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Il giorno in cui Roberto Bolaño non incontrò Bernardo Bertolucci

Questo articolo è uscito su La Repubblica, che ringraziamo. di Nicola Lagioia Bernardo Bertolucci amava molto Roberto Bolaño. Ricordo, durante l’ultimo anno di vita del regista, delle lunghe chiacchierate sullo scrittore cileno. Bertolucci considerava giustamente I detective selvaggi tra le più grandi opere letterarie dell’ultimo quarto di secolo, e trovava formidabili i racconti di Chiamate […]

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Le vie dei canti a Napoli

La casa della famiglia di origine di Pino Daniele a Napoli in via san Giovanni Maggiore Pignatelli andrà all’asta a fine gennaio. Questa è la denuncia partita da un gruppo facebook che si batte contro la turistificazione del centro storico partenopeo, aggredito da speculazioni edilizie che ne calpestano la storia e ne snaturano la fisionomia […]

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Le lezioni di felicità di Ilaria Gaspari

Se entrate in libreria Lezioni di felicità (Einaudi) di Ilaria Gaspari, lo troverete nel settore di Filosofia, però potrebbe star bene anche nella narrativa italiana. Proverò quindi a parlarne come se fosse un romanzo, e dunque mi viene naturale accennare alla “trama”. La protagonista è stata appena mollata dal fidanzato, soffre per l’improvvisa mancanza e […]

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Per un pugno di cioccolata e altri specchi rotti. La letteratura testimoniale di Helga Schneider

Immagina una bicicletta rossa, Hannelore, quando, al compimento dei 13 anni, suo padre le annuncia che è arrivato il momento di mostrarsi una fedele cittadina del Reich e contribuire a scovare gli ebrei per denunciarli, promettendole un regalo in cambio. Per la festa nazionale non ci si può esimere dall’esporre la bandiera germanica ma c’è chi, come Herr Kollner, decide di ignorare l’ordinanza nonostante le minacce del responsabile del caseggiato.

Solo davanti a Hannelore, che gli ricorderà i suoi doveri di cittadino, l’uomo, amareggiato e rabbioso per il modo in cui quell’adesione a una dittatura criminale si era innestata persino nelle menti dei bambini, le sferra uno schiaffo rivelandole di essere un ebreo, sperando così di risvegliarla da quel torpore. Il giorno dopo, al ritorno dalla scuola, Hannelore trova la sua bicicletta rossa ad attenderla, con cui prende a girare davanti al palazzo per suscitare le invidie dei suoi coetanei.

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A ciascuno la sua croce. Dio è donna e si chiama Petrunya, il film manifesto di Teona Strugar Mitevska

Comincia così, con un piatto e un sandwich che la mano di una madre infila sotto le coperte. Avvolta dentro un bozzolo letto c’è la figlia trentaduenne che è ora che si svegli. Ha studiato, è laureata, non ha un lavoro, lo cerca, ma la città non sembra accorgersi di lei. È una donna, non è più giovanissima. È grassa.

Il film di Teona Strugar Mitevska non lascia scampo, non cede a retoriche vittimistiche, non denuncia, non impreca. Racconta il risveglio di una donna che agisce come un animale. È quello che dice lei, ripensandosi, un animale. Niente coraggio, niente consapevolezza, niente politica. Il suo gesto è istintivo. Mentre si celebra una cerimonia religiosa un prete getta nel fiume una piccola croce. La caccia alla croce è riservata agli uomini.

I promessi sposini, Fulvio Abbate

L’amour fou dei promessi sposini

Esiste un mondo parallelo popolato da personaggi improbabili, pappagalli e coleotteri, rinoceronti volanti e dagli imperdibili amici della bella gente, un mondo privo di realtà ma che della realtà prende forma mostrandone l’assurdità e l’ultimo angolo di luce possibile. I promessi sposini (La Nave di Teseo) è quello che si potrebbe definire un racconto morale, […]

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Hong Kong, la prima rivolta contro il capitalismo della sorveglianza

Pubblichiamo un articolo apparso su Sinosfere, che ringraziamo. di Simone Pieranni L’intervento di Fabio Lanza su Sinosfere su quanto sta accadendo a Hong Kong dal giugno scorso, ha il grande merito di allargare il campo: al di là dei limiti che da sinistra si segnalano su alcune caratteristiche della protesta – ripiegamento sul localismo, richiesta di aiuto a Washington e […]

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Feinde. Nemici: su “Ebraismo e modernità” di Hannah Arendt

Una breve riflessione sul sionismo e i nazionalismi europei partendo dagli scritti di Hannah Arendt su “Ebraismo e modernità” e dalle sue interpretazioni del pensiero di T. Herzl. di Marco Mantello Un tema difficile, quello dei nazionalismi europei del XIX secolo, nello specchio dei saggi di Hannah Arendt sul sionismo a fine seconda guerra mondiale, […]

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Brevi appunti sul mercato dell’attenzione

di Christian Raimo La proporzione tra uffici stampa e giornalisti vent’anni fa era uno a sette. Oggi è quattro a uno. Nel mondo culturale ci sono molti uffici stampa che hanno una preparazione infinitamente più alta dei giornalisti, spesso perché vengono pagati meglio, spesso perché vengono pagati. Molte persone che conosco fanno entrambi i mestieri, […]

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Nelle pianure di Gerald Murnane

Photo by Ján Jakub Naništa on Unsplash

“Vent’anni or sono, quando vidi le pianure per la prima volta, lo feci con gli occhi bene aperti. Cercavo, in quel paesaggio, qualcosa che sembrasse accennare a un significato complesso, oltre le apparenze.”

Tutto quello che abbiamo visto guardando dal finestrino di un treno; la distesa – una volta d’erba, l’altra di grano – senza fine. Lo sguardo a perdita d’occhio, l’orizzonte basso, sempre più basso. Una serie infinita di parcheggi vuoti, la campagna interrotta ogni tanto dalle case, un trattore, l’insegna di un centro commerciale piazzata in mezzo al nulla. Non una collina, non una montagna. Qualche volta un fiume, stelle basse che si posano tra gli alberi, la nebbia che sale fino a confonderci, a fondere ogni cosa, a prendere parte anch’essa allo spettacolo unico che offre la pianura.