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I mostri di Wilcock: il dott. Arrigo Ploz

Quello che segue è uno dei mostri di J. Rodolfo Wilcock, dal suo “Il libro dei mostri”, recentemente ripubblicato da Adelphi. Buona lettura. * Tutti conoscono i validi contributi del dott. Arrigo Ploz alla metafisica; non tutti sanno però che il più valido di quei contributi è la sua semplice e pura esistenza. Un giorno […]

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L’ora del mondo. Un estratto

Pubblichiamo, ringraziando autore ed editore, i primi due capitoli de “L’ora del mondo” di Matteo Meschiari, in uscita il 23 maggio per Hacca Edizioni. Il libro sarà presentato sabato 11 maggio al Salone del Libro di Torino (ore 16.30, sala Avorio). A dialogare con Matteo Meschiari ci sarà Matteo Nucci. Buona lettura. 1 La gaetta […]

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Arruina, la favola nera di Francesco Iannone

di Giuseppe Lorenti

Photo by Alex Grodkiewicz on Unsplash

C’era una volta e c’è ancora. La favola che si trasforma in romanzo moderno. Questo è “Arruina”, romanzo di esordio di Francesco Iannone pubblicato da Il Saggiatore. Una favola nera con echi di un’epica lontana, un romanzo, apparentemente, senza tempo e senza luoghi.

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Il potere dei simboli: una conversazione con Francesco Boer

In questo momento di grave confusione, nel quale mostri del passato che credevamo sconfitti per sempre stanno riaffiorando al potere come nel più scontato dei film horror, è necessario acuire il proprio discernimento, per sfuggire ai gangli letali degli schieramenti contrapposti, o meglio di quella logica fallace che vede schieramenti contrapposti dove c’è solo uno scontro tra civiltà e barbarie.

Non c’è par condicio con chi ostenta la sopraffazione come visione della società. la menzogna come strategia comunicativa e la violenza come modus operandi. Non si può dare dignità di opinione a false notizie, calunnie sistematiche, insulti razzisti.

QUESTA ESPERIENZA DEVE UNIRCI

Il Salone del Libro di Torino è un luogo di scambio, di confronto, di condivisione, di festa. Coinvolge centinaia di migliaia di persone. È un esempio virtuoso per tutto il paese. E Torino è una città profondamente antifascista. La sua comunità ha spalle larghe e saggezza. Non raccoglie le provocazioni di chi vorrebbe solo visibilità. […]

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Dalla parte di Marcel. Brevi note sentimentali sullo Scrittore e Narratore della Recherche

di Francesco Gallo

Quand’ero piccolo, tra i tanti libri che mi hanno influenzato ce n’è stato uno, intitolato I Grandi personaggi — Le biografie dei “giganti” della storia, della scienza e dell’arte illustrate a fumetti, che è stato il libro che, probabilmente, mi ha influenzato più di ogni altro. E nessuna, tra le innumerevoli, diversissime vite dei molteplici “giganti” inventariate, mi ha suggerito un’immagine mitica, primaria e sostanziale dello scrittore quanto quella di Marcel Proust.

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Lo scrittore ritrovato. Sul “pantarèi” di Ezio Sinigaglia

di Pierluigi Lupo Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Un po’ quello che accade a volte con i libri. Se ne stanno lì, dormienti, per molti anni, prendono polvere, cadono nell’oblio, e poi un giorno qualcuno decide di ridargli vita. È il caso del libro in questione. Il pantarèi di […]

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Corpi vigili. Su “Un giorno verrà” di Giulia Caminito

di Livia De Paoli

I corpi che dovevano comunque mangiare, bere, dormire, i corpi che sentivano la voglia di altri corpi, anche se inermi e supini, anche se stesi nei fossi, la guerra non sapeva spegnerli, finché respiravano erano vigili, chiedevano attenzione.

Cos’è un corpo? Di cosa è fatto? Che cosa può o che cosa gli è precluso?

«La terra resta» mentre i corpi degli uomini e delle donne vanno via, un giorno saranno anche loro terra. Ma, fintantoché sono vivi, i corpi resistono alla terra: la calpestano, la coltivano, la usurpano; in questo rapporto quotidiano con la terra si va definendo il destino di ciascuno, ogni corpo prende forma.

Tre anni dopo La grande A (Giunti, 2016), Giulia Caminito ritorna sulle radici storiche e familiari per narrare una vicenda ambientata nell’Italia di inizio Novecento a Serra de’ Conti, il paesino di origine del nonno materno, anarchico e marchigiano.

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Evergreen (a whiter shade of pale, live in Denmark 2006)

di Domitilla Di Thiene

Non cambiava. Avesse potuto contare il numero di volte che l’aveva cantata.

Rivedeva i vecchi video. Inizi anni settanta, palandrane colorate sulle spalle nei video in bianco e nero, occhi strizzati dal poco sonno e i molti acidi. Quell’espressione persa che aveva all’Isola di Wight, era il sonno, il freddo della brina della mattina o cosa?

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Controllo e sicurezza, il Grande Fratello cinese

Pubblichiamo un pezzo uscito sul Manifesto, che ringraziamo.

di Simone Pieranni

L’atrio degli uffici della Terminus, a Pechino, è completamente bianco. Il taglio a zig zag delle porte che consentono gli ingressi negli open space è quello che ricordiamo nei film di fantascienza e nella popolare serie di Guerre Stellari.

L’idea da trasmettere è quella di «futuro» più o meno immaginato e conosciuto, perché Terminus – fondata nel 2015, una delle tante startup cinesi divenuta ben presto «unicorno» (valutate oltre il miliardo di dollari) – il «futuro» lo maneggia per renderlo estremamente «presente».