Mesa-Selimovic

La donna pallida

Mesa-Selimovic

Pubblichiamo di seguito un estratto dal romanzo L’isola (Bordeaux edizioni, che ringraziamo) di Meša Selimović (1910 – 1982), tra i massimi scrittori serbi.

di Meša Selimović

I Ruzić vivevano in una villa grande e bella, a due piani, con le terrazze, quattro pilastri di pietra, un leone veneziano portato da chissà dove, un po’ danneggiato, senza un orecchio e senza una parte della criniera ma ancora gradevole, addirittura signorile.

Accanto ai pilastri crescevano le rose rampicanti e gli oleandri in vasi verdi e dietro la casa c’era un giardino con arbusti di pesco e di olivo, già un po’ abbandonato. Verso sera, quando il sole tramontava, una donna alta e pallida usciva di casa, passeggiava lentamente nel giardino o si sedeva sulla poltrona da giardino bianca, colma di cuscini. Talvolta usciva con una donna anziana sempre vestita con colori scuri, dall’espressione del volto severa e sgradevole, e loro due lentamente, in silenzio, passeggiavano lungo la riva.

La cosa strana è che raramente pronunciavano qualche parola e anche quando questo avveniva lo facevano senza un sorriso e senza che ciò addolcisse minimamente i tratti dei loro volti. La donna scura camminava a un passo dalla signora pallida, forse in segno di rispetto. Dopo la passeggiata dalla casa si udivano i suoni della musica malinconica di un pianoforte. Una volta Katarina sentì anche Chopin e tremò per il ricordo indesiderato. Niente le evocava la vita signorile come quel suono, che inevitabilmente ammirava.

C’era qualcosa di strano, quasi misterioso nella donna pallida che restava sempre nascosta dietro l’alto muro di pietra, era possibile vederla soltanto attraverso il cancello di ferro che tagliava il muro impietoso. Katarina non l’aveva mai vista iniziare un discorso con un passante. Ai saluti dei paesani rispondeva a voce bassa e chinando lievemente il capo, con fare sorprendentemente serio.

Neanche la sua accompagnatrice si mischiava col resto del mondo. Solo la brutta e vecchia serva usciva di casa regolarmente e, facendo amicizia con qualcuno del paese, con Katarina, con la moglie del locandiere, con la donna che forniva latte al monastero e qualcun altro, preservando con cura il proprio ruolo sociale di serva di una casa signorile, raccontò loro tutto sui suoi padroni. Di cosa potrebbe parlare una serva se non della vita nella casa in cui lavora? E cosa poteva interessare maggiormente le sue amiche di quella casa chiusa e inaccessibile che nascondeva gelosamente i propri segreti?

Ma i segreti non si possono nascondere, per quanto li si voglia mantenere. Un po’ le donne la interrogavano, un po’ a lei piaceva spettegolare sui suoi padroni, alla fine il segreto fu svelato del tutto; all’inizio nelle linee principali, ma dopo qualche settimana ogni angoletto sconosciuto era stato illuminato. Gli abitanti della casa non potevano minimamente immaginare quanto fossero diventati oggetto di interesse e quante cose sapessero i vicini sui loro rapporti. Anche Katarina era interessata a quel mistero, prima di tutto perché era un mistero e poi perché riguardava i signori, che nessuno riconosceva ufficialmente come tali ma che nella vita lo erano.

Tuttavia Katarina si distingueva dalle altre donne. In verità anche lei ardeva dalla curiosità di conoscere ciò che non sapeva, ma non era contenta di questo, anzi provava compassione per quelle persone, di cui casualmente aveva saputo cose che avevano completamente mutato l’idea che si era fatta di loro. Nella villa trascorrevano l’estate il farmacista Ruzić, sua moglie la signora Ruzić, la zia di lui e la serva.

Da aprile a ottobre al mattino il signor Ruzić partiva per la città con la nave e alla sera tornava a casa con tanti pacchetti che si faceva portare dalla nave da alcuni ragazzotti. Quando Katarina guardava la signora Ruzić seduta nella chaise-longue sulla terrazza, tra le rose e gli oleandri, con una limonata o un succo di frutta fresco, un libro o una rivista di moda, pensava che fosse una donna fortunata e che nel mondo ci fossero grandi ingiustizie.

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