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Minivip & Supervip tornano 50 anni dopo il ’68

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di Valerio Renzi

Era il 1968 quando dal genio di Bruno Bozzetto nasceva il lungometraggio animato ‘Vip: Mio Fratello Superuomo’. Oggi, cinquant’anni dopo tornano Minivip & Supervip con una nuova avventura, questa volta a fumetti, firmata da Bozzetto con i disegni del francese Grégory Panaccione. Il film riusciva a intrecciare il linguaggio proprio dell’intrattenimento dei cartoni animati, con lo spirito di contestazione dell’epoca, prendendosela con la corsa agli armamenti, lo sfruttamento degli operai, ma soprattutto con una lucidissima critica alla società dei consumi di massa e dei bisogni indotti dalle pubblicità. Ma soprattutto ‘Vip’ anticipava quello che sarebbe diventato, decenni dopo un vero e proprio topos dei comics: la crisi, la vulnerabilità e la critica al modello del supereroe invincibile.

Da una parte Supervip, con la sua super forza e la capacità di volare più veloce di un jet, dall’altra Minivip, il fratello basso, occhialuto e capace solo di svolazzare alzandosi di qualche centimetro da terra. Una vita in ombra del fratello Super, alla fine sarà proprio Minivip ad essere determinante per sventare il complotto ordito per trasformare la popolazione della terra obbedienti consumatori senza coscienza critica.

La golden age dei comics americani era finita negli anni ’50, e dalla periferia dell’industria e del consumo di animazione e fumetti arrivava un prodotto d’autore, artigianale e d’impatto, così innovativo da imporsi come classico, un cult amato e guardato da generazioni, è davvero il caso di dirlo di “grandi e piccini”. Nel 1968 i supereroi erano ancora ben lontani dai tormenti, i rimorsi di coscienza e le domande che li assaliranno negli anni successivi. Sono ancora soprattutto superforti, superveloci, superefficienti. Ci vorrà un po’ di tempo ancora perché diventino più sfaccettati e complessi.

Per decenni i fan hanno chiesto a Bruno Bozzetto di dare seguito a quel lungometraggio del 1968. Per lungo tempo se ne discute, poi il progetto inizia e si arena. E proprio da qui nasce il fumetto pubblicato in Francia dalla prestigiosa casa editrice Soleilm all’interno della collana Métamorphose, e portato nelle librerie italiane da Bao Publishing appena un giorno dopo l’uscita Oltralpe. Il tour di presentazione del volume, presentato in una bellissima veste cartonata, parte dalla libreria Feltrinelli su via Appia. Qui Bozzetto arriva di fronte ad appassionati e curiosi in compagnia di Panaccione, con un Apple Whatch al polso e gli occhi azzurri che non smettono mai di guardarsi curiosi attorno.

“La storia l’ho scritta una decina di anni fa, se ne doveva fare un film, e poi non se ne è fatto più niente – spiega Bozzetto -Non mi piaceva fare un sequel. In tanti però mi chiedevano di riprendere in mano le avventure Minivip e Supervip, così mi è cominciata a frullare in testa qualche idea. Ma la verità è che l’ha spinta è venuta molto più dagli altri che da me all’inizio”. Panaccione, che nel 1968 è invece nato, racconta di come ha lavorato a quel film che non è mai uscito, facendo story board e schizzi, ritrovandosi poi più di dieci anni dopo a farne un fumetto tutto da solo e a tagliare “il 30% della sceneggiatura”.

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In ‘Minivip & Supervip il mistero del via vai’ troviamo al centro della scena la questione ecologica. Il mondo è soffocato dallo smog, ridotto a un enorme discarica. Si cammina con la maschera antigas e le macchine sono talmente tante che il traffico è perennemente congestionato. Supervip, catapultato fuori dall’avventura e nella vita quotidiana, lo troviamo profondamente depresso: la ragazza lo ha lasciato, sta tutto il giorno davanti alla tv e grava sul fratello Minivip che intanto si cimenta in strane invenzioni ma soprattutto attende di diventare padre. “In questa storia Supervip finalmente diventa personaggio – racconta Bozzetto – È in crisi e così lo scopriamo fuori dalla dimensione dell’eroe infallibile, amato e invidiato. Lo scopriamo non solo umano, ma anche divertente nella sua ricerca di un posto nel mondo”.

 

Oggi che un’artista come Mark Millar ha fatto della decostruzione del mito dei supereroi un’industria con Kick Ass e Hit Girl, con Red Son e Superior, dopo che la Marvel con la serie Civil War ha messo in dubbio lo “statuto speciale” degli eroi in calzamaglia calandoli nella real politick, e proprio quando in molti riconoscono in Bruno Bozzetto un precursore di tutto ciò, ecco che il papà di Supervip spiega: “Doveva essere una parodia di Phantom l’uomo mascherato, così nasce l’idea. Poi parlando con gli americani ha preso piede l’idea di fare una parodia dei supereroi e così è stato”.

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