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Il teologo che sogna la Chiesa del Concilio

Pubblichiamo un’intervista di Francesco Pacifico, uscita su «Repubblica», a Matthew Fox, autore del libro «La guerra del papa – perché la crociata segreta di Ratzinger ha compromesso la Chiesa (e come questa può essere salvata)» (Fazi).

Matthew Fox, americano, teologo ed ex domenicano, si era fatto riscoprire in Italia l’anno scorso con In principio era la gioia, un libro felice tutto improntato alla riscoperta della tradizione cristiana dell’amore per la natura – da Tommaso a San Francesco a Meister Eckhart, contro l’ossessione del peccato originale. La guerra del papa – perché la crociata segreta di Ratzinger ha compromesso la Chiesa (e come questa può essere salvata) (Fazi, 2012) è invece teso e oscuro. Qui Fox smonta pezzo a pezzo la vita e l’operato di Ratzinger, l’uomo che dopo una disputa durata tutti gli anni Ottanta ha allontanato Fox dall’insegnamento e dall’ordine domenicano nel 1993.

Lei scrive che nella Chiesa è in corso uno scisma da quarant’anni.

Il rifiuto del Concilio Vaticano II mette Roma in una condizione scismatica. Sono stati rifiutati i seguenti insegnamenti del Concilio: la decentralizzazione della chiesa con l’affidamento di poteri decisionali alle conferenze nazionali; l’aumento del contributo dei laici soprattutto nella liturgia; la libertà di coscienza e di discussione per i teologi. La chiesa ha represso il “sensus fidei” su questioni come il controllo delle nascite; ha eliminato la teologia di liberazione; ha rimpiazzato la teologia del “popolo di Dio” con un’ecclesiologia centrata sulla curia; ha chiuso all’ecumenismo religioso. Tutto ciò soffoca completamente lo spirito e la lettera del Vaticano II. Perciò Roma è in stato di scisma.

Partiamo dall’aneddoto più suggestivo del suo libro. Un suo amico, di fronte a papa Giovanni XXIII e al giovane Ratzinger, dice che secondo alcuni studi Gesù non avrebbe mai detto a Pietro: “Tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la mia Chiesa”.

Il papa rise e disse: “Be’, meglio se scendo da questo trono, allora”. Era un pranzo al seminario di Roma. Risero tutti tranne Ratzinger. Gran parte degli studi biblici concorda che Gesù non disse quelle parole, essendo esse un gioco di parole in greco e Gesù non sapeva il greco. Furono quasi certamente aggiunte quando la questione dell’autorità della Chiesa si fece più urgente.

Lei sembra pensare che non si possa basare il cristianesimo sugli europei Kant e Cartesio. Può esserci unità, se ogni continente porta elementi così diversi al cristianesimo?

L’unità non è uniformità! Sulla terra vediamo ovunque unità nella diversità. Le piante e gli animali e gli uccelli sono diversi di regione in regione ma sono pur sempre piante e animali e uccelli. Ogni bioregione ha la sua bellezza da manifestare e condividere. C’è unità nel riconoscimento che la persona e gli insegnamenti di Gesù ruotano attorno alla compassione e alla giustizia; e che il Cristo Cosmico rappresenta la presenza del Divino in noi e in tutti gli esseri.

Lei sostiene che Ratzinger stia cercando di ridimensionare la Chiesa, che vuole una Chiesa compatta, militante, costruita sulla forza di movimenti come l’Opus Dei. C’è qualcosa di scismatico?

Il fascismo – l’ossessione di controllare e di considerare l’obbedienza come prima virtù – è pericolosissimo. Susan Sontag definisce il fascismo “violenza istituzionalizzata”: ce n’è stata molta negli ultimi quarant’anni di storia della Chiesa: pensi a come 101 pensatori della chiesa sono stati ridotti al silenzio (li elenco tutti nel mio libro); consideri la copertura dei preti pedofili in molti paesi in nome della difesa dell’istituzione. Cosa c’è di più violento che passar sopra a degli abusi di bambini?

Uno dei punti chiave del suo libro è il rapporto fra Ratzinger e il ’68.

Ratzinger fu scioccato dalle rivolte giovanili del ’68: prima come teologo aveva espresso pensieri progressisti al Vaticano II, dopo diventò molto rigido e si concentrò sulla propria ascesa. Dovrebbe domandarsi come mai era così a disagio di fronte al caos. Chi fabbrica un Dio di Ordine pratica una forma moderna di idolatria.

Secondo lei molti martiri cattolici recenti sono stati lasciati soli dalla chiesa. La teologia della liberazione ne è un esempio.

