Materiali utili per chi si volesse occupare della questione della pelle nei giorni tra Pasqua e il venticinque aprile, a partire da un’analisi del settimanale “Io donna”, allegato al Corriere della Sera

di Christian Raimo

Nell’ultimo numero di “Io donna”, allegato del Corriere della sera della settimana che va dal 23 al 30 aprile – e coincide dunque più o meno con la settimana santa – possiamo desumere alcuni dati interessanti. Delle 256 pagine di cui è composto il giornale 118 sono esplicitamente pubblicitarie. Va sottolineato esplicitamente perché ce ne sono diverse, delle 128 restanti, che hanno uno statuto intermedio. C’è un articolo di otto pagine (218-225) ad esempio – nella sezione Bellezza-Guerra alla cellulite – che in realtà vuole essere una presentazione di nuovi prodotti cosmetici, più di una ventina nel caso, che si occupano più o meno tutti dei problemi di una pelle poco tonica. E c’è un altro pezzo di due pagine (214-215) che ha come intestazione in alto a sinistra una scrittina, Io donna promotion, e sembra di capire sia un articolo che qualche giornalista interno ha scritto per pubblicizzare Lift Activ Tecnologia Derm Source, una crema di bellezza prodotta da Vichy. La più parte di queste pagine pubblicitarie o quasi pubblicitarie sono dedicate alla forma fisica, ai problemi della forma fisica, benessere, vacanze tonificanti, miglioramento della flora intestinale, peli superflui, schiume che proteggono la luminosità dei capelli, etc… E anche l’editoriale in qualche modo rispecchia questo interesse. A pag.12 possiamo vedere una vignetta, che – sotto una serie di donnine alle prese con ginnastica e metri per misurare il giro fianchi – recita: Specchio delle mie brame / chi è la più tonica del reame? / Tanto running, poco cibo, un tocco / di crema et voilà… l’estate è già qua! Ma c’è un tema che più degli altri appare centrale in molti articoli e – in modo indiscutibile – nelle pagine di pubblicità. Ed è la pelle.

Troviamo già a pagina 21 la reclame di un siero cosmetico antimacchie messo a punto dai laboratori Clinique.

A pag. 25 la pubblicità di un siero anti-rughe della Sephora. Lo slogan recita così: Da una ricerca sulle energie rinnovabili, è nato Algenist un eccezionale anti-età.

A pag. 35 è reclamizzato un prodotto Biotherm che si chiama Skin-Ergetic: Innovazione Cosmetica Fresca. La straordinaria potenza dell’estratto di broccoli, in un trattamento per ridurre visibilmente i segni della fatica.

A pag. 90 è pubblicizzata la Crème Désaltérante di Clarins. Troppo caldo? L’acqua evapora. Troppo freddo? L’acqua scarseggia. Confortevole e intelligente, Créme Désaltérante disseta tutti gli strati della pelle.

A pag. 99 è la volta di Serum7 dei Boots Laboratories: altro siero anti-età. Dona alla pelle un aspetto più giovane in 28 giorni. È verificato in test clinici indipendenti. Il 95% delle farmaciste lo raccomanderebbe a un amica. È stato scelto da 6 milioni di donne in Europa.

A pag. 121 la Collistar reclamizza con la formula Risvegliati con un corpo perfetto tre diversi prodotti: un Superconcentrato notturno anticellulite, un Trattamento intensivo Pancia e Fianchi Notte, un Siero Intensivo Voluminizzante Seno Notte. Questo straordinario siero assicura un’efficacia voluminizzante super potenziata grazie al nuovissimo Voluform, principio attivo studiato proprio per favorire l’adipogenesi notturna con conseguente sviluppo del tessuto adiposo del seno.

A pag. 137 c’è La risposta bionaturale per rigenerare e rassodare la pelle: Melograno Siero Rassodante della Weleda.

Un’attenzione particolare va data alle pagine che già citavamo prima – 214-215 – dedicate a un’articolata ricerca che la Vichy ha affidato all’istituto di statistica Demoskopea per sapere come gli uomini vedono le rughe delle donne. Nel sito Vichyconsult.it ci sono filmati e diagrammi molto esplicativi. Delle due pagine possiamo riportare qualche estratto:

Ogni giorno osserviamo con apprensione il nostro viso allo specchio per sorprendere, quasi prima del nascere, la ruga che verrà. Preoccupate di non ritrovare più quella pelle liscia e luminosa da ragazze che pareva starsene lì nella sua prefezione fino a qualche settimana (mese…) prima! Poi a timore si aggiunge ansia: “Gli piacerò ancora? Si accorgerà di questa nuova ruga?” Ed ecco che Vichy ci restituisce una buona dose di ottimismo! (…)

Ed ecco la sorpresa: il sesso forte è clemente con le rughe se appartengono a figure famigliari come la mamma o la nonna, ma è meno indulgente se compaiono sul volto della moglie e peggio della fidanzata o dell’amante. Non sono gli affetti a essere minacciati ma è il desiderio del partner che rischia di diminuire. Ma non solo, la donna risulta essere meno attraente agli occhi dei terzi e diminuisce anche la sua sicurezza nelle relazioni e sul luogo di lavoro. La buona notizia è che anche gli uomini però hanno fiducia nella scienza cosmetica e nell’uso di una buona crema.

