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Le ragazze del porno

Quest’articolo è uscito sul numero di settembre-ottobre di Touch.

Cineasta svedese, da più di quindici anni Mia Engberg registra e documenta periferie e culture alternative. Suoi i ritratti di skinhead gay e sieropositivi, di bambini parigini sans papiers, di giovani queer a San Francisco, del leggendario frontman dei Dead Kennedys Jello Biafra. Il più discusso dei suoi corti è stato Come Together, cortometraggio di 3 minuti girato con un telefono cellulare in cui la regista riprendeva primi piani di donne che si masturbavano e venivano. Presentato nel 2006 al Festival del Cinema di Stoccolma e poi postato su youtube, il corto fece il pieno di accessi online e di polemiche. A venirle rimproverato fu soprattutto il fatto che le donne riprese in video al naturale, apparissero brutte. “Possibile che non abbiano nemmeno un po’ di trucco?” chiesero critici e spettatori più esigenti. Una faccenda apparentemente estetica, su cui l’attenta Mia vide gravare la pericolosa ombra del sessismo. E perché mai in un video porno le donne non possono apparire per quel che sono? si domandò la regista, avanzando l’ipotesi, niente affatto strampalata, che fosse il consumatore maschio di pornografia a pretendere che le donne apparissero belle anche quando impegnate a masturbarsi o in qualsivoglia altra attività sessuale. E che le donne, francamente, se ne infischiassero.

“Nella pornografia lo sguardo è stato sempre quello di un uomo”, dichiarò Mia Engberg in risposta alle polemiche, “e la sessualità femminile è stata limitata a poche identità indicate dal sistema patriarcale (e dall’ego maschile artistico): puttana, moglie, madre, musa. Adesso è arrivato il momento di cambiare”. Da qui l’idea di portare avanti una pornografia al femminile (di cui Come Together può essere considerato il pilota, o il numero zero) definita dalla Engberg pornofemminismo. Idea che si è evoluta in un brillante manifesto in dieci punti e in un appello ad artiste, cineaste e attiviste scandinave: girate anche voi il vostro corto pornofemminista! Uniche due regole, che gli attori abbiano più di diciotto anni, e che il film duri meno di quindici minuti.

Dodici registe hanno risposto all’appello. È nato così Dirty Diaries, antologia contenente dodici cortometraggi pornofemministi (più il già esistente Come Together della Engberg), realizzati con un finanziamento di 500mila corone (50mila euro) da parte dello Svenska Filminstituten, l’organizzazione che eroga finanziamenti statali per la produzione, distribuzione e proiezione pubblica dei film svedesi, e uscito nel 2009 direttamente in dvd. Tra i corti, spicca l’animazione minimalista di Âsa Sandzen, Dildoman, che con disegni neri su fondi bianchi o colorati racconta le avventure di un “uomo vibratore” alle prese con masturbazione, sesso orale, sesso telefonico e quant’altro. Diverte For the Liberation of Men, della regista Jennifer Rainsford, in cui uomini travestiti da donne si masturbano in libertà. E conquista Flasher Girl on Tour, semidocumentario-manifesto dell’artista trans Joanna Rytel, interpretato dal suo alter ego Flasher Girl [Ragazza Esibizionista]. Nel film Joanna/Flasher Girl va in vacanza a Parigi, e lì si masturba un po’ dove le pare – dentro fontane, dietro finestre di alberghi, davanti a metropolitane in partenza – spiegando nel frattempo che l’esibizionismo non può essere un’esclusiva degli uomini. Anche le donne hanno il diritto di praticarlo.

Ma la vera perla del cofanetto è il manifesto, disarmante e geniale, che oltre che nell’ambito della pornografia andrebbe praticato nella vita quotidiana, o utilizzato come fonte a cui attingere quando si è in cerca di un buon mantra. Così sulle note di copertina del dvd:

1. Siamo belle come siamo. Al diavolo gli ideali di bellezza malati! Odiando profondamente se stesse, le donne consumano molta della loro energia e sviliscono la propria creatività. L’energia che potrebbe essere diretta all’esplorazione della nostra sessualità e del potere che abbiamo, viene prosciugata da diete e cosmetici. Non lasciare che i poteri commerciali controllino i tuoi bisogni e desideri.

2. Difendi il diritto di essere arrapata. La sessualità maschile è considerata una forza della natura che va soddisfatta a tutti i costi. Quella delle donne viene accettata solo se si adatta ai bisogni dell’uomo. Sii arrapata a modo tuo.

3. Una brava ragazza è una ragazza cattiva. Ci hanno nutrite del cliché culturale per cui le donne sessualmente attive e indipendenti sono o pazze o lesbiche e quindi pazze. Vogliamo vedere e fare film in cui Betty Blue, Ophelia e Thelma & Louise alla fine non devono morire.

