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Il lungo viaggio di Frank Miller, da Devil a Superman

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di Simone Tribuzio

Quando mi è stato chiesto cosa volessi fare come prossimo progetto, ho risposto: Superman. Credo che tutti siano rimasti un po’ sorpresi, perché a causa della saga del Cavaliere Oscuro, la gente crede che io odi Superman. Ma quella era la prospettiva di Batman. Superman è stato il mio primo super eroe. Ancor prima di iniziare a leggere fumetti, grazie alla serie animata di Max Fleischer. Io e John Romita Jr. ci stiamo lavorando, e ci stiamo divertendo come non mai. Così Frank Miller, ha annunciato il suo ritorno ai testi, affiancato da John Romita Jr; lo stesso disegnatore con cui aveva già lavorato a Devil: l’uomo senza paura e Il ritorno del Cavaliere Oscuro: l’ultima crociata.

Annunciato inizialmente per l’agosto scorso, Superman: Year One – una miniserie in tre parti sulle origini dell’ultimo figlio di Krypton, collocata nella nuova collana Black Label dell’etichetta Dark Horse – comincia a farsi attendere. Miller è uno degli autori che hanno riscritto codice genetico e regole del fumetto supereroistico attraverso opere rivoluzionarie come Il ritorno del Cavaliere Oscuro e i due cicli di storie di Daredevil; a partire dal taglio registico che ha saputo prima addomesticare e poi evolvere durante la run dell’eroe di Hell’s Kitchen. Nella prima produzione di Miller ritroviamo tutto l’amore per i grandi maestri italiani, artisti come Hugo Pratt per il senso dell’avventura e per il disegno inconfondibile; e Guido Crepax, fondamentale per l’uso dei bianchi e dei neri in Sin City; Sergio Toppi, per la composizione della gabbia e per il tratto.

Nel frattempo, Magic Press ha dato alle stampe il sequel di 300: Xerxes, uno spin-off composto da cinque albi che raccontano la storia di Xerxes, l’antagonista androgino di Re Leonida; gli eventi vedono la caduta della casa di Dario e l’ascesa di Alessandro. Per celebrare un artista unico, ecco una cavalcata tra alcune delle sue imprese.

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Devil: L’uomo senza paura (1993)

Frank Miller & John Romita Jr

Batman: Anno uno aveva riscritto la genesi dell’Uomo pipistrello e alla perfezione.

Dopo la run e Devil Rinascita, Miller decide di ripescare le origini del giovane avvocato Matt Murdock affidandosi alle matite di un già incisivo John Romita Jr (Kick Ass, Spiderman). Le anatomie squadrate ricordano proprio quelle di Miller, qui nelle vesti di sceneggiatore sempre abile con le tinte noir. La serie segue i primi anni di Matt Murdock, un ragazzino già tormentato dai suoi demoni e dai bulli che lo attendono ogni giorno fuori la scuola. Suo padre Jack “Devil Battling” Murdock è un pugile che da un po’ comincia godere una certa fama a Hell’s Kitchen.

A muovere le fila del crimine è Wilson Fisk aka Kingpin, che avrà un ruolo centrale proprio nel capolavoro Devil Rinascita pubblicato nel 1986 sempre per la Marvel.

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Martha Washington (1990-2007)

Frank Miller & Dave Gibbons, AA.VV.

 Dave Gibbons e Frank Miller, uno reduce da un titolo già storia del fumetto, Watchmen; l’altro dagli altrettanto seminali Devil Rinascita e Il ritorno del cavaliere oscuro, si incontrano più e più volte per parlare di un ambizioso progetto: al centro, un’ucronia che richiama le atmosfere futuristiche e soffocanti dello stesso Watchmen. Martha Washington (first lady del presidente George Washington) nasce nel 1995, in un quartiere difficile,  sempre sotto le mire dei mass media perché protagonista della cronaca nera. La ragazza, afroamericana, diventerà militare, astronauta, figura politica di spicco e infine eroina. Martha è la perfetta incarnazione degli alti ideali alla base della nazione; nel racconto distopico, alla deriva per via delle guerre civili e dei conflitti mondiali irrisolti: una riflessione su una vera potenza mondiale, da sempre in guerra con se stessa.

