BG_La-bella-gente

“La bella gente” che racconta l’Italia

BG_La-bella-gente

Questo pezzo è uscito sul Venerdì di Repubblica.

Quando nel 2010 era uscito in Francia, accolto con successo da pubblico e critica, nessuno avrebbe potuto prevedere che sarebbero passati anni prima di vederlo nelle sale italiane. La bella gente è un bellissimo film italiano che con cinque anni di ritardo esce in Italia (il 27 agosto distribuito dall’Istituto Luce-Cine).

Il film racconta uno spaccato del paese che se nel 2010 appariva attuale agli occhi del suo primo pubblico francese, lo è ancora di più oggi, tornato dal recente passato a fare da specchio a un’Italia sempre più affossata in problemi sociali completamente irrisolti.

Protagonista è una coppia di mezz’età, benestante e di sinistra, lui Alfredo (Antonio Catania) è architetto, lei Susanna (Monica Guerritore) fa la psicologa. Di fronte alla possibilità concreta di aiutare il prossimo, i due non si tirano indietro, accogliendo in casa una giovanissima prostituta (Victoria Larcenko) per cercare di cambiarle la vita.

La situazione, per quanto generata dalle migliori delle intenzioni, degenera clamorosamente trasformando la buona azione in totale disastro e mandando in tilt le dinamiche di una collaudata e apparentemente sana vita familiare.

Il regista è il bravo Ivano De Matteo, che ha esordito nel 2002 con Ultimo stadio. Dopo La bella gente ha realizzato altri due ottimi lungometraggi (con al centro sempre la famiglia e le sue dinamiche disfunzionali, raccontate in modo analitico e mai giudicante) Gli equilibristi e I nostri ragazzi, senza mai smettere di battersi per liberare La bella gente da un a dir poco problematico stallo distributivo.

“La casa di distribuzione che avrebbe dovuto distribuirlo non l’ha fatto”, racconta De Matteo, “impedendo che il film uscisse ovunque tranne che in Francia. Lì siamo usciti in sala, abbiamo partecipato a una ventina di festival, vinto premi, ma in cuor mio aspettavo il momento che uscisse anche in Italia. Per rispetto del film in sé, del mio lavoro e del lavoro degli altri, di quello degli attori soprattutto (nel cast anche Elio Germano e Iaia Forte), e della mia compagna Valentina Ferlan che lo ha scritto”.

Per svincolare il film De Matteo infine si è rivolto allo Stato che aveva in parte finanziato il film facendo sì che tornasse di proprietà del ministero e che venisse distribuito dall’Istituto Luce. “In questi cinque anni sono stato denunciato due volte, una delle due volte solo perché avevo organizzato una proiezione della Bella gente al Teatro Valle Occupato”, racconta ancora il regista. “Alla fine sono diventato un esperto di leggi, e ho trovato da me la soluzione. Quando ti trovi in situazioni del genere ti accorgi che rinunciare significa solo alimentare qualcosa che è sbagliato. E allora non molli”.

È nata a Bolzano e ha vissuto ad Algeri e Palermo. Abita tra Roma e New York, dove traduce e scrive di libri, cinema e fumetti per La Repubblica, Il venerdì e D. Ha tradotto, tra gli altri, Charles Bukowski, Tom Wolfe, Jacques Derrida, A.M. Homes, Douglas Coupland, James Franco, Lillian Roxon e Lena Dunham, e ha tradotto e curato la nuova edizione italiana di Jim entra nel campo di basket di Jim Carroll (minimum fax, 2012). Insieme a Daniele Marotta è autrice del graphic novel Superzelda. La vita disegnata di Zelda Fitzgerald (minimum fax, 2011), pubblicato anche in Spagna, Sudamerica, Stati Uniti, Canada e Francia.
Commenti
Un commento a ““La bella gente” che racconta l’Italia”
  1. Elios scrive:

    Il film è imbarazzante. I dialoghi sono finti, inverosimili, fanno innvervosire tanto sono poco credibili. Il che, in Italia, accadde piuttosto spesso quando si tratta di raccontare una storia di una famiglia “benestante e di sinistra”. E non aggiungo altro né argomento ulteriormente: non ritengo questo film meriti ulteriori approfondimenti. ‘Gli equilibristi’ è invece un film che merita la sufficienza, se non altro non ti fa venire voglia di uscire dal cinema e maledire i funzionari del Mibac e/o amici degli amici che finanziano celluloide spazzatura destinata a essere giustamente dimenticata o nemmeno distibuita.

Aggiungi un commento