Apollo-e-Dafne-1

La Libertà di Bernini

Apollo-e-Dafne-1Da tre settimane, ogni mercoledì sera, va in onda su Rai Cinque la serie in otto puntate La libertà di Bernini di Tomaso Montanari, al quale abbiamo chiesto una riflessione sul progetto, che di seguito pubblichiamo. (Nell’immagine, particolare da “Apollo e Dafne”)

Quando si dice che una mostra come Tuhankamon Caravaggio Van Gogh è una specie di lobotomia a pagamento, che gli Uffizi non possono collassare sotto un flusso turistico mostruosamente sovradimensionato o che il portale verybello.it è una intollerabile porcata, si viene invariabilmente tacciati di snobismo ed elitismo. Gli storici dell’arte – si controbatte – vogliono il patrimonio artistico solo per se stessi. L’obiezione non è perminente ed è mossa quasi sempre in malafede: ma il tema è importante, e il problema reale.

«Avendo gli uomini come oggetto di studio come potremmo non avere la sensazione di compiere solo a metà il nostro compito se gli uomini non riescono a comprenderci?». Quel che Marc Bloch diceva agli storici, dovremmo – noi storici dell’arte, ma anche gli archeologi, gli archivisti, i bibliotecari … – ripetercelo ogni giorno. A cosa mai serviamo, se non riusciamo a far riconoscere l’umanità che studiamo all’umanità cui parliamo?

Il patrimonio è un grande repertorio, proprio come il teatro o la musica: se nessuno lo esegue – e cioè se nessuno lo narra, facendolo risorgere – rimane inerte, morto, perduto.

Nel dicembre del 1944 Roberto Longhi scriveva al suo più caro allievo, Giuliano Briganti: «Anche se il desiderio era di lavorare per molti, di esser popolari (e tu ricorderai che il mio proposito era quello di arrivare un giorno a scrivere per disteso il racconto dell’arte italiana a centomila copie per l’editore Salani) si è lavorato per pochi».

Quasi settant’anni dopo, nell’Italia di oggi, le parole di Longhi sono vere una per una. Una delle cause più indicibili della progressiva rovina del patrimonio storico e artistico della nazione è proprio l’incapacità degli storici dell’arte seri e veri di narrare quel patrimonio ai cittadini. E parlo di narrazione proprio pensando al modello proposto dallo stesso Longhi: «Sta dunque il fatto che chi si cimenti nella restituzione del tempo di questa o quella opera d’arte, vicina o remota che sia, trova alla fine che il metodo per ricomporre la indicibile molteplicità degli accenni più portanti non è né potrebbe essere in essenza diverso da quello, anch’esso critico, del romanzo storico … L’impegno assunto dal Manzoni nel 1822: “Io faccio quello che posso per penetrarmi nello spirito del tempo che debbo scrivere, per vivere in esso”, è buono anche per noi … Questi i pregi di una critica d’arte che voglia de ipso iure convertirsi in istoria».

Non sta certo a me dire se ci sono, non dico riuscito, almeno andato vicino: ma è esattamente questo il fine ultimo della serie televisiva su Gian Lorenzo Bernini che ho realizzato per Rai Cinque, con la regia colta e sensibile di Luca Criscenti. È la prima volta che otto puntate di un’ora vengono dedicate all’opera di uno dei nostri massimi artisti, seguendola anno dopo anno lungo ottant’anni di vita.

Il tentativo della Libertà di Bernini è quello di fare parlare le opere, riprese nel loro contesto e messe a confronto con le scritture del tempo di Bernini e con le ricerche e le interpretazioni più attuali. Quel che ho cercato di fare è stato condividere le conoscenze accumulate in vent’anni di ricerca scientifica sull’opera di questo artista. Il fatto che gli spettatori siano molti di più di quelli previsti, e siano in crescita (la seconda puntata ha sfiorato quota 200.000, ndr), e la natura di moltissime email che ricevo, confermano l’idea che questa non sia un’operazione (soltanto) culturale, ma essenzialmente politica. E non solo perché chi fa ricerca deve adoperarsi direttamente per redistribuirne i frutti, e non solo perché senza una ri-alfabetizzazione figurativa l’articolo 9 della Costituzione non si applica, ma anche perché la conoscenza è uno dei pochi veri strumenti per esercitare la nostra sovranità di cittadini.

Chi conosce Bernini, vota meglio: per questo la libertà di Bernini è la nostra libertà.

