Il rimedio della dialettica contro il culo flaccido

di Christian Raimo Nella Metafisica Aristotele dice: inchiodali al loro linguaggio. Parla dei sofisti di basso livello, dei Megariti, di quella gente che non argomenta in modo preciso, che cerca di buttare tutto in caciara, il cui unico scopo è la delegittimazione dell’avversario. In questi ultimi tempi la battaglia delle truppe cammellate berlusconiane sta mandando […]

La geografia della memoria cinematografica – Parte II

di Roberto Manassero

Questo intervento riprende alcune riflessioni sulla memoria cinematografica e una sua possibile geografia nello spazio, già apparse su questo blog qualche settimana fa. (Vedi l’articolo)

Ripartiamo da Mad Men – da dove se no? – dal sentimento nostalgico chiamato in causa dall’ambientazione anni ’60 della serie tv e, soprattutto, dal racconto, in quel periodo e grazie a quel capitalismo d’avanguardia, della nascita di un sentimento del tempo, di un desiderio e una malinconia che la cultura pop ha trasformato in prodotto.
Nell’ultima puntata della prima stagione (The Wheel), Don Draper presenta l’idea pubblicitaria per lanciare sul mercato la macchina per diapositive Kodak, un carrello circolare che fa scorrere a scatto le fotografie e le proietta su uno schermo.

Cotto e smangiato

di Marco Belpoliti

Che cos’è una ricetta? Un racconto di come si confeziona un piatto. Vigono regole ben precise: la sequenza temporale delle azioni da compiere deve essere inesorabile, niente flash back, niente agnizioni, nessuna concessione alla divagazione; precisione e rigore. Fabula e intreccio devono coincidere rigorosamente: niente analessi e prolessi! Ne va del piatto da confezionare. Nessuno accende il fuoco sotto la casseruola vuota.

Streghe

di Tiziana Lo Porto e Daniele Marotta

Un tranquillo week end di memoria

di Giorgio Vasta

Nelle ultime pagine di Un uomo solo Christopher Isherwood, dopo avere narrato la storia d’amore tra George e Jim domanda al lettore di immaginare che nell’istante in cui per la prima volta George ha visto Jim e se n’è innamorato, nel suo organismo ioni calcio abbiano cominciato a depositarsi all’interno di un’arteria coronaria formando quella placca che tempo dopo lo condurrà alla morte. Isherwood domanda cioè di confrontarsi ancora una volta con il modello che vede amore e morte coesistere in un nodo inestricabile.

requiem

A cosa servono gli amori infelici

Confesso un’assenza ingiustificata. Nonostante da tempo mi giungessero segnalazioni intorno all’opera di Gilberto Severini, e da parte di lettori accorti e intelligenti, mancava completamente dalla mia libreria quest’autore la cui reputazione di schivo, raffinato, vagamente anacronistico, assegna alla nicchia degli scrittori per pochi: con il corredo di prestigio dovuto alla misura elitaria del suo pubblico ed il sospetto, anche, di una scrittura ardua, ostile, lontana. L’occasione è giunta infine, meglio tardi che mai, con il suo ultimo romanzo

Faulkner nel cuore umano e dell’America

di Nicola Lagioia

A Cambridge, nel Massachusetts, poco distante dalle celebri università di Harvard e del M.I.T., passeggiando sul fiume Charles attraverso il Memorial Bridge Anderson può capitare di imbattersi in una targa commemorativa. I caratteri scolpiti nel bel metallo opaco recitano: “Quentin Compson, drowned in odour of honeysuckle. 1891 – 1910″.

Antonio Pennacchi e la costruzione di una memoria collettiva

di Nicola Villa Se l’Agro Pontino è per Antonio Pennacchi una musa (Magrelli), un fantasma (Pavolini) o la sua Yoknapatawpha – la contea di provincia americana dove Faulkner ha scritto e ambientato tutte le sue opere e vicende umane universali – allora Canale Mussolini, l’ultimo romanzo dello scrittore sessantenne di Latina, è il suo destino […]

Il termometro e il termostato

di Giorgio Vasta

Da circa quindici anni l’Occidente letterario domanda a Michel Houellebecq di funzionare come un termometro. La sua scrittura – nella quale la percezione molecolare delle cose prende forma attraverso l’immaginazione narrativa – deve servire da strumento di misurazione del tempo, da registrazione della Stimmung epocale.

biblioteka

eBook: l’insostenibile leggerezza della lettura digitale

È passato un anno dal lancio sul mercato americano dell’Ipad: un anno di pubblicistica sovreccitata, attese circospette, grandi speranze. Un anno in cui i problemi concreti sono spesso finiti in secondo piano di fronte al registro propagandistico (e comprensibilmente, visto lo stato dell’industria editoriale e il miraggio di una risurrezione digitale) delle discussioni relative. Davanti al recente scatenarsi di tante passioni e interessi, un libro come La quarta rivoluzione, sei lezioni sul futuro del libro (Laterza) di Gino Roncaglia, per lucidità teorica e completezza documentaria pare quasi un esercizio di stoicismo intellettuale.