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Roma: quali spazi per la cultura indipendente?

a cura del Collettivo Spin Off

Mercoledì 15 luglio il Teatro di Roma ha ospitato una serata a sostegno del Rialto negli spazi del Teatro India. Con l’occasione il pomeriggio è stato promosso un dibattito intitolato “Roma – quali spazi per la creatività indipendente”, per fare il punto sull’agibilità degli spazi indipendenti che promuovono teatro, arte e cultura nella capitale. Hanno partecipato luoghi di natura diversa come Carrozzerie Not, Argot, Studio Uno, Fivizzano 27, Libera Assemblea di Centocelle, che hanno interloquito con alcuni rappresentati delle istituzioni (tra cui il vicesindaco Luca Bergamo). Quello che segue è l’intervento del collettivo di Spin Off.

Per chi non ci conosce, una breve presentazione. Spin OFF è un collettivo di artisti, tecnici e studiosi che due anni fa ha iniziato a immaginare un percorso culturale indipendente all’interno di Spin Time, uno spazio che ospita più di 150 famiglie di oltre 18 nazionalità diverse.

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Basta appelli, basta foto shock con i migranti in mare, i decisori politici cancellino l’apartheid di fatto che esiste in Italia.

di Christian Raimo Da quando ho diciassette anni circa sono state promulgate (e non sono state abolite), anche da governi di centrosinistra, leggi implicitamente e esplicitamente razziste, che hanno creato un apartheid di fatto: dalla legge sulla cittadinanza del 1992 alla Turco Napolitano nel 1998 ai recenti decreti sicurezza. Oggi vivere in Italia, se non […]

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Sull’età delle tribù digitali. Conversazione con Daniele Rielli sul nuovo romanzo «Odio»

di Nicola Pedrazzi

Conosco Daniele Rielli dal 2013, gli scrissi la prima mail all’indomani della non-vittoria di Pierluigi Bersani alle elezioni politiche. Al tempo scriveva sotto pseudonimo e stava guadagnando una buona visibilità con il suo blog, un contenitore di soggettive molto ben costruite, che credo abbia unito nella lettura tanti quasi trentenni italiani. Da quella mail si è sviluppata un’amicizia per lo più epistolare, con due o tre momenti fisici di livello, come quando l’ho ospitato a casa mia a Tirana durante il reportage sull’Albania, la cui versione estesa è confluita in Storie dal Mondo Nuovo (Adelphi, 2016). Pochi mesi prima di raggiungermi sull’altra sponda dell’Adriatico, Daniele aveva pubblicato il suo primo romanzo, Lascia stare la Gallina, di cui Odio, appena uscito per Mondadori, eredita il protagonista. Insomma un po’ per caso e un po’ per volontà, mi è capitato di seguire da vicino il lavoro e la crescita di uno scrittore italiano contemporaneo: dal successo online alla riflessione sulle tribù digitali.

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La quercia elettrica

di Simone di Biasio

Nella seconda metà degli Anni Settanta Tinker Hatfield era uno studente di architettura, un atleta di salto con l’asta e un disegnatore americano: queste tre disposizioni, mixate insieme, diedero forma a dei prototipi di scarpa sportiva e, per Hatfield in particolare, anche al suo futuro lavoro; di lì a poco sarebbe infatti diventato uno dei più noti designer di scarpe a marchio Nike. Sarà ricordato per diverse innovazioni, ma tra queste spicca il progetto E.A.R.L. (electro adaptive reactive lacing), l’allacciamento elettrico autoadattante.

Osservando i piedi dei cestisti, Hatfield notò che questi indossavano scarpe con lacci sempre molto stretti, spesso troppo, e nel giro di dieci anni i piedi di questi sportivi risultavano notevolmente compromessi.

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Avvicinare Emily Dickinson #3

Pubblichiamo la terza puntata di una serie dedicata alla poesia di Emily Dickinson, curata da Giuseppe Zucco. Qui potrete leggere la prima e la seconda puntata.

Che l’amore è tutto quanto c’è
è tutto quanto sappiamo dell’amore,
è sufficiente, il carico dovrebbe essere
proporzionato al solco.

(da Uno zero più ampio, di Emily Dickinson, a cura di Silvia Bre, Einaudi)

Quando Emily Dickinson si ritirò dal mondo, rinchiudendosi definitamente nelle sue stanze, per celebrare il momento indossò una veste bianca, e così vestita si allungò fino alla fine dei suoi giorni, proseguendo come da un’altare verso una porta maestosa, tirandosi dietro lo strascico invisibile delle ore più terribili e più liete.

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Come sono diventato scrittore: “Breve storia del mio silenzio” di Giuseppe Lupo

Giunto finalista all’ultima edizione del Premio Strega con “Breve storia del mio silenzio” (Marsilio), Giuseppe Lupo dopo aver sviscerato nei precedenti otto romanzi le storie degli altri, stavolta ha deciso di raccontare sé stesso, la sua famiglia, il passato, le parole imprigionate, senza dimenticare la terra d’origine, quella Basilicata arretrata ma molto meno di un […]

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How to disappear completely. Un dialogo su memoria e oblio

Photo by Hamish Weir on Unsplash

Pubblichiamo un dialogo tra Ade Zeno (il suo ultimo libro, L’incanto del pesce luna, è in cinquina al premio Campiello) e Davide Sisto, filosofo all’università di Torino, autore del libro La morte si fa social.

Zeno: Da dove partiamo?

Sisto: Magari da quello che è successo negli ultimi mesi. Da ciò che hai potuto osservare nel tuo lavoro durante il periodo dell’emergenza sanitaria da Covid-19.

Zeno: L’aspetto che mi ha colpito di più, assistendo agli eventi dalla prospettiva assolutamente anomala del mio anomalo lavoro, è stato l’effetto devastante provocato dall’impossibilità di celebrare riti di commiato.

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Vita e rivolte di John Lewis

Pubblichiamo un pezzo uscito sul Messaggero, che ringraziamo.

John Lewis non ha mai smesso di credere nel progresso, vivendo da protagonista sulla propria pelle le principali battaglie contro il razzismo e per i diritti civili che hanno segnato il Novecento americano. All’età di ottant’anni è morto, colpito da un tumore al pancreas, l’ultimo grande simbolo del Movimento per i diritti civili. Un leader longevo del quale non svanirà la memoria nella storia politica e sociale statunitense.

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La realtà è un buco nero: perché (ri)leggere Chiamate telefoniche di Roberto Bolaño

di Camilla Marchisotti Durante la quarantena nelle sue varie fasi, la sensazione è che in molti abbiano approfittato del tempo sospeso per affrontare quei libri considerati imprescindibili, ma troppo lunghi per essere digeriti in un tempo ordinario fittissimo di impegni. Tra questi, spicca 2666 di Roberto Bolaño. Recentemente, la foto della copertina coloratissima di Adelphi, […]

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Una saga invisibile. “Nozze sul Delta” di Eudora Welty

Amante di Anton Čechov, Virginia Woolf e William Faulkner, Eudora Welty è stata tra le più grandi e importanti narratrici del Novecento. Proprio con Faulkner, che era suo conterraneo (venivano entrambi del Mississippi, lui da New Albany e lei da Jacksonville), le capitò di andare a cena, salvo poi smarrire un suo biglietto scritto a matita, con cui lo scrittore – secondo un racconto che Welty avrebbe fatto nel ’72 a Linda Kuehl, che la intervistava per «The Paris Review»  – la incoraggiava a rivolgerglisi per qualunque consiglio, elogiandone il talento e probabilmente corteggiandone la bellezza non convenzionale.