1ket

Ketama126: «Il capitalismo è un amante crudele»

di Simone Tribuzio (fonte immagine)

Venerdì 18 ottobre (notte): torno da un’avvicente serie di partite a Taboo; l’unico pensiero fisso da mezzanotte in avanti è dotarsi di auricolari per poter finalmente ascoltare Kety.

Per chi scrive non è stato facile attendere il ritorno di Ketama126: uno degli artisti più quotati della scena trap, ma anche rap considerandone il background musicale e quello che ne rappresenta con il collettivo trasteverino CXXVI.

Kety è la quarta fatica discografica di Ketama126, che giunge grazie alla sua firma con Sony Music; prima major in carriera che decide di investire in un progetto dopo l’album culto Rehab. Il disco ragiona su più suoni e collaborazioni (producer compresi), ma dai testi riaffiorano più parole tabù, di cui la major non sembra affatto preoccuparsi; ma che sostiene l’artista romano d’adozione (nato a Latina) in quello che è il progetto più corale.

coover - distruttore

Robert Coover, il distruttore di mondi

Pubblichiamo l’introduzione a “La babysitter e altre storie” di Robert Coover, raccolta di trenta racconti (tradotti da trenta traduttori italiani), pubblicata da NN Editore, che ringraziamo. di Luca Pantarotto Nel 2011 il Guardian commissiona a Hari Kunzru un lungo pezzo critico su Robert Coover. Malgrado i suoi quasi cinquant’anni di carriera (il suo primo romanzo, […]

IMG_6427

Philppe Parreno: un panorama sospeso

di Leonardo Merlini

La dodicesima edizione del festival Lo schermo dell’arte di Firenze, uno degli appuntamenti imperdibili per chi si interessa al modo in cui gli artisti di oggi pensano e utilizzano le immagini in movimento, si è aperta con la prima italiana di No More Reality Whereabouts, un nuovo progetto filmico dell’artista francese Philippe Parreno, che nasce dalla riproposizione di varie sue opere precedenti, rimontate insieme per creare una narrazione unica.

Narrazione che prende senso, come lavoro organico, grazie alla presenza sul palco del cinema La Compagnia, storica sede del festival, di un burattinaio indonesiano, chiamato a essere, fisicamente, con una vera e propria performance orale, colui che offre il quadro complessivo, colui che svela i fili che muovono l’idea della storia e i suoi personaggi, che poi nei fatti sono i film precedenti di Parreno, alcuni assolutamente memorabili, come Marilyn del 2012 oppure Invisible Boy del 2010.

One More Jump (1)

Il parkour dei ragazzi di Gaza: One More Jump di Emanuele Gerosa

«Guarda il mare» dice in arabo la voce di un ragazzo fuori campo. «La vedi quella linea? Quella linea è il mio sogno». «Oltre quella linea c’è l’Europa». «E pensi che ci arriverai?». «Sicuro. Ho sentito tante di quelle storie su di lei che ormai mi sembra di conoscerla già».

Sono in tre, seduti sotto un ombrellone malconcio su una spiaggia deserta, verso sera. Il più grande, ventotto, ventinove anni, si chiama Jehad. La macchina da presa indugia sul suo viso irrequieto, intento a frugare l’orizzonte per afferrare qualcosa dentro di sé. «Uhm, è difficile…» commenta.

Endimione, o dell’osservare dormienti

di Simone di Biasio

Nel maggio del 1819 Antonio Canova è a Roma, vive in via delle Colonnette e ha già scolpito opere destinate a renderlo immortale: “Amore e Psiche” e la “Maddalena penitente”, su tutte. Il Duca di Devonshire William Cavendish gli ordina una scultura, ma non predilige alcun soggetto specifico: piena libertà espressiva. La leggenda vuole che, nella sua casa studio, Canova amasse far entrare ospiti soprattutto al calar del sole, quando per accendere il bianco dei marmi bastava la fiammella di una candela, che anzi esaltava le linee, le forme, le curve, in quel contrasto di poca luce scolpita nel grande buio.

