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Le foto prima di Internet

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Questo pezzo è uscito sul Venerdì.

Nell’era che precede internet, quando non esisteva Instagram né altri social network e la vita privata era e restava privata, le foto venivano affidate a piccole cornici o album di famiglia, confinate tra le pareti di casa, a uso e consumo di parenti e pochi amici, a prescindere dal grado di celebrità dei soggetti fotografati.

Se eri abbastanza famoso le tue foto potevano poi godere di una seconda vita, appena meno privata, negli archivi di grandi istituzioni o nella migliore delle ipotesi sulle pareti di qualche museo. A raccogliere oggi migliaia di foto private è lo Smithsonian che oggi ne restituisce alcune in forma di libro. Artists Unframed. Snapshots from the Smithsonian’s Archives of American Art (pp. 160, 24 euro) è l’impeccabile volume fotografico appena pubblicato in America dagli archivi dell’Art Smithsonian Institution in collaborazione con la casa editrice newyorkese Princeton Architectural Press e curato da Merry A. Foresta, ex direttore della Smithsonian Photography Initiative e già curatrice della bella mostra Little Pictures, Big Lives: Snapshots from the Archives of American Art.

Nel libro sono raccolti scatti di artisti, attori o altre celebrità, immortalati al lavoro o nelle loro vite private, per mano di persone vicine, amici, parenti, conoscenti destinati o meno a rimanere anonimi. Sono piccoli scatti sentimentali che raffigurano artisti talvolta distanti dai loro studi e dalla loro attività primaria, impegnati a fare giardinaggio, affettare il tacchino o navigare a vela.

Il libro è diviso in quattro parti – lavoro, svago, famiglia e amici, autoscatti – e ha tra le decine di foto alcuni preziosi scatti di Andy Warhol studente al Carnegie Institute of Technology, di Jackson Pollock e sua moglie Lee Krasner su una spiaggia di East Hampton, e uno di Georgia O’Keeffe a Santa Fe in posa per la scultrice Una Hanbury (realizzerà un magnifico busto in bronzo oggi esposto alla Smithsonian’s National Portrait Gallery).

In copertina, belli tra i belli, ancora Jackson Pollock e Lee Krasner fotografati nel 1946. Si erano sposati da un anno e da New York erano andati a vivere in campagna, in un paesino vicino East Hampton. Qui sorridenti nel giardino di casa, un pomeriggio d’estate.

È nata a Bolzano e ha vissuto ad Algeri e Palermo. Abita tra Roma e New York, dove traduce e scrive di libri, cinema e fumetti per La Repubblica, Il venerdì e D. Ha tradotto, tra gli altri, Charles Bukowski, Tom Wolfe, Jacques Derrida, A.M. Homes, Douglas Coupland, James Franco, Lillian Roxon e Lena Dunham, e ha tradotto e curato la nuova edizione italiana di Jim entra nel campo di basket di Jim Carroll (minimum fax, 2012). Insieme a Daniele Marotta è autrice del graphic novel Superzelda. La vita disegnata di Zelda Fitzgerald (minimum fax, 2011), pubblicato anche in Spagna, Sudamerica, Stati Uniti, Canada e Francia.
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