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Miserabili e tenerissimi

La recensione di Francesco Longo uscita sul «Riformista» promuove a pieni voti l’ultimo romanzo di Alessandro Piperno, «Inseparabili» (Mondadori): “il miglior romanzo italiano degli ultimi dieci anni”. 

Sotto la sobrietà si nasconde la ferocia. Dentro alla fedeltà coniugale è annidata l’impotenza. La stima è avvelenata dalla rivalità. I peggiori bastardi sono anche le persone più simpatiche e ogni grande vittima è naturalmente innocente. Ipocrisia, doppiezza e tendenza alla menzogna sono gli atteggiamenti che meglio degli altri mostrano la tremenda e insondabile complessità degli esseri umani. Creature sfaccettate, investite da sentimenti contrastanti e da emozioni in perenne conflitto, le cui azioni quasi mai coincidono con i pensieri e i cui sentimenti sono mai limpidi e inequivocabili. È la certezza che gli esseri umani siano fatti così, miserabili e insieme tenerissimi, il fondamento antropologico della letteratura di Alessandro Piperno che ha da poco pubblicato Inseparabili (Mondadori), seconda parte di Persecuzione, volumi che insieme danno vita al grande universo narrativo Il fuoco amico dei ricordi.

Uno sguardo che indaga le meschinerie dell’anima e che nello scoprire queste debolezze le racconta con infinita pietà ha permesso a Piperno di mettere in scena personaggi vivi, veri, inquieti, tormentati dall’idea di essere inadeguati. Sono tutte figure mitiche e volubili, preda di percorsi altalenanti, personaggi che arrancano tra lussi, fallimenti e rimorsi, vorticando in una danza nostalgica e dilaniante alla disperata ricerca della felicità. La famiglia Pontecorvo è il nido in cui si cresce affetti da una sorta di autostima bipolare.

Leo Pontecorvo, nel primo volume, veniva accusato di pedofilia, e si auto esiliava nel ventre della villa dove viveva con la moglie e i due figli. Fino a morire. Sono passati molti anni quando si apre Inseparabili e i due fratelli, lasciati piccoli e impauriti nel finale del primo romanzo, sono ora diventati adulti. Filippo, sposato con Anna, è al culmine del successo grazie ad un cartone animato che diventa un caso mediatico. Anche nel clamore sociale si nasconde però il suo opposto, una minaccia islamica, tanto che solo l’isolamento sembra poterlo salvare. Filippo è sposato con Anna (bella, raggiante, tanto avvenente quanto nervosa, vagamente anoressica ed esaurita) ed è il punto di riferimento dell’altro protagonista, suo fratello Semi: «Samuel non faceva che cercare Filippo con lo sguardo, voleva sempre stare con lui e carpirne l’attenzione. Non solo gli riconosceva un’assoluta superiorità in tutti i campi della loro vita in comune, ma aveva sofferto tutte le volte in cui tale superiorità era stata messa improvvisamente in discussione». Sono loro due gli “inseparabili”, i ricettacoli delle eredità di valori di Leo e della madre Rachel. Personaggi che incarnano gli anni che vivono. Con indosso l’ebraismo moderno, attraversano la vita della finanza newyorchese, il mondo dei volontari in Africa, e sono i perfetti rappresentanti della nostra epoca, con tutte le sue disfunzioni sessuali, la sua incapacità di esprimere i sentimenti e di perdonare se stessi.

Ecco come oscilla Semi: «Nei momenti di buona si sentiva un eroico globetrotter del ventunesimo secolo: l’individuo dinamico e saettante che aveva sempre sognato. Ma nei momenti di stanca, temeva di essere la versione contemporanea di un commesso viaggiatore, solo leggermente patetico rispetto ai suoi precursori». Sentendosi in colpa per aver tradito la fidanzata, Semi le chiede di sposarlo.

Piperno va avanti e indietro nella storia con una maestria narrativa che in Italia non possiede nessuno scrittore. I più piccoli dettagli, mezze frasi, gesti o sguardi, sono tutti rivelatori, ogni cosa può  riesumare il passato fiondandolo nel presente, le incomprensioni sono strapiombi, i silenzi scavano rancori per anni. Psicologia dei personaggi, trama (con gran ritmo e colpi di scena), e atmosfere sono tenute insieme da uno stile capace di evocare in ogni pagina arredi, di suscitare commozione e di dispensare valutazioni sociologiche. Piperno orchestra tutto, regola le stagioni e le stelle, fa spuntare gli alberi di Natale nei passaggi più delicati della storia (certo, alberi addobbati dagli ebrei, ennesimo tradimento? ennesima ipocrisia?). Ora il cielo è color mirtillo maturo, ora il cielo è livido come il Tamigi. Come già avveniva nel suo libro d’esordio, Con le peggiori intenzioni, l’attenzione per i legni profumati o per i velluti è massima. Il narratore ha mille occhi, abbraccia ogni cosa senza mai perdere il cuore dell’intera vicenda: «Non si può capire questa storia se non si tiene nel giusto conto il contrasto tra l’orrore recapitato a domicilio dalla tv e il romantico tramonto che andava in onda oltre la finestra aperta».