Il vescovo Camera, Romero, Casigalida, Arns, Leonardo Boff: furono tutti campioni dei diritti della gente, e la gente lo sapeva. Non sarebbe stato meraviglioso se Roma si fosse incontrata con queste persone e avesse detto semplicemente: “State prendendo i valori del Vaticano II, come la giustizia, e li state applicando a situazioni pericolose nei vostri paesi. Come possiamo aiutarvi?”? E anche: “Cosa potete insegnare a noi europei e nordamericani che siamo più privilegiati?”

Il suo libro rivela un grande dolore.

Nel mio libro scrivo della necessità di vivere un lutto. Ogni cattolico e ogni cristiano deve vivere il lutto per ciò che è andato perso quando le speranze e le promesse del Vaticano II sono state indebolite. E con il lutto viene una nuova nascita e una nuova creatività per far rinascere la chiesa.

La sua posizione pare molto leggera sui dogmi. È un bene per gente che ha bisogno di struttura e obbedienza?

Se la storia europea del ventesimo secolo ci insegna qualcosa è che dovremmo mettere in discussione un bisogno troppo profondo di struttura e obbedienza.

Ratzinger offre ai cattolici una disciplina.

La disciplina richiede discernimento, non è un valore in sé. Quando la disciplina serve a creare bellezza e giustizia e amore, è buona e importante.

La sua teologia non è un po’ soft?

Forse chiamando la mia teologia “soft” la gente tradisce un pregiudizio contro il femminile, visto che riconoscere l’aspetto femminile della Divinità è importante per la mia teologia. Credo che sfilare in stoffe rosse e farsi trattare come dei principi sia il massimo del “soft”. E nascondersi dietro a un branco e fare i bulli denunciando i pensatori sia un modo finto di essere duri che rivela una mollezza di fondo, una mancanza di virilità e di autentica forza spirituale e intellettuale.

Ratzinger secondo lei è agostiniano, lei invece è con San Tommaso.

Ratzinger ha fatto la sua tesi di dottorato su Sant’Agostino. E Agostino ci ha lasciato insegnamenti molto pericolosi: il peccato originale; il sessismo (“l’uomo ma non la donna è a immagine e somiglianza di Dio”); la fissazione sul sesso; il dualismo (“lo spirito è ovunque non sia la materia”)… Tommaso resiste al platonismo sia in Agostino che in Platone e preferisce Aristotele a Platone perché Aristotele non disprezza la materia. Tommaso studiò la scienza. Era un vero mistico della creazione.

Francesco Pacifico è nato a Roma nel 1977, dove vive. Ha pubblicato i romanzi Il caso Vittorio (minimum fax), Storia della mia purezza (Mondadori) e Class (Mondadori). Ha tradotto, tra gli altri, Kurt Vonnegut, Will Eisner, Dave Eggers, Rick Moody, Henry Miller. Scrive su Repubblica, Rolling Stone, Studio.
Commenti
2 Commenti a “Il teologo che sogna la Chiesa del Concilio”
  1. Fabrizio scrive:

    Nessuna discussione con il Mondo Moderno.
    Non esiste un problema, e non esisterebbe lo Scisma (teoogico), che invece c’e’, perche’ la Modernita’ ha intaccato la Chiesa e il Vaticano fino alle ossa.
    La Chiesa di Roma e’ la Chiesa Preconciliare.
    La Chiesa Post Concilio Vaticano II e’ una chiesa riformata, pseudo Anglicana. Psicologica. Assistenziale. Moralstica non morale. Irrituale. Inefficace. In dissolvimento totale.
    Paolo Vi si rese conto della deriva insita nel Concilio aperto da Giovanni XXIII, e argino’ la secolarizzazione tentando addirittura il rovesciamento a protezione dei cattolici: porre Maria a -Madre della Chiesa- per coniugare la Chiesa al culto mariano (e alla Comunione dei Santi) come estrema ratio della perdita, ormai inevitabile, dell’efficacia del Rito Tridentino e della Transunstanzazione, che non e’ piu’ attuata.
    La Chiesa Cattolica Apostolica Romana si e’ ritirata nell’estrema difesa delle Confraternite Lefebvriane.
    Lo scisma e’ pienamente in atto, ed e’ la Disgregazione dell’apostasia e della perdita di ogni argine (non mentale, non psicologico) tra Premodernita’ e Modernita; tra Verita’ e Relativismo, tra Transustanzazione e Simbolismo.
    Benedetto XVI non ha rinunciato al Soglio Pontificale; ha semplicemente lasciato quel che non esiste piu’: La Cattedra di Pietro. E senza Pietro in Terra manca la Protezione dello Spirito di Cristo interveniente dal Cielo.
    Ergo: Consacrare al Sacro Cuore di Maria la Russia (Fatima) non basta, e non bastera’ piu’, perche’ il Cristo stesso sta lasciando la Terra.
    Paolo VI ha tentato di introdurre la “Divinizzazione di Maria” ad un alto Scopo.
    Intercedere presso il Figlio.
    Ma come nella parabola delle Nozze di Cana, quando la Madonna implora il Cristo per il vino che manca nella mensa, Gesu’, in primis, le risponde: “Donna, cosa vuoi da me?”.
    E intende: se Loro (l’Umanita’) non provvede nella celebrazione matrimonio al Vino (simbolo della essenzialita celebrativa, dell’Amore coniugale e per trasposto: simbolo della Essenzialita’ essa stessa -del riconoscimento divino e della vera Fede-) allora, Donna (Umanita’ Recettiva e Passiva verso Dio) cosa vuoi da me? (impossibilita’ dell’intervento stesso dello Spirito sulla terra per l’equivoco e smarrimento del Senso stesso della esistenza umana, confusione indistricabile dell’uomo immanente, dall’Uomo Trascendente).
    In parole piu’ dirette: Gesu’ il Cristo chiede all’Umanita’ che gli si rivolge: cosa vuoi da me? che hai disconosciuto l’essenza stessa dei riti e della Chiesa che io t’ho dato?
    Benedetto XVI se ne e’ andato perche’ la Chiesa era gia’ andata persa, e l’Uomo Ratzinger (non piu’ il Papa di un-nulla) non intende finire perduto in una confusione infernale, Post Mortem, degna del Bardo Thodol dei tibetani, dato che e’ questo lo Spazio-Animico-Intermedio che e’ stato lasciato crescere anche per i cristiani e per i cattolici, con il Concilio Vaticano II.
    La questione piu’ strana e’ che si possa leggere con chiarezza maggiore l’attualita’ non piu’ per il tramite (del neopsicologismo) dei teologi vaticani ma piuttosto andando a fondo dell’Esoterismo di Rene Guenon, che -fattosi mussulmano- in ultimo, ma sempre di un Islam “vestito della lana dei Sufi” , comprendeva perfettamente che la riforma del Concilio Vaticano II aveva condannato la Chiesa Romana all’inefficacia-mantica del rituale e aveva realizzata la piu’ oscura Profezia di Fatima.
    Guenon dice: nessuna discussione con i moderni ma solo un pieno e Tradizionale e Assoluto Rifiuto della modernita’.
    E Guenon piu’ che fascista era superfondamentalista e non cristiano. Un bastione inespugnabile della Tradizione Primordiale.
    questo e’ come dire: Attendiamo il compimento del Kali Yuga? Direi, leggendo anche questa intervista: Si. Perche’ a questo punto e’ storicamente inevitabile.
    Ratzinger non e’ stato sovversivo e antitradizionale, ha piuttosto espresso col suo “Gran Rifiuto” un ultima Fatwa contro la Chiesa di Roma, che potrebbe essere tradotta in: Non sei piu’ la Chiesa di Cristo. Questo non e’ piu’ il Mandato di Pietro.
    1)_Ratzinger ha ragione: Fatima non ha esaurito il Suo Messaggio.
    2)_Il Mondo Moderno E’-il-Male-in-Se.
    3)_L’uomo-immanente (quasi un clone) e’ deprivato della Ruach, e’ solo una Zolla Cieca. Chiarisco: L’uomo attuale E’ quasi compiutamente: l’uomo-immanente.
    4)_Il cammino dell’Entelechia delle anime degli Umani, dopo la morte, sara’ difficoltoso, come era ancora prima degli Etruschi e degli Assirobabilonesi.
    5)_La Chiesa Cattolica Apostolica Romana in Vaticano e’ inesistente.
    6)_Le Confraternite Lefevbriane possono essere una possibile, pur tenue, forma di salvezza.
    7)_L’Islam Fondamentalista e sanguinario non e’ altro che l’espressione dell’inevitabile Ira di Dio; non piu’ Padre Figlio e Spirito Santo, ma l’Antico dei Giorni, che nella Sua Giustizia, non piu’ misericordiosa, in altri tempi ha inviato anche l’Angelo della Morte.
    Conclusione: Apocalittici; o Integrati?
    assolutamente e definitivamente apocalittici, e in ritiro spirituale, con Ratzinger per salvarsi almeno l’anima.

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