omeo

L’incomprensibile fascino molto italiano per quella cosa chiamata omeopatia

Riprendiamo quest’articolo dal bellissimo sito d’informazione medica Medbunker.
E poi, rimandiamo a una serie di slide tratte dal libro edito da Laterza Cosa c’entra l’anima con gli atomi? del filosofo della scienza, Mauro Dorato, che da anni – di fronte a una discussione italiana sull’omeopatia che spesso si lega a tifoserie contrapposte – cerca invece di creare le premesse argomentative all’interno di un dibattito sulla scienza: le slide le trovate qui.

di Medbunker

Mentre in California la Boiron ha stanziato 12 milioni di dollari  per risarcire i consumatori che si sono sentiti truffati dalle scarse informazioni sulla reale natura dei prodotti dell’industria omeopatica (ed altri 5 milioni per ulteriori risarcimenti in corso), mentre nello stesso stato sono in corso sei denunce per pubblicità ingannevole perchè i consumatori non erano stati avvertiti che nei prodotti omeopatici c’è solo zucchero, mentre in Australia l’istituto superiore della sanità ed il Medical Research Council hanno definito l’omeopatia senza basi e non etica seguendo la denuncia dell’associazione britannica dei medici che ha definito l’omeopatia “stregoneria“.

Insomma, mentre si cerca di proteggere i consumatori di tutto il mondo dal fenomeno paranormale chiamato “omeopatia“, in Italia le multinazionali omeopatiche stanno ottenendo quello che inseguono da anni.
L’organizzazione mondiale della sanità si era già pronunciata nel 2009 a proposito dei trattamenti che alcuni omeopati proponevano per malattie come la malaria, l’HIV o le dissenterie: l’omeopatia non è una cura e non apporta alcun beneficio.
Da noi in Italia si va verso un’altra direzione.
Una normativa europea mai applicata completamente nella nostra nazione, vuole che i farmaci omeopatici siano registrati esattamente come i farmaci veri. La lobby delle aziende omeopatiche vuole forse porre un freno al crollo delle vendite, che dopo un picco all’inizio degli anni 2000 oggi sono sempre più in calo, dimostrato dall’ennesima chiusura di farmacie omeopatiche storiche, come successo in Irlanda.
Certo, il loro iter sarà “veloce” e semplice (“semplificato“, si dice), non avranno bisogno di dimostrare di essere efficaci (non potrebbero riuscirci mai) ma basterà dimostrare che non siano pericolosi (come fa lo zucchero ad essere “pericoloso”?), in effetti i “criteri” di ammissione sono più che semplici.

Nulla di eclatante o “rivoluzionario“, si tratta semplicemente dell’applicazione di una legge europea che noi italiani stentiamo ad applicare. Naturalmente ora assisteremo alla sfilza di articoli pubblicitari che parleranno di “svolta storica” o “riconoscimento dell’omeopatia” ma basta ricordare che, anche stavolta, si tratta di un “riconoscimento” burocratico, non scientifico, la scienza ha già bocciato (dopo ben 2 secoli di prove a sfavore, quando non bastasse semplicemente essere ragionevoli) l’omeopatia. Questo provvedimento permetterà alle aziende omeopatiche di vendere prodotti che in Italia non vedevano la luce (per esempio la cura omeopatica per l’autismo a base di ghiandole di rospo tanto assurda che lo stesso addetto stampa dell’azienda l’ha scambiata per una battuta ironica) o di poter commercializzare i loro prodotti all’estero.

Ma cosa cambia alla fine con questo nuovo ordinamento?

