Italia amore: episode one

Uno scambio tra Christian Raimo e Marco Mancassola uscito su Rolling Stone di questo mese.

CR >> Tim Robbins all’inizio di Natura morta con picchio scrive che c’è solo una domanda importante: come far perdurare l’amore? Secondo l’Istat in Italia ogni anno avvengono un po’ più di cinquantamila divorzi, in costante aumento. Secondo l’Annuarium Statisticae Ecclasiae, ogni anno circa cinquecento coppie chiedono l’annullamento della Sacra Rota, quasi il doppio di dieci anni fa. Secondo l’Ipsos, un istituto di indagini telematiche, ogni mese grazie a meetic.it si creano circa trecentoventi nuove storie d’amore. Se dobbiamo credere alle statistiche e siamo un po’ soli e malinconici, potremmo sapere dove andare a cercare la nostra anima gemella. E se non vogliamo ritrovarci a litigare per gli alimenti, ci assicurano quelli di Meetic, possiamo compilare un test di psicometria, che si chiama meeticaffinity. Ogni sito di incontri funziona così: cerca di misurare la compatibilità relazionale, attraverso un’analisi delle nostre caratteristiche, fisiche e psicologiche. Quanto sei alto, quanto pesi, qual è il tuo film preferito e quali sono i tuoi hobby. La maggior parte di noi è già abituata da facebook a autodescriversi continuamente, non sarà complicato né difficile rispondere ai quesiti che ci pone Meetic, ho pensato mentre digitavo il mio numero di carta di credito dalla quale venivano prelevati per un mese 44 euro e 99 centesimi. E infatti non era difficile. Ho saputo dire sì e no a tutte le domande, in venti minuti ho definito chi ero io, cosa volevo, come pensavo dovesse essere una relazione funzionante tra due persone. Soltanto rispetto a una questione mi sono trovato un po’ in imbarazzo.
Tra gli hobby, oltre la lettura, gli sport, e le uscite tra gli amici, veniva messo qualcosa che non sapevo come rubricare: la fede. Avevo io l’hobby della fede, ossia andare a messa, frequentare riti liturgici, prendere la comunione, confessarmi, pregare? Prima di dare l’okay, sono rimasto un secondo a pensare. E mi è venuto in mente quello che scrive Jaron Lanier all’inizio di questa specie di “uomo a una dimensione” degli anni 2000 che è Tu non sei un gadget. Che l’esserci ormai abituati a rendere il significato di qualsiasi cosa computabile, ci sta forse progressivamente portando a pensarci come degli “uomini a più dimensioni”, scomponibili e riaggregabili come cartelle che contengono migliaia di file. Frammenti di noi facili da leggere, e da comunicare. Fede 6, sport 8, disponibilità 5, non fumatore. Però ho sospirato che se avessi scritto che avevo l’hobby della fede avrei dovuto invece ammettere di essere d’accordo con la prima lettera ai Corinzi di San Paolo, quando da una parte dice che gli esseri umani non ci capiscono molto di sé, che qui su questa Terra, “vedono come in uno specchio, in modo oscuro”, e dall’altra assicura anche se non pagherò il rinnovo a meetic da 29 euro il prossimo mese, comunque “l’amore non verrà mai meno”. Ho tentennato, non sapevo a chi dare veramente retta, ho tantissima paura di rimanere solo e con il cuore ferito.

MM >> “Uscire per un appuntamento non è più quello che si usava una volta, eh?” chiede Michael Caine a Clive Owen in un film di pochi anni fa, I figli degli uomini. Un film di semi-fantascienza dall’aria molto realistica. No, uscire non è più come una volta. Sempre qualche tempo fa, il New York Times pubblicava una serie di sex diaries inviati dai lettori, con i racconti delle loro serate e dei loro incontri, e il dato più evidente era l’estrema volubilità di tutti e di tutte: con l’asettica praticità di un sms, era comune fissare appuntamenti all’ultimo momento e all’ultimo momento annullarli, non appena compariva l’opzione di uscire con qualcuno di più desiderabile. L’intera città era un panorama di bidoni incrociati. E in Italia? Negli ultimi mesi spopola Grindr, l’applicazione per smart phones che ha rimesso la comunità omo, nel bene o nel male, all’avanguardia nella sociologia degli incontri. Funziona come un social media, con la tua foto e il profilo, abbinato alla geolocalizzazione: chiunque può vedere a quale distanza sei. Ovunque ti trovi, puoi dare un’occhiata e vedere chi sono gli altri iscritti più vicini: magari ce n’è uno a mezzo chilometro, magari qualcuno nella stessa pizzeria dove stai mangiando. Magari l’uomo della tua vita è sulla metro e vedrai la distanza accorciarsi sul display, cento metri, cinquanta, zero, per poi tornare a crescere, fino a sparire chissà dove. Ma visto che più spesso si cercano incontri veloci, l’applicazione ha una sua utilità. Ulteriore frontiera del consumismo sessuale? Il fatto è che tutti, omo e non omo, uomini e donne del XXI secolo, continuiamo a smaniare per metterci sul mercato. Dove per mercato si intende qualcosa di più esteso nella pura sfera economica. Ci piace consumare ed essere consumati. È come una specie di grande sacrificio, no? Non avendo più divinità a cui sacrificare, siamo noi stessi a saltare, allegri e disperati, nel grande fuoco del mercato, del consumo, delle mille occasioni, dei duemila contatti, delle diecimila scopate effettive o sfiorate, del milione di contraddizioni, del miliardo di dati e di flussi. Qualsiasi cosa pur di non restare immobili, muti e soli. Grindr è uno dei successi della application culture, anche se ormai di applicazioni ne vengono lanciate di continuo – ce ne sono tante che la vita media di ognuna è di poche settimane.
Ecco dunque un’altra idea per sviluppatori: un’applicazione per guardarsi negli occhi. Guardarsi negli occhi è una cosa molto umana, nel senso che gli animali quasi mai lo fanno, anche se a dire il vero gli umani stessi lo fanno sempre meno. Del tipo, il Papi e Ruby si saranno mai guardati negli occhi? Del tipo, quando dopo una serata di bidoni e di uscite andate a vuoto ti
risolvi a caricare una prostituta per strada, la guardi negli occhi? Nei miei sogni c’è questa applicazione che funziona come ChatRoulette, metti il telefono davanti alla faccia e il programma ti connette con un altro utente a caso, inquadrando soltanto gli occhi. Nessuno dei due sa chi sia l’altro, difficile capire quanti anni abbia, difficile persino capire se sia uomo o donna. Non facciamo altro che guardarci negli occhi. A lungo. Senza parlare, senza fare nient’altro.

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