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Tutti gli edifici di New York

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Questo pezzo è uscito su la Repubblica. (L’immagine è di James Gulliver Hancock)

L’utopia del progetto è già tutta nel titolo: All The Buildings In New York: That I’ve Drawn So Far (Universe Publishing, pagine 62, $ 19,95), tutti gli edifici di New York che ho disegnato fino ad ora. Iniziato nell’aprile del 2010 e pubblicato in America la scorsa primavera, il libro nasce dall’ambiziosa (tanto quanto impossibile) idea di un artista australiano di disegnare tutti gli edifici di New York.

Oggi trentacinquenne, l’immaginifico artista e illustratore si chiama James Gulliver Hancock, ha abitato per un po’ a Brooklyn e poi se n’è tornato a Sydney, in Australia, con moglie (la cantautrice di origine ceca Lenka) e figlio per ridisegnare la città americana postando i disegni prima sul suo sito e poi raccogliendoli in un libro. Con questo irrealizzabile ma realizzatissimo progetto ha conquistato lettori e critici newyorkesi facendo di All The Buildings In New York uno dei libri d’arte più amati ed elogiati dell’anno.

Una sessantina di pagine in tutto, a colori e bellissime, che attraversano Brooklyn (da Williamsburg a Park Slope e Carroll Gardens), Manhattan, Harlem, il Queens, Staten Island e il Bronx. Presenti i più celebri e iconici Empire State Building, Rockefeller Center e Flatiron Building, il ponte di Brooklyn, l’Apollo, la libreria Strand, il Museo di Storia Naturale e il New Museum, ma anche edifici residenziali fino a ieri praticamente anonimi e oggi grazie a Hancock localizzabili (con tanto di strada e numero civico) e passati a futura memoria.

Brillante e abbastanza coerente l’approccio di Hancock, che interrogato sull’evidente impossibilità di mettere fine al progetto, si limita a rispondere che ci sono zone della città in cui le case sono un po’ tutte uguali, e che se vuoi disegnare Alphabet City o Park Slope disegni una palazzina e in teoria può bastare. E poi però ci pensa su, si corregge e dice che no, in pratica due edifici non sono mai gli stessi, e che c’è sempre qualche particolare che li rende differenti e unici, e che è per questo che disegnare non è come fare una foto e metterla su Instagram, se disegni devi concentrarti sulle piccole cose, devi trovarle e disegnare quelle.

Di fatto lui gli edifici di New York uno dopo l’altro continua a disegnarli tutti. Infaticabile e con consapevole ossessione. Descrive la sua felice opera una lettera d’amore alla città. E non potrebbe essere altrimenti. Nuovi e vecchi edifici disegnati con amore da James Gulliver Hancock sono sul sito allthebuildingsinnewyork.com. Alcuni sono anche sul libro.

È nata a Bolzano e ha vissuto ad Algeri e Palermo. Abita tra Roma e New York, dove traduce e scrive di libri, cinema e fumetti per La Repubblica, Il venerdì e D. Ha tradotto, tra gli altri, Charles Bukowski, Tom Wolfe, Jacques Derrida, A.M. Homes, Douglas Coupland, James Franco, Lillian Roxon e Lena Dunham, e ha tradotto e curato la nuova edizione italiana di Jim entra nel campo di basket di Jim Carroll (minimum fax, 2012). Insieme a Daniele Marotta è autrice del graphic novel Superzelda. La vita disegnata di Zelda Fitzgerald (minimum fax, 2011), pubblicato anche in Spagna, Sudamerica, Stati Uniti, Canada e Francia.
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