Foto Mauro Scrobogna /LaPresse
17-09-2013 Roma
Politica
Presentazione del libro l'Italia dei Democratici
Nella foto: Matteo Renzi, Walter Veltroni PD
Photo Mauro Scrobogna /LaPresse
17-09-2013 Rome
Politics
Presentation of the book Italy of democrat people
In the picture: Matteo Renzi, Walter Veltroni PD

La strumentalizzazione del razzismo, ovvero Veltroni in campagna elettorale

Nel 2007, mentre si svolgeva la campagna elettorale per il nuovo sindaco di Roma in contemporanea a quella per le politiche: elezioni che Walter Veltroni riuscì nell’ardua impresa di perdere entrambe dimettendosi da sindaco e lasciando Alemanno vincere facile su Rutelli e con la boiata della vocazione maggioritaria e del “capo dello schieramento a noi avverso”, accadde l’omicidio di Giovanna Reggiani vicino alla stazione Tor Di Quinto a Roma. Da lì in poi il tema sicurezza diventò nodale in campagna elettorale e Veltroni lo cavalcò in modo becero. Siccome l’assassino era un muratore di origine rumena che alloggiava in un campo rom, Veltroni puntò il dito contro i rom e contro i rumeni, appiattendosi sulle posizioni della destra razzista peggiore.

Ecco cosa diceva: “E’ necessario assumere iniziative straordinarie e d’urgenza sul piano legislativo in materia di sicurezza. Non si possono aprire i boccaporti. Roma era la città più sicura del mondo prima dell’ingresso della Romania nell’Ue”. Chiamò il governo rumeno, stravolgendo qualunque principio etico nell’ambito del rapporto tra politica e diritto. “Smise da parte il buonismo”, si lesse sui giornali, e dichiarò altre cose che oggi forse nemmeno Salvini pronuncerebbe così a cuor leggero , tipo: «Ci sono tantissimi rumeni che sono persone per bene, ma ci sono anche troppi rumeni che a Roma, come a Milano, Genova, Bologna o Torino, fanno delle cose inaccettabili».

Oggi, che il tema dell’antirazzismo e quello delle fake news sembrano poter essere l’unico collante per un alleanza a sinistra, Repubblica decide di intervistare per la metti ventesima volta in pochi mesi Walter Veltroni, che invita a scendere in piazza. Ah, Repubblica è la stessa che sempre in quella campagna – del 2007 – la stessa che vedeva la nascista del Partito democratico! – pubblicava articoli vergognosi come questo questo, intitolati “Rumeni e violenza, un anno nero”, in cui si avvalorava di fatto la tesi di reati di tipo etnico. Che oggi Repubblica, che fa le campagne elettorali per il Pd sulle fake news e l’antirazzismo, non si interroghi da ha origine quel razzismo quell’ondata di fake news, è un po’ singolare.

Christian Raimo (1975) è nato a Roma, dove vive e insegna. Ha pubblicato per minimum fax le raccolte di racconti Latte (2001), Dov’eri tu quando le stelle del mattino gioivano in coro? (2004) e Le persone, soltanto le persone (2014). Insieme a Francesco Pacifico, Nicola Lagioia e Francesco Longo – sotto lo pseudonimo collettivo di Babette Factory – ha pubblicato il romanzo 2005 dopo Cristo (Einaudi Stile Libero, 2005). Ha anche scritto il libro per bambini La solita storia di animali? (Mup, 2006) illustrato dal collettivo Serpe in seno. È un redattore di minima&moralia e Internazionale. Nel 2012 ha pubblicato per Einaudi Il peso della grazia (Supercoralli) e nel 2015 Tranquillo prof, la richiamo io (L’Arcipelago). È fra gli autori di Figuracce (Einaudi Stile Libero 2014).
Commenti
9 Commenti a “La strumentalizzazione del razzismo, ovvero Veltroni in campagna elettorale”
  1. vito teti scrive:

    Stimo, davvero, molto l’autore dell’articolo e condivido la sua analisi. Non capisco, però, la proposta e la pars costruens. Cosa suggerisce? Astenerci? Votare Di Maio? Fare vincere facile la destra xenofoba ed estremista? Credo che se uno dichiara la proprie opzioni, apparirà più credibile e potrà aprire un dialogo franco e leale con chi legge. Grazie e buon lavoro

  2. Sergio Falcone scrive:

    L’unica scelta etica possibile in un contesto del genere è l’astensionismo attivo.

  3. Pier Carlo Batté scrive:

    Se è per questo la “nuova” Repubblica intervista Rajoy e nulla gli chiede sui detenuti politici catalani, intervista Al Sisi e si “dimentica” del caso Regeni, intervista Benetton e nulla gli chiede sui Mapuche e Maldonado, come ricordano diverse persone sui social: non è un bell’esempio di giornalismo dalla schiena dritta, né tantomeno può pontificare sulle fake news. Anche l’accondiscendenza fa danni come le fake news

  4. giovanni scrive:

    “Cosa suggerisce? Astenerci? Votare Di Maio?”
    Esistono partiti a sinistra, che con l’ipocrisia infame del PD non hanno niente a che spartire, si informi!

  5. Stremon scrive:

    Comunque “un’alleanza” va con l’apostrofo, dicono. Però magari è una fake news della Crusca.

  6. Giorgio scrive:

    Gentile Raimo,
    Leggo spesso minimaetmoralia.it, e leggo spesso i suoi interventi.Noto che nei confronti di Veltroni lei non si risparmia niente.Non entro nel merito delle polemiche che lei produce,siano la recensione di un libro o l’attività politica, tuttavia noto un livore che travalica il rapporto che dovrebbe regolare un civile confronto tra,per dirla alla Gramsci, due intellettuali.Sarebbe utile sapere cosa è successo tra voi.

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  1. […] Roma, arrivando a strumentalizzare l’omicidio di Giovanna Reggiani, come puntualmente ricostruito qui da Christian Raimo. E così, per citare forse il caso più eclatante, si è arrivati negli anni del […]

  2. […] Roma, arrivando a strumentalizzare l’omicidio di Giovanna Reggiani, come puntualmente ricostruito qui da Christian Raimo. E così, per citare forse il caso più eclatante, si è arrivati negli anni del […]

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