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La merda di Salvini non rovinerà il mondo

di Christian Raimo

La differenza delle orrende politiche di Berlusconi e le orrende politiche di Salvini che in Berlusconi c’era un immorale, libertino, narcisista, sregolato, istinto di vita, una libido da vecchio satiro che cerca le pozioni magiche per non invecchiare e non morire e per sedurre le ragazzine, applicata a una società da ammaestare secondo una pedagogia dell’irresponsabilità, un miraggio di potere fallico che celava il terrore dell’impotenza e della morte; in Salvini c’è puro istinto di morte invece, cupio dissolvi, annichilimento e paranoia. Affogare le persone, cacciare lo straniero, sparare agli agitati, bruciare i rom, separare i figli come fa Trump, dare a chiunque in mano un’arma, un fucile, almeno un taser, l’ebbrezza dell’omicidio, persino dell’omicidio casuale, della strage, della violenza incontenibile, su questo fa leva la sua compulsione, un gusto dell’orrore che compensi l’horror vacui dato dalla paura del futuro, dalla fragilità forse irreparabile, dalla bellezza della vita a cui si pensa di non poter attingere; anche in lui c’è un elemento sessuale, maschilista, fallico, la sua bocca sempre famelica, le sue gambe aperte con il pacco esposto, la sua pansa in bella vista, ma non c’è mai seduzione, c’è il desiderio dell’odore del sangue, il suo dirsi ferino, la riduzione allo stato brado, in cui la bestia si può far bella di aver ucciso la bestia più debole, il potere del branco simulato dai suoi social media manager e dai suoi followers, è un buco nero Salvini e la sua retorica, la sua politica, divora come un fosso nella terra qualunque desiderio di vita, di relazione, di curiosità per l’altro, di generazione, in questo assomiglia al fascismo con il suo culto per il funereo, per la bella morte, in questo somiglia al nazismo per l’idolatria per l’eugenetica. Ma se lo si guarda con un po’ di distacco, è solo un ragazzotto che cerca di fare il bullo fuori tempo massimo, che non ha ancora scavallato la fase anale, e s’immagina che può con la sua merda rovinare tutto il mondo. Ma è solo la sua merda.

Commenti
29 Commenti a “La merda di Salvini non rovinerà il mondo”
  1. Weber scrive:

    Christian hai perso il filo, e schiumi. Appartieni a una sinistra che ha distrutto questo paese e che ha ammazzato una qualunque possibilità di avere una vera sinistra. Spegni la luce quando esci.

  2. Elena Grammann scrive:

    Christian Raimo, e non solo in questo pezzo, usa gli stessi mezzi di Salvini: una retorica fuori controllo che produce la frase seguente da quella precedente per autogenesi verbale e si fa il suo viaggio carburato a costo zero fregandosene degli ormeggi nella realtà.
    Va da sé che, per me, chi usa gli stessi mezzi appartiene alla stessa categoria.

  3. Stefano scrive:

    Severo ma giusto.

  4. Andrea scrive:

    Chi continua, nonostante tutto, a fare il gandhi del “noi non ci mettiamo sullo stesso piano”, “non usiamo gli stessi mezzi”, e amenità simili, è un collaborazionista del nazista Salvini e della maggioranza di idioti che gli vanno appresso. Magari è anche in buona fede, ma non ha capito niente. Ma proprio niente.

  5. andrea scrive:

    ma ha anche dei difetti.
    e comunque in meno di un mese con ste cazzate gli state facendo fare il BOTTO di consensi. oh mica ve ne accorgete di quanto siete fessacchiotti, ma per perdere le elezioni ce l’avete messa proprio tutta

  6. Andrea scrive:

    A Weimar c’era di sicuro qualche cretino che sosteneva l’opportunità della ponderazione e del ragionamento costruttivo nei confronti degli argomenti dei nazisti. La storia lo ha giudicato un imbecille. Volente o nolente.

  7. Vi ricordate quando c’era Silvione e si scrivevano articoli così, lo si criticava per le battute e le minorenni, si storceva il naso, ci s’indignava, lo si dileggiava e insultava, e lui continuava a governare ridacchiando di tutto (in primis se stesso) mentre nessuno costruiva un’opposizione seria facendo politica? Ecco. Che ha ottenuto con questo articolo signor Raimo? Ha convinto qualche leghista dell’inconsistenza delle proprie posizioni? Al contrario: ha irritato me, di tendenza progressista. Altri meno convinti delle proprie posizioni probabilmente hanno già cambiato bandiera. Forse in questo paese una sinistra seria non merita di esistere. Continuate a insultare e indignarvi, mi raccomando.