Subito dopo, a pag. 216, c’è la pubblicità della crema Phyto-Svelt Global della Sisley Paris: Silhouette assottigliata e tonica, gambe più leggere, cuscinetti attenuati…

Mentre nella sezione che citavamo prima, Bellezza-Guerra alla Cellulite, tra i vari prodotti segnalati, ne possiamo citare almeno due. Il primo è Dior Svelte Reversal Concentré Minceur Createur de Fermeté, un prodotto che con complexe Reversal “inverte” le leggi della natura trasformando il volume in tonicità. Il secondo è il Siero Intensivo Anticellulite della Collistar, un estratto concentrato di cellule staminali di Echinacea e Phytosonic, un complesso lipolitico che “mima” gli ultrasuoni.

A pag. 227 sono reclamizzati quattro prodotti della casa cosmetica L’Erbolario nella nuova linea Ananas Cell. Efficacia clinicamente testata. Il 96% delle donne ha detto: funziona!

A pag. 228 in un articolo di “piccole astuzie fai da te” contro la cellulite, c’è segnalata, con un trafiletto intitolato Se la conosci la eviti, l’uscita del libro di Antonio Stamegna Cellulite stop, edito da L’Airone.

A pag. 229 il Dottor Olivier Doucet, responsabile della ricerca Lancaster, spiega i benefici del nuovo prodotto 365 Cellular Elixir: “Il DNA della pelle è soggetto ai danni causati dagli agenti esterni e oggi abbiamo le prove che tali danni acceleranno l’invecchiamento della pelle. Ciascun tipo di danno al DNA della pelle richiede uno specifico sistema di riparazione. Perché il processo di autoriparazione funzioni al meglio è necessario un prodotto mirato a un intervento ad ampio raggio”.

A pag. 230 e 231 è reclamizzata la nuova linea di creme cosmetiche Garnier che si chiama BioActive: Dopo anni di ricerche e 500 formule testate crea la sua prima linea cosmetica di prodotti biologici e non semplicemente naturali.

A pag. 232 c’è la pubblicità della DermoLab. Accanto al volto di una signora sessantenne c’è una citazione di Elisabetta Ammannati, Cosmetologa e Direttora Tecnica del Laboratori Deborah Group, che dice: “Lo sapevate che non sempre l’età anagrafica corrisponde all’età biologica della pelle? Elasticità cutanea, tonicità, grado di rugosità sono alcuni dei parametri utilizzati per stabilire l’età biologica cutanea. Per migliorarla sono necessari una corretta alimentazione, attività fisica e uno stile di vita sano coadiuvati da prodotti cosmetici efficaci. Con questo obiettivo i Laboratori Deborah Group hanno creato Dermolab, l’innovativa linea di trattamento che garantisce il miglioramento dell’età biologica della pelle. Fino a 10 anni di meno”.

A pag. 237 veniamo a sapere dell’esistenza di Acqua Gel di Dermon che sintetizza così il nodo della questione: Il tessuto più prezioso è la tua pelle. Proteggila con Dermon.

Christian Raimo (1975) è nato a Roma, dove vive e insegna. Ha pubblicato per minimum fax le raccolte di racconti Latte (2001), Dov’eri tu quando le stelle del mattino gioivano in coro? (2004) e Le persone, soltanto le persone (2014). Insieme a Francesco Pacifico, Nicola Lagioia e Francesco Longo – sotto lo pseudonimo collettivo di Babette Factory – ha pubblicato il romanzo 2005 dopo Cristo (Einaudi Stile Libero, 2005). Ha anche scritto il libro per bambini La solita storia di animali? (Mup, 2006) illustrato dal collettivo Serpe in seno. È un redattore di minima&moralia e Internazionale. Nel 2012 ha pubblicato per Einaudi Il peso della grazia (Supercoralli) e nel 2015 Tranquillo prof, la richiamo io (L’Arcipelago). È fra gli autori di Figuracce (Einaudi Stile Libero 2014).
Commenti
11 Commenti a “Materiali utili per chi si volesse occupare della questione della pelle nei giorni tra Pasqua e il venticinque aprile, a partire da un’analisi del settimanale “Io donna”, allegato al Corriere della Sera”
  1. Federico Cerminara scrive:

