Luca Traini, 28 yeas old, arrested by Italian Carabinieri after shooting with a gun from a vehicle on passersby in the central Italian town of Macerata, 3 February 2018. Four persons injured. ANSA

Come nessun politico sa rispondere alla violenza fascista di Macerata

di Christian Raimo

Luca Traini, l’uomo che oggi ha provato a fare una strage razzista a Macerata, poteva essere benissimo uno dei centinaia di “cittadini indignati” che ogni giorno vengono intervistati in tv per “dare voce alla pancia del paese”. Poteva anche far parte di una delle interviste montate da Luca Miniero in Sono tornato, il film a metà tra fantapolitica e documentario sull’immaginario ritorno di Mussolini oggi, in mezzo ai vari italiani che biascicano che non ce la fanno più, che l’invasione è troppa, che blaterano di sostituzione etnica. Del resto il genere di verminaio razzista che ogni giorno nutrono leghisti e neofascisti in tv, in rete, a partire dai leader Matteo Salvini, Simone Di Stefano, Giorgia Meloni, non è così dissimile da quello che Traini alimentava e con cui si autocaricava, secondo le testimonianze, al bar o in palestra: che vanno fermati questi negri, con le buone o con le cattive, che vanno prese le armi, che vien voglia di fare una strage.

Traini è la conseguenza naturale di quest’educazione fascista di massa, quotidiana, spacciata per “racconto del reale”. E il suo gesto sarà utile, lo è già, ai fascisti e ai leghisti, o a chi con questo razzismo non solo flirta ma si è consacrato. Perché segna un punto più lontano sullo spettro, che indica “il razzismo estremo” di una linea di “scontro sociale” con cui si vuole ridefinire in ambito fascioleghista la legittimazione delle aggressione contro gli immigrati. Salvini o Meloni già si possono riposizionare (Salvini il giorno prima aveva invocato vendetta e repulisti contro i neri per l’omicidio della ragazza Pamela): poter sostenere che chiunque usa la violenza è un delinquente, e che questa tensione sociale è colpa della sinistra, che ha portato a questo grado di esasperazione. Ecco che, già pochi minuti dopo che si è saputo che per fortuna i ragazzi neri colpiti sono solo feriti, reindossano il vestito nuovo, “il razzismo moderato”, con cui potranno commentare la tentata strage di Macerata in tv nei prossimi giorni e lucrarci cornucopie di voti fino alle elezioni.

Del resto anche per Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, Luigi di Maio basta rispostarsi, persino loro in una riconfigurazione nuova data da Luca Traini. Di Maio può dire: “Lancio un appello a tutti i leader dei partiti su quello che è successo a Macerata: stiamo in silenzio e non facciamo campagna elettorale sulla pelle della ragazza uccisa e dei feriti di oggi. Ho visto già che è partita la querelle tra i partiti politici, con accuse reciproche. Io faccio un appello alla sobrietà e al rispetto sia dei feriti di oggi sia della vittima di qualche giorno fa. Non è possibile che anche su una tragedia del genere si debba iniziare a fare la campagna elettorale”. Berlusconi: “Quanto è accaduto a Macerata sembra il gesto di uno squilibrato, che merita la più ferma condanna, ma che non può essere ricondotto a una lucida connotazione politica. Questo drammatico episodio richiama però ancora una volta l’attenzione sul problema della sicurezza nelle città, anche perché è serio il rischio che gravi episodi di cronaca alimentino tensioni e scontri sociali fino a degenerare in folli esplosioni di violenza come quella di oggi”. Renzi: “Dopo i fatti di Macerata, vorrei fare un appello a tutti, ma proprio a tutti, alla calma e alla responsabilità. L’uomo che ha sparato, colpendo sei coetanei di colore, è una persona squallida e folle. Ma lo Stato è più forte di lui. Quell’uomo si è candidato con la Lega Nord e oggi ha sparato anche alla sede del Pd di Macerata: verrebbe facile tenere alta la polemica verso chi ogni giorno alimenta l’odio contro di noi. Ma sarebbe un errore: è tempo di calma e di responsabilità, davvero”.

