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I cosiddetti mondi maschili

Riprendiamo un articolo dal blog Malpertuis

Tess è una ragazza carina e simpatica con una grande passione nella vita: i fumetti. Non si limita a divorare pile e pile di albi: vuole diventare un’artista e riuscire a costruirsi una carriera nel campo.
E, come tutti noi, frequenta le convention e le fiere.
Si immerge in mezzo alla folla di fan, cerca di far girare i suoi lavori, sgomita per conquistarsi un po’ di spazio.
È entusiasta, ama i comics ed è anche in gamba, più della media dei suoi coetanei.
Adora anche il cosplay e certe volte unisce l’utile al dilettevole, recandosi alle convention vestita da qualche eroina del fantastico.

Brian è un autore molto noto e amato.
Ha scritto e disegnato per le tutte le maggiori case editrici e ha la fama di essere un tipo alternativo, sempre pronto a lottare per i diritti, spesso dalla parte delle cause femministe o contro il razzismo o altro ancora.
È un tipo cool, aspetto rassicurante, gran sorriso, modi di fare che ti mettono a tuo agio.
Una star.
Ah, sì, quasi dimenticavo, che scemo: Brian è sposato, sua moglie incinta.

Brian incontra Tess proprio a una convention e, ehi, è davvero interessato al suo lavoro. Davvero davvero davvero.
Interessato al punto da invitare gli amici di lei a farsi un giro mentre esamina i disegni e discute con la ragazza.
Si curva sulle tavole, sorride, indica alcuni punti di forza dell’autrice, è realmente convinto che Tess possa sfondare alla grande, l’industria ha sicuramente un grande bisogno di autrici che apportino la loro visione.
Brian però lascia a Tess il suo numero di camera d’albergo: stasera vieni, così discutiamo meglio.
Discutiamo, certo.
Tess è giovane ma non così ingenua e commette il reato di lesa maestà non recandosi nella stanza della star.

Apriti cielo.
L’indomani Brian, di fronte alla folla di fan e lettori, urla in faccia a Tess “Dove sei stata? Ho aspettato e aspettato e non sei venuta!”.
Prosegue poi in Rete, affermando che non gli sono mai piaciuti i disegni di quella ragazza e che lei dovrebbe solo ringraziare il fatto che lui le stesse parlando cercando di ignorare il suo “stupido vestito”.

Sposato.
Moglie incinta.
Reputazione da progressista e femminista.
E no, tranquilli, calmate i vostri testosteroni, lo so: il vostro Brian non ha commesso nessun “reato”, contenti?
Tutto a posto, no?

Anne.
Che dirvi di Anne?
Ama anche lei i fumetti, tantissimo.
Per dire: ha in libreria tutti i Cerebus, “come tante guide telefoniche”, li descrive.
E adora così tanto il fumetto che cerca di farne un mestiere, prima in un negozio e quindi in una grande e nota casa editrice.
E cavoli, bazzica anche lei, attraverso comuni amici, nello stesso ambiente del buon Brian.
Una sera come tante altre si trovano nello stesso locale e lui, manco a dirlo, è al momento fidanzato.
Un bicchiere qui, un bicchiere là e poco dopo la star suggerisce ad Anne di fare una passeggiata insieme fuori, nel quartiere, fino a un parchetto.
Lì Brian fa notare alla ragazza che “non possono essere visti” e quindi la invita a fargli un pompino.
Se preferite: la invita a inginocchiarsi e succhiargli il cazzo.
La ragazza esita, ricorda a Brian il suo impegno con un’altra persona e quindi rifiuta la generosa offerta: niente nettare degli dei per Anne.
Ovviamente, poco tempo dopo, la ragazza verrà a sapere da più fonti la versione ufficiale del Divo: quella là voleva a tutti i costi ciucciarmelo ma io sono serio e ho rifiutato.