Sotto l’etichetta di Dark Horse Comics nasce nel 1990 la miniserie Give me liberty, comprendente di quattro numeri che sin da subito riscontra un grande successo di pubblico, a tal punto da divenire in poco tempo la serie indipendente più venduta degli ultimi anni.

Miller e Gibbons gestiranno nel corso degli anni le molteplici vite della storia editoriale e del personaggio stesso. Un continuo rincorrersi, quello degli autori, che porterà poi alla luce soltanto nel 2007 il capitolo finale “Martha Washington muore.” Un titolo che annuncia il mesto esito della grande paladina stelle e strisce.

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Batman: Anno Uno (1987)

Frank Miller, David Mazzucchelli & Richmond Lewis

Dopo aver consegnato alla DC Comics (e alla storia del fumetto) una decostruzione del personaggio, con Batman: Anno Uno Miller ne riscrive le origini soffermandosi sulla sfera psicologica del Crociato Incappucciato e in special modo sul personaggio del commissario Jim Gordon.

A rendere il tutto spettacolare sono le matite di David Mazzucchelli, precedentemente assistito – sempre con i testi di Frank Miller – in Devil Rinascita.

A fare da apporto il lavoro ai colori di Richmond Lewis, caratterizzato da monocromie fredde ma utili a intessere un’atmosfera cupa che fa da sfondo a una Gotham City grigia.

L’opera ha ispirato il regista Christopher Nolan per la realizzazione di Batman Begins.

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Devil: Rinascita (1986)

Frank Miller, David Mazzucchelli & AA.VV.

L’identità di Devil, dietro la cui maschera si cela il volto dell’avvocato cieco Matt Murdock, di notte paladino mascherato di Hell’s Kitchen, viene venduta per una dose di eroina.

Dietro c’è lo zampino del re del crimine Kingpin, ormai al comando del quartiere di Hell’s Kitchen, privo del suo vigilante che poco prima ripuliva le strade dal malaffare e dal contrabbando. Un escalation, quella di Murdock, che lo porterà alla sua personalissima Via Crucis. Non a caso l’opera rimanda a più riprese alla simbologia cristiana.

Una parabola cristologica, sempre rigorosa per lo stile grafico di David “Asterios Polyp” Mazzucchelli. Al di pari de Il ritorno del Cavaliere Oscuro ha ridefinito il mondo del fumetto supereoistico con tutti i suoi canoni.

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Devil (1979-1983)

Frank Miller & Klaus Janson, AA.VV.

Tutto ebbe inizio con la chiamata di Jo Duffy, redattrice e sceneggiatrice, che vide nel ventenne Frank Miller del potenziale altissimo, pronto a inondare le pagine di Daredevil del suo estro artistico magari acerbo, ma già personalissimo. Partì come disegnatore sui testi di Roger McKenzie, e successivamente su quelli di David Michelinie.

Qui instaurò il promettente sodalizio artistico con l’inchiostratore Klaus Janson, presto insieme per i noti lavori su il Crociato Incappucciato a seguire.

Miller seppe gestire con consapevolezza un universo narrativo già popolato da diversi personaggi, pronti per essere definiti con una scrittura hard-boiled. A fare compagnia ai vari Wilson “Kingpin” Fisk, Bullseye, Stick, Vedova Nera e al giornalista Ben Urich arriva la sua Elektra: figlia della passione che provava per la mitologia greca. Da questo punto, Miller avrebbe spiccato il volo, come uno dei suoi eroi.

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Sin City (1991-2000)

Frank Miller

Marv ama alla follia la bionda Goldie, la ragazza per la quale si ritroverà a giurare vendetta dopo che è spenta tra le sue braccia. La polizia seguirà le tracce del nerboruto Marv pensando che sia lui l’assassino di Goldie.

Un duro addio: comincia così la saga noir-pulp scritta e disegnata da un gigante (già considerato tale all’epoca) quale è Frank Miller, lodato dal maestro mondiale del fumetto Will Eisner, con il quale ebbe una lunga conversazione sulla loro arte, in seguito pubblicata.

