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Ancestrale. Kid A 2000-2020

Il 2 ottobre di vent’anni fa usciva Kid A, quarto album in studio dei Radiohead. Pubblichiamo un articolo apparso a gennaio scorso su N3rdcore (che ringraziamo) all’interno di una serie di contenuti di approfondimento sul 2000. di Marco Montanaro Inizio 2020, sui social gira il giochino dei concerti: il più bello, il primo, l’ultimo, il prossimo, il rimpianto. […]

Jeton and Miki Manojlovic in front of Qendra (1)

I guai del teatro in Kosovo. Intervista al drammaturgo Jeton Neziraj

Pubblichiamo un’intervista di Anna Monteverdi al drammaturgo Jeton Neziraj, nato in Kosovo nel 1977 e considerato uno degli autori politici più rappresentativi dei nuovi Balcani. I suoi testi, spesso censurati dalle autorità, trattano con stile surreale, tematiche come le minoranze etniche, i fondamentalismi religiosi, il nazionalismo, l’immigrazione, l’omofobia e la corruzione politica. Allontanato dalla direzione del […]

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L’amore scorretto: “Le regole degli amanti” di Yari Selvetella

Si incontrano in un maneggio, Iole e Sandro, protagonisti incondizionati dell’ultimo romanzo di Yari Selvetella. Sono entrambi sposati, genitori, trentenni, fatalmente attratti l’uno dall’altra. Inizia così Le regole degli amanti, la storia di un adulterio che sfugge ostinatamente alla monotonia, alla psicopatologia della vita quotidiana e alla routine. Fiorisce alla fine degli anni ottanta, l’inizio dell’amore, in un tempo in cui gli amanti sono più liberi di agire, lontani dal pedissequo controllo dei social network e dei cellulari.

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I vicoli, le crepe, i vuoti: la Napoli di Giuseppe Marotta

“Il Vesuvio con Napoli dietro come uno strascico di sposa”.

I libri di Giuseppe Marotta fanno parte da sempre del mio lessico famigliare. Sia L’oro di Napoli sia San Gennaro non dice mai no e altri libri meno noti hanno sempre girato e parlato (sì)dentro casa. I linguaggio della Napoli vecchia che Marotta andava raccontando suonava nella nostra cucina come una poesia scritta da Di Giacomo.

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“La figlia unica”, la maternità raccontata da Guadalupe Nettel

«Il cuculo fa covare le sue uova ad altre specie, deponendole in nidi dove è presente almeno un altro uovo. Per poterlo fare, la femmina del cuculo imita il canto dello sparviero, spaventando i futuri genitori adottivi del proprio piccolo e inducendoli ad abbandonare temporaneamente il nido. Per evitare di essere scoperta, questa femmina ha sviluppato diversi stratagemmi, come deporre uova identiche a quelle della specie prescelta.»

Sembra proprio, secondo Guadalupe Nettel, che la femmina del cuculo abbia l’impulso biologico di riprodursi e al tempo stesso la necessità di sottrarsi alle fatiche dell’allevamento.

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Ricordando Hilda Doolittle: un secolo di Vorticismo e Imagismo

di Rossella Farnese

Movimento avanguardistico esclusivamente inglese il Vorticismo che ha il suo centro privilegiato a Londra e si evolve tra il 1913 e il 1915 – quando si estingue sotto l’impatto della prima guerra mondiale – nasce dalla necessità di porre in relazione letteratura e arti visive. Punto di riferimento teorico e operativo è la rivista Blast: il Vorticismo sosteneva una visione “esplosiva” della scena letteraria e artistica dove un limitato numero di figure anticonformiste diede vita a un movimento di pensiero e di azione rivoluzionario.

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Oikocrazia ovvero la distopia nella realtà

di Sergio Mancuso

“L’oikocrazia arriva a proporsi come un modello universale che soprassiede alle tradizionali declinazioni della politica, dalla democrazia all’autoritarismo – regimi dei quali semmai, tenderà a emulare le forme, riducendoli a epifenomeni” [1]

L’Età dell’Oikocrazia. Il nuovo totalitarismo globale dei clan di Fabio Armao è un libro che si legge velocemente, ricco, scorrevole. Un pregio, per un saggio che vuole essere accademico ma dedicato alla divulgazione di massa per i non addetti ai lavori.

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Il promesso sposo

per Barbara Alberti La Boemia ci gioca brutti scherzi. Marina Cvetaeva, Poema della fine di Edoardo Pisani Vittorio Sgarbi è una delle opere più riuscite e divertenti di Barbara Alberti. Il promesso sposo, romanzo popolare, invero non un romanzo né una biografia ma una raccolta di pensieri e frasi e motti sgarbiani, pensati e scritti […]

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Perché nell’accademia ci sono così pochi anarchici?

Pubblichiamo un estratto da Frammenti di antropologia anarchica di David Graeber, recentemente scomparso, appena ripubblicato dalla casa editrice Eleuthera. Ringraziamo l’editore per la gentile concessione.

di David Graeber

La domanda è pertinente, perché l’anarchismo, come filosofia politica, sta esplodendo proprio adesso. Ovunque crescono movimenti anarchici o ispirati all’anarchismo. I tradizionali principi anarchici – l’autonomia, l’associazione volontaria, l’autogestione, il mutuo appoggio, la democrazia diretta – già base organizzativa del movimento no-global, adesso giocano lo stesso ruolo nei movimenti radicali di ogni tipo e in ogni parte del pianeta.

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Il banco nazionale

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di Simone di Biasio

Una quindicina di anni fa, al quarto anno di un liceo di provincia, con i compagni di classe decidemmo, nel breve intervallo che separa la fine di una materia dall’inizio dell’altra, di giocare un tiro alla prof d’inglese. Due di noi spostarono così la cattedra in fondo all’aula e altri sostituirono quello spazio vuoto con uno dei nostri banchi.