4. Distruggi capitalismo e patriarcato. L’industria del porno è sessista perché viviamo in una società patriarcale e capitalista. Si arricchisce dei bisogni che la gente ha di sesso ed erotismo e nel farlo sfrutta le donne. Per combattere il pornosessismo devi distruggere capitalismo e patriarcato.

5. Sconce quanto ci pare. Godi, decidi o lascia perdere. Di’ NO quando ti pare, per essere in grado di dire Sì quando vuoi TU.

6. L’aborto legale e libero è un diritto umano! Tutti hanno il diritto al controllo del proprio corpo. Ogni anno milioni di donne subiscono gravidanze non volute e muoiono per aborti illegali. Fanculo la morale buona solo a predicare contro il controllo delle nascite e l’informazione sessuale.

7. Combatti il vero nemico! La censura non può liberare la sessualità. Fintanto che le immagini sessuali sono tabù, l’immagine della sessualità delle donne non potrà cambiare. Non attaccate le donne perché mostrano il sesso. Attaccate il sessismo che cerca di controllare la nostra sessualità.

8. Sii queer! Chi si oppone all’erotismo spesso è omofobico e spessissimo è transfobico. Noi non crediamo nella lotta tra i sessi ma nella lotta contro i sessi. Identificati col genere che vuoi e fai l’amore con chi ti pare. Sessualità è diversità.

9. Usa protezioni. “I’m not saying go out an’ do it, but if you do, strap it up before you smack it up” [non dico di uscire e andare a scopare, ma se scopi, coprilo prima di fartelo sbattere dentro] Missy Elliot.

10. Fai da te. L’erotismo è buono e ne abbiamo bisogno. Siamo fermamente convinte che sia possibile creare un’alternativa all’industria pornografia mainstream facendo i film sexy che ci piacciono”.

Film sexy che ci piacciono tanto quanto le canzoni sexy scelte per accompagnare i video o per i titoli di coda. Everybody Deserves To Be Fucked [Tutti meritano di essere scopati], per esempio, vecchio successo dei Sex in Dallas (band technopunk che ha esordito a Parigi con la stessa etichetta di Peaches e Gonzales, per poi approdare con successo a Berlino e scritturare come chanteuse e producer Biladoll aka Mia Von Matt, con cui hanno realizzato il secondo disco), ascoltabile su Youtube o Myspace e altamente canticchiabile.

Dopo avere fatto parlare di sé in patria, Dirty Diaries è tornato alla ribalta nei giorni scorsi grazie alla distribuzione nelle sale cinematografiche francesi e alla presentazione del film al Paris Porn Festival. Ben accolto e apprezzato il Francia, non ha avuto pari fortuna in Italia, dove è bastata una segnalazione sul quotidiano Il Sole 24 Ore per accendere le polemiche e scatenare l’indignazione dei poligrafici del giornale e di Confindustria. Pare non sia stata apprezzata la scelta di pubblicare l’articolo, corredato di link al trailer del film, nell’homepage del sito del quotidiano, definita senza troppe cerimonie e con grande imbarazzo (nostro oltre che loro) “svolta porno del giornale”. E così, malgrado il successo tra i lettori del Sole (quantificato dal numero di accessi al trailer del film arrivati direttamente dall’homepage del giornale), sono stati rimossi prima il link al trailer e poi tutto quanto l’articolo, che profeticamente chiudeva segnalando proprio come nelle classifiche internazionali l’Italia, in materia di parità tra i sessi, sia ancora a metà strada. In buona compagnia di Mozambico, Repubblica Domenicana e Burundi.

È nata a Bolzano e ha vissuto ad Algeri e Palermo. Abita tra Roma e New York, dove traduce e scrive di libri, cinema e fumetti per La Repubblica, Il venerdì e D. Ha tradotto, tra gli altri, Charles Bukowski, Tom Wolfe, Jacques Derrida, A.M. Homes, Douglas Coupland, James Franco, Lillian Roxon e Lena Dunham, e ha tradotto e curato la nuova edizione italiana di Jim entra nel campo di basket di Jim Carroll (minimum fax, 2012). Insieme a Daniele Marotta è autrice del graphic novel Superzelda. La vita disegnata di Zelda Fitzgerald (minimum fax, 2011), pubblicato anche in Spagna, Sudamerica, Stati Uniti, Canada e Francia.
Commenti
12 Commenti a “Le ragazze del porno”
  1. Paolo84 scrive:

    manifesto estremo come estremo deve essere il porno però direi per prima cosa che Thelma & Louise (film diretto da un uomo ma scritto da una donna, Callie Khouri) non sono nè pazze nè lesbiche, e il finale tragico non cambia il valore artistico del film, certamente non è un film “ottimista” ma l’happy end sarebbe suonato falso.
    io non credo nemmeno nella lotta contro i sessi, ognuno si viva la sua identità sessuale e di genere come meglio crede, la modifichi se vuole o la tenga com’è. Così come è giusto combattere l’ossessione per diete e cosmetici, ma se una persona grassa vuole dimagrire anche per motivi di salute, per star bene con se stessa e con gli altri non c’è nulla di male, stesso discorso per i trucchi, se una donna o un uomo si sente a suo agio truccata/o si trucchi altrimenti no.
    quanto al titolo “tutti meritano di essere scopati” certo a patto che l’altra persona ti voglia scopare
    comunque sono d’accordo nella sostanza: sessualità è diversità e mi dispiace per le polemiche avvenute in Italia, decisamente siamo arretrati rispetto alla Svezia

  2. Paolo84 scrive:

    è apprezzabile dimostrare che “un altro porno è possibile” per ottenere pluralità anche nella pornografia, non per cancellare quello che c’è ma per aggiungere modelli nuovi, dinamiche nuove

  3. Paolo84 scrive:

    “ma se una persona grassa vuole dimagrire anche per motivi di salute, per star bene con se stessa e con gli altri non c’è nulla di male”
    purchè si faccia seguire da un medico

  4. Paolo84 scrive:

    e quando dicono no alla censura io le abbraccerei

  5. Paolo84 scrive:

    “Così come è giusto combattere l’ossessione per diete e cosmetici,”
    anche perchè ci sono diete e cosmetici che sono truffe, prodotti totalmente inutili

  6. Casto Ro scrive:

    Mah a me sembra che ci siano buone idee e messaggi positivi mischiati alla solita puzzolente retorica da due soldi.
    A partire dalla critica ai porno dove le donne devono essere per forza attraenti.. ma…? In un porno? Certo che devono essere arrapanti, è un porno! Perchè i maschi nei porno sono brutti ciccioni calvi microdotati? Poi vabè se dite che alle donne è impedito di arraparsi e masturbarsi come pare loro, non so, non sono una donna. Per me è sacrosanto che ognuno viva la sua sessualità come se la sente.
    Del resto per i maschi è sempre stato abbastanza normale vergognarsi di guardare i porno, comprare i giornaletti di nascosto etc. quindi se si vuole fare un super coming out senza genere per rivendicare il diritto al porno, avanti tutti, rifioriràl’industria in crisi. Ma anche l’esibizionismo esclusiva degli uomini…ma de che? del maniaco con l’impermeabile? Ma non era il patetico/terrificante personaggio che tutti disprezzavano? E adesso invece se arriva l’esibizionista donna dovremmo sorriderle e dirle prego, goda pure quanto le pare? Se vedo una che si masturba in metropolitana le cose sono due: o è molto sexy e mi eccita, oppure è uno spettacolo sgradevole e fuori luogo punto. Insomma mi pare tutto un pretesto per mettere ancora una volta uomini e donne in un generalizzatore davvero anacronistico. Se qualcuno ancora si chiede se le donne abbiano diritto a godere ecc o se sia giusto o sano essere gay, sinceramente è lui/lei che ha un problema, e io non capisco perchè se ne debba ancora parlare. Un articolo così mi sembra che faccia da boomerang, trasuda la stessa retorica che vorrebbe contrastare. Liberatevelo davvero il cervello, e tutto il resto lo seguirà.

  7. xxx scrive:

    Very good Website, Keep up the excellent job.
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  8. Close The Door scrive:

    Fermate Paolo84 😀 😀 😀

  9. Close The Door scrive:

    A me non sembra che ci fosse bisogno di un manifesto strampalato che mette insieme diritto a essere arrapate e diritto all’interruzione di gravidanza. Poi se non se ne fossero accorte, il porno per donne esiste già da un pezzo, e ha caratteristiche diverse dal porno per uomini.
    http://www.pianetadonna.it/coppia/sessualita/pornografia_donne.html
    Invece quello che vogliono fare queste qui non ha nulla a che vedere col porno che è pensato per lo spettatore, come ricorda giustamente Casto Ro, è più un documentario di donne arrapate.

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  1. […] This post was mentioned on Twitter by Flavio Pintarelli and Angelo Ricci. Angelo Ricci said: Le ragazze del porno http://ff.im/-wqM2L […]

  2. […] come un mero aiuto alla masturbazione. Ma diversi esempi contemporanei, come i Dirty Diaries di Mia Engberg, o storici, come alcuni dipinti di Egon Schiele, o il romanzo Storia […]

  3. […] come un mero aiuto alla masturbazione. Ma diversi esempi contemporanei, come i Dirty Diaries di Mia Engberg, o storici, come alcuni dipinti di Egon Schiele, o il romanzo Storia […]



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