Il di più viene dal maligno

di Christian Raimo Dice Gesù nel Vangelo di Matteo al versetto 5, 37 rivolgendosi agli apostoli: “Sia il vostro parlare sì, sì; no no; il di più viene dal maligno”. Ci sono tanti motivi per andare oggi e domani a votare al referendum, e ce n’è uno che forse non è stato sottolineato abbastanza. L’idea […]

La Lega no

di Giordano Meacci

Allora. Prima che gli eventi mi sorpassino, con tutto il loro portato di cronache e di storia; prima che i fumi dell’ossessione privata si sperdano nelle nebbie pubbliche di questo nostro Paese. Prima che la mancanza di intelligenza – in senso etimologico – di un qualsiasi D’Alema o di uno dei suoi delfini diacronici

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Il memoriale della Repubblica

A oltre trent’anni di distanza dalla sua morte, il fantasma di Aldo Moro ancora interroga le fragili pareti della Repubblica. Non solo il fantasma del caso Moro, cioè del sequestro, della prigionia, dell’assassinio dello statista democristiano, e del contemporaneo scontro fermezza-trattativa. A essere ancora presente fra noi è il fantasma dell’uomo Aldo Moro, attraverso gli “scritti della prigionia” che ci sono pervenuti.

Le rivoluzioni del Cairo

Questo articolo è uscito sul Manifesto.

“Era meglio prima”, mi dice Batriq mentre l’aereo comincia la manovra d’atterraggio virando verso l’aeroporto internazionale del Cairo e spalancando a sinistra una massa indiscriminata di un giallo tufaceo in cui cielo deserto e città si mescolano tra loro. “Prima della rivoluzione”, ripete Batriq, “era meglio”, e poi non aggiunge altro, non argomenta, non descrive, fa valere soltanto un generale rammarico e si gira a guardare la città nella quale, dopo una breve parentesi italiana, sta ritornando.

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In una stanza sconosciuta

Questo articolo è uscito per Alias.

Quello del recensire libri sarebbe un mestiere piuttosto ingrato, abbastanza monotono e relativamente (diciamolo pure) compromesso: troppo spesso disturbato da moleste interferenze: amicizie, convenienze, esigenze redazionali. Sarebbe tale e tale resterebbe se nella quotidiana peregrinazione attraverso il prevedibile paesaggio delle “novità” non capitasse saltuariamente, raramente, d’imbattersi in qualche bene prezioso, in libri che valgono da soli la fatica di leggerne molti altri.

elezioni

Afghanistan: quale società civile?

Questo testo, uscito sul Manifesto, è una versione ridotta della ricerca La società civile afghana: uno sguardo dall’interno, realizzata nell’ambito di un progetto promosso dal network italiano “Afgana” con il sostegno della Cooperazione allo sviluppo. La ricerca è scaricabile gratuitamente su www.afgana.org.

di Giuliano Battiston

Studiato dagli accademici e invocato dai politici, almeno a partire dalla fine della guerra fredda il concetto di società civile ha acquisito una nuova “ubiquità globale”:

Nuovo cinema paraculo: “Corporativismo celeste”

di Christian Raimo E in questi giorni mi sto chiedendo: magari è colpa mia? Magari è un mio malumore di questo periodo di inizio estate che io non riconosco e che mi porta a irritarmi per dei libri, degli spettacoli, dei film che invece riescono a colpire favorevolmente, se non a entusiasmare moltissimi altri. L’ultimo […]

«Analizzava tutto nei minimi dettagli»: ricordo di Gil Scott-Heron

Questo articolo è apparso il giorno successivo alla morte di Gil Scott Heron sul blog NewBlackMan. La traduzione è di Dario Matrone.

di Adam Mansbach

Sono passati quindici minuti da quando ho saputo che Gil Scott-Heron non c’è più. Un tempo sufficiente per riascoltare «Winter in America» e «Pieces of a Man», e piangere, e convincermi che la sua morte è una delle più grandi tragedie che io abbia mai vissuto.

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Marinai, profeti e balene

Un grande artista procede sempre un passo avanti ai propri fan. Ne scuote le certezze, evitando di ripetersi, di farsi cliché, di erigersi a monumento di se stesso. Il suo obiettivo non è mai quello di piacere a tutti i costi. Vinicio Capossela oggi è uno dei pochissimi cantautori italiani a poter essere definito un grande artista. La sua sgangherata follia, anarchica e meridiana, poetica e arcaica, è stata in grado – di album in album – di aprire nuovi spiragli. E di scuotere molte certezze.

Alle origini della graphic novel: i taccuini di Spiegelman

di Marco Pacioni

Tra gli anni settanta e ottanta Art Spiegelman lavora a Maus I e II, fumetto che ha per tema una storia famigliare polacca yiddish raccontata a New York e intrecciata con la Shoah. Nel fumetto gli ebrei sono rappresentati come topi, i tedeschi come gatti e i polacchi non ebrei come maiali per parodiare il modo in cui i nazisti definivano queste persone.