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Le troiane
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di Valeria Parrella È la seconda volta in pochi giorni che il ministro dell’interno di uno Stato democratico si libera della responsabilità di governare degli esseri umani. Nella vicenda Aquarius si è delegittimato della responsabilità di salvare delle vite umane: di accoglierle per poter poi decidere del loro bene. Nel caso di Saviano si è delegittimato della responsabilità di difendere un... (Continua a leggere)

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La festa nera

Pubblichiamo un estratto dal nuovo romanzo di Violetta Bellocchio, La festa nera, uscito per Chiarelettere: ringraziamo editore e autrice.

di Violetta Bellocchio

Le immagini hanno tutto il potere. Niente voce fuori campo all’inizio. Punta la telecamera su una persona, non ti muovere, e stai tranquillo che presto o tardi ti racconta cose che non avrebbe mai pensato di dire a voce alta. Non esistono domande stupide. Lascia respirare le immagini. Rispetta lo spazio vuoto tra una parola e l’altra, perché tre secondi di silenzio, quando li metti su uno schermo, possono portare molto lontano. Tieni la batteria carica. Tieni la testa alta. Non chiudere gli occhi davanti a niente. Nessuna vita è bella come sembra, nessuna vita è brutta come sembra: c’è una crepa in ogni singola cosa. Cercala, infilaci due dita e guarda la luce che entra. Segui quella luce fino a quando non senti di aver toccato il fondo.

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Scrivere di cinema: “La terra dell’abbastanza”

di Lorenzo Ciofani

Titolo sarcastico in cui sembrano convergere l’atavico cinismo romano e un disincanto che confina col pessimismo, La terra dell’abbastanza ha un titolo che riecheggia La terra dell’abbondanza di Wim Wenders, che a sua volta citava una struggente canzone di Leonard Cohen. L’assonanza suggerisce una suggestione che permette di contestualizzare l’esordio dei fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo in un filone effettivamente abbondante: la narrazione contemporanea della periferia romana, «dove vivere è un terno alla lotteria», come dice il re dei Sorcini in un brano che sostituisce il campanello dell’appartamento di Paola Cortellesi nel quartiere di Bastogi in Come un gatto in tangenziale.

Malgrado le apparenze possano far pensare che si tende alla ripetizione di una serie di cliché, in realtà i film di quest’ondata borgatara compongono il mosaico ben più complesso di un mondo frettolosamente etichettato.

dunkirk

I morti in mare, la logica di destra da illecito di pericolo, le contraddizioni di Salvini , il silenzio di Conte

di Marco Mantello Oggi le politiche di destra di mezza Europa mirano anche a questo: fondare e potenziare una società di diritto penale, in base alla massima estensione possibile di illeciti di pericolo. La logica è: si punisce o si sottopone a controllo di polizia qualcuno per il fatto che aumenta il rischio di una […]

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Dall’ fort’: il Medimex 2018 a Taranto

Un reportage “grunge” dal Medimex 2018 di Taranto, con un occhio di riguardo per i concerti di Kraftwerk e Placebo e per la mostra “Kurt Cobain e il grunge: storia di una rivoluzione” dei fotografi Charles Peterson e Michael Lavine.

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I cani romantici sulla strada di Roberto Bolaño

In Chiamate telefoniche (Adelphi, traduzione di Barbara Bertoni), Roberto Bolaño apre il racconto dedicato a Enrique Vila-Matas così: «Un poeta può sopportare di tutto. Il che equivale a dire che un uomo può sopportare di tutto. Ma non è vero: sono poche le cose che un uomo può sopportare. Sopportare veramente. Un poeta, invece, può sopportare di tutto. Siamo cresciuti con questa convinzione. Il primo enunciato è vero, ma conduce alla rovina, alla follia, alla morte.»; è una delle frasi di Bolaño a cui sono più affezionato, l’ho imparata a memoria, naturalmente, ma non è questo il motivo per cui ci sono affezionato, il motivo è un altro ed è più importante.

Fortebraccio

Quello che è andato in scena alla Primavera dei teatri di Castrovillari

Castrovillari. A chiusura dell’incontro di presentazione di «Ivrea 50», il libro edito da Akropolis che raccoglie riflessioni e materiali scaturite attorno dell’incontro che ha commemorato i cinquant’anni dello storico convegno di Ivrea sul nuovo teatro del 1967, Marco De Marinis – curatore del libro – ha sottolineato che oggi sempre di più la differenza nelle arti sceniche sarà tra intrattenimento, inteso come forma di consumo culturale o meno che sia, e teatro, inteso come forma di comunità. Il distinguo ricorda da vicino quello tra “spettacolo che intrattiene” e “teatro che trattiene” di uno dei grandi pensatori teatrali del nostro tempo, il maestro Morg’hantieff, il cui provvido pensiero è stato raccolto di un prezioso libriccino dalle Edizioni dell’Asino.

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“Notturno salentino”: un estratto

Pubblichiamo un estratto da Notturno salentino, l’ultimo romanzo di Federica De Paolis pubblicato da Mondadori.

di Federica De Paolis

11.

«Dove vai, mamma?» chiese Marta.
«In una città qui vicino che si chiama Lecce.» Le tolsi la molletta, stirai i capelli con il palmo della mano e gliela rinfilai.
«Ma Miriam viene con te…»
«Sì…»
«Perché?»
«Perché deve andare dalla sua mamma.»
«Non sei tu ora la sua mamma?»
«Solo un po’… Lei ha una mamma tutta sua…»
«E io? Io no?»
«Certo che sì… io chi sono?»
«Ma tu non sei solo mia, tu sei anche la mamma di Tito e un po’ anche di lei, tu sei di tutti…»
«Concordo» disse Boris, che si stava infilando le sue Vans rosse. «Sei un po’ un tegame…» E rise da solo.
“Tegame”. Me lo aveva insegnato lui: era l’equivalente lucchese di puttana, mignotta, un sostantivo vernacolare ironico e caldo.
«Che vuol dire tegame, mamma?» Marta faceva la lagna, parlava strascicando le parole.

livorno

Della giovinezza sul mare di Livorno

di Gennaro Rega

In un recente incontro pubblico con lo scrittore romano Paolo Di Paolo, si osservò che il titolo del suo ultimo romanzo costituiva un perfetto endecasillabo (U/na/ sto/ria/ qua/si/ so/lo/ d’a/mo/re/). Dichiarata la involontarietà della scelta, egli, però, aggiunse che era in sintonia con il tema dell’autenticità che il libro voleva evidenziare, perché la poesia deve suonare autentica per essere apprezzata.

la ragazza con la leica

Dallo spirito del tempo alla biografia: Gerda Taro raccontata da Helena Janeczek

Prosegue la rubrica a cura di Luca Romano in cui l’autore recupera e approfondisce libri che abbiano almeno tre mesi di vita. Stavolta è il turno di “La ragazza con la Leica” (Guanda) di Helena Janeczek.

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E pluribus unum: la lezione di Javier Cercas sull’Europa

L’Europa. Molti mesi fa, tramite l’editore Guanda, abbiamo invitato Javier Cercas ad aprire la XXXI edizione del Salone del Libro di Torino con una lectio sull’Europa. Cercas ha accettato l’invito e ha letto il suo intervento lo scorso 10 maggio, davanti a diverse centinaia di persone, tra cui i presidenti di Senato e Camera. Poiché il discorso pubblico […]