g8genova

Grifonville, un racconto di Marco Mantello

Un racconto sul G8 di Genova uscito nel 2003 sul numero 25 di Nuovi Argomenti.  **** Grifonville di Marco Mantello Per Romano e Daniél, testimoni di Genova.     1.Sembra proprio una forma di amore ripensare il lungomare come fosse una prigione di parole. Chi si aspetta che qui si diventi qualche cosa da mettere […]

rc

La ricerca della luce: “Il libro di tutti i libri” di Roberto Calasso

(fonte immagine)

«Così, libro dopo libro, il libro di tutti i libri potrebbe mostrarci che ci è stato dato perché tentiamo di entrarvi come in un secondo mondo e lì ci smarriamo, ci illuminiamo e ci perfezioniamo»: questa citazione di Goethe, scelta da Roberto Calasso come esergo e titolo del suo ultimo libro, Il libro di tutti i libri appunto, riassume il modo in cui lo scrittore ed editore di Adelphi approccia i testi dell’Antico Testamento che sono il cuore di questa suo nuovo lavoro.

Alla maniera di Goethe, negli undici capitoli che compongono questo libro Calasso si fa guidare dalla Parola, misterica e complessa, fino quasi a perdere l’orientamento: ma proprio in quel preciso momento l’autore sembra trovare l’illuminazione di cui parla lo scrittore tedesco, la linfa per poter procedere fino all’illuminazione successiva in un virtuoso e continuo percorso interpretativo.

1set

“L’estate del ’78”, il romanzo di una vita: intervista a Roberto Alajmo

di Eugenio Giannetta

(fonte immagine)

Un incontro tra un figlio e una madre. Un saluto, un addio senza saperlo. «Cos’abbia fatto lei, nei tre mesi successivi, ancora oggi non lo so. È oggetto della presente indagine». Una frase da L’estate del ’78 (Sellerio). Come sia nato il libro che racconta questa storia, invece, è oggetto di un’intervista all’autore, Roberto Alajmo, giornalista e scrittore, in occasione dell’ultima edizione del Premio Lattes Grinzane, dov’era tra i cinque finalisti (il premio è andato ad Alessandro Perissinotto, con Il silenzio della collina, uscito per Mondadori, ndr), con questa motivazione della giuria: «Ne l’estate del ’78 di Roberto Alajmo, il commiato della madre assume la forma della gioia irrecuperabile, l’ultimo incontro, in cui l’autore vive senza saperlo l’istantaneità della felicità, prima dell’assenza della madre, che scompare per non pesare della sua malattia sull’estate del figlio, dopo la conquistata maturità. Nell’indagine sulla madre lo scrittore ricostruisce, seguendo tracce fotografiche, il tempo del “privato dolore e del pubblico silenzio” di una donna moderna non convenzionale, che “voleva afferrare il mondo ma il mondo le scappava di mano”.

Psycho-Analisi

Pubblicato per gentile concessione dell’autrice e Bookforum, dove è stato originariamente pubblicato. Traduzione e cura di Vincenzo Latronico. Le citazioni dal libro sono nella versione italiana a cura di Giuseppe Culicchia.

di Andrea Long Chu

“Non ho mai preteso di essere un esperto di millennial,” scrive Bret Easton Ellis verso la metà di Bianco, e il lettore vorrebbe disperatamente che ciò fosse vero. Ellis deve la propria fama soprattutto ad American Psycho, uscito nel 1991, un romanzo di culto su un serial killer di Wall Street ossessionato dalla propria immagine, uno speculatore psicotico di nome Patrick Bateman; nell’adattamento cinematografico è stato interpretato da Christian Bale.

proust

Gli amori segreti di Marcel Proust

Il vento attraversa le nostre anime (Mondadori) di Lorenza Foschini penetra con rispetto e venerazione nella vita privata di Marcel Proust, rivelandone i lati più oscuri e intimi. Ma prima, nella premessa al libro, l’autrice si lascia andare a un breve racconto su come e quando è scattato il suo innamoramento per la Recherche. “Era […]