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La fine di Roma

di Christian Raimo

Roma città esplosa, città sfinita,
arida terra guasta, falsa movida,
Roma monnezza, fogna a cielo aperto,
città di papponi e papi, deserto,
Roma truffa, mafia palazzinara,
città violenta, che non perde: bara,
Roma magliara, vile capitale,
porto nero, spiaggia senza mare,
città bugiarda, che ti spara in testa,
Roma clanica, figliastra di Vesta,
Roma senza protesta, città grigia,
capro espiatorio, vittima, vestigia,
città che affoga, marcisce, brucia,
salotto, garage, madre senza fiducia,
generone, coattanza, sprawl urbano,
città fantasma, vile leviatano,
spettro, scarto, drammone amatoriale,
scontato romanzetto criminale,
fondo, scoria, cava di memoria,
città vigliacca, autoassolutoria,
Roma stagno, pantano, mosche e bisce,
veltroniana, notte che non finisce,
cruenta finché si rapprende il sangue,
dolorosa anche se nessuno langue,
città abusante, storta, che non crede
gli abusi neanche quando li riceve,
Roma malata, cronica, inerziale,
che fa maniera del suo stesso male,
barocca senza luce, invecchiata
senza storia, autoimprigionata,
sciagura, maledizione, oltraggio,
modello di ricatto e strozzinaggio,
cantrice decorosa del degrado,
senza un cielo, un averno, un eldorado,
città triste che vende da primizia
quell’isteria pagana che è mestizia,
città vetrina, opaca, per turisti,
cloaca che millanta repulisti,
Roma città finale, senza addio,
apocalisse esausta, gracidio
di animali nascosti nelle secche,
sanguisughe, parassiti, zecche.

Commenti
16 Commenti a “La fine di Roma”
  1. Pinin scrive:

    Roma piena di letterati da due soldi

  2. Martinho scrive:

    Un bot avrebbe scritto qualcosa di meglio.

    Ritenta e sarai più fortunato.
    (Un po’ come Potere al Popolo)

  3. Michele scrive:

    Che poesia di merda.

  4. Enrico Guerzoni scrive:

    @Michele: ma che bisogno c’è di insultare? Non puoi scrivere che non ti è piaciuta e basta?
    E anche gli altri, un po’ di educazione e di gentilezza in più, dai.

  5. Martinho scrive:

    Stiamo parlando di Raimo, quello che si sente superiore agli altri e insegna ciò che devono pensare.
    Una specie di Paolo Del Debbio si sinistra.

    Ora anche in forma di poesia.
    Presto anche in podcast, modellini tridimensionali in 50 comode uscite in edicola e poster.

  6. Maria scrive:

    https://m.youtube.com/watch?v=WC0uBCEjEdY

    Gentile sig. Raimo, Remo Remotti ha già scritto qualcosa di simile, molto più efficace del suo, anche perché c’è pathos nella canzone/poesia di Remotti.
    Nel suo scritto c’è solo autocompiacimento e veramente non credo sia utile.
    Solo una critica costruttiva funziona, il resto è narcisismo
    Grazie

  7. Alessia G. scrive:

    Rende bene l’idea…

  8. Maurizio scrive:

    per i liguri più facile apprezzare il riferimento: http://imalpensanti.it/2016/02/25/caproni-in-itinere-parte-x-litania/

  9. sergio falcone scrive:

    Christian Raimo e’ uno dei pochi scrittori e saggisti decenti che vanta un paese arretrato come il nostro. Patria di tutte le mafie.
    Chi lo attacca e’ un utile idiota. Utile a chi detiene un qualsiasi potere.

  10. Martinho scrive:

    Tralasciando il discorso sul saggista decente perchè è ampiamente opinabile e non ne vale neanche la pena discurterne…

    Secondo l’adepto sergio falcone non si può criticare Raimo perchè altrimenti si è dalla parte di chi detiene il potere.
    Come concetto è abbastanza idiota, ma lasciamo l’uccelletto svolazzare sulla spalla del suo padrone.

    In questo caso (come negli articoli pieni di bile contro chiunque non votasse Potere al Popolo) Raimo ha dato l’ennesima prova dell’arte dell’onanismo intellettuale: guardate come sono bravo con le parole e adulatemi.

    Pijateve ‘n bot decente, partorirebbe poesie migliori.

  11. Caccolo scrive:

    …condivido pienamente… non so cosa di preciso, però condivido.

  12. sergio falcone scrive:

    Martinho Vattelapesca e annessi, connessi e collaterali: “De rustica progenie, semper villana fuit”.
    Abbiate almeno il coraggio di firmarvi col vostro vero nome.

  13. Martinho scrive:

    Ecco l’ennesimo 50enne che scrive “firmatevi col vostro vero nome”.

    E chi lo dice che Sergio Falcone sia il suo vero nome?
    Mostri i documenti tanto per cominciare, o la troviamo a un raduno dei 4 gatti di Potere al Popolo e verifichiamo dal vivo l’identità?

  14. Andrea Pannitti scrive:

    Quanto livore…mi sforzo di capire da dove venga ma non ci riesco.

  15. pierluigi rossi scrive:

    Gli odiatori del web non si può considerarli solo dei vigliacchi-ignoranti-frustrati, no, bisogna proprio inchiodarli (criticamente, veh!) alle miserabili servitù di cui hanno poca o nulla coscienza e che ne fanno dei patetici burattini.

  16. Visto che chiunque può falsificare il proprio nome sul web, Martinho conclude che non abbia senso firmarsi. Un po’ come dire che, visto che chiunque potrebbe truffarti, non ha senso chiedere di essere onesti e non truffare. Vabbè.
    Quanto a ciò che Martinho rimprovera a Raimo, naturalmente ha tutto il diritto di dire che non gli piace per niente, ma, visto che commento una poesia, farebbe una figura meno barbina se mostrasse di conoscere minimamente l’argomento di cui parla. Si sente probabilmente molto à la page (o forse devo dire “cool”?) a parlare per ben due volte di bot, ma non si rende conto che Raimo scrive sulla falsariga di “Litania” di Giorgio Caproni, non proprio l’ultimo degli sconosciuti. E devo dire che Raimo lo fa con una certa bravura, persino l’enjambement in conclusione del testo richiama l’enjambement dell’originale.
    Non è che Martinho, invece, è uno di quelli che, quando alla maturità del 2017 è uscita una traccia con un testo di Caproni, si sentiva intelligente a postare meme con Vittorio Sgarbi che urla “capra”?

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