Niente a livello scientifico, tanto su quello commerciale.
I farmaci che in Italia sono venduti come omeopatici devono avere delle caratteristiche ben precise (e questo finora è sempre avvenuto) ma come tutti i farmaci dovrebbero essere controllati e registrati dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco, l’ente che si occupa di approvare la commercializzazione di un prodotto farmaceutico). L’Italia non ha mai trasformato in legge la direttiva europea (risalente al 2001) che obbligava questo passo della procedura ma per permettere la vendita di omeopatici ha rinnovato periodicamente l’autorizzazione alla vendita (l’ultimo rinnovo sarebbe scaduto nel 2015) recependo la direttiva con la legge 219/2006 ma senza applicarla del tutto. Per esempio in Italia non è possibile riportare nella confezione degli omeopatici l’indicazione all’uso del prodotto (come per l’Oscillococcinum potrebbe essere l’influenza) né la posologia, non è permessa la pubblicità e non è possibile vendere rimedi omeopatici “nuovi”. In quasi tutti gli stati europei (fa eccezione la Spagna) queste possibilità sono esistenti da anni. La notizia quindi è che sarà definitivamente applicata la normativa europea ed i prodotti omeopatici potranno essere venduti senza bisogno di “rinnovare” l’autorizzazione periodicamente applicando così tutte le norme previste. Essendo inoltre farmaci “registrati” possono essere esportati e sperimentati ufficialmente.La procedura di registrazione di un prodotto omeopatico è “semplificata”, deve avere cioè le stesse garanzie che devono offrire i farmaci veri tranne una, la dimostrazione di efficacia (art.16 del DL 219/2006).
Per poter ottenere la procedura semplificata di registrazione all’AIFA un prodotto omeopatico deve avere (sempre secondo l’articolo 16):
  • via di somministrazione orale o esterna;
  • assenza di indicazioni terapeutiche particolari sull’etichetta o su qualunque altra indicazione relativa al medicinale;
  • grado di diluizione tale da garantire l’innocuità del medicinale.
Il secondo punto probabilmente sparirà con la nuova normativa.
Risultato di questa “svolta storica“?Per i consumatori nulla: zucchero avevano e zucchero rimarrà, forse avremo la garanzia di maggiori controlli nei processi di produzione e sicuramente assisteremo alla nascita di nuove confezioni di granuli con l’indicazione per le più svariate malattie, un modo come un altro per le aziende di raggiungere più clienti e quindi guadagnare di più. Dal punto di vista commerciale l’unico requisito “curativo” che devono avere i prodotti omeopatici è quello di “non fare male” (essere innocui). Per le industrie cambierà molto, potranno aprire nuovi mercati e trovare altri clienti anche per l’introduzione (per la prima volta dal 1995) di nuovi rimedi, per esempio i nosodi (principi attivi omeopatici derivati da parti o secrezioni di esseri viventi), come lo sputo di un tubercolotico, il pus di un malato di scabbia o un po’ di batteri fecali ricavati da dissenteria (voi direte: stai scherzando? No). Si tratta quindi di un riordino burocratico e commerciale, nessun riconoscimento (come qualcuno, al solito, cerca di raccontare). Riconosciuta l’omeopatia quindi? No, non proprio, anzi, sarà l’occasione per renderla ancora più ridicola.Potranno essere immessi in commercio infatti tanti preparati omeopatici che in Italia ancora non avevano visto la luce. Qualche esempio?

Muro di Berlino omeopatico: per ansia, pessimismo, panico.
Raggi X omeopatici: per stanchezza, nausea, reumatismi.
Insetticida per pecore omeopatico:  per intossicazioni, avvelenamenti, nausea.
Placenta omeopatica: per otite, mal di gola, tosse, deficit immunitari.
Elettricità omeopatica: per agitazione, allergie, ansia.
Saliva di cane rabbioso, omeopatica: per dolori ossei, convulsioni, disturbi nervosi.
Luce di Saturno omeopatica:  traumi dell’osso e dei nervi.

Bastano?
Ottimo.

Dal mio punto di vista c’è poco da commentare, la legge è legge e bisogna rispettarla ad ogni costo. Potrei notare che esistono tanti di quei problemi che meriterebbero più attenzione rispetto alla regolamentazione dei prodotti omeopatici, ma così è e va bene. Però gli omeopati non dicano da ora in poi di essere boicottati dalle istituzioni, mi sembra che venga loro concesso più di un piccolo spazio.

Una regolamentazione dell’omeopatia a questo punto non deve essere vista per forza come un fenomeno negativo, ricordate che più il consumatore dispone di mezzi per informarsi più diventerà consapevole dell’assoluta mancanza di utilità di certi acquisti e forse solo così sarà consapevole di comprare zuccherini a peso d’oro credendoli curativi.

Lo stesso discorso si potrebbe fare con l’astrologia: sarebbe “negativa” o da biasimare una regolamentazione dei tarocchi e dei veggenti? Probabilmente no, almeno chi vende illusioni è regolarmente registrato e non vive nel limbo dell’incertezza civile, tanto esistono frotte di appassionati felici di regalare soldi a chi “legge” gli astri. Sta poi a chi governa una nazione informare la popolazione dei rischi di affidarsi alle superstizioni. Qualcuno comunque è contrario alla “regolamentazione” delle medicine alternative, si regalerebbe credibilità a pratiche che sono più rappresentanti delle superstizioni che della scienza. Nel frattempo il mondo va avanti e se il Centre of Inquiry canadese chiede il ritiro di tutti i prodotti omeopatici dalla vendita nei supermercati, la FDA ha annunciato che prenderà in esame la proposta di una petizione pubblica statunitense di sottoporre i prodotti omeopatici agli stessi test di efficacia di quelli farmacologici.
Ne vedremo delle belle quindi.

