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Letteratura “metropolitana” a Berlino

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di Francesca Faccini

Prima ancora di rimanere meravigliata dall’anomala, per il mio sguardo italiano, quantità di lettrici e lettori sulla metro, sono stata colpita da un distributore automatico che campeggia sul binario della linea 8 di Alexanderplatz: tra i Twix, la Coca Cola, il Bounty e la Red Bull si trovano dei libri. Che la metropolitana di Berlino fosse il paradiso del “to go” – dal caffè al döner kebab, dalla birra ai bretzel ripieni di burro, tutto è consumato in piedi o seduti nei vagoni – ne ero a conoscenza, ma al “Lesestoff to go” non ci avevo ancora fatto caso.

Con un prezzo che varia da un euro a un massimo di dieci, è possibile selezionare libri per bambini, romanzi, guide; con un costo inferiore a una lattina si può avere qualcosa da leggere, einen Lesestoff contro la noia degli spostamenti: Langeweile in der Bahn? Tauchen Sie ab! – Dem Alltag entfliehen und abtauchen in die Welt der Bücher. Die Liebe finden, Abenteuer erleben und Spannung spüren (Noia alla stazione? Evadi! – Fuggi dalla quotidianità e immergiti nel mondo dei libri. Trova l’amore, vivi avventure, divertiti).

Seppur in parte falso – trascorro ogni giorno un’ora e mezza sulla metro, ma finora l’unico approccio è stato quello di un uomo preoccupato per come strizzavo gli occhi mentre leggevo. È forse amore questo? – a tale slogan si è affidata anche SuKuLTur, una casa editrice indipendente fondata a Berlino nel 1995 da Marc Degens e Torsten Franz.

Incentrata da sempre sulla letteratura tedesca contemporanea, la SuKuLTur ha costruito la sua identità sulla collana Schöner Lesen, dove trovano sistemazione volumi in formato A6, composti da un sedicesimo o da un ventiquattresimo, con una copertina gialla come marchio di fabbrica e venduti a partire da un euro. Nel dicembre del 2003, dopo sette anni di onorata presenza nelle librerie, la SuKuLTur decide di presentare i libretti in undici distributori automatici sparsi in diverse stazioni di Berlino: una scelta che pare essere stata azzeccata.

Da allora, infatti, la casa editrice non solo ha erogato i fascicoli gialli in altre macchinette della città e di Amburgo, Duisburg, Düsseldorf, Dortmund, ma può annoverare più di centomila copie di Lesehefte (quaderni da leggere) vendute nel solo territorio di Berlino. Non appagata dalle atmosfere metropolitane, nel 2006 SuKuLtur, insieme a Kunst:Raum Sylt-Quelle, una realtà locale che promuove l’attività artistica, inaugura il primo distributore di soli libri sull’isola di Sylt, un’isola che quasi non c’è della Germania settentrionale (il suo territorio si estende per novantanove chilometri quadrati di cui il trentacinque per cento è coperto di dune). Nessun dolcetto che faccia cadere in tentazione, nemmeno l’ombra di una bibita gasata, solo letture da spiaggia.

Per l’essenzialità dell’offerta, quello dell’isola di Sylt ricorda il distributore di sola acqua che comparve per la prima volta nel 1884 nella hall del West Hotel di Minneapolis grazie al genio di William Henry Freuen. A differenza di Freuen, la SuKuLTur non ha brevettato alcuna invenzione, ma l’idea di un erogatore di libri le ha portato una fortuna che sembra non voler sfumare. L’editoria sorride, la fantasia viaggia e il cuore ringrazia. Chissà cosa ne pensa la Nestlé.

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