    Beh, se pensi che in America la rivista Harper’s pubblicava il reportage di un tale che se ne andava in crociera, allora davvero il confronto con la stampa “locale” non regge :-)

    “Ho osservato e catalogato, con ribrezzo, ogni tipo di eritemi, cheratinosi, lesioni pre-melanoma, macchie da mal di fegato, eczemi, verruche, cisti papulari, pancioni, celluliti femorali, vene varicose, trattamenti al collagene e al silicone, tinture orribili, trapianti di capelli malriusciti – insomma, ho visto un sacco di gente seminuda che avrei preferito non vedere seminuda. Mi sono sentito depresso come non mi sentivo dalla pubertà e ho riempito quasi tre taccuini per capire se era un Problema Mio o un Problema Loro.”
    (DFW, obviously…)

  2. Mammamsterdam scrive:

    A questo punto una si chiede: ma le farmaciste, che amiche hanno?

  3. maria (v) scrive:

    non fanno che tormentarci. io non guardo quasi mai la tv, ogni volta che accendo, perché sta per comcinciare il tg, parte lo spot: “la cellulite è una malattia. (!!!!) curati….” o dall’autoradio si sgola Noemi col vuoto a perdere e la sua cellulite che le infligge niente meno che il Vasco che mica si mette a cantare c’ho problemi alla prostata e sono ancora qua…tutte storie di rottura quotidiana

  4. Rita scrive:

    Invecchiare non è mai piaciuto a nessuno – in qualsiasi epoca – e questo semplicemente perché invecchiare avvicina alla morte; ed il desiderio di restare giovani, attraenti, seducenti, affascinanti è legato anch’esso alla paura atavica di morire: il sesso – che implicitamente rimanda alla procreazione, e quindi all’unica possibilità che abbiamo di renderci eterni attraverso la trasmissione dei nostri geni – è da sempre il miglior antidoto contro la morte (anche, anzi, soprattutto, a livello inconscio).
    Riassumendo: restare giovani – per poter essere ancora seducenti e desiderabili e quindi poter avere una vita sessuale intensa – e ritardare tutti i segni dell’invecchiamento (ingannando, almeno all’apparenza, l’età anagrafica, che comunque continua a procedere inesorabilmente), in realtà nasconde quella che da sempre si rivela come la paura più grande dell’essere umano: quella di morire.
    Ovviamente le ditte di cosmetici – che si affidano ai vari messaggi pubblicitari per trovare sempre più acquirenti – sfruttano egregiamente questo noto meccanismo; da sempre infatti le promozioni pubblicitarie sulle riviste, in tv, nei manifesti sulle strade, giocano con la paura della morte.
    Il problema dov’è, allora? Il problema è nella stupidità del lettore che si illude, occultando qualche rughetta, di poter sconfiggere il tempo (quindi la morte) e di restare eternamente giovane e seducente. Purtroppo però l’età anagrafica resta immutata, anche se fuori sembriamo tutti più giovani.
    Quello che oggi è ancor più preoccupante, è questa tendenza a far passare la vecchiaia e gli inestetismi estetici per una malattia anziché per il naturale processo vitale (la vecchiaia) e per le naturali caratteristiche (gli inestetismi estetici) di ognuno, che ci rendono diversi e peculiari rispetto ad un modello conformemente ed unicamente dato.
    Invece, ed è su questo che dovremmo tutti riflettere, invecchiare, lungi dall’essere una malattia, è anzi un traguardo: se si riesce ad invecchiare vuol dire che non si è morti prima.
    Oggi poi sulle riviste di moda o di pseudo-attualità noto un ulteriore fatto allarmante: l’uso ossessivo di photoshop, per cui ogni minima imperfezione – anche la più lieve – viene eliminata. Come se la bellezza fosse UNA soltanto, un modello assoluto ed immodificabile, mentre invece, non si dovrebbe dimenticare che esistono TANTI modi di essere belli e quasi mai derivanti dalla perfezione assoluta (del resto impossibile in natura) ma sempre dall’esaltazione di un particolare piuttosto che di un altro.
    Sta passando – in maniera estremamente pericolosa – questo modello di bellezza artefatta (a mio avviso volgare e per niente seducente, anzi, personalmente lo trovo orribile, mi ricorda quello delle bambole gonfiabili… ma forse è questo il “modello” di donna cui si vuole aspirare, ad una donna-oggetto sessuale) di labbra gonfiate a canotto, di zigomi pompati, di occhi tirati, di pelle lucida, con la grana uniformata e levigata al massimo, con corpi sconvolti da una magrezza ossessiva (esaltata appunto da photoshop: si vedono dei corpi che in natura proprio non potrebbero mai esistere, a meno che non si sia affetti da gravi disfunzioni e disagi di ordine psichico quali l’anoressia). Un modello così irraggiungibile, presentato attraverso la carta stampata, ottiene l’effetto di provocare il disagio e la depressione nelle giovani donne (ragazze, adolescenti che spesso non hanno ancora gli strumenti critici per elaborare i messaggi mediatici che le circondano), spingendole a comprare prodotti “miracolosi”, a sostenere digiuni della fame, ad acquistare bulicamente creme e gel anti-cellulite, anti-rughe, anti-macchie, anti-tutto… sostanzialmente.
    Inoltre, poiché ovviamente i “miracoli” non esistono e nessuna crema è miracolosa, le giovani (e non più giovani) donne, vedendosi sempre più distanti da quei modelli cartacei che percepiscono come un miraggio, continuano a comprare, a comprare, oppure, prese dallo sconforto, per ripicca, per rabbia, per frustrazione, si abbuffano di cibo, salvo poi, passato il momento di cedimento, correre ai ripari in profumeria acquistando l’ennesima crema anti-cellulite che promette miracoli.
    Il problema ovviamente, è nella testa di chi legge; e la parola d’ordine non dovrebbe essere bellezza, magrezza, giovinezza, tonicità ecc., ma, semplicemente, CONSAPEVOLEZZA, ACCETTAZIONE ed AUTOSTIMA (ed intelligenza, ovviamente).
    Imparare ad accettarsi per come si è, a valorizzarsi, anche esteriormente, certo, nessuno dice che l’aspetto esteriore non conti, ma non dovrebbe essere assunto su un modello stabilito a priori dalle aziende di cosmetici per indurre a comprare i loro prodotti.
    E per imparare ad acquisire stima di se stessi (anche in assenza di un corpo e di una pelle come quelli modellati da photoshop, quale in natura non potrebbero mai esistere) si dovrebbe correre dallo psicologo, piuttosto che in profumeria ;-). Si dovrebbe lavorare su se stessi, sulle proprie debolezze e paure, piuttosto che spendere denaro in cremine e gel e simili.
    La colpa non è delle riviste o pseudoriviste che siano, loro fanno il loro dovere, inducono desideri e sogni e così facendo creano artificialmente compratori per le aziende che così – in cambio di una pagina prubblicitaria – pagano loro fior di soldoni. E’ solo commercio. E’ solo economia.
    La colpa è di chi – non capendo questo sporco gioco economico – si illude davvero di poter restare eternamente giovane, bello ed immortale.

