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L’anonima legge del Natale

di Marco Mantello

A passeggio per una città deserta
con una robusta malinconia serale
ho respirato nell´aria aperta
l’anonima legge del natale.

Non c’era niente, nemmeno la polizia
mentre l´acqua inondava la ruota
di una mercedes che non era mia
I semafori erano tutti spenti

il palazzo ha smesso di bruciare
e il tuo regalo si è scartato male
Il rossetto ha mancato la gota
sulle foto di mamma e zia

quando avevano ancora i capelli corti
e somigliavano a qualcosa di universale

Torno a casa per scriverci la poesia
ma penso proprio che dovrei smettere,
con questo vizio di starmene in piedi
a leggere, davanti a una tavola vuota

Non fa bene al mio lato umano
e in più, fa rinascere pure i morti
con largo anticipo sul calendario cristiano

Fra le piccole lampadine di vetro
disseminate sui cavi della corrente
ce ne sono due o tre più indietro
che brillano ancora a intermittenza
in una sorta di scintilla provvisoria
che precede l´accensione definitiva
Nessuna di loro è spenta
nessuna di loro è viva
e hanno tutte la stessa memoria
di quando la luce arriva

 

Le anafore – seconda parte

Ti amo perché tu sai
tutti i segreti della ricevuta fiscale
ti amo perché ho capito
che sei la prevedibilità assoluta
di ogni cosa che è mia,
Ti amo perché sei il Natale
ti amo come la rai tv, amo tutto
di te, anche la simpatia
Ti amo come il prossimo dei miei nemici
perché i costi del nostro amore
sono minori dei benefici
ti amo perché siamo identici
alle prestazioni che ci scambiamo all´alba
Ti amo perché la nostra identità
è una forma di esasperazione collettiva
Ti amo perché sei personale
quando leggi a voce alta e sincera
le tue lettere rifiutate dal giornale
Ti amo come una strada
bene asfaltata a primavera
ti amo quando mi scopi al mare
col cellulare carico e la nostra culla
ti amo perché sai prendere e prenotare tu
Ti amo perché non lasci impronte
quando esci dal mio portone blu
alla ricerca del tuo Nevada
Ti amo per le variazioni di calore
che puoi sentire attraverso il muro
Ti amo perché sei il futuro
di un week-end easy jet a Granada
Ti amo perché sei programmabile
come una lavatrice in tempo di pace
ti amo perché sei caricabile
come un drone con la mitragliatrice
ti amo perché sei risolto, qui e adesso,
come il rogito notarile di un compromesso
ti amo perché sei innocente, io ti amo, sì,
vivo o morto, ignorante e colto,
amo tutto di te. Anche il niente
che ti hanno tolto

 

L’annegato

Questa voglia smisurata
di far fifa alle famiglie con il cane
mi svanisce quando scuoto
la carcassa di un pesce
e il dentro è vuoto e
non ricresce per settimane
Qui nel mare ci sono conchiglie
da cui sento la terra
Ho schiacciato tutte quante
le conchiglie della terra
sono gonfio ho il corpo grosso
quasi come l´Inghilterra
Certe volte rimango sull´onda
con il muschio attaccato alla pelle
io non vedo affiorare  la terra
finché l´acqua è profonda
e si muovono in basso le stelle
dove pure una lacrima affonda

 

Cenone a Capua

Il problema, con gli occhi tondi
e accesi delle sardine fresche,
è che le vecchie dai colori spenti
e tristi, ci vedono il sangue dei
loro girotondi. La stessa anemia,
le stesse cisti chiuse nei guanti
da lavoro, la stessa carta che non
li odora, sullo stesso bancone
del pesce, dopo la pulizia
delle interiora. Se dalla lama
che li dimezza qualcosa esce,
ebbene no, non sarete di certo voi,
o i fallimenti, ma solamente loro,
a provare fastidio per la purezza
dello spettacolo che si ripete ancora
sotto forma di un´eterna giovinezza
con un clone di Michele Santoro

I tutti i Quelli del Franco Gabrielli,
e i pastorelli dei presepi tuoi
divisi e uniti dall´odio all´ode,
dal Noi al Voi, e dal Lei al
Thou!, traduzione italiano: Tu
No Ei fu! Ma Thou!, virgola,
che vedi ancora nei presepi e il botto
il fulgido passo del tuo stivale rotto
Thou! che ti dissolvi nel fuso orario
in un villaggio turistico barricato
quando viaggi per altri mari o a Scario
Thou! Dalle Alpi a Afragola,
che non hai ritegno alcuno
a ripetermi che controlli negri e islamici
ma i camorristi con le croci al collo no
Thou! Italiano come Nessuno, Thou!
col tuo doppio binario che bruci
in culture dominanti e usi
gli antropologi che non hai studiato
Thou! come il bue e l´onagro
e i re magi in divisa a Latina, Thou
che domandi passaporti alla Palestina
socialmente tranquillizzato dai Rolex
e dalle carte Visa, Thou, le bombe
a mano sul pakistano al vespero
e i tuoi pallidi tricolori nelle galere,
nelle Ferrari Armani e al bolide
fino alle prossime spaghettate all´estero,
Thou! che tu possa diventare apolide
o al massimo americano

Le stesse rime non sono mai uguali
quando le usi  in un contesto
e le diverse possono essere
ripetitive e banali
quando esprimono solo questo
mettere il punto e accapo
Ma una cosa davvero importane
nella poesia come nella realtà
non è affatto rimare Parietti
con un raduno della Coldiretti
il grado zero della scrittura
o le rose dei quattro quartetti
la poesia originaria come la pianta
in quel viaggio verso Napoli,
negli anni ottanta , senza le luci e i fari,
la scoperta della sillaba, del piede
e dei periodi senza le rime,
la negazione del mare, del gabbiano,
parallelo a parole ispide come crine
o deretano, della causa che precede
l´effetto, di tutti gli  occhi che
si sono persi ancora
a scrivere la parola fine
con un minimo di amicizia e affetto.
Quello che conta, per me, qui e ora,
è uno stile coerente al pensiero
di quello che sono e ero
Tutto il resto sia maledetto

Roberto Ghiaccio e la signorina Frost
arrivarono nel quartiere con un tassì
e segnarono i mutamenti urbani
su un´agendina senza colori.
Tutti i palazzi con cinema e empori
dove avevano vissuto insieme
come pure apparenze esteriori
del carpe diem di Orazio
sembravano un altro tempo
dentro allo stesso spazio
a vederli così da fuori.
Roberto Ghiaccio e la Signorina Frost
si ritrovarono sotto braccio a un post
come nella canzoncina di Paul Simon
A. B. AA. B. Erano le linee della poesia
scritta sul muro della gelateria
che aveva aperto le filiali in Cina
Ma era bello stendere arti e addome
dentro alla solita casellina bianca
nelle targhe degli ex dormitori
trasformati in supermercati e in banca
sulla strada che aveva cambiato nome
L’avevano fatta pure a senso unico
adesso, con una sola biforcazione,
e il punto di arrivo che non era mai
lo stesso, dopo i lavori per la distruzione

(Foto)

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