C’è una spiacevole appendice.
Qualche tempo dopo Brian spunta negli uffici della casa editrice dove lavora Anne, la ragazza sa di essere riuscita a tenerlo a distanza e, discutendo del più e del meno, gli dice anche “guarda, mi spiace di non aver saputo che saresti capitato qui, ti avrei mostrato il magazzino”.
Poco dopo Brian fa amabilmente sapere alla Rete intera che in quella casa editrice le ragazze ti portano nel magazzino e ti mostrano qualcosa di più oltre ai fumetti.
“Le ragazze”, quando l’unica ragazza che lavora lì è Anne.
No, tranquilli, davvero, anche queste cose che vi ho narrato non sono reati, ci mancherebbe, non vorrei inquietarvi.
Ah sì, Anne lascerà la casa editrice poco dopo e non vorrà più avere molto a che fare con il fumetto ma ci tiene a dire, e le fa onore, che il suo licenziamento non ha certo a che fare con Brian.
Il suo disinteresse verso il medium forse un po’ di più.

Comics-3

Mariah.
Mariah disegna ragazze e polpi. Ragazze tentacolate. Sì, è anche autrice ed editor di alcune cosine che hanno scalato la classifica dei bestseller del NYT, mica pizza e fichi.
La sua storia non riguarda direttamente Brian.
O almeno, non si sa. Mariah non fa nomi.
Si trova alla stessa convention di Tess, non ricorda esattamente l’anno ma sembra anche quello coincidere con l’esperienza che vi ho narrato prima.
È al bar, parla con alcuni colleghi che stanno bevendo (lei no) e improvvisamente sente una mano tastarle il posteriore. Sì, qualcuno le sta palpeggiando il culo. Cosa volete che sia, quante storie…

Il tempo di sobbalzare e ritrarsi, di vedere che il tizio in questione (che lei conosceva poco o nulla rispetto agli altri) non ha fatto la minima piega e ha continuato a parlare con degli amici senza nemmeno guardare nella sua direzione ed ecco che in Mariah scatta quel che è scattato in fin troppe ragazze prima di lei: “me lo sono immaginato”, “deve essere stata colpa mia che ho provocato” e tutto il resto del carrozzone.
Quando poi ne parlerà con amici, scoprirà che il tipo è famoso nell’ambiente per questo suo comportamento.
“Famoso”.

Un’ora dopo Mariah si è ormai allontanata dal gruppo ed è da sola, vicino a una finestra, intenta a scarabocchiare idee e spunti.
Arrivano due uomini, ubriachi, che la accerchiano e cominciano a chiederle cose. Lei cerca di reagire in maniera ancora più cortese del solito ma i due, imperterriti, continuano.
“Cosa ci fa una ragazza come te a una convention di fumetti” e tutto il resto, fino alle mani addosso.
Mariah riesce a scappare e si chiude in camera.

Da allora Mariah non andrà mai più da sola alle convention. E anche quando andrà con amici, non berrà mai se non in occasioni in cui si sente totalmente protetta e sicura. Spesso la vedrete con dei drink che non le piacciono, almeno può fingere di bere e rimanere molto, molto cosciente nei confronti dell’ambiente circostante.
Tranquilli anche qui, siamo sempre in quella grigia e fumosa zona in cui non si può gridare al reato e anzi, se vi impegnate un minimo son sicuro che riuscirete a dare addosso a tutte queste ragazze con la consueta, usurata retorica d’ordinanza.
Che fortuna, eh?

Elvezio.
Elvezio si crede più sensibile della media nei confronti di certe tematiche.
Ma sapete cosa ha detto alla sua futura moglie, qualche anno fa, nei primi giorni in cui si stavano conoscendo?
“Ah, leggi fumetti! Che strano, per una ragazza”.
Ora gli sembra incredibile che sua moglie abbia sopportato questo e altro ancora.
Enella prima incarnazione di Malpertuis, ogni tanto piazzava qualche gallery fotografica di scream queen dell’horror, rinominando le foto con termini quali tits e ass, perché tiravano di più lato SEO, tanto sono oggetti, no?
Ed era pornodipendente.
Elvezio non ha scusanti e non ci prova nemmeno a cercarne.
Può solo chiedere perdono e , più che altro, cercare di dimostrare con le sue azioni un certo cambiamento.