Il primo episodio di Sin City mostra tutte le carte giocate dal fumettista americano nel tratteggiare – tra splash page e gabbie disparate – personaggi sempre sporchi di sangue e avvolti da una nube grigia che giunge dalle sigarette che nervosamente consumano di storia in storia.

Ogni capitolo gode di una sottilissima continuità, per via dei personaggi che vi fanno capolino e protagonisti in altre storie/situazioni. Da Sin City sono nate anche un paio di trasposizioni cinematografiche – a cui lo stesso Miller ha messo mano alla regia, assieme a Robert Rodriguez.

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Batman: Il ritorno del Cavaliere Oscuro (1986)

Frank Miller, Lynn Varley & Klaus Janson

Probabilmente c’è poco da aggiungere su un testo che ha spalancato le porte a tantissimi autori di fama mondiale, spinti a intraprendere il mestiere proprio grazie a questa storia, un’ucronia in cui tutti si chiedono che fine abbia fatto l’Uomo Pipistrello, ammantato ormai da un’aurea che solo una leggenda urbana può conferirgli.

La criminalità tiene in una morsa la città di Gotham City, dove agisce indisturbata la gang de I Mutanti.

Ma pare proprio che Bruce non vuole proprio scrollarsi di dosso il fantasma di Batman, il giustiziere che un tempo liberava Gotham dall’ondata di criminalità ogni qual volta ce ne fosse stato il bisogno.

Una carrellata di nuovi personaggi e di vecchi (Jim Gordon, Joker, Due Facce/Harvey Dent e addittura Superman) nell’opera che avanza diverse critiche all’America reaganiana (mossa da un osservatore acuto repubblicano), e ai mass media come per dirci: sono i mass media a influenzare le masse, o le masse plasmano a loro immagine e somiglianza i mass media?

Quest’opera di Frank Miller è riconosciuta da critici e appassionati come il suo opus magnum, ma tolta l’aura accademica vi troviamo un atto eversivo compiuto da un autore annoiato dalla gabbia supereroistica precedentemente affrontata da tanti suoi colleghi.

Nel segno di Miller si legge tutto l’amore per il fumetto europeo (su tutti emerge il Corto Maltese di Hugo Pratt) e per il movimento artistico appartenente all’Espressionismo tedesco. Un autore libero dagli schemi. Frank Miller sta a quest’opera come Clint Eastwood nel cinema sta a Gli Spietati. Il resto è storia.

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Ronin (1983)

Frank Miller & Lynn Varley

Si tratta della prima opera completamente gestita da Miller, dopo aver lavorato a Devil.

Il giovane Miller attinge a piene mani dalla tradizione europea, dall’arte di Sergio Toppi (tipicamente sue le suddivisioni di maxi vignette in due parti e delle figure) e dal tanto amato Lone Wolf and Cub di Koike e Kojima.

Il manga influenza innanzitutto il plot: l’allievo dovrà vendicare il suo maestro Ozuki, dopo che questi si è lasciato sopraffare dalla minaccia costituita dal demoniaco Agat.

Quando il giovane, orfano del suo sensei, sta per compiere un suicidio viene fermato in tempo dallo spirito di Ozuki stesso, affidando alle sue cure una spada in grado di fermare e per sempre il demonio mutaforme Agat.
Il ragazzo, da poco divenuto ronin, si incammina per oltre quindici anni nel regno con la missione di sconfiggere il malefico spettro, quando invece lo trasporterà in una New York futuristica in piena guerra.

Miller scompone e ricompone vignette giocando con il lettore,  conducendolo – di conseguenza – ai molteplici livelli di lettura di cui alla fine il racconto dal tiro (già ambizioso) necessità. In uno scenario post-apocalittico avanzato di otto secoli si svolgerà l’odissea di un guerriero che per amore della spada e del suo maestro inseguirà la meta finale. L’arte di Miller, qui misuratosi con la sua prima creazione originale, si fa primigenia di tavola in tavola, questa carica di tutta l’espressione artistica già anticipatrice di un landmark che presto avrebbe segnato l’immaginario dei lettori di tutto il mondo.

A quest’opera si deve anche la genesi del cartoon Samurai Jack di un altro genio quale è Genndy Tartakovskij.

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