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Un ragazzino che disegna, da solo: Avigdor Arikha

“Un grande maestro del Novecento”: così recita la fascetta del ponderoso volume La pittura e lo sguardo. Scritti sull’arte, pubblicato da Neri Pozza, che raccoglie integralmente le riflessioni da teorico e storico dell’arte del pittore Avigdor Arikha, nato nel 1929 e morto nel 2010, sulla cui vita, però, occorre soffermarsi.

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Cosa fare dei padri? Un Edipo contemporaneo secondo Oscar De Summa

(fonte immagine)

Oscar De Summa è uno degli autori più ispirati di questi ultimi anni. Tempo fa “Stasera sono in vena”, straordinario esorcismo teatrale attraverso il fiume in piena del racconto-confessione, ne ha consacrato le doti di monologhista. “La cerimonia”, che ha debuttato in prima assoluta al Teatro Metastasio di Prato, nello spazio del Fabbrichino, lo fa ora per i testi con più personaggi.

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Buon compleanno, Goffredo

Oggi Goffredo Fofi compie ottant’anni: tanti auguri dalla redazione di minima&moralia, con tutto l’affetto del caso. Per l’occasione, riproponiamo un suo testo tratto da Elogio della disobbedienza civile (Nottetempo). (fonte immagine)

La cultura

La cultura […] è diventata la merce fondamentale della distrazione, e chi ne vive accetta molto tranquillamente il proprio stato di sudditanza, contento che lo si lasci scrivere e fare cose inoffensive nella sostanza – le seconde perfino più delle prime, senza rapporto, si direbbe, con le idee dichiarate. Peraltro, si viene eletti e si va al governo grazie alle diverse forme di pubblicità che il potere mette in campo, e di questo noi italiani dovremmo saperne molto, reduci da trent’anni prima craxiani e poi berlusconiani – con la sinistra che è andata assumendo gli stessi modelli e di fatto si è suicidata, divenendo né più né meno che una fiacca variante della destra.

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Humboldt e l’invenzione della natura

Questo pezzo è uscito su Pagina 99, che ringraziamo.

di Eleonora Marangoni

Tutte le lingue nascondono parole intraducibili di incomparabile bellezza, e il tedesco ne possiede una di grande minuzia e portata universale. La parola è Fernweh e significa, letteralmente, “nostalgia di posti lontani in cui non siamo mai stati”. Pare sia stata coniata attorno al 1835 dal principe e paesaggista tedesco Hermann Pückler-Muskau, e alzi la mano chi non ne è mai stato affetto.

Festival delle Letterature i finalisti del Premio Strega

Dal problema del male alla questione della punteggiatura. Una veramente lunghissima intervista a Walter Siti.

Di Christian Raimo Allora, scusami c’è del rumore, perché sta arrivando il monsone qui a Roma. Sento un bambino. No, è una povera gatta che ha paura dei tuoni. Io partirei più che da una domanda, da una meta-domanda. Questa sarà l’ennesima intervista che subisci prima dello Strega, dopo lo Strega. Ti chiedevo se non […]

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Il terzo spazio. Intervista a Yanis Varoufakis

Questo pezzo è uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

ATENE. Il palazzo in cui oggi abita Yanis Varoufakis è il classico condominio anni Settanta di Atene. Citofoni sbrindellati su una strada poco lontana dal centro. Luci fioche per le scale. Dietro la porta d’ingresso, un bel salone zeppo di libri e un balconcino sulla via nel traffico. Niente a che vedere con quel che di lui hanno polemicamente raccontato. Del resto, ora l’uomo odiato dai tecnocrati d’Europa in Grecia passa solo poco del suo tempo. Insieme, fra gli altri, a Ken Loach e Noam Chomsky, ha appena lanciato il primo tentativo di costruire un movimento transnazionale che possa calamitare forze per arrivare alle prossime elezioni europee. Del programma di riforme da attuare già oggi, senza trasformare i trattati europei, si può leggere ogni dettaglio nel libro che l’ex Ministro delle Finanze greco ha appena scritto assieme a Lorenzo Marsili, cofondatore di DiEM25, Democracy in Europe Movement 2025.

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La fine dei vandalismi: la storia minima di Tom Drury

Questo pezzo è uscito su Robinson, l’inserto culturale di Repubblica, che ringraziamo.

Negli Stati Uniti la parola «contea» descrive tanto un territorio concreto quanto un livello amministrativo intermedio tra lo Stato e i comuni. La contea è però anche un contesto narrativo. Che coincida con un luogo reale o del tutto immaginario, quella nordamericana – dalla Madison County di Robert James Waller (e poi di Clint Eastwood) all’eternamente impronunciabile Yoknapatawpha di William Faulkner (e volendo potremmo annettere anche la Winesburg di Sherwood Anderson e la Spoon River di Edgar Lee Masters) – è uno spaziotempo concluso e insieme poroso, una regione drammaturgica che assorbe materiali da ciò che la circonda rielaborandoli in chiave letteraria.

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Provare a capirci qualcosa sulla sinistra e dintorni in Italia a partire dai programmi

di Christian Raimo All’inizio dell’attuale legislatura, nel 2013, le coalizioni entrate in parlamento erano solo quattro: Italia Bene comune, Il popolo delle libertà, Scelta civica e Movimento Cinquestelle. La soglia al 4 per cento aveva escluso la Rivoluzione civile di Salvatore Ingroia e Fare per fermare il declino di Oscar Giannino. (Ingroia e Giannino, già). […]

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Il Brady a Parigi, il cinema dei dannati

C’è un’umanità scalcagnata e fiera che si raduna al Brady, nel X arrondissement, a Parigi, dove basta cambiare viale per ritrovarsi in un’altra fetta di mondo; di lì gli afghani e di qua i camerunensi, i buttadentro africani per i tanti parrucchieri in zona: più sotto gli indiani e poi botteghe di ogni sorta. Il Brady è un cinema; è un cineclub di quartiere, a modo suo d’essai.

Una sala che proietta “i bassifondi della cinematografia mondiale”, di proprietà di Jean-Pierre Mocky, eroe dalla filmografia anarcoide, già esponente della Novelle vague, un James Incandenza senza l’ossessione per le lenti ottiche ma ugualmente capace di sfornare tre pellicole all’anno, un artista pazzo per il cinema. Tant’è che dopo aver acquistato il Brady, ha pensato bene di aggiungerci una sala per far proiettare solo i suoi film.

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I quaderni giapponesi di Igort

Pubblichiamo un estratto dal testo introduttivo per la mostra su Igort che si è tenuta a Torino nei giorni scorsi, in occasione della ventunesima edizione di Cartoons on the Bay (fonte immagine).

Tra tutte le opere di Igort, per alcuni versi i Quaderni Giapponesi potrebbe essere definita quella dal fascino più peculiare e ipnotico.
Ciò che colpisce della narrazione non è soltanto il dono di racconti preziosi, aneddoti illuminanti, una serie di “incontri con uomini straordinari”, come direbbe Gurdjieff: incontri sia fisici, come con Tanaka e Miyazaki, che interiori, come con Mishima, Hokusai e Tanizaki.