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Sulle spalle dei giganti: Kareem Abdul-Jabbar

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Nel 1971 Ferdinand Lewis Alcindor Jr., newyorchese classe 1947, cambiò il nome in Kareem Abdul-Jabbar, dopo la conversione all’Islam nel 1968, il boicottaggio dell’Olimpiade per protestare contro la discriminazione razziale negli Stati Uniti e la conquista del titolo Nba con i Milwaukee Bucks. Alcindor era il cognome dello schiavista, che portò in America e oppresse nelle piantagioni i familiari del campione.

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“Ossa di sole”. La visione di Mike McCormack

di Giorgia Tolfo

Immaginate un uomo al centro di una stanza della casa in cui ha vissuto gli ultimi venticinque anni. Immaginate che sia il 2 Novembre, il giorno della commemorazione dei morti, in un piccolo paese della contea di Mayo (Irlanda). Il rintocco della campana dell’Angelus, “tonfo sistolico” di una “parrocchia ai margini di questo mondo conosciuto”, si diffonde nell’aria, attraversando il villaggio, i campi circostanti, i boschi, e poi lentamente, ritmicamente, le stratificazioni geologiche e le ere che le hanno adagiate, unendo tra loro il presente, il qui e ora di quest’uomo, con l’origine del mondo.

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Ciao Bernardo. Bertolucci racconta la sua magnifica ossessione

Ricordiamo Bernardo Bertolucci con un’intervista raccolta da Chiara Nano per il volume Capitani Coraggiosi – Produttori Italiani 1945-1975, curato da Stefano Della Casa e uscito per Biennale Venezia Mondadori Electa nel 2003.

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Era il 2003. Incontrai Bernardo Bertolucci per la prima volta quell’anno in occasione dell’intervista qui sotto, che realizzai in forma di monologo. Fu uomo generosissimo, subito. Osservatore attento, mi sentivo scrutata a fondo. Una sensibilità ed una curiosità elevatissime che raramente mi capita d’incontrare. Lo andai a trovare nella sua casa altre due volte, nel 2007 e 2008. Quando mi ripresentai non avevo più solo la penna, ma la telecamera. Qualche anno dopo, la sua macchina da presa venne inconsapevolmente a visitare gli esterni della mia casa per il set di “Io e te”, un dolly divenuto poi la scena finale del suo ultimo film. Quella volta lo salutai con un certo imbarazzo, per quell’intimità forzata permessa solo al cinema. Dopo, incontri solo casuali –  ma quei primi tre e quel dolly finale sono stati un magnifico regalo. Grazie Bernardo.

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Dalla costruzione dell’Italsider al disastro dell’Ilva: storia di Taranto

Ripubblichiamo questo pezzo di Alessandro Leogrande per ricordare, a un anno dalla sua scomparsa, un grande giornalista e scrittore italiano. Alessandro era anche un nostro collaboratore e amico, e ci manca molto. Questo pezzo è forse tra i più belli che ha scritto: apparso inizialmente su Pagina 99 nel gennaio 2016, lo avevamo postato qui su Minima&Moralia il 16 ottobre 2017.

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di Emanuele Modigliani   Sui monti   Le montagne li contornavano con il loro potere di svettanti masse colorate, trampolini estremi verso mondi estremi. L’aria era così chiara e pulita che un sorso attento nei polmoni dava un capogiro controllato di felicità e la visuale si arrotondava addolcendosi sulle forme di quelle pietre invece così […]

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“Ragazze cattive” per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

In occasione del 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, e del Festival La violenza illustrata di Bologna (7 novembre/4 dicembre 2018) abbiamo il piacere di proporre una sintesi degli incontri pubblici a cura di Canicola con Ancco, autrice coreana del graphic novel Ragazze cattive (Canicola, 2018), che ripercorre il quadro oscuro e brutale dell’adolescenza coreana negli anni Novanta, tra soprusi di violenza in un periodo di forte crisi economica e morale del paese.

Nell’aprile di quest’anno Ancco, premio rivelazione al Festival di Angoulême, è stata ospite del Far East Film Festival a Udine con una mostra personale presso Casa Cavazzini – Museo di arte moderna e contemporanea e per un incontro pubblico condotto da Darcy Paquet, successivamente a Bologna l’autrice ha incontrato le ragazze e i ragazzi dell’Istituto professionale Aldrovandi Rubbiani e Fabiola Naldi in un incontro pubblico presso la Biblioteca Italiana delle Donne e Centro delle donne e in collaborazione con il festival La violenza illustrata.

