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I muscoli del capitano: avvistamenti

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Gli studenti dell’ottava edizione del master Il lavoro editoriale, organizzato dalla Scuola del libro, hanno concluso il loro percorso formativo con la diffusione di una antologia di racconti di giovani autori, selezionati in rete. Pubblichiamo di seguito la prefazione al libro, disponibile qui in formato elettronico.

Le navi hanno un loro linguaggio privato, condiviso con chi le abita e chi le avvista. Solo in seguito elargito, ma senza troppa confidenza, a chi le costruisce. O agli armatori da soggiorno, che le riproducono per infilarle in una bottiglia.

È un linguaggio intimo, di legno e sopravvivenza, pensato per definire nella confusione: le prime vele, tirate sull’asta di prua, si chiamano fiocco, contro fiocco, gran fiocco e trinchettina; l’albero Maestro ha invece un velaccio, un contro velaccio, una gabbia volante, una gabbia fissa e una vela Maestra, la più bassa.

Ecco, prendete l’immagine di un brigantino e indicate uno, due pezzi a caso: più sembrano uguali, due vele identiche, più si differenzieranno i loro nomi. Perché diversa è la loro funzione nel vento della traversata.

È questa la verità su cui fa presa ogni ancora, comprese quelle che svettano sui muscoli di un capitano: l’unica forza di chi solca i mari consiste nella varietà delle parole che usa. Nessun oggetto, che sia di plastica o metano, è sprovvisto di un nome. L’unica cosa che a bordo si indica, e a gran voce, è la terra.

Ogni terra è un avvistamento e una speranza. L’inizio e la fine dello stesso viaggio. Gridare Terra! significa terminare la traversata e cominciare l’esplorazione. A cui segue spesso una battaglia e, se tutto va bene, un insediamento. Poi la colonia, il tesoro, le prove tecniche di usurpazione. Lo sappiamo già. Ce lo hanno insegnato Stevenson e Golding, calcando la mano sul fatto che ogni avvistamento costa fatica e interminabili navigazioni, a cui seguono altra fatica e qualche tragedia formativa. Una buona sintesi della pesca editoriale. Di quando, cioè, ci si imbatte (non proprio casualmente) nella storia e nello stile di qualcuno, e quella storia e quello stile ti fioriscono dentro. Basta essere mohicani solitari, con ancora un’idea di letteratura.

Questa raccolta è un’antologia di avvistamenti. Per i lettori è un consiglio, un faro puntato sulla narrativa italiana di oggi, piantato tra le riviste e la rete. Per noi che l’abbiamo curata, è quel tratto di mare che separa la nave attraccata dalla terra raggiunta. La fine di un viaggio e l’inizio di un altro. Ci abbiamo lavorato in dodici più due: gli studenti del master Il lavoro editoriale 2016 della Scuola del libro insieme a Marco Di Marco e Federica Antonacci, ammiragli.

I nostri capitani, invece, sono nove, tanti quanti i modi di gridare Terra! Si tuffano per davvero, come in È successo sott’acqua di Mauro Maraschi o Il Battesimo di Chiara Zingariello. E ne escono, se ne escono, mutati. A volte costringono il lettore a un’immersione, come Nel bosco degli Apus apus di Mariasole Ariot. Altre volte, richiedono un salvataggio: Giampaolo, protagonista di La casa era vuota, di Lorenzo Iervolino, e Greta in Interno sei, di Piera Costantino. Gli ultimi sono capitani sventurati, costretti a scelte ardimentose, che evitano, o forse puntano, gli iceberg degli affetti: Grande Slam, di Giorgio Specioso, La scelta, di Simone Quadri, I feel looooooooove, di Elena Ghiretti, e Il cuore non è una chiatta, di Mirfet Piccolo.

Il nostro mare, invece, sono state le realtà culturali che si accostano, in rete, alle più classiche riviste: Colla, Nazione Indiana, ‘tina, Il Paradiso degli Orchi, Sundays Storytelling. Le abbiamo navigate con passione, avvistando spesso e attraccando raramente. Dando nomi alle molte vele e a qualche albero di troppo, su un’imbarcazione costruita in fretta, ma già degna di quei venti che non entrano nelle bottiglie. E consapevoli che le terre, pure impossibili da conquistare, vanno avvistate e festeggiate. Tutte.

Nicola H. Cosentino (1991) è nato a Praia a Mare e vive a Cosenza, dove cura per l’Università della Calabria un progetto di ricerca su Michel Houellebecq e le distopie contemporanee. Ha esordito come autore pubblicando Cristina d’ingiusta bellezza (Rubbettino, 2016) e alcuni racconti per Colla e Nuova Prosa. Il suo ultimo romanzo è Vita e morte delle aragoste, uscito a luglio 2017 per Voland.
Commenti
Un commento a “I muscoli del capitano: avvistamenti”
  1. accagi73 scrive:

    I ricordi fin da bambino di uno dei piu grandi calciatori italiani, Indipendentemente dalla squadra che si tifa è uno spaccato di vita ed un riaffiorare dei nostri ricordi di ragazzi, Inoltre,particolare non secondario,gli incassi andranno all’ospedale Bambin Gesù:motivo in piu per comprarlo

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