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L’età adulta è l’inferno

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Pubblichiamo, ringraziando l’editore, un estratto da Lovecraft – L’età adulta e l’inferno, uscito per L’Orma. E segnaliamo per l’occasione l’evento San Valentino per t(r)e, presso il Circolo dei lettori di Torino, che vedrà a partire dalle 19 interventi della poetessa Francesca Genti, di Elena Varvello e Marco Peano; le musiche sono affidate a Jet Set Roger, che proprio a Lovecraft ha dedicato un album.

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Il 3 marzo 1924, nella cappella di St Paul a Manhattan, Howard Phillips Lovecraft e Sonia Haft Greene si unirono in matrimonio. In questa divertente lettera alla zia Lillian, HPL tenta di spiegarle perché non l’abbia avvertita per tempo della cerimonia, anche contro il parere di colei cui adesso si riferisce, affettuosamente, con l’acronimo di SHG. Da notare che, autodefinendosi «Nonno» ed essendo solito rivolgersi scherzosamente alla zia con l’appellativo di «figlia», a rigor di logica la moglie Sonia – che di lì a poco, seguitando in questo vertiginoso ribaltamento della genealogia famigliare, prenderà a chiamare «Nonna» – diventa per Lillian «una nuova madre».

A Lillian Delora Phillips Clark
Parkside Avenue 259, Brooklyn, N.Y.
9 marzo 1924

Cara zia Lillian,
non so dirti quanto mi abbia fatto piacere ricevere la tua bellissima lettera e il resto della roba. Ma ti prego, non sentirti sola, dacché è certo che ben presto verrai qui anche tu. Benedette le mie vecchie ossa! Immaginavi forse che il Vecchio Gentiluomo avesse traslocato la residenza di famiglia senza portare con sé la sua primogenita?

Qui ti sentirai meglio e più attiva; vorrei che potessi vedere il tuo nonnino questa settimana: la mattina mi alzo regolarmente, mi do da fare in giro e sono riuscito persino a rimpiazzare la vecchia tecnica delle pinzette con una rapida, semplice e onesta lametta da barba. E tutto ciò con la prospettiva di un lavoro letterario regolare – il mio primo vero lavoro!
Nel frattempo – e qui preparati a novità rivoluzionarie – non devi stare in pensiero per il mio alloggio o per il mio benessere (benché io sia un tremolante trisavolo): quando arriverai vedrai. Al n. 259 di Parkside mi sento come a casa grazie al pregevole scrittoio in stile coloniale sgombro e adibito a mio uso, e quando anche tu e le mie cose mi avrete raggiunto mi sentirò ancora più a mio agio.

A questo punto il divagare di questa ponderosa epistola avrà ormai cominciato a risultarti chiaro. La scelta del 259 di Parkside come mia
residenza e base permanente, nonché erede dei civici nn. 454 e 598, è in verità l’unica soluzione davvero logica e matura, oltre che di buonsenso, del problema creatosi con il tracollo finanziario e la conseguente impossibilità di restare presso il Vecchio Focolare che ha costretto il malandato Theobald a «rinunciare» alle sue notti insonni e al suo inguaribile isolamento per abbracciare
una vita più attiva. […]

A questo punto (forse l’hai già fatto, o stai per farlo) ti chiederai senz’altro perché non ti abbia parlato prima di tutta la faccenda. shg avrebbe voluto avvertirti per tempo e, nel caso, avere sia
te sia AEPG presenti all’evento che sto per narrarti. Ma ecco di nuovo l’insofferenza del vecchio Theobald per le leziosità sentimentali e per quel «parlarsi addosso» mortalmente noioso e privo di costrutto che ogni passo decisivo induce fra i mortali, e che supera di molto il livello massimo di giudizio analitico e discussione necessari.

Conversazioni cavillose, esclamazioni incredule, sospiri del genere «non l’avrei mai creduto» e tutto ciò che vi assomiglia sono oltremodo spossanti per una personalità sensibile, soprattutto dopo che la ragione ha già riflettuto a sufficienza e ha preso la decisione più logica. Mi sono convinto che, tenendo conto del mio ben noto temperamento, nessuno poteva sentirsi minimamente ferito dal gesto drammatico e decisivo che avrebbe spazzato via qualsiasi residuo di timidezza e di reazionaria tendenza alla stagnazione.

Tale passo è stato per me e SHG estremamente privato, tanto che intendiamo diffondere la notizia negli ambienti del giornalismo dilettantistico solo dopo che questo importante messaggio ti sarà pervenuto. Il vecchio Nonno non ha avvertito neppure il piccolo Belknap! E così, per epocale e stupefacente che sembri (ti prego, non svenire, o avrò l’impressione che i precedenti paragrafi di preambolo artistico non siano serviti a nulla!), l’incredibile è realtà. Il vecchio Theobald è finalmente un capofamiglia e (tieni i sali a portata di mano) un fedele compagno della più stimolante, congeniale, intelligente, dotata di gusto, premurosa e devota fra i mortali e i collaboratori, SHG, alla quale si è unito nel venerabile e davvero classico istituto del Santo Matrimonio!

(PAUSA PER RIPRENDERE I SENSI)

Sì, figlia mia, infine il vecchio gentiluomo ti ha dato una nuova madre! Un fatto al contempo graduale e improvviso… dacché, per quanto frutto di una matura evoluzione negli anni, a lungo vagheggiato in modo accademico, o contemplato come obbiettiva possibilità per un futuro più o meno remoto, il fatto ha preso corpo con certezza solo quando la «concreta possibilità» di trasferirsi e sistemarsi qui si è imposta la scorsa settimana in tutta la sua fredda, pragmatica e incontrovertibile insistenza.

Il mio stato di salute complessivo è ideale. La cucina di S.H., come già sai da me e da AEPG, è perfetta sia per il gusto sia per la digeribilità. Riesce persino a fare dei muffin con la farina integrale mangiabili! È una patita dell’aria aperta, fissata con la prudenza e i rimedi naturali quali le pastiglie di canfora: mi ha già semiaffogato con un lavaggio completo della bocca e del naso e ha usato la vaselina per guarirmi le labbra rimaste screpolate tutto l’inverno; per tacere della ferita alla caviglia che mi sono procurato scivolando sulle scale la scorsa settimana mentre tornavo da un’escursione in soffitta. E – mirabile dictu – sta tentando di farmi eseguire regolarmente gli esercizi di Walter Camp conosciuti come «La dottrina giornaliera»! La ricetta per il mal di testa è arrivata sana e salva e mi procurerò una bottiglia della Vecchia Fidata Medicina, anche se non ho avuto una sola emicrania dal momento in cui è passata quella provocatami dalla sfacchinata per Houdini e Henneberger.

Decisamente il vecchio Theobald è vivo come non lo è mai stato prima! […]

Il V. aff.issimo nipote e dev.issimo Serv.ore,
H.P.L.

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