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Maira Kalman: Fai presto e aspetta

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Questo articolo è uscito sul Venerdì di Repubblica (fonte immagine).

La collaborazione tra il Moma di New York e l’artista e designer Maira Kalman (autrice di diversi libri illustrati e di alcune meravigliose copertine del New Yorker) è nata poco più di un anno fa. Nel 2014, ispirata da alcune foto della collezione permanente del Museum of Modern Art, Kalman realizza insieme allo scrittore Daniel Handler (quello di Lemony Snicket) un piccolo bellissimo libro scritto, con foto e disegnato che si chiama Girls Standing on Lawns, ragazze in piedi sui prati. Le foto e i disegni (di Kalman, accompagnate dai testi di Handler) sono esattamente questo: giovani donne di altri tempi in piedi su un prato in posa per farsi fotografare.

Il libro è talmente bello, e in linea con il tentativo da parte di certi musei illuminati di mantenere vive le proprie collezioni, che Kalman, Handler e il Moma decidono di trasformarlo in una piccola collana.

Nasce così un secondo titolo, da qualche mese nelle librerie americane, su amazon e in vendita al bookstore del museo newyorkese: Hurry Up and Wait (Harry N Abrams, pagg. 64, $ 15,95), fai presto e aspetta. Protagonisti delle foto del Moma e dei disegni di Kalman sono in questo caso persone che si affrettano da qualche parte, e persone che aspettano (qualcuno, un autobus, un treno, la fine della giornata).

Tra i fotografi inclusi nel libro ci sono Bill Brandt, Brassaï, Stephen Shore, Dorothea Lange, Horacio Coppola (le cui foto bellissime sono state esposte di recente al MOMA nella mostra “From Bauhaus to Buenos Aires: Grete Stern and Horacio Coppola”), Eadweard J. Muybridge, Dora Maar, Henri Cartier-Bresson, August Sander. Dieci i “remake” realizzati a tinte forti dal tratto inconfondibile di Kalman.

Tra questi ci sono uno dei celebri ritratti di Walker Evans (Subway Portraits), una ragazzina che salta la corda fotografata negli anni settanta da Helen Levitt (Untitled fromProjects: Helen Levitt in Color) e una folla colorata immortalata alla fermata dell’autobus da Stephen Shore (Chicago, Illinois).

Soprattutto, centro e cuore del libro, parimenti distante dagli umani affrettati e da quelli in attesa, c’è Yves Klein che salta nel vuoto. Nella pagina di destra c’è la foto originale, e in quella di sinistra il disegno a colori che sembra quasi animarsi.

Lirici i testi di Handler, che a un certo punto scrive: “Nemmeno lo sapevo che aspettavo. Pensavo solo di essere lì”. E poi: “Dimmi esattamente perché dovrei andarmene. Cioè, resta. Dimmi così”.

È nata a Bolzano e ha vissuto ad Algeri e Palermo. Abita tra Roma e New York, dove traduce e scrive di libri, cinema e fumetti per La Repubblica, Il venerdì e D. Ha tradotto, tra gli altri, Charles Bukowski, Tom Wolfe, Jacques Derrida, A.M. Homes, Douglas Coupland, James Franco, Lillian Roxon e Lena Dunham, e ha tradotto e curato la nuova edizione italiana di Jim entra nel campo di basket di Jim Carroll (minimum fax, 2012). Insieme a Daniele Marotta è autrice del graphic novel Superzelda. La vita disegnata di Zelda Fitzgerald (minimum fax, 2011), pubblicato anche in Spagna, Sudamerica, Stati Uniti, Canada e Francia.
Commenti
Un commento a “Maira Kalman: Fai presto e aspetta”
  1. Francesca scrive:

    Grazie per questo articolo. Solo una precisazione importante: l’editore non è Abrams, ma il MoMA.

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