  5. Gabriella scrive:

    Credo che la migliore cura di bellezza sia mangiare sano e bere molto per idratare la pelle. E poi naturalmente…scegliersi i genitori giusti. Il resto fa sicuramente bene alle aziende produttrici di cosmetici.

  6. Mariateresa scrive:

    Naturalmente,, in tutte queste pubblicità, che io strappo via anche perché non lavorando non ho un cent da spendere per creme e tinture e trucchi e belletti (ma mi piacerebbe, avere soldi da spendere e avere un lavoro e avere un reddito come sarebbe giusto che io avessi alla mia età né troppo giovane né troppo vecchia, diciamo mezza età e non trovo uno straccio di lavoro ma vi annuncio che io, pur morendo di fame, la badante non la farò mai…), non ci sono cenni a prezzi. Ve li dico io: un siero osscilla fra i 40 e i 300 euro, una idrattante di marca non va via a meno di 70 euro, persino una crema per le mani costa oltre i 5 euro…

  7. Angela scrive:

    vedi, cara, io credo che la pelle sia un territorio dove sta il confine tra il mio corpo ed il mio essere e la natura e lo spazio che mi circonda.
    immagina che ogni essere vivente è un piccolo e completo universo, e che è unico, diverso da tutti gli altri esseri viventi. Tu anche, ed io. Anche la più piccola delle tue cellule ha una membrana che è la sua pelle, con cui percepisce il mondo vicino e con cui comunica con esso..
    La nostra pelle è il territorio dove ci scambiamo carezze che non possono essere false, perchè per fortuna il corpo non può mentire nè fingere, la pelle di una persona felice emana piccoli spot di luce, ed irradia gioia, anche se ha rughe e se la persona è anziana, la pelle di una persona infelice è priva di luce.. se il nostro cuore è in pace noi siamo belli così come siamo, però nessun cosmetico ci insegna ad accettare la vita con gratitudine, invecchiare e morire con la grazia degli animali che vivono liberi.

  8. Renata scrive:

    @ Mammamsterdam

    Io direi, soprattutto in riferimento alle pp. 214-215.

    Ma questi/e qui che uomini frequentano?? I fratelli imbecilli di Crudelia DeMon?

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