Dal punto di vista scientifico quindi cambia molto poco, l’omeopatia resta un fenomeno paranormale che non ha mai mostrato di funzionare più di un placebo (inutile farsi prendere da crisi isteriche, omeopati, dimostrate il contrario!) ma le aziende, giustamente cominciano a saltellare per l’opportunità fornita. D’altronde, chissà perché, le aziende omeopatiche hanno sempre goduto di una fama inspiegabile, contrapposta a quella delle “cattive” aziende “allopatiche”, come se le prime vivessero di aria mentre le seconde fossero solo avide di denaro. Così non è, naturalmente ed anche le aziende omeopatiche sanno essere venali, scorrette e disoneste.

L’ultimo scandalo in ordine di tempo è quello emerso in Germania, un gruppo di aziende omeopatiche (tra le quali la nota Heel, distribuita in Italia dalla GUNA e la Weleda, notissima in Germania) ha creato una sorta di associazione, la DHU. Lo scandalo è scoppiato quando si è scoperto che il gruppo ha finanziato con una somma di 43.000 euro l’anno (scommettiamo che i soldi non erano omeopatici?) il giornalista e blogger Claus Fritzsche per una missione: criticare e demolire l’immagine dei critici dell’omeopatia e degli scettici con particolare accanimento nei confronti del professor Edzard Ernst, docente di medicine complementari e noto critico delle medicine alternative, un atteggiamento tipico delle lobby più agguerrite e minacciose. Il continuo accanimento e gli attacchi personali (non sempre corretti) del giornalista sono stati fatali, l’uomo ha ammesso di aver ricevuto finanziamenti dall’industria omeopatica. La replica delle aziende è piuttosto scarna: “non c’è niente di strano nel finanziare un giornalista“. No eh?
Peccato che questo facesse di tutto per attaccare a pagamento le persone (non i fatti, quindi, ha usato insulti e diffamazioni) che criticavano ferocemente l’omeopatia, deontologicamente e moralmente vergognoso quindi ed anche contro il codice professionale dei giornalisti del suo paese. La Weleda dopo la diffusione della notizia ha annunciato di voler sospendere i finanziamenti.
Curioso, si accusano i critici dell’omeopatia di essere “pagati da Big Pharma” e si scopre che è “Big Homeo” a pagare chi li perseguita.

Ecco, quando vi raccontanto che l’omeopatia è un’alternativa alle multinazionali ora sapete che non hanno nulla di diverso. Nel male, soprattutto.

Alla prossima.

Aggiornamento (25/07/12): Anche la DHU (associazione che riuniva aziende omeopatiche) ha annunciato di aver bloccato i finanziamenti al giornalista Fritzsche.

Christian Raimo (1975) è nato a Roma, dove vive e insegna. Ha pubblicato per minimum fax le raccolte di racconti Latte (2001), Dov’eri tu quando le stelle del mattino gioivano in coro? (2004) e Le persone, soltanto le persone (2014). Insieme a Francesco Pacifico, Nicola Lagioia e Francesco Longo – sotto lo pseudonimo collettivo di Babette Factory – ha pubblicato il romanzo 2005 dopo Cristo (Einaudi Stile Libero, 2005). Ha anche scritto il libro per bambini La solita storia di animali? (Mup, 2006) illustrato dal collettivo Serpe in seno. È un redattore di minima&moralia e Internazionale. Nel 2012 ha pubblicato per Einaudi Il peso della grazia (Supercoralli) e nel 2015 Tranquillo prof, la richiamo io (L’Arcipelago). È fra gli autori di Figuracce (Einaudi Stile Libero 2014).
Commenti
14 Commenti a “L’incomprensibile fascino molto italiano per quella cosa chiamata omeopatia”
  1. ciccio scrive:

    io mi curo omeopaticamente e posso dimostrare l’efficacia di certe sostanze. non ho mai sentito nè preso le schifezze citate nell’articolo come il muro di berlino o affini, l’omeopatia è anche una filosofia e chi la intraprende è perfettamente cosciente di quello che fa, non capisco quest’odio immotivato, continuate a curarvi come volete perché screditare gli altri?