  8. claudio scrive:

    come ho anche recentemente detto a qualcun altro: va bene, Salvini è abbastanza disgustoso, ma cosa c’è di meglio dall’altra parte?

    non sono le destre a vincere, è la sinistra a non esistere più.

  9. Francesco Delle Donne scrive:

    Bravo Christian! Io poi un pezzo apposito lo scriverei per analizzare con lo stesso acume i casi clinici che, in nome della VERA SINISTRA, difendono Salvini e danno addosso a te. Di cosa si tratta? Semplice ignoranza? Disturbi mentali? Frustrazione oltre i limiti di guardia? Di certo una bella dose di viltà, anche perché – guarda caso – questi personaggi non si firmano MAI. Abbiate la dignità di lasciare nome e cognome, coniglietti belli, altrimenti è evidente a tutti che la vostra opinione è cacca (giusto per restare in tema). Amen.

  10. Elena Grammann scrive:

    @ Francesco Delle Donne

    “analizzare con lo stesso acume”?
    Sorvoliamo sull’acume, ma “analizzare”?

  11. sergio falcone scrive:

    Assolutamente d’accordo con Christian. Speriamo bene, perché il de cuius ha un sostegno di massa. I nazifascisti andarono al potere con le elezioni.

  12. Max, Massimo scrive:

    Complimenti.
    Son giunto per curiosità al Vostro sito.
    Dice: “Blog di APPROFONDIMENTO CULTURALE”
    Complimenti.
    Se questo é il Vostro livello di Kultura, restate pur nel Vostro rosso brodo.
    Anacronistici, patetici e rosi di rabbia.
    Così mi piacete tanto.
    Non contate (giustamente) più un cazzo.
    E la Vostra MERDA é l’ambiente ideale che Vi si addice.
    Godetevi il totale declino ed il fallimento della Vostra Kultura.

    Come quella del Vostro esimio esponente: Christian Raimo.

    Assisto con intima soddifazione e gioia alla Vostra scomparsa…

    Max

  13. @ Francesco Delle Donne

    Non c’è nessuna analisi. Non c’è nessun acume. C’è solo livore, ed è lo stesso identico livore che Salvini mette nei suoi post. Ed è il livore di un ragazzino, infatti non è minimamente argomentato, vuota retorica: identico a Salvini. Io personalmente non sono frustrato, sono solo estremamente deluso, essendo posizionato a sinistra, di vedere che all’adeguamento della retorica al registro populista si affianca anche l’antico sdegno radical-chic, rivestito, questo sì, di un’evidente frustrazione. Continuate a fare gli stessi errori del passato, ci meritiamo tutti i Trump e i Salvini del mondo. Continuate a puntare i riflettori su “la sua bocca sempre famelica, le sue gambe aperte con il pacco esposto, la sua pansa in bella vista” (se qui c’è un’analisi è quella lombrosiana), nel frattempo loro continuano a governare e a dare risposte che alle masse piacciono. Ma mi raccomando, non vi scomodate a cercare di costruire un’alternativa, continuate a inseguire Salvini in questa gara al ribasso dello squallore retorico, sicuramente funzionerà.

  14. sergio falcone scrive:

    Salvini vuole censire i rom come fecero i nazisti? Dovrà censire anche me. Mi autodenuncio, se così posso dire. Non sono rom, ma e’ come se lo fossi.

  15. Elena Grammann scrive:

    Merda di qua, merda di là.
    “Un ricordo dalla mia giovinezza: quando uno di noi ragazzi veniva così sommerso di ingiurie da un altro, che con la miglior buona volontà non gli veniva in mente niente per rispondere all’attacco con ugual potenza, gli bastava ricorrere alla parolina ‘tu stesso’, che, inserita negli istanti in cui l’altro tirava il fiato, in men che non si dica rigirava tutte le offese e le rispediva al mittente.” R. Musil, “L’Edipo minacciato”, da “Pagine postume pubblicate in vita”.
    Così, un suggerimento per risparmiare fiato.