Abbiamo già visto il tutto all’opera parecchie volte in vari ambienti che ci sembrano (mi sembrano: magari voi siete ben più svegli del sottoscritto) per qualche motivo più “sicuri” e potenzialmente “evoluti” rispetto ad altri.
Nei videogiochi online è praticamente impossibile per una ragazza completare una partita in team senza qualche battuta, proposta, invito o commento sgradevoli, per non parlare di quando qualche studiosa tenta un’analisi sui videogame, ricordate?

Le convention di fantascienza o persino quelle degli atei e scettici sono affollate di maschilismo e fioccano commenti molto, molto sgradevoli, persino da una persona apparentemente sensibile e intelligente come Richard Dawkins.

Continua a leggere sul blog di Malpertuis.

Christian Raimo (1975) è nato a Roma, dove vive e insegna. Ha pubblicato per minimum fax le raccolte di racconti Latte (2001), Dov’eri tu quando le stelle del mattino gioivano in coro? (2004) e Le persone, soltanto le persone (2014). Insieme a Francesco Pacifico, Nicola Lagioia e Francesco Longo – sotto lo pseudonimo collettivo di Babette Factory – ha pubblicato il romanzo 2005 dopo Cristo (Einaudi Stile Libero, 2005). Ha anche scritto il libro per bambini La solita storia di animali? (Mup, 2006) illustrato dal collettivo Serpe in seno. È un redattore di minima&moralia e Internazionale. Nel 2012 ha pubblicato per Einaudi Il peso della grazia (Supercoralli) e nel 2015 Tranquillo prof, la richiamo io (L’Arcipelago). È fra gli autori di Figuracce (Einaudi Stile Libero 2014).
Commenti
4 Commenti a “I cosiddetti mondi maschili”
  1. Paolo1984 scrive:

    il mondo degli appassionati di fumetti non è peggio di altri luoghi. Persone maschiliste ci sono anche altrove.

    “nella prima incarnazione di Malpertuis, ogni tanto piazzava qualche gallery fotografica di scream queen dell’horror, rinominando le foto con termini quali tits e ass, perché tiravano di più lato SEO, tanto sono oggetti, no?”

    cao, anch’io guardo gli horror e vedo degli attori e delle attric che interpretavano una storiai..se tu vedevi oggetti il problema non era nei film in questione ma nella tua testa

  2. Paolo1984 scrive:

    scusate gli errori di battitura.
    Il problema del maschilismo e della mancanza di rispetto verso le donne è nella testa delle persone maschiliste, non nel mondo del fumetto o in quello dell’ateismo militante o in quello della filologia romanza

  3. Elvezio scrive:

    Ringrazio i gestori di questo sito per la condivisione, Minima et Moralia riceve molte visite quotidiane ed è stata per me una occasione importante per diffondere alcuni contenuti del mio blog, lieto di aver scritto un post in grado di interessarvi.

  4. #...# scrive:

    @ Elvezio

    due cose: la visione pessimistica mi pare rivedibile, direi che nel complesso le cose vanno molto meglio, tu hai mostrato dei mondi che hanno escluso in partenza in parte perché formati da persone escluse a loro volta, un po’ per scelta un po’ per forza ( se uno guarda big bang theory non vede esattamente dei ragazzi inseriti e al centro del mondo ). Poi scherzando un pochetto si potrebbe dire che per chi partecipa alle convention di atei o scettici la preoccupazione non va solo al maschilismo.

    femminismo a sud che c’entra? orsù, che t’han fatto?

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