Inseparabili è il miglior romanzo italiano degli ultimi dieci anni. È la conferma di uno scrittore che ama la letteratura e che crede profondamente nello stile, perché sa che solo attraverso lo stile ci si può avvicinare a quell’abisso luminoso che è il cuore umano. Dei personaggi di Piperno non si smette mai di essere curiosi, fino alle ultimissime pagine, quando, insieme a loro, versiamo lacrime in un finale proustiano, struggente e memorabile.

Francesco Longo (Roma 1978), giornalista, è autore del libro Il mare di pietra. Eolie o i 7 luoghi dello spirito (Laterza 2009) e di Vita di Isaia Carter, avatar (Laterza 2008, con C.de Majo). Ha pubblicato la monografia Paul de Man (Aracne 2008). Collabora con La lettura del Corriere della Sera e con le pagine culturali del quotidiano Europa. Scrive su Nuovi Argomenti.
Commenti
8 Commenti a “Miserabili e tenerissimi”
  1. mauro scarabelli scrive:

    finalmente una riflessionel degna del grande romanzo di Piperno. Fino ad ora, tranne il grande Pigi Battista e l’autore di questa recensione, nessuno ne aveva colto l’essenza profonda. D’altra parte non stiamo parlando dell’ennesimo anemico scrittore “engagè” quindi siamo obbligati ad analizzarne Lo Stile. A questo punto il critico italiano di stretta osservanza progressista vacilla, non trova appoggio nel contenuto edificante e cade nella tetra banalità. Un grazie di cuore a F.Longo
    .

  2. Francesco Longo scrive:

    Grazie!

  3. mauro scarabelli scrive:

    Grazie a lei. Speriamo che la sua recensione induca anche solo una persona a sfilare INSEPARABILI dagli scaffali di una libreria per portarlo trionfalmente alla cassa, magari dopo aver posato un libro della Mazzantini incautamente sollevato in un momento di scarsa lucidità.

  4. Francesco Longo scrive:

    Mauro,diamoci del tu se per te va bene. Pensa che ieri su twitter una persona mi ha scritto: “mi hai convinto. vado a comperarlo.” Quindi,desiderio già realizzato. Saluti.

  5. tempoxme scrive:

    Questo commento è stuzzicato dalla presenza cordiale e disinvolta di Francesco Longo su twitter. Utilizzo un mezzo più disteso dei 140 caratteri per potergli esprimere i miei complimenti per una recensione che analizza con precisione e acume un romanzo e uno scrittore di sicuro non facilmente delineabili. Trovo che vi riesce con grande acribia e acume. Orgogliosamente posso dire che non ha avuto bisogno di convincermi perchè, avendo letto Con le peggiori intenzioni, condivido con lui molte considerazioni sullo stile e la maestria di Piperno, ma nello stesso tempo (di qui la sottile ma fondamentale differenza tra una lettrice quale io sono e un critico qual egli è) la lucidità e la chiarezza delle sue affermazioni, la particolarità del suo sguardo capace di illuminare dettagli nascosti, la chiarezza delle sue riflessioni hanno trovato non il mio semplice accordo, ma qualcosa di più incisivo che si può riassumere in “proprio quello che pensavo e non riuscivo a dire” … la curiosità di leggere il libro, quella sì, è stata rafforzata indiscutibilmente dalle sue parole.

  6. mauro scarabelli scrive:

    Bene. Una piccola, magnifica cosa. Spero che la persona convinta sia una donna. Le nostre Amiche mi paiono vulnerabili alla valanga di FUFFA LETTERARIA che sommerge i rari gioielli esposti in libreria. Mi permetto di segnalartene uno a 18 karati: LA CASA DEL SOLLIEVO MENTALE di FRANCESCO PERMUNIAN [Nutrimenti ed.]. Uno scrittore dalla prosa fosforescente, da maneggiare con cura, dai decisi afrori celiniani con robusti riferimenti al pensiero di Emile Cioran. BUONA SETTIMANA.

  7. Wif scrive:

    Con le peggiori intenzioni mi era piaciuto molto e aspettavo con gioia il nuovo romanzo di piperno, l’anno scorso. Oddio quel medico piagnone e cocco di mamma,non sono riuscita proprio a vederlo “vittima” nè a vedere il demone in ragazzina scema. E quei dialoghi, tipo signora mia, un po’ scopiazzati da Libertà. Quei toni di tragedia in un bicchiere d’acqua :non ho potuto amare il romanzo.Adesso la sua recensione di Inseparabili mi mette una certa curiosità di provare a leggerlo. Anche se sento tanto la grande maestria di Piperno capace di fare il gioco delle tre carte, suo malgrado. Non trovo neppure accettabile osannare un’opera denigrandone altre: non mi sembra un bene per l’autore, che deve essere considerato per quello che ha scritto non perchè la Mazzantini è illeggibile e cose così. Comunque leggerò Inseparabili: spero di ritrovare il Piperno che amo.

  8. Brenta scrive:

    il romanzo fa schifo e questa recensione è una marchetta.

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