company c ballet

New York Ballerina

(Fonte immagine.)

La prima cosa è guardare

La prima cosa che faccio ogni volta che metto piede a New York è controllare cosa c’è in cartellone al Joyce Theater. Il Joyce Theater è un piccolo importante teatro sull’Ottava, all’angolo con la Diciannovesima. È un teatro consacrato alla danza, dove passano le migliori compagnie newyorkesi, americane o internazionali. Lì ho visto Cedar Lake, Shantala Shivalingappa, Keigwin + Company, Gallim Dance, e ieri sera, arrivata meno di ventiquattr’ore prima dall’Italia, la Martha Graham Dance Company. Ero passata lì davanti per caso, per dare un occhio ai prossimi spettacoli, e ho visto che era l’ultimo giorno di una rassegna della compagnia di Martha Graham su “mito e metamorfosi”. Sono entrata, ho preso un biglietto. Alle due ho visto la prima parte delle coreografie, alle quattro sono andata via, alle sette e mezza sono tornata e ho visto il resto. Quattro ore di Martha Graham in tutto, e ne avrei viste ancora. L’ultima coreografia era del 1962, diretta da Richard Move, si chiamava The Show (Achilles Heels), musiche di Arto Lindsay, canzoni e voce (di Atena) di Debbie Harry, altra voce (di Achille) di Mikhail Baryshnikov, i ballerini della Martha Graham Dance Company in Achille, Patroclo, Elena di Troia, Atena e Xanto, il cavallo di Achille. I miti greci che incontrano Blondie che incontrano Martha Graham. Una roba così la riesci a immaginare solo a New York.

New York è la città della danza

New York dev’essere la città col maggior numero di ballerini. Te ne accorgi facendo la conta delle compagnie di danza presenti in città e delle scuole di danza e degli spazi dove almeno una volta a settimana c’è la prima di uno spettacolo di danza. Danza danza danza. La trovi al Bac (Baryshnikov Arts Center), meraviglioso spazio aperto e diretto da Mikhail Baryshnikov, che è sia residenza per ballerini sia spazio dove presentano i loro spettacoli importanti compagnie di danza contemporanea. La trovi nello spazio di Cedar Lake, un grande capannone a Chelsea dove i ballerini provano i loro spettacoli e che ogni tanto aprono al pubblico per mostrare il loro work in progress. La trovi nei teatri e nelle scuole, in coreografie grandi e piccole, destinate a girare il mondo, o a nascere e morire in città.

Una tra le più belle l’ho vista quest’estate, Vespers del Company C Ballet, musiche di Tom Waits, in scena due ballerini, un lui e una lei, lui vivo, lei in pigiama bianco e morta, nella loro vita immaginaria dovevano essersi amati moltissimo. Lui non accettava che fosse morta, e la faceva ballare, muovendo gambe e braccia e testa e gomiti e ogni cosa. Hanno duettato così per un po’. Il pubblico in sala piangeva. Anch’io piangevo. Sono tornata a rivedere Vespers qualche giorno dopo. Poi volevo rivederlo, ho cercato in rete anche pochi minuti ma niente. Ogni tanto mi rimetto a cercarlo, più o meno una volta al mese, vorrei rivedere la ragazza morta ballare, fino a oggi non l’ho ritrovata.

Si può ballare qualsiasi cosa

Tempo fa Lorenzo Mattotti mi disse che si può disegnare qualsiasi cosa. Se metti dei limiti è meglio che cambi mestiere. Lo stesso vale per la danza. L’estate scorsa ho passato tre mesi a New York. Guardavo danza quasi quotidianamente. A volte da sola, quasi sempre con un amico che stranamente (e per fortuna) aveva stabilito con la danza la mia stessa relazione e prospettiva. Andavamo a vedere qualunque cosa, e ne uscivamo ogni volta stupefatti, come sotto sortilegio, incapaci di avere un punto di vista critico o anche solo di verbalizzare quello che avevamo visto, desiderosi di svegliarci l’indomani e vederne ancora. A distanza di tempo, se dovessi descrivere alcuni o tutti gli spettacoli che ho visto e vedo la cosa che mi viene da dire è che si può ballare qualsiasi cosa. I ballerini di Yung-Li Dance che danzano la relatività di Einstein, quelli di Cedar Lake che ballano il decostruzionismo di Jacques Derrida, il New Chamber Ballet che usa Stockhausen per mettere in scena un triangolo amoroso, la Trisha Brown Dance Company che fa ballare le opere di Robert Rauschenberg. Questi ballerini possono ballare qualsiasi cosa, mi dico.

