che racconta i suoi anni in Grecia, nell’isola di Hydra, e la storia d’amore con Marianne, all’anagrafe Marianne Ihlen, nella canzone So Long, Marianne. Il libro si chiama come la canzone (So Long, Marianne, ECW Press, pagg. 288, 24,95 $) e a firmarlo è la giornalista norvegese Kari Hesthamar. La storia accuratamente raccontata da Hesthamar nasce da una lunga intervista rilasciata, dopo anni di silenzio sull’argomento, da Marianne Ihlen, musa e compagna di Cohen nei suoi anni in Grecia. Ed è da Marianne che il libro comincia, tenendo Leonard Cohen da parte per un centinaio di pagine.

Di Marianne viene raccontata l’infanzia e il grande amore per lo scrittore Axel Jensen, con cui giovanissima molla la Norvegia per andare a vivere in Grecia. La Grecia l’hanno vista in un film del 1957 di Jean Negulesco con Sofia Loren, Il ragazzo sul delfino. Il film è ambientato nell’isola di Hydra. È lì che Axel e Marianne decidono di andare, a tre ore di mare da Atene (oggi un’ora e mezza in aliscafo). Arrivati sull’isola fanno amicizia con i pochi altri espatriati dell’isola (quasi tutti scrittori in cerca di un luogo tranquillo dove scrivere) e con qualche miliardario greco (Onassis tra gli altri). Comincia così per loro una vita in cui stanno talmente comodi da decidere di comprare una casa e stabilirsi lì.

È a quel punto che entra in scena Leonard Cohen. È il 1960, e la causa scatenante del suo andare a vivere a Hydra, prima temporaneamente in affitto a quattordici dollari al mese e poi stabile comprando una casa per 1500 dollari, è la pioggia di Londra. Prima della Grecia dal Canada era andato ad abitare a Londra, e c’è un momento in cui non ne può più di pioggia e cieli grigi. Un giorno, entrando in una filiale londinese della Banca di Grecia, incontra un uomo sorridente. Chiede all’uomo perché sorride, e l’uomo risponde: sono appena tornato dalla Grecia. Senza pensarci due volte Cohen decide che la Grecia è il posto dove andare.

Sbarcato a Hydra con la sua Olivetti verdi comprata a Londra per 40 sterline, Cohen nota Marianne (principalmente per la sua bellezza) prima che Marianne si accorga di lui. E appena Marianne, già sposata con Axel Jensen e mamma di Axel Joachim, viene mollata dal marito per un’altra donna, Leonard si fa avanti. I due diventano amici e amanti. Marianne soffre per la separazione da Axel, e Leonard si prende cura di lei. Si prende cura anche del bambino, diventando per i due l’uomo di casa. Marianne s’innamora di lui. Tra i due non durerà per sempre, ma sarà comunque un grande amore. E nel frattempo Leonard scrive, scrive moltissimo.

Il suo primo libro di poesie, Confrontiamo allora i nostri miti (edito in Italia da Minimum fax), era uscito nel 1956 e adesso sta finendo di scrivere il secondo, che sarà Le spezie della terra, uscirà nel 1961 e gli darà la meritata celebrità. Sempre in Grecia scrive due romanzi, Il gioco preferito e Beautiful Losers (il secondo è ambientato a Hydra e uscirà a luglio in Italia in una nuova traduzione sempre per minimum fax) e la terza raccolta di poesie Flowers for Hitler. In Grecia Leonard Cohen resta sette anni. In quegli anni scrive anche canzoni, quelle del suo primo disco, Songs of Leonard Cohen, che esce nel 1967, e alcune del secondo, Songs from a Room. Tra queste ultime c’è Bird on the Wire, dove il wire del titolo è uno dei primi cavi elettrici ad apparire su un’isola che a inizio anni sessanta non aveva elettricità né telefoni né acqua corrente.

