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Morire per sopravvivere, il viaggio tra musica e amore di Chuck Klosterman

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Pubblichiamo un pezzo uscito sul Venerdì di Repubblica, che ringraziamo.

Ritorna in libreria lo scrittore e saggista americano Chuck Klosterman con un impeccabile e struggente reportage scritto attraversando mezza America a bordo di una Ford Taurus Silver. Il libro si chiama Morire per sopravvivere. Una storia vera all’85% (minimum fax, traduzione di Maurizio Bartocci, pp. 300, 16 euro), è stato pubblicato inizialmente nel 2005 e dell’America racconta la strana, complicata relazione tra rock, amore e morte. Nel farlo Klosterman racconta anche di sé, e di noi lettori.

Prolifico e bravissimo scrittore amato in America ma ancora poco conosciuto da noi – nel 2006 Mondadori Strade Blu ha pubblicato questo stesso libro titolandolo in modo forse un po’ sviante Il giorno in cui il rock è morto. Viaggio nei luoghi delle grandi tragedie della musica, e nel 2012 Meridiano Zero ha pubblicato l’ottimo memoir Fargo Rock City. Un’odissea heavy metal nel Nord Dakota rurale – Klosterman è autore di una decina di libri, tutti quanti impeccabili e che tanto ricordano per scrittura, genio e sentimento gli immensi reportage di David Foster Wallace.

“Certe volte la vostra finzione ha bisogno di essere la realtà di qualcun altro”, scrive Klosterman a un certo punto di Morire per sopravvivere, quando per rispetto della privacy della sua ex si fa parco di dettagli nel raccontare un episodio della propria vita sentimentale. E in queste maglie larghe, in questi spazi bianchi lasciati alla nostra realtà e immaginazione, noi lettori cadiamo inevitabilmente per scoprire piccole e grandi verità delle nostre vite così uguali e così diverse dalle vite degli altri raccontate nei libri. Schiettamente malinconico e mai triste, il libro di Klosterman è avvolto di quella nostalgia quasi inevitabile di chi ha passato i quaranta – ma forse anche solo i trenta – e si accorge che il proprio piccolissimo mondo è già tutto diverso.

Siamo diversi noi, sono diversi gli altri, è diversa la musica di sottofondo, e non ci possiamo fare proprio niente. Leggere Klosterman – questo libro ma anche gli altri nove che speriamo vengano pubblicati e ripubblicati presto in Italia – diventa così un’esperienza molto sentimentale e un po’ rassicurante, di quelle che nella voragine spalancata dalla rarefazione dell’estate ci fa sentire meno soli. O forse solo un po’ più capiti. Più che un libro di musica e di rockstar morte, Morire per sopravvivere è un libro che parla di ex e d’amore.

“Abbiamo tutti il potenziale per innamorarci mille volte nella vita”, scrive Klosterman più o meno alla fine del libro. Vero. E anche il potere di non disinnamorarci mai di nessuno.

È nata a Bolzano e ha vissuto ad Algeri e Palermo. Abita tra Roma e New York, dove traduce e scrive di libri, cinema e fumetti per La Repubblica, Il venerdì e D. Ha tradotto, tra gli altri, Charles Bukowski, Tom Wolfe, Jacques Derrida, A.M. Homes, Douglas Coupland, James Franco, Lillian Roxon e Lena Dunham, e ha tradotto e curato la nuova edizione italiana di Jim entra nel campo di basket di Jim Carroll (minimum fax, 2012). Insieme a Daniele Marotta è autrice del graphic novel Superzelda. La vita disegnata di Zelda Fitzgerald (minimum fax, 2011), pubblicato anche in Spagna, Sudamerica, Stati Uniti, Canada e Francia.
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