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La perdita della persona amata

(Immagine: una scena di Mulholland Drive di David Lynch.)

“Credevo di poter descrivere uno stato, fare una mappa dell’afflizione. Invece l’afflizione si è rivelata non uno stato, ma un processo. Non le serve una mappa ma una storia, e se non smetto di scrivere questa storia in un punto del tutto arbitrario, non vedo per quale motivo dovrei mai smettere. Ogni giorno c’è qualche novità da registrare. Il dolore di un lutto è come una lunga valle, una valle tortuosa dove qualsiasi curva può rivelare un paesaggio affatto nuovo. Come ho già notato, ciò non accade con tutte le curve. A volte la sorpresa è di segno opposto: ti trovi di fronte lo stesso paesaggio che pensavi di esserti lasciato alle spalle chilometri prima. È allora che ti chiedi se per caso la valle non sia una trincea circolare. Ma no. Ci sono, è vero, ritorni parziali, ma la sequenza non si ripete”.

da C.S. Lewis, Diario di un dolore

C’è una malinconica verità, generica quanto reale e piena di eccezioni che ovviamente la confermano, per cui gli scrittori italiani conoscono poco il teatro contemporaneo e allo stesso modo i teatranti italiani leggono poco la letteratura contemporanea. Ma poi magari accade che in un’occasione qualunque ci si parli, e si scopra che gli autori più interessanti, più innovativi sulla scena o sulla pagina stanno da anni lavorando in direzioni parallele, o convergenti. Quando questo succede, si capisce da subito che non sarebbe per nulla difficile generare un circolo virtuoso, e mantenerlo vivo.

In un modo semplice ma piuttosto inedito, sei scrittori e sei compagnie teatrali sono invitate a ragionare insieme sul tema della perdita: a partire dai loro ultimi progetti (recenti o futuri), dai modelli che li accompagnano, dalle questioni stilistiche, dal senso che ha il proprio ruolo sociale e politico.

Allora accade che giovedì prossimo, Sandro Veronesi e Nicola Lagioia proveranno a dialogare in questa specie di conferenza-spettacolo con Veronica Cruciani e le compagnie Santasangre e Mutaimago sul tema della perdita della persona amata.

Il tutto comincerà alle 19 e 30, al Teatro India, a Roma.

Christian Raimo (1975) è nato a Roma, dove vive e insegna. Ha pubblicato per minimum fax le raccolte di racconti Latte (2001), Dov’eri tu quando le stelle del mattino gioivano in coro? (2004) e Le persone, soltanto le persone (2014). Insieme a Francesco Pacifico, Nicola Lagioia e Francesco Longo – sotto lo pseudonimo collettivo di Babette Factory – ha pubblicato il romanzo 2005 dopo Cristo (Einaudi Stile Libero, 2005). Ha anche scritto il libro per bambini La solita storia di animali? (Mup, 2006) illustrato dal collettivo Serpe in seno. È un redattore di minima&moralia e Internazionale. Nel 2012 ha pubblicato per Einaudi Il peso della grazia (Supercoralli) e nel 2015 Tranquillo prof, la richiamo io (L’Arcipelago). È fra gli autori di Figuracce (Einaudi Stile Libero 2014).
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