 

Tomaso Montanari (1971), storico dell’arte, ha pubblicato per Einaudi i saggi A cosa serve Michelangelo e Il barocco; per Skira, il pamphlet La madre di Caravaggio è sempre incinta. È editorialista per la Repubblica. Con minimum fax ha pubblicato Le pietre e il popolo. Restituire ai cittadini l’arte e la storia delle città italiane (2013) e Istruzioni per l’uso del futuro. Il patrimonio culturale e la democrazia che verrà (2014).
Commenti
19 Commenti a “La Libertà di Bernini”
  1. Magda scrive:

    La serie ‘La liberta’ di Bernini’ e’ certamente una delle cose migliori trasmessa dalla RAI negli ultimi anni.
    L’equivalente musicale potrebbe essere ‘Sostiene Bollani’ : per il modo elegante con cui nel programma si tesse una narrazione culturale rendendola viva e fruibile a tutti,
    Spero che a Tomaso Montanari l’accostamento non dispiaccia.

  2. Giuliana Zanelli scrive:

    Appassionante trasmissione che non smetto di rivedere sui siti rai. Se vogliamo che il nostro Paese cresca nel rispetto e nell’amore della sua bellezza, occorre che i suoi cittadini conoscano e si innamorino. Sono dunque queste le cose da fare. Grazie a Tomaso Montanari e a chi gli dà la possibilità di lavorare così.

  3. Matteo scrive:

    Splendida serie che rende fruibili anche a coloro che sono digiuni di competenze nel campo le stesse opere concepite per il popolo davanti alle quali passiamo senza neanche immaginare il tesoro che nascondono…grazie!

  4. francesca scrive:

    Questa serie televisiva, novità notevolissiva oltre che come argomento e qualità del contenuto, è a mio parere un doppio risarcimento storico. Mi spiego: si riabilita contemporaneamente lo scultore che i classici scolastici testi descrivono come un “servo dei papi”….considerando questa definizione complessiva per un artista (per questo artista!), e insieme la sua epoca, quel famoso tempo barocco che negli stessi testi di cui sopra è sinteticamente giudicato espressione del “troppo”. Finalmente. Finalmente nelle singole pieghe del marmo si trovano tante parole per raccontare il tempo in cui quelle pieghe si facevano e i motivi che quel lavoro circondavano. Finalmente lo scultore “opportunista” ci appare un gigantesco infaticabile lavoratore, che attraverso una vita di innumerevoli opere (faticose come noi non possiamo immaginare), esprime la propria libertà. Questa ultima dichiarazione, che dà il titolo al racconto biografico è una meravigliosa lezione umana.

  5. Elisabetta Franchi scrive:

    Questa serie è bellissima perchè le conoscenze sono condivise con un linguaggio chiaro e comprensibile per tutti. E tutti sono comprensivi dei tanti che si occupano di tutt’altro. Io, per esempio, che sono una impiegata e faccio contabilità. Vivo a Roma, non riuscirò più a camminare in centro (Piazza Navona o piazza Barberini per es.) in maniera frettolosa ed indifferente. Spero a questa serie ne seguano altre. Già penso con disappunto che, tra una sola settimana scarsa, le otto puntate saranno finite.

  6. FRANCO scrive:

    Ho perso la prima puntata e per via dell’orario ho qualche difficoltà a seguire la serie, ma, a mio avviso, questa è la storia dell’arte come dovrebbe essere sempre presentata, rigorosamente basandosi sui documenti d’epoca ma in maniera comprensibile ai più senza però banalizzarla, come troppe volte si vede in televisione anche da parte di insospettabili…
    Chiaramente con questi presupposti come tutto ciò che tende ad elevare la consapevolezza, la comprensione e favorisce l’ uso del cervello da parte dello spettatore anche la storia dell’ arte diventa politica e questo spiega qualche polemica attorno alla persona del prof. Montanari…la libertà di Bernini è anche la nostra.
    Professore continui così…

  7. flora scrive:

    E’ la più bella serie dedicata all’arte che abbia mai visto. Un nuovo modo di guardare Bernini e di pensare Roma stessa come una sua creazione . Bernini sale sul podio con Michelangelo, Raffaello, Leonardo,grande fra i grandi.
    La bellezza delle riprese lascia senza parole, soprattutto nei particolari dei panneggi e della pelle del marmo.
    Grazie alle parole di Montanari, mai superflue ma sempre appropriate, con qualche riferimento di natura politica che non guasta mai….

