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Cara Lidia Ravera…

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Oggi, sull’Huffington Post, l’assessore alla cultura della Regione Lazio Lidia Ravera scriveva questo pezzo in risposta all’articolo francofortese di Gian Arturo Ferrari. Nel suo articolo, Lidia Ravera chiamava in causa anche Marino Sinibaldi, Nicola Lagioia, il recente intervento di Christian Raimo uscito su minima&moralia e l’esperienza di Elena Stancanelli con Piccoli Maestri a proposito di un invito intorno a un tavolo (reale o virtuale) per “rivedere o migliorare la legge per la promozione della lettura”.

Questa è la risposta di Elena Stancanelli.

di Elena Stancanelli

cara Lidia,

ti ringrazio per aver riconosciuto la nostra associazione, Piccoli Maestri, come un interlocutore credibile, capace eventualmente di produrre un pensiero utile per “rivedere o migliorare la legge per la promozione alla lettura”. Quello che noi facciamo, e dicendo noi intendo qualche centinaio di scrittori e scrittrici, è andare nelle scuole pubbliche e raccontare i libri. Leggere e raccontare i libri che abbiamo amato più degli altri, che sono stati fondamentali nella nostra formazione, che per qualche ragione dicibile o indicibile vorremmo non fossero dimenticati. Lo facciamo da quasi tre anni, a Roma Venezia Benevento Torino…, lo facciamo gratis, lo facciamo perché lo riteniamo un buon modo per convertire i ragazzi e le ragazze alla lettura, e perché ci divertiamo.

Tu ci chiedi se saremmo disposti a sederci a un tavolo, reale o virtuale. Cara Lidia, noi ci siamo già seduti a un tavolo, tre anni fa appunto. Eravamo moltissimi, scrittori e persone che lavorano a vario titolo nella cultura. Quando ci siamo alzati da quel tavolo avevamo buttato giù un’idea, e quell’idea era Piccoli Maestri.

In questi tre anni siamo diventati più bravi e più numerosi, ma non abbiamo smesso di divertirci. Abbiamo ricevuto molti complimenti, moltissima solidarietà e neanche un euro. Del resto, non avremmo saputo cosa farne. L’ho detto: il nostro è una specie di scombinato e vitale volontariato culturale, fatto di passione e curiosità. E i soldi per la benzina nel motorino ce li mettiamo noi.

Ci piacerebbe, adesso, allargarci un po’. Ci piacerebbe avere un bel sito, cioè una sede virtuale, e qualche soldo per farlo funzionare. Stiamo cercando di capire in che modo trovare il denaro che ci serve, come “trovare una soluzione”.

Faccio difficoltà a capire cosa significa “libri utili e libri inutili”, e ancora più facilmente posso dirti che non credo affatto che la tua generazione sia stata “l’ultima generazione innamorata dei libri, massicciamente, e non per stravaganza d’élite”.

Ma credo molto, invece, a quello che stiamo facendo, noi Piccoli Maestri e le decine di associazioni con le quali siamo entrati in contatto in questi anni. E credo che il momento più divertente sia quando finalmente ci si alza dal tavolo e si fanno le cose. Si prende il motorino e si va a raccontare Moby Dick in qualche scalcagnata scuola di periferia, e i ragazzini ci guardano come fossimo marziani. E certe volte va bene e li conquistiamo, altre invece, poche devo dire, ci tirano i libri dietro e ci prendono in giro. Ma noi continuiamo, imperterriti. A scrivere i nostri libri e a raccontare quelli degli altri. E a convincere altri scrittori e scrittrici a venire a fare questa cosa insieme a noi.

È molto? È poco? È qualcosa.

E questo qualcosa lo abbiamo fatto senza invocare o insultare “le istituzioni”.