Nessuno si azzarda a parlare di razzismo o di fascismo. E questo dato non va preso soltanto per fetente cinismo elettorale. Né Renzi, né Di Maio, né Berlusconi riconoscono il fascismo odierno, e quindi immaginare che possano usare la categoria dell’antifascismo per reagire a questo episodio atroce, non rientra nelle possibilità. La campagna che un mesetto fa il Pd con Repubblica aveva provato a lanciare sull’antifascismo (la manifestazione a Como) era durata il tempo di una settimana: a Como erano riusciti a convocare quattro gatti, e – in mezzo agli accordi per spedire militari in Niger – si era spenta per disinteresse, e per l’evidenza che non portava voti. Mentre in città si fanno i banglatour a cercare i bengalesi da pestare a sangue, mentre in provincia si esce in macchina e si spara ai neri, è più utile battagliare sui braccialetti di Amazon o le buste di plastica da due cent.

Il paesaggio è già sconfortante visto così, ma è ancora più nero se si allarga il quadro. La verità più disarmante che viene da questa vicenda è che nessuno di questi politici, leader nazionali, dall’estrema destra alla sinistra, sa, saprebbe, vuole contrapporre all’idea di società che ha il terrorista Traini un’alternativa convincente. Il massimo che viene opposto è: una società con più controllo, con più sicurezza. Lo stesso Traini paradossalmente non scuoterebbe il capo.

Non si può però negare che la sua idea di mondo è più persuasiva, addirittura più seducente, pur nella sua distorsione paranoica: siamo immersi nella Paura, di fronte alla quale possiamo solo proteggerci avvolti con una bandiera dell’Italia, vittime e martiri di questa Grande Paura come i caduti del monumento accanto al quale, alla fine della tentata strage, l’hanno trovato le forze dell’ordine che l’hanno arrestato.

Se nessun politico si sforza di trovare un orizzonte diverso a quello che indica Traini, è chiaro che sarà lui, il suo incubo paranoico a vincere – a mani basse – le prossime elezioni.

 

Commenti
9 Commenti a “Come nessun politico sa rispondere alla violenza fascista di Macerata”
  1. raffaele della rosa scrive:

    Ma perchè buttare tutta la colpa solamente su Salvini ?
    Non scrivo questo per amore del paradosso, o
    tantomeno per giustificare uno che, a botta calda
    rilascia una dichiarazione-mascalzonata, in cui si dà la colpa del
    razzismo agli immigrati. SALVINI SOFFIA ANCOR DI
    PIÙ SUL FUOCO. <>
    Lo scrivo, perchè dall’ assassinio del richiedente asilo
    nigeriano a Fermo nel 2016, il cui assassino è stato condannato
    a soli 4 anni, è tutto un susseguirsi di oscenità razziste,
    che con Salvini c’entrano poco o niente. Si va dall’ignorare,
    minimizzare ed oscurare tutte le notizie che in altri
    paesi vedono musulmani vittime innocenti del terrorismo
    fondamentalista musulmano, e questa è una precisa
    scelta/responsabilità del sistema informativo, degli
    editori dei direttori, alla Mentana, per intenderci, ai
    giornalisti che si ribellano ed intascano. Per arrivare
    al fatto che NESSUN MAGISTRATO abbia messo
    fino ad oggi sotto inchiesta un solo arbitro che abbia
    tollerato cori razzisti ed ingiurie razziste contro atleti
    afro. Non solo magistrati ma anche arbitri e giornalisti,
    di nuovo, che non rispettano le leggi, in primis la lettera
    e lo spirito della costituzione attuale, imprenditori, politi-
    canti. Non parlo della destra. Parlo anche del PD, antiraz-
    zista ufficialmente, ma che tollera al proprio interno
    boss e bossini che sottobanco strizzan l’occhio al
    razzismo. SALVINI ED I SUOI CAMERATI, BOSSI,
    CALDEROLI ecc. ecc. NON FANNO ALTRO CHE
    RACCOGLIERE I FRUTTI SU UN TERRENO CHE
    ALTRI CONCIMANO.

