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Quando la pagina alza la voce, dietro le quinte dell’audiolibro

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A un vate del teatro come Paolo Poli è capitato, leggendo ad alta voce I Promessi Sposi, che le lacrime spezzassero la fluidità dell’interpretazione proprio nel passaggio sulla conversione dell’Innominato. Commozione. Per Michela Murgia, che ha dato voce al suo Accabadora, fare un audiolibro è stato un po’ come andare dall’analista: «Pensavo di essere preparata perché in fin dei conti l’ho scritto io, quel romanzo. Invece no. È stato completamente diverso, sorprendente, mi ha rivelato a me stessa. Quando ho finito, avrei voluto sedermi e riscriverlo daccapo, non mi piaceva più. D’ora in poi, prima di consegnare un libro al mio editor lo rileggerò sempre ad alta voce». Simile la reazione di Sandro Veronesi dopo aver narrato il suo Caso calmo. Claudio Santamaria, che ha prestato la voce alla trilogia Millennium di Stieg Larsson, non voleva più uscire dalla sala di registrazione.

A snocciolare curiosità e retroscena del libro parlato, o ascoltato, è Flavia Gentili, trent’anni da libraia e dieci come direttrice di produzione e regista di Emons, casa editrice specializzata in audiolibri che ha scelto fin dai suoi esordi – nel 2007 – di affidare la lettura a voci e volti noti. «Non poteva essere diversamente perché i librai, forti del fatto che in Italia gli audiolibri non tiravano, ci consideravano l’ennesimo tentativo destinato a fallire. In Germania, invece, vendevano bene e furono proprio tre tedeschi a lanciarsi in questa avventura tutta romana», racconta Gentili. All’inizio il gruppo di lavoro era composto da tre persone, una scommessa. Eppure la proposta è arrivata, complice il contesto sociale in cui è nata. Gli italiani iniziavano a prendere confidenza con il digitale e con l’idea di poter acquistare e scaricare materiale online.

Va detto, però, che l’audiolibro ha pagato e paga ancora forti pregiudizi, legati soprattutto a una scarsa conoscenza del prodotto e all’idea, sbagliata e limitante, che a usufruirne siano soprattutto non vedenti, dislessici e più in generale persone con disabilità. Dieci anni fa trovare posto nelle librerie per questo formato era arduo anche per un certo conservatorismo che nel tempo ha ceduto il passo all’accettazione. Emons puntò da subito su qualcosa di insolito, caratterizzante, Gentili lo chiama glamour: bestseller italiani affidati inizialmente agli autori stessi. I primi titoli furono Testimone inconsapevole scritto e letto da Gianrico Carofiglio, Caos calmo di Sandro Veronesi, L’Italia spensierata di Francesco Piccolo, ma anche Pippi Calzelunghe di Astrid Lindgren letto da Marina Missironi.

La lettura di un autore e quella di un attore hanno caratteristiche profondamente diverse, Gentili racconta perché: «Per me è bello quando un autore ha voglia e se la sente di leggere il suo testo, questione di sapore, è come se avesse più sale. L’autore conosce intimamente il suo libro. Ogni singola parola, le pause, le intenzioni. Per gli scrittori leggersi è un bel banco di prova, partono dall’idea di trovarsi davanti a un’esperienza semplice che può rivelarsi emotivamente molto forte». Può capitare che la dizione non sia perfetta, ma non è un problema. Anzi, la componente dialettale può essere un valore aggiunto e connotare meglio un testo, la sua specificità. Leggere ad alta voce può essere difficile anche per un attore esperto, in questo caso si tratta di una grande prova, quasi estrema. In sala registrazione si è soli, nudi con la propria voce. Non c’è pubblico né artificio, conta solo la capacità di lettura. Molti gli aspetti da monitorare: il ritmo, la chiarezza, l’efficacia, l’enfasi o l’assoluta mancanza di sottolineature. A fare la differenza, spesso, è la frequentazione di libri. Leggono con più naturalezza attori abituati a farlo.

L’abbinamento libro-voce è forse il passo più difficile. Richiede orecchio,studio e valutazioni accurate.La voce è tutto, può ingabbiare o liberare il testo che restituisce. Avvalorare, sminuire e addirittura contraddire il messaggio veicolato. Anche per questo la scelta può richiedere riunioni lunghissime. Quella ad alta voce è una lettura particolarmente severa perché, se mediocre, può affossare un buon testo; se valida, elevarne uno zoppicante. Di certo non perdona. Se un libro presenta dei punti deboli a livello di scrittura o traduzione in sala di registrazione non potranno non emergere. E poi spesso non c’è tempo per le prove, solo letture fiume in tempi serratissimi da rispettare rigorosamente.

