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I Big data ai tempi del Covid-19

Photo by Markus Spiske on Unsplash

Pubblichiamo un pezzo uscito sul Manifesto, che ringraziamo.

di Simone Pieranni

La questione legata alla possibilità o meno di tracciare ogni singolo cittadino italiano per aiutare a spezzare la linea di contagio del coronavirus, ha dato luoghi a posizioni favorevoli o contrarie che hanno finito per seguire la logica neoliberale all’interno della quale i Big Data hanno preso forma, diventando un elemento fondante del cosiddetto capitalismo delle piattaforme.

I dati nascono infatti dalle svariate forme della comunicazione umana che si sono succedute dalla nascita del web. Da allora hanno cominciato a girare per nuovi territori, a sperimentare nuovi modi per essere recuperati, a sviluppare nuove forme di consumo.

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Un “what if” scritto nel 1942: “Sfacelo” di René Barjavel

Pubblichiamo un pezzo uscito su Tuttolibri, l’inserto culturale de La Stampa, che ringraziamo.

Una domanda, Cosa succederà dopo?, e una gran quantità di ipotesi. Adesso che volgono al termine, possiamo ben dire che tra i motivi dominanti della narrativa al tempo degli anni Dieci hanno trovato ampio spazio le storie che tendiamo a catalogare sotto il grande ombrello della distopia; non solo in letteratura, basti pensare a serie televisive come Black Mirror o The Handmaid’s Tale. Come ciliegina, mettiamoci anche la coincidenza con la caccia agli androidi di Rick Deckard sotto la pioggia battente di Blade Runner, ambientata dagli sceneggiatori dal romanzo di Philip K. Dick proprio nel 2019.

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Nel silenzio. Quale sarà il senso del teatro? Quale sarà il posto al mondo per chi fa teatro?

di Elvira Frosini e Daniele Timpano Siamo due artisti. Lavoriamo nel teatro, facciamo teatro. La vulgata ci vuole estrosi e fortunati, sì fortunati, perché facciamo un lavoro che amiamo. Ma siamo lavoratori come tutti gli altri. Viviamo del nostro lavoro. A parte poche eccezioni, non siamo dei privilegiati e non abbiamo le spalle coperte. In […]

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La gratitudine del rifugiato

di Giorgia Sallusti

Guardando la vecchia foto del passaporto scaduto, Dina Nayeri ci ricambia con un volto senza sorriso, sbalordito, incorniciato da uno stretto hijab grigio. Non sembra il volto di una bambina – era il 1988 – in procinto di fuggire dall’Iran. Tre anni prima la famiglia Nayeri aveva passato diversi mesi a Londra, il gran debutto di Dina nel sistema scolastico e nel tour migratorio. Dina parlava solo il farsi, e nei primi giorni gli altri bambini la accoglievano cercando di insegnarle parole d’inglese, usando disegni e giocattoli.

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Il secolo asiatico: intervista a Parag Khanna

Pubblichiamo un articolo uscito sul Messaggero, che ringraziamo.

Parag Khanna, classe 1977, esperto di relazioni internazionali, è considerato tra gli strateghi geopolitici più influenti del mondo. Dopo volumi importanti come I tre imperi, Connectography e La rinascita delle città-Stato, la casa editrice Fazi un anno fa ha portato nelle librerie italiane l’ultimo lavoro dello studioso indiano dal titolo Il secolo asiatico. In queste settimane Khanna segue l’evolversi della crisi legata alla pandemia, fornendo numerose e interessanti analisi e scenari dalla prospettiva asiatica.

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6 aprile 2020, L’Aquila e il CoVid-19: la crisi e la scelta

[foto di Claudio Cerasoli, L’Aquila 2019 – dal progetto “X”] di Alessandro Chiappanuvoli Una catastrofe, sia essa causata dalla natura o dall’essere umano, pone sempre gli individui e i sistemi sociali davanti a un cambiamento traumatico, davanti a una crisi – sull’orlo del baratro dal quale sembra non possa esserci altro esito che precipitare a […]

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A proposito di niente. Woody Allen riavvolge il nastro

Un dispiacere che l’autobiografia di Woody Allen abbia avuto una storia complicata, rifiutato da Hachette, a rischio macero e poi ripreso fortunatamente da un nuovo editore, Arcade Publishing. Le motivazioni di questo tortuoso percorso sono complesse e abbastanza note, coinvolgono il tempestoso rapporto del regista con la famiglia Farrow, ma la cosa, leggendo questo bel racconto di una vita, perde la sua importanza. Questo circo mediatico è ancor meno interessante proprio perché l’autobiografia A proposito di niente, pubblicata con convinzione da La Nave di Teseo, in ebook e in anteprima mondiale con la traduzione di Alberto Pezzotta (il cartaceo dovrebbe invece uscire il 9 aprile), è un racconto sincero e divertente di un’esistenza fortunata e di successo e i riferimenti ai fatti giudiziari sono, fortunatamente, pochi.

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La pena di leggere. A proposito di lettura in carcere.

di Giada Ceri La cultura che rende liberi. I libri come chiave per uomini chiusi a chiave. La lettura libera-mente… E avanti così. Nulla, nemmeno una pandemia, riesce a far tacere certa retorica paternalistica che in carcere trova un terreno fertile per esprimersi (in assenza di contraddittorio). Questa e altre ragioni fanno dell’istituzione totale un […]

Tu quoque, albanese, fili mihi? Lezioni di memoria da Edi Rama

di Stela Xhunga

Neanche un libro. Dal discorso del 28 marzo, Edi Rama ha continuato a parlare via Skype alle televisioni italiane, evitando di farsi ritrarre con la biblioteca alle spalle come fanno invece i politici di (s)fiducia. Beato chi si fa intervistare senza libri alle spalle perché significa che forse li legge davvero. Pittore, scrittore, giornalista, professore universitario, rampollo di una famiglia di intellettuali, Edi Rama è quel che si dice un radical chic, globalista ed ecologista. Da anni si aggira ai summit mondiali in scarpe da tennis ma in Italia nessuno ci aveva ancora fatto caso, nonostante i suoi due metri (e due centimetri) di altezza. Tu quoque, albanese, fili mihi, colto, radical chic e pure sexy? Ebbene sì, sconcerto e stupore tra le casalinghe di Voghera.

Con l’avvento della democrazia, l’edilizia comunista, che dei suoi palazzi popolari alti cinque piani, intonaco in bellavista, aveva eretto a simbolo della fierezza del popolo albanese, apparve improvvisamente anacronistica, quindi Edi Rama, allora Sindaco di Tirana, pensò bene di gettarci vernice sopra.

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“Brama” di Ilaria Palomba

di Manuela Maddamma Non esistono amori felici, recita Louis Aragon, e Bianca, protagonista feroce di “Brama”, ultimo romanzo della poetessa pugliese Ilaria Palomba, sembra vivere questa impossibilità sulla sua pelle, in fondo alle ossa, fin da bambina. Il sud sembra scorrerle nel sangue. Vittima del padre, psichiatra isolato nel suo mondo fatto di letteratura, lirica […]