  2. Enrico Marsili scrive:

    Bello trovare anche qui un tema scientifico, e sempre piacevole leggere Wee Wee (ora medbunker). A Ciccio e a tutti gli altri creduloni (mi sto trattenendo) si puo`solo dire: fate pure, curatevi con la magia, Harry Potter e la biodinamica. Ci pensera`l`evoluzione a fari fuori. Pero`aspettatevi robusti lanci di letame qualora tentiate di diffondere in pubblico le vostre bislacche teorie.
    saluti,
    Enrico
    Biotecnologo

  3. ciccio scrive:

    Scusa Enrico, comunque quest’articolo è un coacervo di banalità impressionante, i globuli sono zuccherini: ma va? Se non avete la minima idea di che cosa sia la “memoria dell’acqua” che persino Wikipedia dice essere senza basi scientifiche è inutile attaccare. Guardatevi chi ha vinto il premio nobel per la fisica nel 2007, sapete che cosa avevo scoperto? La memoria dell’acqua! Eccola qui http://it.wikipedia.org/wiki/Magnetoresistenza_gigante

  4. Enrico Marsili scrive:

    Ciccio, fai parecchia confusione. Evito di infierire, perche`e`chiaro che non hai la minima idea di cosa stai dicendo e non hai una formazione scientifica. Ma perche`non dai i tuoi soldi ai bisognosi invece che ai produttori di acqua zuccherata?
    Auguri

  5. ciccio scrive:

    Ciao Enrico sono un ricercatore scientifico, non mi credo Dio in terra come voi allopatici, ma so quel che dico.

  6. Enrico Marsili scrive:

    Qual e` la tua area di ricerca? Non puo` essere matematica, fisica, chimica, biologia, medicina.
    Se sei ricercatore in Italianistica o Lingue moderne non vale.

    Facciamo cosi`: tu mi dai mille euro in una busta e io ti restituisco la busta. Poiche` la busta mantiene la memoria dei soldi che ha contenuto, siamo pari e patta :)

    Se ti va di discutere seriamente, trovi la mia email su internet. Saluti

  7. lorenzo scrive:

    caro biotecnologo, sai cosa vuol dire bio?
    e allora perché ce l’hai ANCHE con la biodinamica?
    Non sarebbe meglio che ti informassi prima di spare alla chi pijo pijo?

  8. Salvatore Chirumbolo scrive:

    Ho lavorato molti anni nella presunzione di verificare possibili basi scientifiche sull’omeopatia. Dopo anni, la mia conclusione è che gli omeopati sono paragonabili ad una setta esoterica e non sono inclini a sostenere alcun civile dibattito. Inoltre, fondano le loro certezze su presupposti ipotetici, quali le anomalie chimico-fisiche dell’acqua liquida, su cui esiste una vasta letteratura scientifica solida, per dire che i farmaci (sì, li chiamano così…) omeopatici funzionano.
    Quando ho cominciato a uscire dall’ingombro di fanatici e a criticare, sono stato perfino denunciato per diffamazione.
    Sono rimedi antropologici, non farmacologici. a meno che non abbia ragione Chikramane….

    Salvatore Chirumbolo, Tecnico Ricercatore Università di Verona

    1: Chirumbolo S. Reply to Paolo Bellavite. Eur J Intern Med. 2014 Jan 14. pii:
    S0953-6205(13)01041-8. doi: 10.1016/j.ejim.2013.12.008. [Epub ahead of print]
    PubMed PMID: 24439557.

    2: Chirumbolo S. Oscillococcinum®: Misunderstanding or biased interest? Eur J
    Intern Med. 2013 Nov 13. pii: S0953-6205(13)00985-0. doi:
    10.1016/j.ejim.2013.10.011. [Epub ahead of print] PubMed PMID: 24239272.

    3: Chirumbolo S. Adverse effects and homeopathy: may remedies yet contain noxious
    or toxic molecules? Br J Clin Pharmacol. 2013 Oct 18. doi: 10.1111/bcp.12259.
    [Epub ahead of print] PubMed PMID: 24134131.

    4: Chirumbolo S. Homeopathy is not pharmacology. J Intern Med. 2013
    Dec;274(6):612-3. doi: 10.1111/joim.12132. Epub 2013 Sep 20. PubMed PMID:
    24010491.

    5: Chirumbolo S. Bias and adverse effects of homeopathy: is scientific criticism
    in homeopathy a “mission impossible”? Int J Clin Pract. 2013 Sep;67(9):923-6.
    doi: 10.1111/ijcp.12225. PubMed PMID: 23952470.