  16. Cabezademoro scrive:

    Provo a buttare giù due righe: Christian Raimo, in quanto scrittore engagé, propone un’analisi comparativa tra il discorso politico berlusconiano e quello di Salvini. Utilizzando un vocabolario al confine fra politica e psicoanalisi, Christian propone una differenziazione tra queste grammatiche, entrambe prodotte dall’istinto di morte, ma con sfumature diverse. È il tono dell’articolo equivalente ai toni espressi generalmente da Salvini? Christian è colpevole perché di sinistra e perche’ si limita ad articolare un’ analisi della retorica berlusconiana e salviniana? Per questo è Radical Chic? Come non esserlo? Mettere un certo ordine nei discorsi politici delle destre non è un'”azione” di sinistra? Parlare di Salvini e della relazione con il suo ano non è renderlo più fragile e vulnerabile? Alcune domande e un ringraziamento a Christian Raimo , per la sua lucidità e creatività!

  17. Elena Grammann scrive:

    “Parlare di Salvini e della relazione con il suo ano non è renderlo più fragile e vulnerabile?”

    I casi sono due: o Raimo dispone di approfondite informazioni sulla relazione di Salvini col suo ano, e allora ci si chiede come; oppure si tratta di millantata informazione, dunque di calunnia. Naturalmente la calunnia è sempre stata uno strumento politico, non si dice di no, infatti la usano tutti, specialmente di questi tempi.

    (Anche la “grammatica prodotta dall’istinto di morte” è un prodotto linguistico interessante).

  18. Cabezademoro scrive:

    Le api di Mandeville

    14.6.16
    Fenomenologia del “carattere anale”

    Freud nel corso della sua esperienza terapeutica ebbe […] modo di constatare una strana coincidenza: individui i quali nella loro infanzia, come risultava dall’analisi, avevano sviluppato (sotto forma di una resistenza particolarmente tenace alla disciplina delle funzioni intestinali, o di un interesse particolarmente vivo ed accentuato per tali funzioni, o per gli stessi escrementi fatti eventualmente oggetto di gioco) rivelavano da adulti particolari tratti del carattere, tipici ed accentrantisi attorno a tre elementi fondamentali: una tendenza all’ordine ed alla pedanteria, una certa dose di ostinazione confinante talora con la testardaggine, ed una propensione, nelle faccende di denaro, alla parsimonia ed alla economia.

    In un primo tempo Freud si limitò a rilevare questa coincidenza. Ma essa si presentava con tale regolarità da non poter essere considerata incidentale. Bisognava cioè supporre che questi elementi del carattere costituissero una trasformazione, o comunque qualcosa di derivato, dalla analità originaria.

    Freud tentò anche di dare una spiegazione teoretica del rapporto esistente fra l’originaria analità infantile e questi elementi del carattere adulto ¹.

    La pedantesca tendenza all’ordine può essere un comportamento reattivo, inizialmente costituitosi nel bambino di fronte alla sua propensione ad insudiciarsi (quando questa per effetto dell’educazione esercitata dagli adulti, è sentita come colpevole) e poi svincolatosi da questa situazione iniziale ed esteso alle più svariate situazioni.

    L’ostinazione invece sarebbe senz’altro una prosecuzione di un atteggiamento direttamente collegato al comportamento del bambino nella sua resistenza all’azione educatrice e repressiva degli adulti, e già rivelatosi in quella resistenza.

    Più difficile è spiegare l’origine della propensione all’economia ed al risparmio. Ma qui soccorre la considerazione del fatto che per l’inconscio (come dimostra ad esempio il simbolismo onirico) lo sterco ed il denaro sono degli equivalenti ². La tendenza a conservare il denaro, e insieme a compiacersi del denaro come tale, sarebbe perciò una diretta trasformazione della tendenza infantile a trattenere la materia fecale ed a considerare con interesse le proprie feci. Il fatto che il periodo in cui il bambino cessa di interessarsi alle proprie feci coincide col periodo in cui comincia a conoscere il denaro e ad occuparsene, spiegherebbe una tale trasformazione.

