marco-lopez-qK6HAkB91Yc-unsplash

Il Volontario di Salvatore Scibona, dal Vietnam alla ricerca di un’identità impossibile

Photo by Marco López on Unsplash

Sabato pomeriggio Salvatore Scibona sarà a Più Libri Più Liberi (ore 18,30, sala Antares), per raccontare il suo ultimo romanzo Il Volontario, uscito in Italia per 66thand2nd nella traduzione di Michele Martino.

Vollie Frade è un uomo da metamorfosi interiori, da molte vite nella stessa vita. Cresciuto nell’America rurale, di punto in bianco decide di arruolarsi nel corpo dei marines, ancora minorenne. C’è il Vietnam che infuria dall’altra parte dell’Oceano, e all’inquieto Vollie sembra l’occasione giusta per imboccare la sua strada.

mat (1)

Storie di fragilità da un mondo estinto: “Materia” di Jacopo La Forgia

di Marco Renzi

Negli ultimi anni siamo stati sommersi dalle distopie: forse perché il pessimismo e il senso della fine non sono mai stati diffusi come adesso, o perché siamo giunti a un punto di totale saturazione per quanto riguarda le tecnologie, delle quali la fantascienza ha sempre posto in evidenza i risvolti più catastrofici.

Insomma, dando una scorsa veloce a libri, fumetti, film e serie tv, notiamo quanto questo tipo di narrazione abbia oggi attecchito e proliferato, e vien da pensare che un eccesso di distopia nel nostro presente possa alla lunga inflazionarsi agli occhi del lettore (o spettatore, negli altri casi).

Dopo mezzanotte: un estratto

Pubblichiamo un estratto dal romanzo di Irmgard Keun Dopo Mezzanotte, in libreria per L’Orma con la traduzione di Eleonora Tomassini.

di Irmgard Keun

A volte apri una busta e ne salta fuori qualcosa che ti morde o ti punge, anche se non è un animaletto. Oggi è arrivata una lettera del genere da Franz. «Cara Sanna,» mi scrive «vorrei rivederti, perciò magari ti vengo a trovare. Per molto tempo non ho potuto scriverti, ma ho pensato spesso a te, di sicuro lo sai, devi averlo sentito. Spero che tu stia bene. Ti abbraccio, mia dolce Sanna. Il tuo Franz.»

Cos’è successo a Franz? È malato? Forse sarei dovuta salire subito su un treno e andare da lui a Colonia. Non l’ho fatto. Ho ripiegato il foglio e me lo sono nascosto nella scollatura, e adesso è lì che mi graffia il petto.

1pdp

Essere genitori e figli: “Lontano dagli occhi” di Paolo di Paolo

Sei personaggi. Tre donne incinta agli sgoccioli di una gravidanza. Luciana, che lavora nella redazione di un giornale è innamorata dell’irlandese, sparito, forse a Dublino – subito dopo aver saputo che diventerà padre. Valentina, adolescente, inchiodata ad un banco di scuola rifiuta Ermes che l’ha messa incinta; Ermes giovanissimo che non sa dove mettere le mani, e le famiglie dietro, come un muro di ostinata negazione.

E infine Cecilia, che vive tra la strada e una casa occupata, che gironzala con il suo cane Giobbe: testimone silenzioso, ombra, compagno di vita, alla quale la ragazza si affida come fosse lui, un padre. Lei aspetta il figlio di Gaetano, il più “disponibile” dei padri di questa storia, con il quale però manca l’affinità. L’amore non è una faccenda scontata.

11042032-0-image-a-41_1552665204992

La rider di organi

di Giada Ceri E allora finalmente ho capito. Mi piacerebbe poter iniziare o finire così, ma il fatto è che da capire non c’era nulla, non alla fine e nemmeno al principio, nulla da scomporre, analizzare, ricomporre ed elaborare. C’era soltanto da fare, parecchio e tutto insieme, mentre noi eravamo pochi, pochissimi, un manipolo insufficiente […]

1ae

Annie Ernaux. Un memoir e un saggio

(fonte immagine)

“Ho scritto a P. che ero incinta e non volevo tenerlo. Ci eravamo salutati incerti sul seguito del nostro rapporto e provavo una certa soddisfazione nel turbare la sua indifferenza, anche se non mi facevo nessuna illusione sul profondo sollievo che gli avrebbe arrecato la mia scelta di abortire. Una settimana dopo, Kennedy è stato assassinato a Dallas. Non era già più qualcosa che mi poteva interessare.”

Qualche anno fa ho scritto un pezzo “Fotografie di Ernaux”, credendo (ingenuamente, lo ammetto) di aver esaurito il discorso su di lei, averlo esaurito per quello che riguarda l’aspetto critico, non certo dal punto di vista del lettore, non pensavo allora e non penso oggi di poter smettere di leggerla. Sono stato ingenuo perché è evidente che la scrittura di Ernaux si rinnova di volta in volta e mai esaurisce l’elemento biografico, il racconto della memoria, il suo trasferimento dentro un diario collettivo in cui ci si può specchiare, spaventarsi, commuoversi, fare i conti con il tempo che ci riguarda, con quello che ci è capitato o che abbiamo scampato, imparato, conservato, dimenticato.

stereolab

L’universo alternativo degli Stereolab

Alla fine del secondo conflitto mondiale le due principali potenze vincitrici, USA e URSS, valutarono l’ipotesi di dividere il continente europeo in due blocchi contrapposti, che avrebbero seguito modelli politici, sociali ed economici del tutto antitetici. Videro però che non aveva senso e decisero che no, non ci sarebbero stati un blocco capitalista e uno […]

1pz

L’invenzione degli animali. Intervista a Paolo Zardi

di Valentina Berengo

Paolo Zardi è uno sperimentatore. Scrittore impeccabile di racconti di solito piuttosto duri (l’ultima raccolta, La gente non esiste,uscita prima dell’estate per Neo Edizioni, è però più accogliente), ritorna periodicamente al romanzo, indugiando, nei suoi lavori meglio riusciti, su storie che si svolgono in un futuro prossimo senza essere per questo necessariamente distopiche. Il più noto è XXI secolo (Neo Edizioni, 2015, in dozzina allo Strega) mentre ora è da poco uscito per Chiarelettere L’invenzione degli animali, ambientato nel 2035.

1_Have A Nice Life

Una nuova sottocultura?

Please please please Release me HAVE A NICE LIFE, DEATHCONSCIOUSNESS (2008)   L’8 novembre scorso è uscito finalmente Sea of Worry, il nuovo album degli Have A Nice Life. Sono circa due anni che seguo questo gruppo. Lentamente, mi sono reso conto che attorno a loro e alla casa discografica The Flenser si è raccolta, […]

31c4ad59-f53c-4ac0-901f-676bf9dbf9a7_xl

L’incredibile legittimazione di Ernesto Galli della Loggia nel dibattito sulla scuola

di Christian Raimo E così il cerchio si chiude. Ernesto Galli della Loggia riceve dalla rivista Gli Asini, diretta da Goffredo Fofi, dove la questione dell’educazione democratica è – anche ovviamente – un caposaldo della linea editoriale, una recensione encomiastica del suo libro L’aula vuota da parte di Piergiorgio Giacché, saggista autorevole, ma che di […]