La roulette russa delle chat

Questo pezzo è apparso su GQ.

È chiaro, bisogna passare oltre un certo numero di genitali esposti. Uomini in canottiera, la testa decapitata dall’inquadratura, che si pizzicano le mutande o peggio. Sempre lo stesso atto masturbaturio, migliaia di mutande, canottiere, pelurie e dimensioni diverse. Peni con anelli restingenti alla base, piercing enormi e grotteschi nell’orifizio uretrale. Nei casi migliori, gli esibizionisti fanno esercizi su tappetini ai piedi del letto, verticali e addominali nudi, con la sveglia sul comodino che segna l’ora locale. O ci si può imbattere in una simpatica coppia di naturisti settantenni, lei sdraiata in poltrona con le tette molli come uova al tegamino. Se riuscite a superare tutto ciò – e le pubblicità per paranoici che chiedono: Vuoi vedere se sei stato filmato nei tuoi momenti d’intimità? Vuoi vedere se c’è tua sorella, la tua fidanzata, tua moglie, tua figlia? – allora potete usare Chatroulette.
Ideato da un russo di diciassette anni, Chatorulette è un sito che mette in comunicazione video due perfetti estranei. Si accede senza registrarsi e non si può scegliere con chi si entrerà in contatto. Solo, se lo sconosciuto non ci piace, si può cliccare sul pulsante Next, e passare a un altro sconosciuto. Secondo Wikipedia, uno su otto, su Chatroulette si finisce su un pene. In generale, la maggioranza di uomini sul sito è tale che è praticamente più probabile incontrare una web-cam puntata su una sedia o contro il muro che una donna sola. E dato che la maggior parte degli uomini è proprio lì per incontrare una donna, è molto facile essere scartati.

Così, per evitare di farmi nextare, come si dice, inizialmente ho fatto chattare la mia ragazza al posto mio. Dopo qualche perverito, ha chiacchierato per più di mezz’ora con un tipo dell’Illinois che – a torso nudo, con i genitori che gli entravano in camera ogni cinque minuti – quando ha capito che non voleva mostrare niente né farsi mostrare le ha detto: “Quindi vuoi solo parlare con me? È carino, grazie”. E le ha anche detto che se non fosse stata una fumatrice avrebbe preso un aereo per uscire con lei nella vita vera.
I primi a non nextare me, invece, sono stati due ragazzini tedeschi coi capelli davanti agli occhi e la passione per le BMX. Gli ho chiesto se non erano turbati dai pervertiti che devono aver visto prima di capitare su di me e loro hanno fatto spallucce. Poi, per fare i gradassi, mi hanno mostrato le foto delle loro fidanzatine. Primi piani del viso, per essere chiari. Allora io sono andato a chiamare la mia ragazza, che nel frattempo era andata in cucina, e gliel’ho presentata. Con un ragazzino inglese – aveva la maglietta del Chelsea – abbiamo parlato dei mondiali. Ha detto che l’Italia fa proprio schifo. Un ventenne egiziano, sdraiato sul pavimento, stava leggendo “Suonata a Kreuzer” e anche lui ha finito col prendermi in giro per la nazionale di calcio. Un americano invece ballava come un matto senza musica, e insieme abbiamo chiamato quella cosa Air Dance. “L’ho inventata io? – chiedeva – Allora sono un uomo di successo! Posso morire in pace, ora”. Anche lui intorno alla ventina, studiava Sviluppo Internazionale per un giorno poter aiutare la gente povera ad avere acqua ed elettricità. Giuro.
Sono anche capitato su alcune ragazze. Studentesse di college annoiate, un’australiana a cui piacevano i miei occhi, una norvegese. L’incontro migliore però è stato quello con uno studente in finanza della Giordania, che ha iniziato la conversazione dicendo: “Voglio farti una domanda: quanto lo vendete al grammo, l’oro, in Italia?” Io ho sparato sei o sette euro al grammo e lui ha detto che dalle sue parti era molto più caro di così. Questo per dire che su Chatroulette c’è anche chi prova ad acquisire notizie e contatti per importare oro in Giordania. Oltre a pervertiti e anime solitarie, cioé. Ma dopotutto, non è anche a questo che servono le chat?

Daniele Manusia è direttore e cofondatore dell’Ultimo Uomo. È nato a Roma (1981) dove vive e lavora. Ha scritto Cantona. Come è diventato leggenda (add, 2013).
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