Si parte dal libro, si cerca di capire chi potrebbe leggerlo e rappresentarlo. L’attore o l’attrice che presta la sua voce a un’opera deve incarnarla, farla sua. Non tutti hanno un approccio disinvolto al testo,ogni esperienza è diversa e personalissima, ma sempre emotivamente intensa per chi gli audiolibri li legge e li fa. Spiega Gentili: «A volte ci si emoziona insieme, altre si ride di gusto. Capita di ragionare sulle parole, sul loro ordine nella frase, su quella capacità rara ma non impossibile che ha la scrittura di sfiorare il sublime. I lettori non restano mai indifferenti, quello che si crea col libro è un rapporto intimo, viscerale. La mancanza di pubblico li fa sentire liberi. Anche gli attori più convinti hanno bisogno di sentirsi sostenuti, incoraggiati. Molti di loro detestano riascoltarsi e si affidano completamente a noi che siamo in regia e che in quel momento diventiamo il loro orecchio. Ogni voce ha i suoi ammiratori e detrattori, è impossibile accontentare tutti, ma cerchiamo di selezionare titoli e interpreti con precisione quasi chirurgica».

Chi sono i principali fruitori di audiolibri? Più donne che uomini, dai quarant’anni in su, appartenenti a un ceto sociale medio-alto. Lettori forti con poco tempo a disposizione, persone che passano molte ore alla guida, ma anche impegnate in lavori domestici o attività sportive. E poi i bambini, complici genitori che vedono in questo formato uno strumento che educa all’ascolto. Una nicchia interessante e fedele destinata a crescere grazie all’arrivo, anche in Italia, di Audible, piattaforma di Amazon già attiva negli Stati Uniti, in Inghilterra, Germania, Francia, Australia e Giappone. Si tratta del più grande produttore e rivenditore di audiolibri, oggi permette di ascoltarne quindicimila,di cui duemila in italiano.

E aumentano gli editori che hanno deciso di investire in questo mercato. Stando agli ultimi dati Nielsen, aggiornati al 2016, quello degli audiolibri è l’unico mercato in crescita nel panorama editoriale: l’anno scorso si è registrato un incremento del 20% rispetto al 2015, con un fatturato pari all’1% di tutto il settore.

Premiante, nel tempo, è stata indubbiamente la scelta di affidare la lettura a timbri riconoscibili. E se in America hanno donato la loro voce ai grandi classici Dustin Hoffman, Kate Winslet e Colin Firth, da noi ci hanno pensato Toni Servillo, Nanni Moretti, Paola Cortellesi, Claudio Santamaria. Perché una storia è una storia, ma letta bene vale di più. È come se le pagine si alzassero in piedi e iniziassero a farsi sentire.

Roberta Marcuccilli (Sora, 1982) è una giornalista. Dopo le prime esperienze professionali, maturate a Roma nella redazione cronaca del Tg3 e a Radio Dimensione Suono, si è trasferita prima a Mantova e poi a Parma dove ha lavorato per diverse testate locali fra cui “La Gazzetta di Mantova” e quella di Parma. Si è occupata prevalentemente di cronaca e cultura&spettacoli. Dopo dieci anni, ha mollato tutto per tornare a Roma. Ama la boxe, che ha praticato a livello agonistico, e i viaggi a piedi e zaino in spalla.
Commenti
3 Commenti a “Quando la pagina alza la voce, dietro le quinte dell’audiolibro”
  1. S.G.F. scrive:

    La buona lettura degli audiolibri non coincide necessariamente con i nomi noti: Toni Servillo legge meravigliosamente “Hanno tutti ragione” di Sorrentino (fuori tema: perchè quel “tragico” viaggio di Sorrentino in USA con Renzi & C.?), ma Nanni Moretti legge abbastanza male i “Sillabari” di Parise. Mentre tra i poco noti, Moro Silo legge in modo eccelso, per ben 60 ore, “I miserabili”

  2. S.G.F. scrive:

    P.S.
    Naturalmente, la bravura di Paolo Poli era incomparabile, ad alta voce, bisbigliata, silenziosa.

  3. Otello scrive:

    Complimenti.

    Un’ottima esposizione, per chiarire le numerose idee che mettono in luce un importantissimo progetto culturale, a vantaggio di una miglior diffusione dei libri e degli audio libri !

    Questo è sicuramente un segmento di eccellente rilevanza, nello scenario culturale letterario !

    Ricordo e ricorderò sempre con piacere, le serate passate all’ascolto di RAI TRE !

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