    ¹ Essa è contenuta in Charakter und Analerotik (1908), Ges. Schr., V, pp. 261-267 […]. Il rapporto fra l’originario erotismo anale e questi aspetti del carattere è stato più tardi confermato da numerose ricerche psicoanalitiche; cosicché si parla correntemente per gli individui che li presentano, di un loro carattere anale, o di una loro analità.
    ² […] Tracce di questa equivalenza per l’inconscio si trovano abbondantissime anche in espressioni e pregiudizi popolari. (Si dice che « gli escrementi del diavolo vanno a finire sul mucchio più grosso », per dire che il denaro capita a chi già ne possiede di più; sempre a proposito del diavolo, i Padri della Chiesa chiamavano il denaro « sterco del demonio »; insudiciarsi di sterco, specialmente se umano, è considerato di buon augurio, perché segno di prossima ricchezza; ecc.). Del resto oltre all’equivalenza fra sterco e denaro, molte altre analoghe equivalenze si istituiscono nell’inconscio sul motivo dello sterco. Abbiamo veduto quale sia il primo regalo che il bambino fa agli adulti [l’orinare o il defecare quando sta in braccio a persone a cui è legato d’affetto]: per una tale via si forma nell’inconscio anche l’equivalenza sterco-regalo […]. Una non completa distinzione fra orificio vaginale e anale (concezione cloacale dell’apparato genitale femminile) quale spesso si trova nei bambini, o la concezione, pure comune nei bambini, di un parto anale […] determina inoltre una identificazione del feto, e quindi del neonato, con lo sterco […]. E il bambino è a sua volta considerato un regalo che la donna fa all’uomo […] Anche il membro maschile viene identificato con lo sterco, attraverso la concezione cloacale ed un parallelismo che si istituisce della vagina e del membro, con l’ano e lo sterco, in individui nei quali l’erotismo anale si protrae al di là della prima infanzia […]; e questa identificazione si consolida per effetto di quella concezione infantile del membro – come di qualcosa che fa perte del proprio corpo ma che può essere perduta e dalla quale ci si può distaccare […]. A sua volta il membro maschile viene identificato col bambino, come prova il simbolismo onirico […] e le fantasie delle bambine, in cui l’iniziale desiderio di possedere un membro come i maschietti, si trasforma nel desiderio di avere un bambino […]. Ma in linea generale tutti i vari elementi a cui abbiamo accennato (sterco-regalo-denaro-membro-bambino) per le varie connessioni che si stabiliscono, diventano termini equivalenti per l’inconscio […]: per una tale via si costituisce anche l’identità bambino-denaro (cfr. il lapsus des enfants per de l’argent [ http://apidimandeville.blogspot.it/2016/06/analisi-di-un-lapsus-freudiano.html ] […].

    Cesare L. Musatti, Trattato di psicoanalisi, Boringhieri, 1974 (ed. or. 1949), Vol. II, pp. 120-122 [Ho omesso alcune note esclusivamente bibliografiche che rimandavano a passi di opere freudiane].
    Roberto B.

  19. Cabezademoro scrive:

    Forse Freud era un grande calunniatore e, sicuramente, la psicoanalisi ha svolto un mportante ruolo come strumento politico. Tuttavia roba ben diversa dal semplicismo dei tweets/dischiarazioni salviniane, piaccia o no!

  20. Elena Grammann scrive:

    @ Cabezademoro

    Grazie, ero informata sulle caratteristiche del carattere anale in Freud (fra cui, giustamente, la pedanteria).

  21. paola scrive:

    Raimo, per cortesia, scriva meno ma cerchi di scrivere meglio. Il suo è un brutto italiano.

  22. luigi vucci scrive:

    Bravo Christian, hai capito che l’onda mediatica ci vuol far capire che dobbiamo scegliere tra Lega (brutti fascisti) o PD-Renzi( alta finanza). I 5 stelle sono ignoranti manco li prendiamo in considerazione. Ci siamo svenduti al capitalismo liberale dei piu’ incontrollati, abbiamo assunto l’individualismo come unico scopo della vita, ovvio che se poi mi fai giocare tra i perdenti mi metto a fare la guerra ai poveri. Spero che gli amici della sinistra la smettano di abbaiare alla luna e di fare una cosa semplice:Lavorare.

  23. Andrea scrive:

    Chi è dalla parte di Salvini è un ESCREMENTO. E cazzi non ce n’è. Sono la maggioranza? Maggioranza di merda.

  24. knowingwhoyouare scrive:

    @Raimo

    scusa ma è tutto sbagliato: analisi, linguaggio, e mi sa pure come ti senti te quando scrivi queste cose.

    vengo a leggere questo sito perché lo considero uno dei pochi dignitosi nel nostro panorama nazionale tragicomico, e di regola non commento mai gli articoli degli altri, ma è già la terza volta (articolo ignobile su uno pseudo lessico giovanile; polemica sul centro sperimentale di palermo) che intervengo qui perché mi dà ai nervi quello che leggo: infatti anche questa cosa che hai pubblicato sembra uno sfogo a cena ubriaco con gli amici del cuore.
    per me chi perde tempo a venire a leggere si merita di meglio.

