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Italiano! Dico proprio a te! Smetti di odiarti per un quarto d’ora e leggi questo (da “Enciclopedia capricciosa di tutto e di niente” di Charles Dantzig)

Come vedono gli scrittori e gli intellettuali degli altri paesi noi italiani?

Oggi vorremmo invitarvi a prendere confidenza con un gioiellino sconosciuto ai più. Si tratta dell’Enciclopedia capricciosa di tutto e di niente dello scrittore francese Charles Dantzig, pubblicata in Italia da Archinto.

Si tratta di un libro scherzosamente organizzato come un’enciclopedia, con una serie di liste (sull’arte, sul sesso, sugli insulti, sui gesti, sulle città…) per provare a organizzare con un pizzico di ironia e molta classe il caos che ci circonda. In un’epoca di rancori incrociati, insoddisfazione cronica e odio di sé riversato con monotona puntualità sul prossimo perché l’odio per se stessi medesimo cuocia ancora più a puntino, potrebbe riverlarsi un toccasana.

Vi invitiamo ad acquistarlo e leggerlo: qui.

E magari, per invogliarvi a farlo, ve ne presentiamo un piccolissimo estratto. Magari dalla lista dedicata ai popoli (i francesi, gli inglesi, gli americani, i polacchi, gli irlandesi…), e magari pescando anche dalla parte che riguarda noi italiani. Chissà, l’odio di sé potrebbe ricevere una sconfitta temporanea. Buona lettura. E ricordatevi che il lbro tutto merita!

di Charles Dantzig (da L’enciclopedia capricciosa di tutto e di niente)

I FRANCESI

I francesi sono ragionatori. Ne deducono che gli altri li considerano intelligenti. Con “ragionatori” dovete intendere il più delle volte che vogliono avere ragione. Da qui, tutti quei commessi che nei negozi vi rispondono “sì, ma”, o addirittura, “è un problema suo”, e non cedono mai, accecati dall’orgoglio e dalla stupidità.

I francesi seguono lo Stato come un corteo di malati e gridano di essere individualisti.

I francesi sono così frivoli che non covano mai vendetta a lungo.

I francesi sono così stupidi da pensare di essere amati, ma sono abbastanza ingenui da credere di essere ammirati.

GLI ITALIANI

La prima qualitàdell’Italia è che è abitata da italiani. Cortesia, la spontaneità, il sorriso non hanno altra patria; Italia significa vacanze. – Ho capito, ho capito. Le Brigate rosse. E poi i grandi stronzi. – Almeno gli italiani non li nascondono. Anzi, li mettono in mostra. A loro è dedicata gran parte del cinema italiano. Agli italiani piacciono i rincoglioniti. Gli italiani sono così umani.

La commedia italiana degli anni Settanta era audace perché non risparmiava, oltre ai borghesi e agli aristocratici, la “piccola gente”. L’Italia eterna, quella di Brutti, sporchi e cattivi, il film di Scola. Un catino, una sedia traballante, della biancheria stesa disordinatamente sulla corda, il fracasso di una radio che trasmette musica, e al di là di tutto questo un grande disegno.

Agli italiani non piace si parli bene di loro. Si irritano, gridano allo stereotipo. Quel bene ha a che vedere con la gentilezza; quel bene ha che vedere con la bellezza. Viene offesa la loro virilità già calpestata dal matriarcato. Credono che gentilezza e bellezza sianoqualità femminili. Gli italiani vorrebbero passare per tedeschi.

In Italia ci sono vecchi cantanti con baffi e occhiali. A tal punto gli italiani amano la canzone.

Basta andare su una spiaggia italiana per vedere che soltanto in Italia possono esserci i ragazzi. Questo è un nome affettuoso al quale si può avvicinare “the boys” in Inghilterra, solo che quando gli anglosassoni dicono “the boys” vuol dire che la carneficina della guerra non è lontana.

Quando un’italiana è elegante, lo è davvero. (Quando un’inglese è elegante, è vestita a festa).

Quanto è divertente, la donna italiana diventa irresistibile. Mi sono trovato a un pranzo con tre italiane, una più raffinata e simpatica dell’altra. Quando ho detto che mi piaceva Antonioni, se ne sono uscite con esclamazioni scherzose facendosi il segno della croce e gridandomi “buu”. E’ stato delizioso. L’impero del mondo dovrebbe essere loro. Roma lo ha peduto. E’ un peccato.

Soltanto in Italia si può vedere questo e io l’ho visto: in un aeroporto, l’addetto al controllo del passaggio dei bagagli a mano ai raggi X legge un libro di storia dell’arte.

Questo popolo ha un buon gusto naturale perché è impregnato di bellezza sin dall’infanzia. Quando, anche nel paese più piccolo, si esce di casa, si arriva in una piazza dalle proporzioni fantasiose, fiancheggiata da abitazioni da colori squisiti, e se si entra in chiesa si troverà almeno un quadro di grande qualità.

Gli italiani non credono nella legge. Non ci pensano più di quanto un cowboy del Wyoming non pensi all’ultima collezione di Karl Lagerfeld. E discendono dagli inventori del diritto. E’ vero però che i romani sono anche il popolo di, per esempio, Pompeo, il quale, ai mamertini di Messina che rispondevano con argomentazioni giuridiche al suo giudizio, dice: “smettete di citare leggi, noi portiamo armi” (Plutarco, Vita di Pompeo)

GLI INGLESI

Ho amato a tal punto l’Inghilterra da dire che si mangiava bene. Amavo a tal punto l’Inghilterra da essere rapito dall’aria tetra dei suoi abitanti, chiusi in abiti neri, simili a ombrelli, che non hanno mai con sé.

Amavo a tal punto l’Inghilterra da ritenerla l’unico paese politicamente civile al mondo. Una volta ho chiesto a un londinese che cosa pensasse del nuovo ministro Gordon Brown. “Brown? Non male, direi; sembra che non ci sia”. In Inghilterra è scandaloso genuflettersi davanti all’autorità. Nessun militare è mai stato alla guida del paese, al contrario di quanto accaduto negli Stati Uniti e, diversamente dalla Francia, nessun ex ministro dell’Interno, ministro della repressione poliziesca e delle manovre losche (Mitterand, Chirac e Sarkozy lo sono stati prima di diventare Presidente della Repubblica).

La Francia, paese di cortigiani, ammira chi si mette sull’attenti; gli Stati Uniti, affascinati da Roma, ammirano i centurioni. Tutto questo è estraneo all’Inghilterra, che non ha mai avuto a capo del governo nemmeno un ex direttore dei servizi segreti come Bush senior.

Però gli inglesi sono i maestri del controspionaggio. Negli anni Ottanta gli agenti dello Special Air Service, informati che l’Ira aveva progettato di assassinare un funzionario, penetrano nell’abitazione dei sicari e invece di ucciderli ne ritardano il risveglio. Il mondo deve ancora farne, di strada, per arrivare a tanto.

Commenti
Un commento a “Italiano! Dico proprio a te! Smetti di odiarti per un quarto d’ora e leggi questo (da “Enciclopedia capricciosa di tutto e di niente” di Charles Dantzig)”
  1. maria scrive:

    secondo me gli italiani (alcuni) hanno anche un tipo di bontà che può arrivare all’assurdo

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