Hydra non è grande, è lunga 6 chilometri e larga al massimo 23, ha 55 chilometri di coste, dal porto del Pireo dista 37 miglia nautiche, è in mezzo ad altre due isole, Poros e Spetses. Oggi c’è l’elettricità, ci sono i telefoni, e c’è l’acqua corrente, ma è sempre un posto bellissimo e sui cavi elettrici continuano a posarsi gli uccelli. Non ci sono automobili né motociclette, ci si muove principalmente su asini e muli, e tutto è rimasto più o meno intatto anche se la vicinanza ad Atene la rende particolarmente turistica e residenziale (come una sorta di Capri in Grecia). In uno dei palazzi più belli dell’isola appartenuto alla famiglia Tompazi c’è anche una Scuola delle Arti, sede distaccata delle Belle Arti di Atene. È stata aperta nel 1936, ci ha insegnato anche Marc Chagall. A un certo punto tra gli anni cinquanta e i sessanta ci hanno vissuto Henry Miller e Jannis Kounellis, e i Kennedy facevano le vacanze lì.

Da qualche anno la Deste Foundation, del magnate e collezionista greco Joannou Dakis, ospita ogni estate sull’isola in un ex mattatoio restaurato un’artista internazionale. Il progetto si chiama appunto Slaughterhouse (mattatoio), ha visto ospiti tra gli altri Matthew Barney e Maurizio Cattelan e l’artista in residenza di quest’anno è il polacco Paweł Althamer che in estate inaugurerà lì una personale. Sull’isola c’è anche una montagna di 592 metri che si chiama Eros, come l’amore.

All’inizio del libro che parla di lei e di Leonard Cohen, Marianne Ihlen dice alla giornalista Kari Hesthamar: “Stanotte ho fatto questo sogno stranissimo. Negli ultimi quarant’anni della mia vita non ho mai smesso di sognare Leonard. Anche se sta con un’altra, e ovunque siano ambientati, sono sempre sogni belli. Mi è apparso anche ieri notte e ha detto, ‘Marianne, non dovresti parlare così tanto’. Ed eccomi qui seduta con te, che ti guardo, e tu mi fai parlare, parlare, parlare!” Poi Hesthamar le dice: “La storia che ho sempre sentito raccontare è che Leonard ti ha rubata ad Axel Jensen”. E Marianne: “Ma Leonard non è un ladro! Non è un ladro. È lontanissimo dall’esserlo”. Dice così. E dicendolo definisce i confini dell’amore.

È nata a Bolzano e ha vissuto ad Algeri e Palermo. Abita tra Roma e New York, dove traduce e scrive di libri, cinema e fumetti per La Repubblica, Il venerdì e D. Ha tradotto, tra gli altri, Charles Bukowski, Tom Wolfe, Jacques Derrida, A.M. Homes, Douglas Coupland, James Franco, Lillian Roxon e Lena Dunham, e ha tradotto e curato la nuova edizione italiana di Jim entra nel campo di basket di Jim Carroll (minimum fax, 2012). Insieme a Daniele Marotta è autrice del graphic novel Superzelda. La vita disegnata di Zelda Fitzgerald (minimum fax, 2011), pubblicato anche in Spagna, Sudamerica, Stati Uniti, Canada e Francia.
Commenti
6 Commenti a “Hydra, Marianne e Leonard Cohen”
  1. RobySan scrive:

    Per chi voglia cimentarsi: So long, Marianne.

  2. Beatrice scrive:

    Che meraviglia. Sempre un viaggio con Tiziana Lo Porto, grazie!

  3. SolounaTraccia scrive:

    Bella storia, come non si possono più.

    E come si capisce che i canoni di bellezza sono cambiati parecchio, da allora.

  4. Ophelinha scrive:

    amo Leonard Cohen, le sue poesie, le sue parole, la sua onesta’, il suo non abbellire quello che e’ stato o quello che ha fatto. Famous blue raincoat resta per me la piu’ bella canzone d’amore della storia.

    http://ophelinhapequena.blogspot.be/2013/03/famous-blue-raincoat-di-leonard-cohen.html

  5. Lorena Melis scrive:

    Bello, non conoscevo ancora Cohen scrittore, grazie, rimedio al più presto

  6. Giulio Laurenti scrive:

    Accendi la tv
    e scopri che
    una parte di te
    se ne è andata
    e rivedi la tua
    adolescenza
    e quella foto
    che hai scelto
    come faro nella vita
    Marianne e Leonard
    sull’isola di Idra
    furono da allora
    il senso autentico
    del fare poesia
    avvolti dalla bellezza
    degli affanni del cuore.

    Giulio Laurenti

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