    questo modo di fare abbassa il livello di ogni riflessione: è uguale ai meme “di sinistra” su cui si basa più della metà della trasmissione di zoro su la7.

    non commenterò più e non verrò più a leggere, perché questo modo di ragionare, e di porsi, è dannoso per me e ciò in cui credo.

    ti ho visto alla presentazione del libro di mark fisher: c’è tanta gente sveglia che viene a vedere queste cose, magari una volta parlaci.

    in love with the underground

  25. Massimo Caravello Meli scrive:

    Il tenore della maggior parte dei commenti al pezzo di Raimo sono lo specchio dell’egemonia culturale che Salvini e la sua gente hanno in questo paese, in questo tempo. Solo una delle idee di Raimo non mi convincono: l’ottimismo di credere che comunque Salvini non ce la farà a rovinare tutto, troppo grottesco, estremo, rozzo, eccetera. Non ne sono così sicuro. Anche Gramsci rimase convinto che il fascismo non poteva durare, e lo volle credere fino al ’29 o poco dopo. Sappiamo com’è andata a finire. Giusto per dire che tocca lottare contro Salvini e merda simile, e che per farlo tocca organizzarsi. Meglio non limitarsi a “sorseggiare l’ennesimo amaro seduto a un tavolo sui Navigli, pensando in fondo va tutto bene, mi basta solo non fare figli. E invece no. E invece no.” (L’uomo nero, by Brunori.

  26. Francesco Raimondo scrive:

    Carissimo Raimo,
    seguo questo sito perché E’ DIVERSO, perché fornisce nutrizione alla mente, critiche nel merito e in una forma corretta, arguta e talvolta pungente (che apprezzo assai). Sfortunatamente, però, questa volta ho dovuto controllare la barra di ricerca del browser, credevo di essere capitato sul classico blog sboccato in stile simil-Feltri, non potevo credere che fosse questo il luogo dove esprimere una critica tanto superficiale. Soprattutto non pensavo potessi abbassarti al livello del criticato, utilizzando lo stesso arsenale linguistico.
    Anch’io sono molto arrabbiato ed indignato, come te. Ma alla tua esternazione preferisco di gran lunga questa risposta:

    https://video.repubblica.it/politica/saviano-risponde-a-salvini-sei-il-ministro-della-malavita/308584/309215?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1

  27. maurizio scrive:

    Cari amici pur facendo parte per anelito e affinità elettive al groppo dei Raimones devo dire che il nostro grande leader sta facendo, pur condivisibile, una battaglia di retroguardia. Una battaglia intrapresa, anche da un altro valido personaggio dei commentari italiani: Saviano. Me secundo il problema non è Salvini e quanto di escrementizio porti con se nella sua attività politica il problema è Saviano!!!! E tutti quelli hanno creduto che i vari Serra Michela, Fazio Fabio ecc eccc potessero essere i replicanti di lotte che hanno visto come antagonisti persone con gli attributi di dimensioni paragonabili all’ Oceania. Saviano non è Giorgio Bocca, Michele Serra non è Sergio Saviane. Che la satira svolgeva un diretto intervento sulla società. Credete che in questi tempi possa nascere un giornale come ” Il male”? Non lo farebbero uscire. Il contrappeso di una opposizione degna di questo nome costringeva i governi democristiani a garantire una libertà di espressione che oggi non c’è più e per colpa proprio dei personaggi citati e per la loro mediocrità. Il problema rimane e rimarrà sempre un problema educativo. Il vero odierno escremento è quella pletora di barbuti giovinastri che come idioti ballano sulla spiaggia con una bevanda in mano fingendo di divertirsi. Sempre connessi!….con la stupidità e un volgare edonismo. Morin? Debord? Ma chi li legge! Ma chi li vuole leggere! Il decadentismo deve essere vissuto fino in fondo fino alle estreme conseguenze: il Dannunzianesimo! E di questo vorrei che parlasse il prossimo disco del nostro gruppo: i RAIMONES!

  28. Simona scrive:

    Un politico che abbandona una nave con dei bambini come è successo poche settimane fa, e li lascia affogare perché chiude i porti, non può qualificarsi diversamente. Colpisce una descrizione così violenta, ma quale analisi critica merita Salvini? In quale piano della ragione può crearsi un confronto o un giudizio?
    Su un neonato lasciato affogare? Salvini, Mussolini, Hitler, mafia, hanno solo un aggettivo:Merda.

  29. René scrive:

    Grazie Christian per la lucidità

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