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Sblocca-Italia o Sfascia-Italia?

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Pubblichiamo un intervento di Tomaso Montanari apparso sul Fatto quotidiano. (Fonte immagine)

«Contrarietà Mibact»: è la formula che punteggia sulle ultime bozze dello Sblocca Italia. In altre parole, il Ministero per i Beni Culturali è l’ultimo argine che tenta di impedire un azzeramento senza precedenti delle leggi che tutelano il territorio nazionale. Un argine debole, tuttavia: perché, negli stessi giorni, Dario Franceschini deve ottenere la sospirata firma del presidente del Consiglio in calce alla riforma del suo ministero. Una partita incrociata che rischia di vedere un unico sconfitto: il Paese.

Ma cosa stabilisce il decreto? L’articolo 1 prevede che l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, nominato commissario per la realizzazione degli assi ferroviari Napoli-Bari e Palermo-Messina-Catania, possa condividere con le altre amministrazioni coinvolte non una bozza, ma un progetto finale. Nel caso che esse non siano favorevoli,  egli potrà decidere se i pareri avversi siano ‘regolari’, e quindi se tenerne conto o meno. Un potere privo di qualsiasi freno e controllo: se occorrerà bucare una montagna piena di amianto o spianare una città antica, ebbene si potrà fare. E il principio è letale: una soprintendenza non potrà più respingere un progetto perché incompatibile con la tutela del territorio, e dovrà invece comunque accettarlo. L’articolo 5 stabilisce che si possano posare pali per reti a banda ultra larga senza autorizzazione preventiva: anche in aree vincolate paesaggisticamente.  L’articolo 10 dimezza i tempi con cui valutare la pericolosità degli inceneritori. L’articolo 12 sancisce la fine della cosiddetta archeologia preventiva: d’ora in poi in caso di ritrovamenti (anche importantissimi) le soprintendenze non potranno più indicare come tutelare e valorizzare le scoperte, ma saranno costrette ad accettare le soluzioni proposte dalle ditte. Che è come chiedere alla volpe come desideri proteggere il pollaio. L’articolo 13 stabilisce che se in due mesi una soprintendenza non riesce a esaminare una autorizzazione paesaggistica, il silenzio viene interpretato come un assenso: e si procede d’ufficio. Un provvedimento criminale: perché pretende efficienza da un corpo dello Stato che si è dolosamente depotenziato inibendo il turn over e azzerando i fondi; e perché l’inefficienza dell’amministrazione viene fatta scontare ai cittadini, che si vedono distrutto l’ambiente in cui vivono. L’articolo 14 liberalizza in modo selvaggio gli impianti fotovoltaici e a biomasse, e le torri eoliche: per i quali non sarà necessaria più nessuna autorizzazione paesaggistica. Il che ribalta la costante giurisprudenza della Corte Costituzionale, e una recente pronuncia del Consiglio di Stato per cui «il paesaggio rappresenta un interesse prevalente rispetto a qualunque altro interesse, pubblico o privato». Insomma, un enorme regalo a imprese in alcuni casi perfino legate alla criminalità organizzata: nonché la fine di quel che resta del paesaggio italiano. L’articolo 28 bis prevede che chi vuole costruire possa autocertificare che ha fatto tutto secondo le regole, pagare una tassa e aspettare il disco verde: quella che è un’attività di controllo a tutela del territorio, diviene così una compravendita. E, si sa, il cliente ha sempre ragione. Ci si chiede con quale faccia chi approverà una simile porcheria andrà poi ai funerali delle prossime vittime delle frane e delle alluvioni causate dallo stupro edilizio del territorio.

Ma non è finita. L’articolo 45 prevede di usare lo strumento del project financing per eliminare ciò che resta del demanio: i privati potranno presentare progetti di valorizzazione di un bene demaniale, che in parte sarà dato loro in concessione per attività for profit, in parte sarà ceduto agli enti locali.  E, per finire in bellezza, si dà carta bianca alla costruzioni nei campeggi, dicendo che «non rappresentano nuovi volumi o nuove superfici ». Il che consente di realizzare, senza titolo edilizio, edifici per finalità residenziali, produttive e di deposito, ma destinati alla sosta ed al soggiorno dei turisti. Ma che ‘turisti’ sono quelli che abitano e lavorano, o hanno depositi, in aree qualificate come ‘campeggi’?

Se ci avesse provato Silvio Berlusconi, il Pd avrebbe portato in piazza mezza Italia: e invece ora lo fa un berlusconiano doc come Maurizio Lupi, dentro un governo guidato dal segretario del Pd. «Padroni in casa propria» è il motto delle Larghe Intese al tempo di Matteo Renzi: solo che la casa, e cioè il territorio del popolo italiano, questa volta rischia di uscirne distrutta. Per sempre.

Tomaso Montanari (1971), storico dell’arte, ha pubblicato per Einaudi i saggi A cosa serve Michelangelo e Il barocco; per Skira, il pamphlet La madre di Caravaggio è sempre incinta. È editorialista per la Repubblica. Con minimum fax ha pubblicato Le pietre e il popolo. Restituire ai cittadini l’arte e la storia delle città italiane (2013) e Istruzioni per l’uso del futuro. Il patrimonio culturale e la democrazia che verrà (2014).
Commenti
9 Commenti a “Sblocca-Italia o Sfascia-Italia?”
  1. Daniele scrive:

    tante cose che non piacciono neanche a me.

  2. Enrico Marsili scrive:

    Non capisco qual e`il problema degli impianti energetici con fonti rinnovabili. Per il resto, non e`un bel provvedimento.

  3. Sangregorio scrive:

    N’ salva-Italia né sfascia-Italia: La definizione più giusta è la politica degli annunci. Finora il governo in carica di concreto ha dato ottanta euro ad alcuni cittadini aumentando le tasse ad altri:. Così facendo si violano i principi costituzionali e quelli dei cittadini nel tentativo di realizzare una società più giusta e solidale. Viva la politica della demagogia, degna del periodo paleolitico. .

  4. SoloUnaTraccia scrive:

    Non li sapete proprio fare i titoli.

    E’ “Sbocca-Italia”.

    E ricordate che fino ai primi di ottobre il parlamento tutto è occupato a configurare l’iPhone 6.

  5. Daniele scrive:

    e basta con questa “politica degli annunci”. o credete alle favole o sapete come funzione il parlamento e seguite l’attualità politica. Renzi ha spiattellato delle date assurde, ma credo l’abbia fatto per dare il senso di un cambio di marcia. dopo di che, ci sono dei tempi tecnico-procedurali che rendono impossibile l’approvazione di tali riforme in così poco tempo. ci sono state le elezioni di mezzo che hanno rallentato l’opera del governo.
    il governo Renzi sta effettivamente provando a fare tante cose in tempi brevi. il governo ha presentato diversi provvedimenti ambiziosi. e sono persuaso che in questo governo ci siano tante persone di buona volontà.
    il problema NON SONO I TEMPI, il problema non è l’incocludenza, il problema è che si sta andando nella direzione sbagliata. che il margine discrezionale dei nostri governi è sempre più ridotto a causa dei vincoli europei e che nell’ambito di questo margine si stanno prendendo decisioni che rischiano di aumentare ulteriormente le disuguaglianze

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  1. […] salvare la poltrona. Infatti il compagno di partito dopo mesi di preparativi ha appena lanciato un DEF #sbloccaitalia #salvaitalia #sfasciaitalia che propone di riclassificare gli inceneritori come investimenti strategici. Logico no: siamo allo […]

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