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Gli universi di Ursula Le Guin

Ricordiamo Ursula Le Guin, scomparsa pochi giorni fa, con un pezzo uscito sul Foglio, che ringraziamo (fonte immagine).

di Edoardo Rialti

Non aveva risparmiato una stoccata quando, insignita del National Book Award 2014, aveva voluto “condividerlo anche con tutti gli scrittori che sono stati esclusi dalla letteratura per così tanto tempo, i miei colleghi autori di fantasy e fantascienza, scrittori dell’immaginario che negli ultimi 50 anni hanno visto tutti migliori riconoscimenti andare ai cosiddetti realisti”.

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1965. Una nota su Jackson Frank e la parola “Outsider”

Una riflessione sulla figura retorica dell`Outsider e sulla vita e la musica di Jackson Frank

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L’età adulta è l’inferno

Pubblichiamo, ringraziando l’editore, un estratto da Lovecraft – L’età adulta e l’inferno, uscito per L’Orma. E segnaliamo per l’occasione l’evento San Valentino per t(r)e, presso il Circolo dei lettori di Torino, che vedrà a partire dalle 19 interventi della poetessa Francesca Genti, di Elena Varvello e Marco Peano; le musiche sono affidate a Jet Set Roger, che proprio a Lovecraft ha dedicato un album.

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Il 3 marzo 1924, nella cappella di St Paul a Manhattan, Howard Phillips Lovecraft e Sonia Haft Greene si unirono in matrimonio.

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Principe Libero – Raccontare bene Fabrizio De André

di Giulia Cavaliere

Prima regola tacita del giornalista musicale della mia generazione: di Fabrizio De André non si scrive. Lo si ascolta, lo si racconta e commenta tra amici, su un divano, attorno a un tavolo, davanti a un giradischi ma di lui non si scrive, lui non si omaggia, non gli si dedicano pezzi brevi, articoli ‘i migliori dischi di’, long form esegetici: niente.

Il motivo è molto semplice: De André è un gigante ed è, piuttosto evidentemente, materia viva, incandescente, alta, difficile da maneggiare; il suo nome, il suo approccio all’arte e la sua scrittura necessitano di studio, analisi rigorosa, un modo di operare con la cultura completamente distante dalla ruminante velocissima creazione di contenuti richiesta oggi.

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Fabrizio e Luigi

Ricordando che questa sera e domani verrà trasmessa su Raiuno la miniserie Fabrizio De André – Principe libero, dedichiamo questa giornata a De André.

Uno era straordinariamente epico, con punte alla Chanson de Roland, l’altro sommessamente lirico. Uno giocava con le parole, fino a renderle più raffinate di quelle che erano, l’altro, forse per timore, quasi le nascondeva, consapevole che si possono raccontare gli amori del mondo anche per sottrazione. Uno era un ombroso borghese con il montgomery diventato presto un solitario anarchico, alla Brassens più che alla Bakunin, l’altro un sognatore anticonformista riduttivamente etichettato come comunista. Uno si ispirava ad un certo tipo di sonorità francese, che qualcuno allora aveva chiamato esistenzialista, l’altro era affascinato dal cool jazz e passava gran parte del suo tempo ad ascoltare Route 66 di Nat King Cole, che poi rifaceva splendidamente.

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Vladimiro (da “Talenti”, anno 2004)

di Marco Mantello Udine, 15 gennaio Caro nonno, Questa è la storia di come ho iniziato a parlare da solo. E non è colpa mia se ho avuto una vita ottocentesca, tu che mi cresci da quando ho tre anni, perché i miei sono morti per darmi alla luce. Nella culla abbandonata c’era pure il […]

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Le lezioni americane di Calvino, trent’anni dopo

Questo pezzo è uscito in forma ridotta sul Venerdì di Repubblica, che ringraziamo.

Negli ultimi mesi, poco prima della morte, Calvino ricominciò a riempire i libri di postille e note a margine. Lo aveva fatto da ragazzino, affiancando ai commenti disegni ironici. Poi da adolescente, con più pudore e consapevolezza. Aveva smesso, chissà perché, nel 1944. Per quarant’anni, gli innumerevoli libri delle sue biblioteche riportano a matita, rigorosamente in apertura, le pagine che il lettore onnivoro elegge come sue favorite o decisive per l’interpretazione del testo.

Nel 1984 però la mano di Calvino torna a segnare i suoi volumi, cercando rapporti fra i libri che rilegge e le opere che investiga pur di trovare la strada di cui ha bisogno. Il bisogno contingente è rappresentato dalle lezioni che dovrà tenere nell’anno accademico 85-86 a Harvard.

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Cent’anni, ieri: Hochet e la donna eterna

(Photo by Oscar Keys on Unsplash)

La carriera che la parigina Stéphanie Hochet, quarantatreenne,ha alle proprie spalle è lunga, determinata dalla precocità dell’esordio letterario e caratterizzata da una decisa preferenza per il romanzo, in particolare per quello breve, di poco superiore alle cento pagine: Un romanzo inglese, ottimamente tradotto da Roberto Lana e pubblicato in patria nel 2015, esce nella collana Amazzoni, dedicata alla scrittura al femminile, per i tipi romani di Voland, editore che della stessa autrice ha negli ultimi anni dato alle stampe anche un altro romanzo, Sangue nero, oltre a quel divertente, smilzo e raffinato saggio letterario che è Elogio del gatto.

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Una Giraffa in città. Big Action Money mette in scena Tiago Rodrigues

(fonte immagine)

Tiago Rodrigues è profondamente convito del potere salvifico della parola. Lo si era capito già vedendo «By Heart», lo spettacolo performance interpretato dallo stesso drammaturgo portoghese, che ha fatto tappa in Italia nel 2016. Lo capiamo in modo ancora più convinto in questo nuovo lavoro, «Gioie e dolori nella vita delle giraffe», portato in scena a Modena e Bologna da Big Action Money, per la regia di Teodoro Bonci del Bene. Perché al centro di questo spettacolo non c’è solo una storia, ma anche un modo di raccontarla. Se Tiago Rodrigues è convinto del potere della parola, altrettanto lo è il suo teatro, tanto da costruire un piccolo mondo attraverso di essa.

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Galassia Mucca

di Giorgio Ghiotti

Mi sono trasferito a Milano da quattro mesi, e al Muccassassina manco perlomeno da settembre. Però, dopo aver letto il reportage firmato da Marco Marsullo e pubblicato da Rolling Stone (Muccassassina, il racconto del party LGBTQ più cool di Roma), sono tornato subito con la mente alle serate – meglio, alle nottate – passate al Qube in via di Portonaccio. Mi sono chiesto allora se questo di Marsullo non sia, più che un reportage, del quale non ha né l’esattezza né la complessità, un’incursione goliardica di uno che, del locale, racconta le stanze (più o meno dark), gli spettacoli per sommi capi, gli assalti etero alle fanciulle e quelli gay allo scrittore che firma il pezzo. Marsullo però specifica cordialmente: «Sempre tutto molto civile; molto più civile dell’approccio medio uomo-donna in qualsiasi locale.»