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“Lei”, un estratto

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Pubblichiamo un estratto dal libro di Nicolò Targhetta Lei, uscito per Becco Giallo: ringraziamo editore e autore.

di Nicolò Targhetta

In ordine sparso, cose che secondo lei fanno di un adulto un adulto:

  • Una carta di credito
  • Un materasso proprio
  • Mangiare fibre
  • Bere vino
  • Pagarsi le vacanze
  • Un contratto con la banca
  • Un punto di vista sul mondo
  • Un lavoro

Quando le chiedono che lavoro fa, lei risponde leggo. Poi, arrendendosi a un certo senso di colpa, aggiunge maldestra: cioè, per lo più leggo.
Leggo. Le piace dirlo. Le piace come suona. Perché suona proprio come se li avesse realizzati ’sti benedetti sogni.

La realtà è un po’ diversa. Lavora come collaboratrice esterna e il suo contratto è su carta di riso e lastricato di buone intenzioni. È vero, passa un sacco di tempo a leggere, annuire, scuotere la testa, guardare uno schermo con espressione vuota e poi correggere, ma fare l’editor per una casa editrice che possiede un arrogante palazzo coi vetri a specchio in pieno centro, significa perlopiù digrignare i denti e starsene al telefono con una variegata fauna di sociopatici.

Per esempio quello con cui sta parlando adesso. Quello con cui sta parlando adesso è Noto Divulgatore Televisivo.

Noto Divulgatore Televisivo è un cliente importante e una rara anomalia nel mondo editoriale, in quanto capace di vendere più copie del numero di parole che compongono i suoi libri. Ha un accordo per curare una collana in dodici volumi dal titolo Attraverso i secoli scritta con metodi tayloristi da un piccolo esercito di magna cum laude dallo sguardo vitreo tenuto prigioniero in una location segreta.

Noto Divulgatore Televisivo è famoso, rispettato, molto amato e, come lei ha avuto modo di scoprire negli ultimi mesi lavorandoci insieme, è anche uno squilibrato.

La rogna si affaccia al Volume 3. Gli Etruschi.

Secondo Noto Divulgatore Televisivo l’immagine della copertina è inaccettabile. Troppo grande, compromette l’integrità dell’intero progetto editoriale, ha urlato con una voce molto diversa da quella rassicurante e posata con cui lei era abituata a sentirlo raccontare Ittiti e Cananei.

Noto Divulgatore Televisivo promette minacce, minaccia promesse e giura vendetta.

Lei fa il suo lavoro. Ovvero, in questo caso specifico, lo scudo umano.

E mentre col telefono incastrato tra la spalla e l’orecchio, subisce docile un lessico decisamente inappropriato alla prima serata di Rai1, pensa una cosa strana. Pensa che il suo lavoro le piace. Le piace non avere orari fissi, le piace che si possa fare sopra una poltrona comoda, il portatile sulle gambe e una tisana zenzero e limone che le fuma accanto. Le piace dover gestire tante cose, adattarsi strada facendo, confrontarsi quotidianamente con persone dotate di molta autostima e pochissima pazienza, contribuendo a migliorare libri brutti e a perfezionare quelli belli.

Perché i libri servono. Tutti. Sempre. Di questo è sicura. E concorrere, anche in minima parte, alla loro produzione la fa sentire saldamente dalla parte del giusto. Poco importa se abbia a che fare sempre più spesso col rabbonire persone, riequilibrare chakra, ritrattare intimidazioni e coccolare ego carnivori. Se l’ultimo lustro di convivenza le ha insegnato qualcosa, le ha insegnato proprio questo.

Sporgendosi dalla sedia afferra il volume sugli Etruschi.

In copertina Noto Divulgatore Televisivo occhieggia languido a braccia incrociate. Dietro di lui, il Sarcofago degli Sposi, fatalmente troppo zoomato.

– Ce l’ho piccolo, anzi piccolissimo – ammette tranquillamente Noto Divulgatore Televisivo dalla copertina. – Un’inezia.

– È vero – confermano gli sposi etruschi alle sue spalle – e ha anche qualche problemino con papà.

Di questi tempi chi non ce l’ha?, pensa lei.
– Mandami a ’fanculo – insiste Noto Divulgatore Televisivo in posa plastica.

Lei sorride e fa segno di no.
– Dai. Mi farebbe bene.
Lei gira il libro, si scusa ancora tanto e chiude la telefonata praticamente inchinandosi. Poi fa un bel respiro.

I libri servono. Tutti. Sempre. Ma ogni tanto non può fare a meno di chiedersi: a chi?

Saverio sbuca sulla porta.
Toc toc, dice.
Lei guarda l’uomo che ha bisogno di un’onomatopea per trovare il coraggio di entrare in una stanza.

Tutto bene?, domanda Saverio.
Lei annuisce.
Saverio le chiede con chi era al telefono.
Lei dice che si trattava di Noto Divulgatore Televisivo. Lui ripete, tutto bene?
Lei sì, sì, tutto a posto.
Bene, dice Saverio. E non si muove. Posso parlarti un attimo di là?

Lei guarda di là verso il mondo delle porte a vetri, lo fissa interrogativa, poi rimette a posto il Volume 3 della collana Attraverso i secoli e lo segue nel suo ufficio.

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