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Incontri e passaggi, nel mondo di Hugo Pratt

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(immagine: Hugo Pratt a Venezia Malamocco c) 1980 Cong SA, Svizzera)

Raccontava Hugo Pratt in un’intervista rilasciata all’Europeo all’inizio degli anni Settanta: «A Venezia studiavo, andavo a scuola, dimostravo di essere abbastanza dotato per il disegno, ma il mio scopo principale era di attraversare l’intera città da un tetto all’altro. Vivevo praticamente sui tetti, e, sui tetti, sotto le tegole, tenevo le mie cose, i miei giornali, i miei libri…»

Il pezzo dell’Europeo era intitolato Una sera con Pratt, l’Orson Welles dei fumetti. In poche parole, con uno scarto improvviso che porta dall’atto concreto dello studio a qualcosa che suggerisce l’immagine del volo, ecco comparire la magia, quella stessa forma di incanto che pervade le sue storie, le storie di uno dei più grandi artisti e narratori italiani del Novecento. Anche – e soprattutto – se egli stesso si definiva con orgoglio un fumettaro («Non ho alcuna vergogna a dichiararmi fumettaro quando tutti amano definirsi artisti»).

A lui e ai suoi personaggi e al suo genio visivo è dedicata Incontri e Passaggi, una mostra curata dal museo Hergé di Bruxelles, assieme a Patrizia Zanotti, che ha fatto tappa al festival di Angoulême e che adesso è a Roma, al Macro di Testaccio, nello spazio La Pelanda, dove rimarrà fino al 24 maggio. Diciamolo subito: non perdetela, che siate appassionati, o curiosi, o completamente a zero; si può sempre recuperare, e ne vale la pena. Perché si respira un’aria che sa piacevolmente di creatività e avventura, di influssi dalla letteratura di ogni tempo e ogni parte del mondo. Pratt era cosmopolita e viaggiatore, orgoglioso della propria libertà “fino al rischio di esserne danneggiato”, come ha ricordato di recente Milo Manara, suo grande amico; e tutto questo si riflette nelle oltre 120 opere ospitate, tra disegni, acquerelli, strisce a fumetti, copertine.

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(Corto Maltese, Memorie c)1988 Cong SA)

È un viaggio, e si parte con gli artisti che Hugo Pratt da giovane – nacque a Rimini, si spostò tra l’Africa Orientale e Venezia – più amava. «Quando avevo quindici anni mio padre mi regalò un suo libro: un’opera scritta in inglese che mi diede quando partì per il campo di concentramento. Mi regalò quel libro dicendomi: ‘Ora vai a cercare la tua isola’. Quelle sono state le ultime parole che mi disse. Poi è morto e io sono rimasto con quel suo libro, era L’isola del tesoro». Il padre morì nel campo di prigionia, in Etiopia, la famiglia di Pratt riuscì a riparare in Italia; con la fine della guerra inizia a lavorare con penna e matite, fonda la rivista Asso di Picche, crea le sue prime storie sotto l’influenza dei grandi americani come Milton Caniff… il gioco ha inizio.

I romanzieri d’avventura – Stevenson, James Oliver Curwood e il western di Zane Grey, James Fenimore Cooper e l’inglese Rudyard Kipling – dominano l’immaginario di Pratt, ma arriveranno più avanti anche Jack London e i sudamericani, visto che sbarcherà in Argentina negli anni Cinquanta. Lì lavora con Héctor Oesterheld, lo sceneggiatore dell’Eternauta, tra le vittime della dittatura militare una ventina d’anni dopo («Assieme abbiamo fatto centinaia di tavole: Sgt. Kirk, Ticonderoga, Ernie Pike. Malgrado tutto, però, non andavamo molto d’accordo e tra noi due si creavano spesso dei problemi, ma Oesterheld è stato il miglior sceneggiatore che abbia mai conosciuto»).

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(Ernie Pike, Tarawa c)1958 Cong SA, Svizzera)

Sono l’oceano Pacifico e sono il più grande di tutti. È il 1967, un anno che sui calendari è talmente sottolineato da quasi dover scomparire, e l’imprenditore genovese Florenzo Ivaldi gli affida le chiavi di una rivista a fumetti, diretta da Claudio Bertieri. Pratt ha quarant’anni, era senza un lavoro fisso e sul numero di luglio fa debuttare Corto Maltese, il viaggiatore, il pirata, l’eroe/antieroe del fumetto italiano. Una ballata del mare salato, il racconto che s’apre con la voce dell’oceano, raccoglie insieme esotismi e il romanzo storico, l’avventura per ragazzi, i film con John Wayne e i rimandi alla letteratura “adulta” – Colerdige, W.B. Yeats. Atmosfere che torneranno e si modificheranno nei fumetti successivi, dalle storie ambientate in Brasile fino all’Europa in guerra e all’Africa e al ritorno nell’Asia (Corte Sconta detta Arcana). E se per Hugo Pratt Corto Maltese non sarebbe mai morto («Corto ringiovanisce per via del pubblico. Perché farlo invecchiare e morire? Ne Le Elvetiche ho preferito fargli bere l’elisir di lunga vita di Paracelso. È successo anche nel caso di Indiana Jones. Ora non invecchia più»), l’anno scorso l’avventuriero è tornato in Sotto il sole di mezzanotte, una storia da Juan Dìaz Canales e Rubén Pellejero.

È difficile insomma contenere tutte queste suggestioni – perché sono davvero sterminate, ci sarebbe da aggiungere Shakespeare e la passione per l’esoterismo, Arthur Rimbaud e ancora Borges e Roberto Arlt, di cui Pratt amava I sette folli – ma vedere dal vivo una ricca parte di lavori – con i colori originali e la parola scritta sulla pagina – dà sostanza al genio, e soprattutto invoglia alla lettura o perché no alla ri-lettura.

Anche perché questo era quello che desiderava Pratt: «Vorrei che le mie storie creassero delle immagini che fossero come dei segni e spingessero quindi a una maggiore curiosità. Una piccola curiosità di partenza che apre le porte di un mondo sconosciuto».

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(Corto Maltese, La casa dorata di Samarcanda, dettaglio c)1980 Cong SA, Svizzera)

La mostra Incontri e Passaggi è a cura di CONG SA, realizzata da COMICON in collaborazione e in occasione di ARF! Festival. Il catalogo è edito da Rizzoli Lizard.

Liborio Conca è nato in provincia di Bari nell’agosto del 1983. Vive a Roma. Collabora con diverse riviste; ha curato per anni la rubrica Re: Books per Il Mucchio Selvaggio. Nel 2018 è uscito il suo primo libro, Rock Lit. Redattore di minima&moralia.
Commenti
Un commento a “Incontri e passaggi, nel mondo di Hugo Pratt”
  1. Tuinder scrive:

    Incontri e passaggi: la mostra in bianco e nero. Un pomeriggio dedicato a Hugo Pratt e Corto Maltese, attraverso le dediche di Canales e Pellejero, le immagini della mostra e il dibattito con gli autori di Sotto il sole di mezzanotte. Image credit:  Giuseppe Martini Incontri e passaggi: il tempo, la linea e il colore Immagini della mostra, dall allestimento fino all incontro con gli autori di Sotto il sole di mezzanotte. Image credit: Sergio Pricci

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