La mia educazione sentimentale

Se dovessi scrivere una lista delle cose che hanno contribuito alla mia educazione sentimentale, ai primi posti ci sarebbe Saranno famosi, la serie tv. Avevo circa tredici anni e guardavo e riguardavo sempre le stesse puntate cercando di capire chi volevo essere. Lì dentro cercavo il mio futuro. Poi alla fine vinceva sempre Coco. Vinceva nelle puntate in cui ballava. Vinceva sempre perché ballava. Io volevo essere Coco Hernandez, volevo ballare e volevo abitare a New York. Ora di anni ne ho quarantuno, non sono Coco Hernandez, non faccio la ballerina, a New York ci abito ogni tanto, guardo ininterrottamente spettacoli di danza. È la mia educazione sentimentale che me lo impone. Fortunatamente. E poi mi fermo. Potrei scrivere di danza all’infinito. Potrei guardare danzare all’infinito. Potrei danzare all’infinito. Dice Leonard Cohen, Dance Me To The End of Love. Dico io, la soluzione sta nella danza. Qualunque cosa voglia dire.

È nata a Bolzano e ha vissuto ad Algeri e Palermo. Abita tra Roma e New York, dove traduce e scrive di libri, cinema e fumetti per La Repubblica, Il venerdì e D. Ha tradotto, tra gli altri, Charles Bukowski, Tom Wolfe, Jacques Derrida, A.M. Homes, Douglas Coupland, James Franco, Lillian Roxon e Lena Dunham, e ha tradotto e curato la nuova edizione italiana di Jim entra nel campo di basket di Jim Carroll (minimum fax, 2012). Insieme a Daniele Marotta è autrice del graphic novel Superzelda. La vita disegnata di Zelda Fitzgerald (minimum fax, 2011), pubblicato anche in Spagna, Sudamerica, Stati Uniti, Canada e Francia.
Commenti
7 Commenti a “New York Ballerina”
  1. Nashipae scrive:

    Tiziana Lo Porto scrive sempre così bene delle cose che le piacciono… Non ero mai stata attratta da NY, ma ora che ci passerò vicina cercherò di andarci, soltanto per questo pezzo e quello sul Maysles Cinema, che mi hanno fatto intravedere la possibilità che ci sia un modo anche per me di innamorarmi della città. Grazie.

  2. tiziana scrive:

    grazie a te!! vedrai che new york ti piacerà moltissimo, è un mondo a sé pieno di bellezza

  3. Raccontaci… noi ti seguiamo e guardiamo attraverso i tuoi occhi gli inestricabili moti della inqueta NY
    ci mandi in un brodo di giuggiole

  4. Alice scrive:

    Ciao Tiziana,
    ho vissuto a NYC e studiato danza lì…i tuoi racconti mi hanno ricatapultata improvvisamente in un mondo che mi fa sentire viva…grazie mi hai davvero emozionata!

  5. sara scrive:

    a leggere tutto questo, mi son quasi messa a piangere! anzi, senza il quasi, lo ammetto!
    IO ho un sogno, quello di fare la ballerina!
    ce l avevo quasi fatta, ho lavorato appunto a New York per 6 mesi in una compagnia classica/contemporanea. dopo di che , finito il contratto, me ne son tornata in Italia!
    pensavo di trovare qualcosa qui, qualche opportunità, non credevo a chi diceva che L Italia stava sempre più peggiorando.. e invece era così!
    Vorrei chiedere a voi, voi che ballate ovunque, voi che ritenete New York la città più bella per la danza, come si fa a ritornare a New York a ballare?!?!? come si supera il problema del visto e del lavoro, se non ci sono audizioni in Italia per l America?!?! amiche mi dicono di scrivere a scuole di danza, a compagnie, chiedendo magari aiuti o sponsor, ma si fa davvero così!?!!
    vorrei tanto ritornare a New York e avere la possibilità di riesibirmi su quei palchi, in quella fantastica città!

  6. Laura scrive:

    Che interessantissimo racconto!
    Mi ci sono imbattuta cercando una scuola di danza a New York, per mio figlio che compirà a fine mese 18 anni.
    L’italia non da tante possibilità…
    In questo momento e’ a Los Angeles per un corso intensivo di 6 settimane di danza e non vorrebbe più tornare.
    Il patto e’ che torni, si prenda la maturità (manca l’ultimo anno) e poi e’ libero di tornare.
    Ma Los Angeles non mi sembra affatto la città della danza. Io penso a New York… ho già’ un nome, ma vorrei avere altri suggerimenti…

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