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L’incredibile legittimazione di Ernesto Galli della Loggia nel dibattito sulla scuola

di Christian Raimo

E così il cerchio si chiude.

Ernesto Galli della Loggia riceve dalla rivista Gli Asini, diretta da Goffredo Fofi, dove la questione dell’educazione democratica è – anche ovviamente – un caposaldo della linea editoriale, una recensione encomiastica del suo libro L’aula vuota da parte di Piergiorgio Giacché, saggista autorevole, ma che di scuola, soprattutto della scuola attuale, sa poco e capisce poco.
Non contento, Galli della Loggia scrive a Fofi e a gli Asini lamentando una poca attenzione nel dibattito pubblico del suo libro – cosa banalmente falsissima: il suo libro è stato il più letto e venduto sui temi della scuola quest’ultimo anno Galli della Loggia, nonostante l’ignoranza crassa del tema, si è accreditato come un esperto di scuola e può anche discettarne dove vuole, dal Corriere – dove è uno degli editorialisti più frequenti – a Micromega dove c’è un suo dialogo con Tomaso Montanari, fino al Domenicale del Sole 24ore, dove un paio di settimane fa l’italianista Claudio Giunta gli dedica una lunga recensione nella quale, sottolineando debolezze marginali, ne legittima invece la necessità e la centralità delle sue idee.

Ancora: Galli della Loggia, a cui non basta l’accoglienza da parte di una rivista democratica, progressista, anche radicale, delle sue posizioni orgogliosamente conservatrici, vuole il sangue: e chiede l’abiura. E quindi scrive a Fofi – e gli Asini pubblicano – una piccola sciattissima letterina (qui per intera) in cui chiede di buttare a mare, anzi di sputare sopra a tutta l’elaborazione teorica e le pratiche dell’educazione democratica da Montessori a De Mauro, perché sono feticci. Il modo con cui argomenta questa involuzione è ridicolo: mette -ismo e virgolette a qualunque ideale e concetto di quella storia, per cui la costituzione diventa “costituzione” e la democrazia “democraticismo”. Ma l’osso da spolpare ferocemente e in fretta è Don Milani, l’abiura che della Loggia chiede a Fofi è sul prete fiorentino, definito datato e pedagogicamente reazionario.

Ora io spero che Fofi risponderà nel merito a questa lettera incredibile; ma spero che vorrà farlo dopo aver letto con attenzione “L’aula vuota”, che è un libro pessimo, da tutti i punti di vista, compreso quello della semplice ricostruzione storica: Galli della Loggia, che è uno storico, ignora le basi minime della storia della scuola e del dibattito storiografico anche soltanto italiano; oltre ovviamente non padroneggiare minimamente le altre questioni che riguardano la pedagogia del Novecento e di oggi.

Perché allora tutto questo credito e tutto questo spazio a Galli della Loggia persino su una rivista come gli Asini?
Perché è comodo. Perché della Loggia dice tutte cose false, non argomentate, reazionarie, persino esplicitamente fasciste, ma ha un vantaggio innegabile: è un nostalgico, invoca il declino, e così permette a chi sente la coscienza rimordergli perché non sta facendo nulla per la crisi democratica che la scuola attraversa in Italia di fare ancora meno, di immaginare che gli elementi di crisi o quelli involutivi siano dati da un incontrovertibile spirito dei tempi se non da un meccanicismo bolscevico, tutto ispirato al prete di Barbiana o a Tullio De Mauro.

Un’ultima notazione va fatta proprio su Tullio De Mauro, che nel libro di Galli della Loggia non viene criticato, ma infamato – va ribadito, e infamato con una violenza permessa solo dal fatto che De Mauro, il più importante intellettuale italiano che si sia dedicato anima e corpo al rapporto tra democrazia e educazione non può replicare, come avrebbe fatto da par suo, perché è morto.

Commenti
10 Commenti a “L’incredibile legittimazione di Ernesto Galli della Loggia nel dibattito sulla scuola”
  1. Fiera Zappaterra scrive:

    Preso dall’invettiva, l’autore si è dimenticato di argomentare il fuoco di fila di aggettivi che ha utilizzato. Non c’è un solo passaggio in questo articolo utile a capire quale sia, nel merito, il pensiero di Della Loggia sulla scuola. Ne so quanto prima, l’unica cosa che ho capito è che a Raimo non è piaciuto. OK. Per una polemica intra-intellettuali potevano anche sentirsi al telefono, senza coinvolgere i lettori.