  2. m. silvia riccio scrive:

    Ma l’ha letto tutto l’articolo? Per esempio il paragrafo che comincia con “NESSUNO si azzarda a parlare di razzismo o di fascismo” [enfasi aggiunta]… oppure uno degli ultimi in cui si dice che “La verità più disarmante che viene da questa vicenda è che NESSUNO di questi politici, leader nazionali, dall’estrema destra alla sinistra, sa, saprebbe, vuole contrapporre all’idea di società che ha il terrorista Traini un’alternativa convincente” [enfasi aggiunta]. Dite la stessa, identica cosa…

  3. m scrive:

    cretino, rispondi alla ragazza messa nella valigia (senza il cuore e senza il pube). cretino

  4. Milena scrive:

    I fatti di Macerata mi fanno pensare che veramente assomigliamo agli U.S. e alle stragi senza senso che li pervadono. Al contrario pensavo, sbagliando, che da noi non sarebbero mai successi.

  5. raffaele della rosa scrive:

    Gentile signora,
    che CR ed io abbiamo idee molto simili è vero. D’altro canto rifuggo dal confronto con persone che siano le mille miglia distanti da me. Preferisco, quando si tratta di destri interessanti, leggere i loro libri. C. Schmitt, uno per tutti. Detto questo a me non sembra di dir proprio la stessa cosa, nello stesso modo, ma solo con parole diverse. Veda che io non me la prendo principalmente con i politici, ma con il sistema dell’ informazione, i suoi padroni, i suoi operatori. E non lascio in pace né lo sport né la magistratura. Perchè ho il convincimento che il razzismo, in Italia, oggi, sia sistemico. Cioè voluto, promosso, in certo modo organizzato. I migranti servono splendidamente come capro espiatorio per le tantissime cose che non vanno (e non andavano prima e non andrebbero neppure dopo una loro eventuale dipartita). Perchè è più facile dar fuoco a un marocchino che dorme in macchina che prendere a ceffoni un deputato/senatore/governatore ecc. ecc., perchè a chi, italiano, pèatisce la fame non gli va giù che si aiutino, prima di lui/lei gente che vien da fuori. Le persone con un bassissimo grado di formazione, e per di più in stato di REALE INDIGENZA non prestano ascolto ( sarebbe una porcata fargliene colpa) a chiacchiere. I problemi son complicati, soluzioni semplici non ne esistono.

  6. Sergio Falcone scrive:

    Nessuna fiducia a chi siede nelle istituzioni. Perché non sono mai state applicate le norme che vietano la ricostituzione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista? Oggi Forza Nuova difende l’attentatore di Macerata.

  7. Silvia B. scrive:

    Laura Boldrini e molti altri politici della sua area hanno usato parole durissime e fermissime sul fascismo di Macerata. Peccato che il mainstream mediatico tenda ad ignorarli. Chissà perché.

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  1. […] che accendere le torce di folle inferocite e armare la mano di killer razzisti. Le une e gli altri, come ha scritto Christian Raimo, sono anche il prodotto di una "educazione fascista di massa, quotidiana, spacciata per […]

  2. […] Christian Raimo e Fabio Chiusi sono i commentatori che più hanno centrato il punto. A fronte della gravità della situazione – preoccupante per la diffusione e la normalizzazione del sentimento appena descritto ancor più che per il fatto di cronaca in sé – a impressionare è l’incapacità della politica, delle soggettività sociali e culturali di mettere in campo immaginari adeguati per far fronte a tale imbarbarimento. Un imbarbarimento che impatta frontalmente sull’immigrazione (perché nervo più scoperto e facile da solleticare) ma che – a guardar bene – pervade ogni altro ambito della nostra vita, che di rabbia e comportamenti violenti è satura. […]



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