  8. Silvana scrive:

    Grazie,professor Montanari

  9. lorenza scrive:

    Complimenti al professore! Sono una patita di romanico ed ho sempre “snobbato” il barocco ed il ‘600, ma con queste spiegazioni mi sono letteralmente innamorata di un ‘epoca.
    Il professor Montanari con poche, precise, appropriate e semplici parole è riuscito in otto puntate a tracciare il profilo di un artista e di un uomo protagonista del suo tempo. La storia dell’arte spiegata così è quanto di più bello ed interessante mi sia mai capitato di sentire e vedere: non avrò più gli stessi occhi quando passerò davanti a tutte queste meraviglie che mi si sono impresse nella mente in modo così vivido e diretto! Unico rimpianto è che non potrò più aspettare le 21 e 15 del mercoledì sera. Complimenti anche alla regia, a chi ha fatto le inquadrature, a chi ha scelto le musiche. Complimenti a RAI 5 che non fa rimpiangere con trasmissioni di questa qualità i soldi spesi per il canone RAI! Spero vivamente ci siano altre occasioni per questo godimento dell’anima e dello spirito. Grazie di cuore, veramente!

  10. Francesco Rosadini scrive:

    Oggi si potrebbe anche dire: “la televisione prima dell’ISIS”… ma erano davvero tanti anni -almeno dalla Festa Barocca di Paolo Portoghesi e Christian Norberg-Schulz- che non vedevo un programma televisivo così bello: fatto con pochissimo, ovvero quel molto che abbiamo tutti sotto gli occhi ed a portata di mano, se solo non avessimo disimparato a vederlo, ed ancor più a pensarlo. Per anni ho considerato Bernini un architetto di regime che nelle sue opere rappresentava il trionfo di un potere retrogrado e propagandista. Non avevo mai considerato che le sue sculture fossero in realtà l’espressione di una personale e trasgressiva libertà, ma pensarci e’ singolare come in arte a differenza che nella tecnica, ogni innovazione ha dovuto vincere resistenze di ogni tipo per potersi affermare.

  11. annamaria scrive:

    Sono in buona compagnia. Bene!
    Ho adorato questa serie, letteralmente ADORATA e il merito è tutto del prof. Montanari che mi ha aperto un mondo.
    Non sono digiuna di arte, eppure il barocco lo snobbavo.
    Mi sembrava sempre TROPPO, troppa ricchezza di ornato, troppe pieghe, troppi svolazzi, troppo di tutto.
    E invece il prof mi ha fatto innamorare (non inganni il prof, sono una vecchia ex-prof io stessa anche se di altro, molto più basso livello), mi ha fatto innamorare di un artista, di un’epoca, di un mondo.
    Ho provato un senso di perdita quando per l’ultima volta il prof. Montanari mi/ci ha salutato lodando la libertà del Bernini che è la libertà dell’artista e un po’ anche la nostra libertà.
    Sono felice di avere registrato tutte le puntate, così le potrò rivedere a mio piacimento in assoluta libertà (!) ma mi mancherà lo stesso l’appuntamento del mercoledì sera.
    Era veramente un bel momento.
    Grazie RAI5.
    Avanti così..

  12. Patrizia scrive:

    Questa serie mi ha entusiasmato a tal punto che non mi stanco di rivederne, ogni giorno, qualche puntata. Mi auguro che chi decide i programmi RAI abbia l’intelligenza di lasciarla permanentemente a disposizione del pubblico, tra i programmi “on demand” o negli archivi RAI. E’ comunque indispensabile che per non togliere completezza alla serie venga messa a disposizione anche la quarta puntata, anzi, chiedo cortesemente a chi l’ha registrata di metterla “on line” su “youtube” .: Il prof. Montanari, con una esposizione colta, elegante ma mai noiosa, è riuscito a cutturare la mia attenzione al punto di farmi sembrare ogni puntata troppo corta e attendere con ansia la puntata succesiva.