    6: Chirumbolo S. Plant-derived extracts in the neuroscience of anxiety on animal
    models: biases and comments. Int J Neurosci. 2012 Apr;122(4):177-88. doi:
    10.3109/00207454.2011.635829. Epub 2011 Dec 1. Review. PubMed PMID: 22050267.

    7: Chirumbolo S. Gelsemine and Gelsemium sempervirens L. Extracts in Animal
    Behavioral Test: Comments and Related Biases. Front Neurol. 2011 May 16;2:31.
    doi: 10.3389/fneur.2011.00031. eCollection 2011. PubMed PMID: 21647210; PubMed
    Central PMCID: PMC3098419.

  9. Ligeia scrive:

    Volete sempre che tutto sia dimostrato scientificamente, altrimenti non ha efficacia. Ma chi ha dimostrato scientificamente che Dio esiste?……

  10. maurizio scrive:

    ciccio..sei un ricercatore scientifico??..ahahah..mai sentita questa denominazione..ma non farmi ridere.
    Io non sono ricercatore..sono laureato in filosofia.. mi curo con erbe medicinali da anni e sono un fan della naturopatia..pero’ l’omeopatia e’ solo una truffa.. ho analizzato una confezione di Oscillococcinum..non c’e’ miente dentro..piantatela..

  11. Marina scrive:

    Un cumulo di banalità prive di qualunque fondamento di una persona che non ha mai provato a curarsi con l’omeopatia. Io mi ci curo da 30 anni e, guarda un po’, ci curo anche il mio cane – che, di sicuro, non ha effetti placebo – da qualunque tipo di patologia, così a sessantasette anni non sono intossicata dalla chimica e godo ottima salute.

  12. Per Marina scrive:

    A Marina, ma vaffanculo a te e al tuo cane!

  13. Giuseppe scrive:

    Vedo che le risposte sono sempre più nervose… Ma è così difficile ammettere che esiste una libertà di cura, sancita dalla nostra carta costituzionale? Forse da fastidio alle lobby del farmaco, a cui tutti gli sbeffeggiatori dell’omeopatia, inconsapevolmente o meno, rendono un gran servizio. Andatevi a leggere le ricerche di Montagnier (non Chirumbolo, chi è costui?) sulla memoria dell’acqua, perchè tutti parlano per partito preso, senza sperimentare? Transduction of DNA information through water and electromagnetic waves http://arxiv.org/abs/1501.01620
    Su una cosa Chirumbolo ha parzialmente ragione (capita anche a lui), l’Omeopatia non è solo basata sulla scienza in senso stretto, ma anche su principi antropologici, rendendola così, più completa della Medicina meccanicistica odierna, in crisi in quasi ogni suo paradigma.
    Comunque l’Omeopatia non è una fede, se uno ha interesse, gli consiglio di sperimentarla, per poi magari parlarne male a ragion veduta, altrimenti il silenzio è la migliore, in questo caso, delle risposte.

  14. Salvatore Chirumbolo scrive:

    E’ giusto che esista una diversità di pensiero. uno può benissimo scegliere di non mangiare o di non curarsi, perfino. Non c’è problema su questo. Uno si sveglia la mattina d’inverno, fa colazione, indossa cappotto, guanti e sciarpa e compra l’Oscillococcinum per i sintomi che presume siano influenzali. Un altro va dal medico e decide di fare il vaccino. Un altro sta a letto e prende la tisana di erbe della nonna.
    Embè?
    Che c’entra con la scienza?
    E’ stupida l’idea che si debba usare la scienza per dimostrare se qualcuno mi ami o che io ami qualcuno. Com’è stupida l’idea che non dovendo dimostrare le certezze morali, non c’è nulla di dimostrabile. La scienza usa linguaggi ben precisi, dettagliati e definiti, un pò com’è ovvio, per un bambino di 5 anni, che se vuoi dipingere copiando per filo e per segno Caravaggio devi usare gli occhi, la mente, il cuore e soprattutto le mani e non infilarsi il pennello nelle orecchie o nelle narici….si sa che si dipinge con un pennello, non con un vaso cinese…Insomma…se parliamo di scienza parliamo di una cosa molto precisa…
    e per dimostrare l’esistenza di Dio è faclissmo. Dio esiste perchè è misericordioso (lo dice anche il Corano, non solo la Bibbia). Quindi se proviamo la misericordia proviamo Dio. la misericordia si prova se uno dicendo cazzate galattiche, respira ancora per i successivi tre quarti d’ora e non muore fulminato.
    infatti….è quello che è accaduto a chi ha detto che “allora dovremmo dimostrare anche Dio…” Mi conferma, vero?

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