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L’avvenire secondo Julien Gracq

Pubblichiamo un pezzo uscito sul Sole 24 ore, che ringraziamo.

La ricezione in Italia di Julien Gracq (1910-2007), tra i massimi prosatori francesi del ‘900, impareggiabile stilista, narratore irriducibile a ogni canone di genere o corrente, non è stata delle più fortunate. Le sue opere tradotte in italiano, passate sotto silenzio anche le rare volte che furono edite in collane di prestigio, sono oggi quasi tutte fuori commercio.

Meritoriamente, da un anno a questa parte, L’orma editore sta tentando di reintrodurre Gracq nel novero dei classici novecenteschi fruibili ai lettori italiani. Dopo avere riproposto nel 2017 quello che è considerato il capolavoro dello scrittore francese, La riva delle Sirti, L’orma torna in libreria con una gemma della bibliografia gracchiana: Acque strette (1976), un breve testo narrativo d’intonazione autobiografica, sinora inedito in Italia, e presentato nella sontuosa traduzione di Lorenzo Flabbi.

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Io sarò qualcuno. Nell’America profonda con Willy Vlautin

Tra tutti gli spettri in giro per il mondo, ce n’è uno che affiora di tanto in tanto in superficie, per essere subito ricacciato sotto nel magma ribollente dove stanno assieme umanità considerate periferiche e fenomeni buoni per saltuarie indagini sociologiche; il fantasma è quello della cosiddetta America profonda, piantata lì dentro nella vastità degli Stati Uniti. Ne avrete sentito parlare: è quello scenario che emerge in certi film-documentari indipendenti; o dai capolavori letterari di Raymond Carver o nei romanzi di Kent Haruf e Chris Offutt.

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Il reclutamento insegnanti in Italia

Photo by Feliphe Schiarolli on Unsplash

di Lorenzo Asti

Secondo alcune recenti dichiarazioni del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, il governo proporrà delle modifiche al sistema di reclutamento degli insegnanti varato dal precedenti governie non ancora entrato pienamente a regime, il famigerato FIT (Formazione Iniziale Tirocinio, l’ennesimo acronimo).

Infatti i decreti attuativi (dlgs 59/2017 del 13 aprile 2017 e il dm 616/2017 del 16 agosto 2017) della legge 107/2015, la cosiddetta “Buona Scuola”, prevedono che il reclutamento degli insegnanti avvenga con una procedura involuta: durante il corso ordinario di studi universitari, o una volta terminato questo, l’aspirante insegnante deve acquisire 24 crediti universitari in discipline antropo-psico-pedagogiche; ciò rappresenta la condizione necessaria per la partecipazione al concorso per l’accesso alla FIT, un percorso triennale teorico-pratico retribuito (finalmente… ma si parla di cifre intorno ai 400-600€/mese per i primi due anni) che porterà all’immissione in ruolo.

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Di ferocia e salvezza: le raccolte “bestiali” di Poissant, Bergman e Malone

di Gaia Tarini

C’è una sorta di geometria che unisce David J. Poissant, Megan Mayhew Bergman e Margaret Malone, ed è un triangolo ideale che connette lo Stato di New York, Gaffney (nella Carolina del Sud) e Portland (in Oregon), rispettivamente i tre luoghi d’origine dove questi scrittori sono nati e si sono formati. Nell’ultimo triennio NN Editore ha portato in Italia le loro raccolte di racconti, tutte tradotte da Gioia Guerzoni: quando uscì, Poissant fu un piccolo caso editoriale; meno clamore si fece, ingiustamente, intorno alla Bergman; mentre in America, quando vennero pubblicate, le storie della Malone furono salutate dalla critica con parole entusiastiche.

Proprio col libro di Margaret Malone (Animali in salvo), NN sembra aver dichiarato concluso il suo “ciclo bestiale”: i tre libri si parlano a più livelli, non solo dal punto di vista simbolico ma anche da quello narrativo. E non è forse neanche un caso, in effetti, che in tutti e tre ricorrano le parole animali e paradiso: un paradiso perduto, privato del senso di umanità che in questi trentasette racconti risulta quasi sempre stravolto o compromesso.