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Del sé e del divenire. Svegliami a mezzanotte di Fuani Marino

Photo by Martino Pietropoli on Unsplash

Una donna seduta in una cucina, vede un sacco nero volare fuori dalla finestra. Poi sente un tonfo, un rumore sordo. Allora si affaccia e vede un corpo, schiantato al suolo.

Quel sacco nero ero io.

Inizia così, il secondo romanzo di Fuani Marino, Svegliami a mezzanotte, Einaudi. Assiste al suo suicidio come fosse uno spettatore e poi la ritroviamo, dopo una sola pagina, al centro dell’evento. Come corpo salvo: un io narrante assoluto. Ricorda tutto di quel giorno d’estate, la spinta che l’ha portata fin lì e la caduta, la vertigine.

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Sette poesie da “Hai fatto burrasca”

Pubblichiamo un estratto da “Hai fatto burrasca” di Rossano Astremo (Collettiva, 2020). di Rossano Astremo La prima immagine che ho di te è un occhio di candido smarrimento su un monitor divenuto prigione. La seconda immagine che ho di te è il tuo corpo perduto in un locale e poi il suo liquefarsi in mesi […]

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Dracula, elogio del tradimento

Quando tradire una trama significa celebrare la complessità delle storie. Un breve viaggio nell’archetipo del mostro, dal Dracula di Stoker a quello dell’omonima serie ideata da Gatiss e Moffat e ora disponibile su Netflix.  di Lorenza Ghinelli “Temi il lupo e fuggi da lui” scrisse Angela Carter in La compagnia dei lupi, “soprattutto perché il […]

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I cieli, il gioco sublime di Sandra Newman

Pubblichiamo un pezzo uscito su Robinson, che ringraziamo.

I cieli si regge su un felice paradosso: cos’è la trama di una storia se un cortocircuito spazio-temporale ne fa accelerare l’entropia? Una trama che ha alla base la teoria del caos è ancora trama?

Il congegno narrativo da cui parte il romanzo è il viaggio nel tempo: si va indietro, si agisce nel passato, si cambia il presente. La macchina del tempo, qui, è più calda del solito: Kate viaggia in sogno, e va sempre alla fine del Cinquecento. Non viaggia nel senso classico della fantascienza: lì, “La persona” in cui si incarnavaprovava paure, rancori e dispiaceri, ma anche questi erano una terra incantata di sensazioni, come una serie di colori brillanti”.

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Amarcord Fellini

Pubblichiamo, ringraziando editore e autore, un estratto da Amarcord Fellini. L’alfabeto di Federico, scritto da Oscar Iarussi e in libreria per Il Mulino. Il libro è una rievocazione alfabetica del genio di Fellini: abbiamo scelto la lettera Q, ed è il nostro omaggio nel centenario della nascita del maestro.

Un quid in Fellini? V’è «un certo che» di incantevole e pur sempre sfuggente nei suoi film, dove la felicità e l’angoscia sono le braccia di un unico amplesso. Svagato cronista come il Marcello di La dolce vita o narratore «proustiano» del tempo perduto (e perso), tuttavia Federico è – suo malgrado – l’autore italiano del secondo Novecento che forse più di chiunque ha interiorizzato, elaborato e oltrepassato il lascito delle avanguardie storiche.

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Perché leggere Anna Édes è leggere di tutti noi

di Anna Toscano

Un salto nel tempo e nello spazio per guardare dentro il cuore dell’uomo, un cuore che un secolo fa e in Ungheria sembra non molto distante dall’oggi. Il salto lo si fa grazie alla rilettura di un classico ungherese, il romanzo di Dezsó Kosztolányi dal titolo Anna Édes uscito in Ungheria nel 1926. Dezsó Kosztolányi è uno dei grandi classici della letteratura del primo Novecento ungherese, noto la grande pubblico italiano per alcuni titoli usciti per diversi editori italiani, tra i più letti Nerone con prefazione di Thomas Mann per Castelvecchi, Allodola per Sellerio e Il medico incapace per Rubbettino. È la prima edizione integrale di Anna Édes nel 2014 per Anfora Edizioni, e la seconda edizione nel 2018, che fanno finalmente conoscere ai lettori italiani questa grande opera.

Sanremo-2020-Conferenza-stampa

Quell’immagine di Sanremo è irremediabile

di Christian Raimo Il problema non sono le cose che ha detto Amadeus. Il problema è la televisione italiana, in cui la presenza femminile è praticamente sempre ancillare, in cui di questioni di genere non si parla mai, mai, in cui gli esperti, le persone autorevoli sono sempre uomini, in cui alle donne viene dato […]

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Desert Storm

Quando io e Jessica ci lasciammo, avevo vent’anni, mancavano pochi giorni a Natale, e alcune settimane dopo sarebbe iniziata la prima guerra del Golfo. La coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti stava per lanciare contro l’Iraq un’imponente operazione militare dal nome retorico e altisonante «Desert Storm», ovvero Tempesta nel Deserto. Quando ne sentii parlare per la prima volta, quel nome mi colpì immediatamente: che bisogno c’era di scatenare una tempesta in un deserto – mi dicevo – se nel deserto non ci abita nessuno? O la tempesta doveva servire piuttosto a generarlo, il deserto, sterminando ogni essere vivente che si trovasse nel luogo in cui essa si abbatteva?

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La “funzione-conversazione” e la “riserva oscura”. Due letture dei Fratelli Michelangelo

[Pubblichiamo due riflessioni, firmate dallo scrittore e critico Paolo Di Paolo e dal poeta Tommaso Lisa, intorno all’ultimo romanzo di Vanni Santoni I fratelli Michelangelo (Mondadori 2019)] * * * Non abbiate paura dei Buddenbrook di Paolo Di Paolo Non abbiate paura dei Buddenbrook. Il grande romanzo di famiglia non è mai archiviato per sempre. […]

Foto: un murales di Marco Rocchi, Giuseppe Dell'Olio, Alessio Lucchesi a Calenzano

La deriva filosofica. La festa della filosofia a Milano

Il prossimo 19 gennaio 2020, per la prima volta, si terrà in Triennale Milano la Festa della Filosofia. Un’intera giornata fatta di incontri, lezioni, laboratori, “allenamenti fisici” e mentali: in campo alcuni dei nomi più brillanti del panorama culturale italiano. Ideata da Tlon, progetto filosofico condotto da Maura Gancitano e Andrea Colamedici, la Festa della […]