Sai cosa sarebbe bello? Che qualcuno ci chiedesse se ci serve una mano, piuttosto che chiedercela. Perché vedi, la risposta che noi potremmo darti, sedendoci al tavolo di cui parli, è quella che abbiamo già dato: per aiutare la diffusione della lettura, noi scrittori immaginiamo che sarebbe bello andare nelle scuole pubbliche e leggere i libri che abbiamo amato più degli altri, che sono stati fondamentali… ecc ecc.  La risposta alla domanda che tu ci faresti, sarebbe: facciamo Piccoli Maestri!

E noi lo abbiamo già fatto.

Elena Stancanelli (1965) è nata a Firenze, dove si è laureata in Lettere moderne. Vive a Roma, dove ha frequentato l’Accademia d’Arte Drammatica. Ha esordito con il romanzo Benzina (Einaudi 1998), seguito da Le attrici (Einaudi 2001), Firenze da piccola (Laterza 2006) e A immaginare una vita ce ne vuole un’altra (minimum fax 2007). Il suo ultimo romanzo è La femmina nuda (La nave di Teseo 2016), finalista al Premio Strega. Collabora con il quotidiano la Repubblica.
Commenti
2 Commenti a “Cara Lidia Ravera…”
  1. Elvira scrive:

    Ciao. Leggo oggi a distanza di quasi due anni questo articolo, dopo aver letto in ordine tutto ciò a cui si riferisce.
    Sono d’accordo con tutti voi.
    Circa un mesetto fa ho partecipato ad una tre giorni a Tuscania organizzata dall’assessorato alla cultura della Regione Lazio, denominata “FLEB 2015” FESTIVAL DELLA LETTERATURA BREVE. Ho partecipato come iscritta al seminario di scrittura breve, ma anche come uditore delle lectio del pomeriggio, nonché godendo degli intrattenimenti serali. E’ stata una esperienza molto bella, interessante dal punto di vista didattico culturale, e anche bella dal punto di vista umano.
    Ho come l’impressione che stia accadendo qualcosa, come quando si entra in mare ed il fondale è sabbioso, ma di quella sabbia pesante, non sottile, sottile. Entri e i tuoi piedi rimescolano e tutto diventa torbido, poi in realtà sul fondale ci sono granchietti e piccoli molluschi segno di purezza, se non di limpidezza dell’acqua. Credo che in questo periodo, da qualche anno, ci sia in Italia un fondale di granchietti e molluschi vari che sono la cultura delle piccole associazioni territoriali, o alcune iniziative come FLEB 2015 (grazie a Lidia Ravera al suo staff a Giorgio Vasta e a tutti gli intellettuali che ci hanno deliziato durante le lectio magistralis), o l’attività di alcuni autori conosciuti che si fanno mecenate di autori più giovani e meno affermati (e/o sabot/age), o il lavoro di librerie che pur appartenendo a catene , organizzano letture ed incontri con autori affermati e meno affermati, in cui l’interlocutore non è un giornalista ma un cittadino qualsiasi che ha in comune con tutti gli altri l’amore per la lettura e con impegno prepara l’incontro e le domande da fare all’autore (libreria UBIK di Monterotondo –RM -), oppure che si organizzino degli incontri serali per adulti e ragazzi a via Tasso per parlare di Resistenza, Liberazione calate nella nostra realtà.
    Insomma piccole grandi iniziative da cui si percepisce che la cultura che ci piace non è morta (al di là delle parole svilenti dei tromboni), ma si nutre di questo fondale marino semplice ma puro, nella poca limpidezza di investimenti dettati solo dal desiderio e bisogno di numeri di vendita. La cosa che mi fa ancora più felice è che sempre più spesso queste iniziative sono a cura e frequentate da giovani pensanti con la loro testa, non so se in numero maggiore o minore rispetto ad adulti manovrati, ma che esistono e con l’entusiasmo di rimboccarsi le maniche per fare qualcosa di bello e migliore rispetto al brutto di anni che ci stiamo lasciando alle spalle (speriamo).

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  1. […] gli interventi sono usciti sull’«Huffington Post»); a lei si affiancava idealmente lo stesso 21 ottobre 2013 Elena Stancanelli, animatrice dell’associazione «Piccoli maestri», fra quelle menzionate […]



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