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Mangio alberi e altre poesie

di Laura Cingolani

Mangio autobus molecole spaiate
guardo la terra le nuvole malate
sembra domani sembrava almeno ieri
ciò che davanti a me tu eri

Mangio alberi molecole scomparse
pesto lamiera di ombre mute et arse
quando la gente riempie ogni mio buco
sciacquo la spugna riverso più muco

Mangio angoli molecole sperdute
passo per corridoi consueti e buche
scavano il varco stretto all’anni tuoi
apri lo sguardo, è quello che vuoi

Mangio anime molecole scomposte
sento lontane le cose avute e croste
dietro la luce metallica del sole
rompono il vetro consumano suole

Mangio atomi molecole secrete
bevo tantissimo c’è sempre la sete
qualche mancanza di cosa ambigua e tòrta
spacca li numeri, chiude la porta

Mangio angioli molecole sparite
tira la corda e gira la vite
mangio e mangio c’è ancora la fame
di fuoco pendulo, arbusti, catrame

***

Sono cieca di te
vedi, ho un sole
negli occhi e sono
cieca. Ma so
esattamente cosa
tu stai mirando
ora, questo mio
sguardo cieco e
luminoso è molto
raro. Nulla
comunque ti dirà
di me, solo un
paesaggio franco e
colorato, un
cielo a pennellate di tramonto
con la sua terra iride chiara tutta
sospesa, spianata, affastellata
la palla ap-
pena rossa che fa un tondo
laggiù nel fondo

***

Come il ladro che ha fatto il colpo
della vita e tutto è andato bene senza
tracce aver lasciato poi la notte
sogna di essere scoperto, così mi
sento io quando
cammino soddisfatta
di quello che ho scritto
terribilmente in colpa
d’averlo rubato
al tempo alla gente
al futuro al presente, al
passato

E io ce l’ho qui, adesso
l’ho preso sottratto carpito
pure se forse non l’ho
veramente capito

Pure se forse non l’ho veramente capito
io ve lo do
fateci un po’ come vi pare, perché no
magari a me servirà a sentirmi più
libera e meno ladra
magari a voi
servirà come goniometro d’impianto, oppure
per strecciare un qualche angolo
un po’ astratto e dirompente
vi servirà come compasso matto
come parola tonda leggiadra
o forse

solamente come squadra

***

Ma adesso ve lo metto per iscritto

Io, Laura Cingolani
nata ad Ancona
il 23 8 ’73
dichiaro
che

stando d’arbusti e lastre
nella selva cementata, mentre la folta
aria e luce vo cercando, quando
passando ho perso in mano il tempo
ho formulato questo documento

E l’ora dirimente era perduta
15 20 78 72
che l’era schiari e se ne ravvedesse
78 30 54 60
viola come fiori è il suono della luce dei tuoi neon
61 28 74 30
Cinquecento la piazza la foto della manifestazione la ragazza
7, 14, ed altri numeri
contati potranno dire della
cava angusta, fretta e prezzolata
che io sottoscritta ho attraversato
in questa sporca, lurida giornata

Il silenzio reggeva nel mio cuore
ed opinavo tra i tanti percorrendo
vedute montane costrutte e un poco assenti
sempre camminando tra parole ardenti

Pertanto e essendo poco avvezza alla dichiarazione
compresi quale e che separazione
si avvolge nella forma e l’estro mio
che ad uso dirompente talvolta si fa dio

Con questa riscrittura dunque io
cedo quei pezzi miei e li divulgo
ulteriormente sfranti a tutti quelli che
delle mie sillabe contorte
si vestiranno amanti

Tornando a quanto detto nei considerando
chiarita la mia detta posizione
chi prende prenda pure a volontà
chi lascia è sempre libero, si sa

Di tutto quello che sarà avanzato
dispongo che alle larve sia lasciato
possa nutrire insetti ombre immanenze
spettri possa far da concime

in fede, ad altre rime

***

Laura Cingolani è nata a Ancona nel 1973. Mangio alberi e altre poesie è stato finalista al premio Pagliarani nel 2015 e al premio Arcipelago Itaca nel 2017.

Commenti
2 Commenti a “Mangio alberi e altre poesie”
  1. sergio falcone scrive:

    E bibidi, bobidi, bu’!

  2. betta scrive:

    Sembra di scorrere un fluido di parole, gassose e infiammabili, carburante per giorni latenti.
    Grazie Laura Cingolani

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