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Nondimanco: Carlo Ginzburg tra Machiavelli e Pascal

Con il termine microstoria si intende una tendenza della ricerca storica, che però immediatamente ne trascende i confini per diventare storia del pensiero e della cultura, che a partire dagli anni Settanta e sotto l’influsso di tendenze straniere, una su tutte la scuola francese degli Annales, pratica una ricerca che trova suo luogo privilegiato nelle storie particolari e circoscritte di piccole comunità, avvenimenti che sfuggono alle indagini a vasta scala ma che offrono fondamentali chiavi di lettura.

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La mano di Holden Caulfield

Questo pezzo è uscito su  “Robinson – La Repubblica”, che ringraziamo di Nicola Lagioia Nei giorni di pioggia la mano gli fa ancora male. Non può tenere il pugno ben chiuso, il che vuol dire che non diventerà mai un “dannato chirurgo” e nemmeno un violinista. Adesso ha sedici anni. Quando ne aveva tredici è […]

Buon anno dalla redazione di minima&moralia

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Il primo gennaio 1919, cento anni fa quest’oggi, nasceva J.D. Salinger. La redazione di minima&moralia vi augura un buon anno con l’incipit del racconto Zooey, la seconda parte del volume unico Franny and Zooey, uscito nel 1961. In Italia è pubblicato da Einaudi. (fonte immagine)

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I fatti parlano da sé, si dice, ma i fatti che ci toccano da vicino parlano, mi pare, una lingua un po’ più volgare degli altri. Quindi, se qui si inizia con quel sempre provocante oggetto di biasimo che è l’introduzione ufficiale dell’autore, è per far da contrappeso al resto.

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Lo spirito dei tempi in una classifica: come le invenzioni del 2018 parlano (non tanto bene) di noi

di Francesco Frisari

Tante classifiche prima dell’inizio di un nuovo anno salutano il precedente con i suoi migliori dischi, film e ovviamente serie tv. Ma ce n’è una diversa, che sembra darci uno sguardo su quello che una volta si sarebbe chiamato lo spirito dei tempi, l’aria o il pensiero che tira. Riguarda i veri protagonisti e compagni delle nostre vite, altro che la cultura che interessa i soliti pochi in cerca di distinzione, si occupa infatti di prodotti tecnologici, nel senso delle migliori cinquanta invenzioni dell’anno scelte come da sua abitudine da Time Magazine nel numero di fine novembre, che oltre all’innovazione evidentemente pensa anche ai regali di Natale.
Sono le «invenzioni che stanno rendendo migliore, più intelligente e anche un po’ più divertente il mondo», ma non si tratta di brevetti universitari o complessi marchingegni usciti da qualche centro di ricerca, sono beni di consumo, in vendita o che stanno per esserlo. L’anno scorso nella lista insieme al Fidget Spinner, la piccola trottola da dita che di certo non ha cambiato il mondo,c’erano l’iPhoneX, il nuovo modello della Tesla e l’ultima console Nintendo, nient’altro che versioni più recenti di prodotti già affermati, mentre quest’anno Samsung è presente con una tv camaleontica che può imitare il muro cui è attaccata, la Reebok con un reggiseno sportivo che percepisce e accompagna il movimento e ancora la Nintendo con un kit per costruire controller per videogames.

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Il dettaglio e l’infinito. Toda

Pubblichiamo, ringraziando editore e autore, un estratto dal libro di Luca Alvino Il dettaglio e l’infinito, uscito per Castelvecchi editore.

Victor Hugo, per evitare che Juliette Drouet, la sua amante di lunga data, venisse a conoscenza delle relazioni sessuali che egli intratteneva quotidianamente con altre donne, annotava gli incontri amorosi sui propri taccuini utilizzando un codice cifrato: accanto a un nome di donna, o semplicemente alle sue iniziali, scriveva una N se l’aveva vista nuda, Suisses se le aveva visto il seno (la Svizzera è famosa per il latte), e qualcos’altro per le carezze; se poi era riuscito ad avere con lei un rapporto sessuale completo, scriveva toda. Ce lo racconta James Salter nel volume postumo intitolato L’arte di narrare, nel quale lo scrittore americano riferisce al proprio pubblico affezionato la sua esperienza di lettore e narratore. Salter ci rivela che Toda era il titolo provvisorio che aveva in mente mentre scriveva il suo ultimo romanzo.

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Il miglior libro del 2018 è un libro del 1980, le lezioni di letteratura di Nabokov

di Christian Raimo Ci sono dei libri la cui recensione dovrebbe essere la copia anastatica del libro stesso, o addirittura la sua versione ampliata e critica, testi la cui l’intelligenza è tale da indugiarci sopra ogni pagina, rileggere e commuoversi. Lezioni di letteratura di Vladimir Nabokov è un lusso che Adelphi concede ai lettori italiani, […]

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Scrivere di cinema: La donna dello scrittore

di Marco Castelli

Georg scappa, dai fascisti che si allungano sull’Europa e sulla Francia. Scappa da Parigi, verso Marsiglia, destinazione scelta più dal caso che da un disegno razionale, con nello zaino solo delle lettere ed il manoscritto d’uno scrittore che ha deciso di terminare la sua fuga con il suicidio. Nella città focea, punto di raccolta dei rifugiati pronti alla fuga verso le Americhe, dove i consolati lavorano incessantemente per vagliare le domande di visti e transiti, la confusa situazione giuridica dei rifugiati si riflette sulla loro confusione identitaria ed affettiva: vengono tratteggiate delle identità alla deriva, divise tra la difesa della loro umanità e l’adattamento alla situazione circostante. In questo contesto il protagonista si muove con uno sguardo spento e disincantato, simile per certi versi a quello del protagonista de “Il Figlio di Saul” (László Nemes, 2015), nella snervante attesa dell’incerta partenza della sua nave.

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ebraicità e lesbicità: conversazione con Anna Segre

Ecco due volumetti agili solo come aspetto, o come mole fisica, ma in realtà felicemente densi di riflessioni; tutt’altro che due cataloghi o due prontuari sulle questioni che affrontano. In 100 punti di lesbicità e 100 punti di ebraicità (Elliot Edizioni), Anna Segre, poetessa, scrittrice e psicoterapeuta, affronta le sue appartenenze condividendole, senza nessuna categoria obbligata, ma con una costante ricerca di senso e di parola.

Molti potranno riconoscere punti e tensioni che sono anche di chi scrive, senza essere magari né ebreo né lesbica: è il pregio principale di un progetto fra l’aforisma privato e la riflessione a cielo aperto di cui l’autrice ci ha raccontato qualche dettaglio illuminante.

il re è nudo

Il re è nudo, ma tutti guardano da un’altra parte

di Davide Gatto Non mi piace alimentare la forma prima di intrattenimento dell’Italia, ovvero la politica-spettacolo di talk show, informazione paludata e maligna e girandola di commenti social che farebbero impallidire gli avventori di un vecchio Bar dello Sport. Eppure stavolta qualcosa voglio dirla. Voglio dire qualcosa perché per la prima volta vedo con chiarezza […]

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Ricordando Andrea G. Pinketts

Ricordiamo Andrea G. Pinketts, scomparso ieri (20 dicembre 2018), con le prime righe del suo Il conto dell’ultima cena” (1998, Mondadori).

E mangi mangi tutti
e mangi mangi tutto,
la pancia piena in festa
allegra sopra un rutto