  13. Mariano scrive:

    Io ho avuto l’onore, il piacere e la fortuna di avere il prof. Montanari come docente all’Università e, sin dal primo momento, mi ero reso conto di trovarmi al cospetto di un qualcosa di “diverso”, di un vero artista dell’insegnamento capace di proiettare noi studenti nell’animo e nella carne delle opere, degli artisti e delle epoche oggetto delle sue analisi. Forse non ci crederete, ma man mano che le lezioni andavano avanti pensavo che il prof. sarebbe stato perfetto proprio per il mezzo televisivo, per la sua capacità di affascinare e stimolare l’interesse di chiunque….. mi rendevo conto che era qualcuno in grado di “fare entrare le opere d’arte nella vita intellettuale ed emotiva” non solo della ristretta cerchia degli studenti di storia dell’arte, ma anche di coloro che “si occupavano di tutt’altro”: del resto per Montanari dovrebbe essere proprio questo il fine ultimo degli storici dell’arte.
    Ciò detto, mi auguro caldamente che la RAI gli proponga altre “monografie televisive”, magari su Caravaggio, Velasquez e Rembrandt: altri giganti dell’arte di cui Montanari è un grande esperto; in particolare nel caso di Caravaggio sarebbe particolarmente gradita, direi quasi urgente, stando alla vergognosa banalizzazione di cui è spesso oggetto in televisione.

  14. Adelmo Fiamma scrive:

    Grazie al Prof. Montanari che col suo stile avvolgente e appassionato ci ha fatto conoscere e amare un grandissimo Artista. Ho visto e sentito del cinema, dentro questa serie. Complimenti anche per questo. Non ho potuto registrare le puntate, le ho solo registrate col telefonino. Ora le sto sbobinando. Gran bel lavoro.

    “Homo raro, ingegno sublime, e nato per disposizione divina, e per gloria di Roma a portar luce al secolo…”

  15. Germana scrive:

    grazie RAI per le 8 puntate su ” La libertà di Bernini” presentata da Tomaso Montanari che non conoscevo ma che ho apprezzato tantissimo. Ho “..bevuto” le sue puntate e ogni tanto le riguardo perché tendo a dimenticare le cose che vedo e sento. Col suo modo tranquillo, piano, di spiegare i particolari delle opere d’arte di Bernini, mi ha fatto capire ed apprezzare questo periodo dell’arte che non conoscevo e, legato come per tutto ciò che succede, alla storia umana. Ammetto e prego di credermi, io sono una persona ignorante di tante cose, ma sono attratta dalle cose belle che però spesso non capisco perché appunto mi mancano molti fondamentali. Il programma di Tomaso Montanari mi ha aiutato a capire ed apprezzare anche l’arte barocca. Ciò che mi preme dire e che io ho vissuto queste serate con la gioia nel cuore perché ogni cosa che imparo e riesco ad apprezzare mi rende felice.
    Vedo anche altri programmi d’arte e di storia nel limite delle mie possibilità di tempo che apprezzo, ma con Tomaso Montanari ho vissuto quasi dei momenti magici. Per questo un grazie sentito va proprio a Lui che spero faccia altre puntate sulla storia dell’arte.

  16. barbara scrive:

    Volevo sapere come mai non riesco a trovare il libro che doveva essere già pubblicato

  17. lorenza scrive:

    Udite udite! Stamani riaccendo Rai 5 e meravigliosamente mi ritrovo la prima puntata della serie ! Sono giorni che seguo il palinsesto con la speranza di vedermelo rispuntare ( ho anche scritto una mail a Rai 5 per chiederne la rimessa in onda! – forse non sono stata l’ unica ? ) ……l’ unica certezza per ora è che ci sarà una puntata lunedì 25 maggio alle 16 e 50 e un’ altra venerdì 29 alle 11,11…..chissà forse c’ è ancora speranza di avere una Rai di qualità

  18. Leda scrive:

    Cerco sempre fra i progammi tv, tutto ciò che riguarda l’arte intesa come pittura, scultura e archi-
    tettura.
    Quanto mi sarebbe piaciuto andare al liceo artistico, ma mio padre mi disse che eravamo poveri
    negli anni 50 e che dovevo andare a lavorare.
    Ma poi mi sono rifatta, ho studiato da sola sui libri d’arte, ho frequentato mostre guidate e non,
    ho visitato diverse città italiane ed estere dove soprattutto ci sono stati i nostri artisti a rendere
    belle e importanti le loro opere d’arte.
    Ma soprattutto ho ascoltato in tv il Prof. Daverio, Sgarbi, e da diverso tempo sto ascoltando il prof.
    Tomaso Montanari che nel ciclo: La libertò di Bernini spiega tutti i dettagli e collega l’arte alla storia. Non finirò mai di lodare la sua bravura che mi tiene incollata alla tv per carpire tutto quello che dice con tanta passione, quella passione che riesce a trasmettere anche a chi l’ascolta.
    Esistono ancora i bravi professori. Complimenti.

Trackback
Leggi commenti...
  1. […] La Libertà di Bernini […]



Aggiungi un commento