  2. Luigi scrive:

    @a Fiera Zappaterra allego link delle precedenti puntate (sintesi del Della Loggia pensiero, casomai avessi dubbi su come spendere i 15 euro per per comprare il suo libro, o sul coinvolgere i lettori) http://www.minimaetmoralia.it/wp/laula-vuota-ernesto-galli-della-loggia-un-libro-pessimo-punto-vista/

  3. Giorgio Grandi scrive:

    Per il solo fatto del livello e della preparazione dei diplomati, laureati, licenziati che la scuola sforna, il livello della scuola è pessimo. Si vede e si sente, quando sono capaci di esprimersi, il livello infimo della scuola comunista. La scuola a livello soviet. Chi ha i soldi, il “danaro “che i cervellone della scuola prendono senza lavorare,manda i figli nelle scuole private e,dopo, all’estero. Continuate col vostro soviet.

  4. Elena Grammann scrive:

    Non essendo iscritta a Facebook, non ho potuto leggere per intero la “letterina” di Galli della Loggia. La parte che ho letto non giustifica l’aggettivo “sciattissima”, e nemmeno “sciatta”, anzi.
    E comunque, uno che scrive: “l’italianista Claudio Giunta gli dedica una lunga recensione nella quale, sottolineando debolezze marginali, ne legittima invece la necessità e la centralità delle sue idee” deve andarci piano a parlare di sciatteria.

    @ Giorgio Grandi

    Le posso assicurare che Il livello e la preparazione dei diplomati, laureati, licenziati italiani non è inferiore a quello dei loro omologhi esteri: la deriva è planetaria, o quantomeno occidentale.
    Inoltre non parlerei in questo contesto di soviet o di scuola comunista: nei paesi del blocco comunista la scuola funzionava splendidamente, e questo perché era gestita con sistemi che da noi sarebbero stati definiti fascisti.
    Saluti

  5. Attanasio scrive:

    @Elena Grammann Un anacoluto rende più vivo lo scritto, più espressivo!
    Galli della Loggia deve essere una persona molto sola e triste, carica di risentimento. Quando sento citare i suoi articoli a “Prima pagina” la mattina, mi viene la tristezza, per lui dico, dispiace, deve vivere male ma male.

  6. Elena Grammann scrive:

    @Attanasio.
    Più che un anacoluto mi sembra un pleonasmo. In ogni caso, pleonasmi e anacoluti si dividono in due categorie: quelli da scrittori e quelli da ignoranti. Il caso in questione appartiene senza ombra di dubbio alla seconda specie.
    Non so come viva Galli della Loggia e francamente non me ne frega un accidente. Ma se proprio vogliamo parlare di risentimento e a depositi di veleno nel fegato direi che anche Raimo non scherza.
    D’altra parte la perfetta letizia è uno stato difficile da raggiungere, non crede?

  7. sergio falcone scrive:

    Oggi Goffredo Fofi e Alfonso Berardinelli scrivono su
    Avvenire. Berardinelli anche su Il Foglio. Bene ha fatto, invece, Piergiorgio Bellocchio a ritirarsi a vita privata. Non credo che ci sia altro da dire.
    Se qualcuno mi avesse detto che avrebbero fatto questa fine, mi sarei messo a ridere. Vatti a fidare degli intellettuali, di quelli un tempo antagonisti.
    Sono sempre più incredulo, scettico e disincantato.

  8. sergio falcone scrive:

    E piantatela di attaccare Christian Raimo…

  9. Gabriella scrive:

    Gentile Christian ma perchè tutta sta rabbia che ha in corpo contro quel libro? Ma non riesce a farcene un sunto piccolo piccolo che ci faccia capire il punto di vista del Galli? Così ci alimenta solo la curiosità di andarcelo a comprare…

  10. luino scrive:

    Tutta gente mai entrata in un’aula e che spara le sue su giornali e riviste che con la scuola REALE c’entrano nulla

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