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Masha Gessen e la Russia, tra storia e futuro

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Photo by Кирилл Жаркой on Unsplash

Pubblichiamo un pezzo uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

A raccontare la Russia degli ultimi trent’anni e del presente, è in libreria il bel volume Il futuro è storia (Sellerio, traduzione di Andrea Grechi, pp. 694, 18 euro), vincitore lo scorso anno del National Book Award per la non-fiction.

A scriverlo è Masha Gessen, russa di nascita e americana di adozione, ottima redattrice del New Yorker e già autrice di una lungimirante biografia di Putin (Putin. L’uomo senza volto, Bompiani, pp. 259, 18 euro), di una militante e bella cronistoria delle Pussy Riot (inedita in Italia) e degli impeccabili libri sull’attentato alla maratona di Boston e sul matematico russo Grigorij Perelman I fratelli Tsarnaev Perfect Rigor (entrambi pubblicati in Italia da Carbonio Editore).

Questo suo ultimo Il futuro è storia nasce da una lenta e accurata opera di documentazione della morte di una democrazia sovietica mai veramente nata. A monte c’è la sana e felice ambizione di Gessen di descrivere e definire la Russia degli anni recenti e contemporanei, raccontando le esemplari vite di quattro giovani di diversa provenienza geografica e sociale.

Nati negli anni ottanta, i protagonisti del libro sono giovani russi che per famiglia, formazione e mestiere possiedono gli strumenti necessari per comprendere il paese in cui vivono. La loro storia (pubblica e privata) prende piede intorno al 1984, quando l’Unione Sovietica era alla vigilia del “nuovo corso” annunciato da Gorbaciov, quasi nessuno aveva letto George Orwell (il suo 1984 sarebbe stato pubblicato in Russia solo nel 1989), la dicotomia destra-sinistra iniziava a farsi più ingarbugliata di sempre, lo spazio geografico mutava a vista d’occhio e così anche i luoghi di villeggiatura dei suoi abitanti.

Da quell’anno in avanti, in una narrazione corale e appassionante come la trama di un romanzo russo, si compone il ritratto di una storia politica, sociale e intellettuale della Russia di oggi, arrivando a Putin e a tutte le complicazioni del caso.

È nata a Bolzano e ha vissuto ad Algeri e Palermo. Abita tra Roma e New York, dove traduce e scrive di libri, cinema e fumetti per La Repubblica, Il venerdì e D. Ha tradotto, tra gli altri, Charles Bukowski, Tom Wolfe, Jacques Derrida, A.M. Homes, Douglas Coupland, James Franco, Lillian Roxon e Lena Dunham, e ha tradotto e curato la nuova edizione italiana di Jim entra nel campo di basket di Jim Carroll (minimum fax, 2012). Insieme a Daniele Marotta è autrice del graphic novel Superzelda. La vita disegnata di Zelda Fitzgerald (minimum fax, 2011), pubblicato anche in Spagna, Sudamerica, Stati Uniti, Canada e Francia.
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