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Missile e coltello

È da poco uscito per Adelphi Un tentativo di colmare l’abisso, vale a dire il dialogo epistolare ultradecennale tra due intellettuali eterodossi come Guido Ceronetti e Sergio Quinzio, un confronto (e a volte un amichevole scontro) protrattosi fino alla morte di quest’ultimo. Di Ceronetti Einaudi ha anche ripubblicato da poco il bellissimo Viaggio in Italia.

Vi invitiamo (specialmente la frangia della redazione di minima&moralia che ama Ceronetti vi invita) a leggere questi libri, a leggere Ceronetti in generale. Come credito da ricompensare acquistando un suo libro (o chiedendolo in biblioteca) riproduciamo qui una poesia contenuta in Cara Incertezza (Adelphi), libro che ugualmente vi invitiamo a comprare, leggere o spulciare.

Missile e coltello

di Guido Ceronetti

Il missile trasforma in vittima una città intera, il coltello un uomo per volta.

I missili non si sa mai dove vanno a finire, il coltello arriva al cuore.

Col prezzo di un solo missile, si compera un miliardo di bellissimi coltelli.

Un vero sicario si sentirebbe disonorato, messo a servire in una batteria missilistica.

Il terrore sparso facendo una quantità di rumore non produce gli effetti squisiti di un terrorismo silenzioso.

Abbiamo sperimentato ormai le limitate possibilità del missile, mentre restano intatte nell’ombra le sempre nuove applicazioni pratiche del coltello.

Un bunker blindatissimo imperforabile da qualsiasi missile, si fonde alla vista di un coltello.

Non s’impara nulla, o ben poco, dal manovrare missili, molto invece dall’esercitarsi con coltelli.

Il missile è tenuto nascosto anche agli amici, ma ai veri amici non può essere celato nessun coltello.

Per piantare il coltello ci vogliono volontà, forza e buona disposizione; intorno al missile non c’è che un mucchietto di diplomi di laurea con lode.

Dio conosce chi uccide di coltello, ma i tecnici di missili neppure per lui hanno un nome.

Dio non dimentica le vittime dei coltelli, ma le vittime di missile svaporano dalla sua memoria.

Dio si sente sfidato da chi alza il coltello su un altro uomo, ma nella partenza di un missile verso il bersaglio non indovina nessuna volontà di provocarlo.

Satana s’immischia sempre in affari di coltello, ma abbandona i missili al loro nulla.

In un mazzo di fiori si può occultare benissimo un coltello, ma un missile infiorato è inimmaginabile.

Una potenza mondiale veramente intelligente lascia arrugginire i suoi missili teleguidati ma terrà pronti sempre, bagliori nella notte, immensi, temutissimi, arsenali di coltelli.

Un uomo che cammina di notte si guarda dai coltelli, ma pensa ai missili con perfetta indifferenza.

Sempre si racconteranno storie di coltelli; i missili esistono ma nessuno ne narra storie.

Si è orgogliosi di essere sopravvissuti a ferite di coltello, ma nessuno mostra cicatrici da missile.

Chi s’inquieta del futuro, ha da temere, più che missili, i coltelli.

 

Commenti
Un commento a “Missile e coltello”
  1. Adriano Rossi scrive:

    Ceronetti immenso.

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