Storia della colonna di destra

Questo testo è l’estratto di un intervento presentato a Trento lo scorso 11 novembre in occasione del Simposio Internazionale Pro e contro la trama e pubblicato nel numero 8 di Alfabeta 2.

La Repubblica.it è un animale con due colonne vertebrali.
La prima, quella che scorre leggermente scoliotica sul lato sinistro dello schermo, si propone come logica, consequenziale e gerarchica. Il mondo e l’Italia prendono forma in una spina dorsale di eventi che procede dall’alto verso il basso in un preciso ordine di gravità e di urgenza.

Time is on our side

di Fabio Donalisio

Time is on our side. Ci voleva tempo. Ma il libro definente e forse definitivo di Houllebecq (di quel che Houllebecq sa e può e deve dire) è arrivato. Temo. Che scriva da dio, non è certo una novità. La ferocia cristallina della sua prosa è dato quasi comune, dato colpevolmente per scontato. Ma da uomo tenacemente ossessivo qual è, proprio dalle ossessioni, dalla flebile battaglia con esse era stato finora, banalmente, fottuto (e la pletora di avverbi in –mente ben si attaglia, anzi sgorga, proprio da quanto sa rendere complicato spiegare le sue cose semplici).

Tra Taranto e Lampedusa

Una tendopoli in aperta campagna tra Manduria e Oria non può essere la soluzione. E questo i pugliesi sono i primi a saperlo, fin dagli anni novanta. La risposta a una emergenza umanitaria, e a una crisi politica che investe tutto il Mediterraneo, non può essere un villaggio costruito dall’oggi al domani tra gli ulivi e i muretti a secco. Per il semplice motivo che presto la situazione degenererà.

Harold Brodkey, La Promessa

di Christian Raimo

In un’intervista sulla Paris Review nel 1991 Harold Brodkey raccontava di una volta che una sua vicina di casa lo fermò per fargli le congratulazioni per il Nobel. Brodkey gli dovette spiegare il qui pro quo: il Nobel l’avevano dato a Brodskij, non a lui. Forse era il giusto destino per quello che viene ritenuto uno dei più importanti scrittori d’America, e che paradossalmente era considerato tale anche prima che pubblicasse, ventisettenne, la sua raccolta d’esordio, Primo amore e altri affanni

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Il peccato in letteratura

(fonte immagine)

Qualche giorno fa a Milano, a pochi passi dagli insaziabili piccioni di Piazza Duomo e dal cliccare nervoso dei selfie matti e disperatissimi, monumento umano all’ingordigia di se stessi, Antonio Monda ha presentato, con l’aiuto di Gian Arturo Ferrari e Claudio Magris, il suo quarto romanzo “americano”: L’indegno (edito da Mondadori).

Tema portante dell’opera è il peccato, la colpa che da esso di sprigiona e il significato che oggi diamo a entrambi. Il protagonista, padre Abram Singer, è un prete cattolico dal cognome ebraico, che ogni giorno si confronta con l’inadeguatezza dei suoi atti, se paragonati alla forza del suo credo.

Il re nudo

Questo pezzo è uscito sul numero 68, marzo 2011, di I duellanti.

di Franco Marineo e Federica Timeto

Perché legatemi, se volete, ma non c’è
nulla che sia più inutile di un organo
Antonin Artaud

Un’immagine che forse c’è. O non c’è, oppure non c’è ancora. Ma, davvero, è del tutto indifferente che essa ci sia o appaia mai. Questa immagine l’abbiamo tutti dentro la testa. La vediamo da alcune settimane senza realmente guardarla.

Zigomi

Jonathan Franzen si piega in avanti, nella sua camicia boschiva, formulando un mmm in tono ultrabasso, prima di raccogliere le forze verbali e dare la grande notizia. “Sto lavorando a una serie tv, per quanto possa sembrare strano, e sembra strano soprattutto a me – comunque ci sto lavorando, tra l’altro anche nel ruolo di produttore esecutivo, è una serie che dovrebbe durare quattro anni, tutta basata su Le Correzioni. Abbiamo iniziato un anno e mezzo fa, quando ero finalmente libero dal nuovo romanzo, e non avevo altro da scrivere.”

All’armi siam di moda

Questo articolo è uscito su Diario di Francesco Pacifico Topgirl, magazine la cui missione sta tutta nel nome, ha pubblicato di recente un servizio di sei pagine su tre giovani fascisti, con grande scandalo dei giovani antifascisti in rete («è inaccettabile»). Gli intervistati sono belli, vestono come si deve con camicie Ben Sherman e altri […]

Bengasi anno zero

di Stefano Liberti

Il premier incaricato, Jibril, è un uomo della Francia e i ministri sono tutti di provata fede anti-gheddafiana. Il governo nato dal Consiglio nazionale di transizione prova a colmare un profondo vuoto politico. Il morale dei ribelli è ancora alto, ma la strada da percorrere è tutta in salita.

«Un gruppo di brave persone che si è trovato a vivere un momento straordinario senza avere la minima idea di cosa fare». La definizione è di Ali Tarhouni, responsabile incaricato delle finanze nel nuovo governo messo in piedi dagli insorti della Cirenaica. Professore di economia negli Stati uniti, Tarhouni è tornato dopo 35 anni in Libia

Dalla parte del personaggio

Fabio Stassi continua il suo lavoro di riscrittura e archiviazione dei personaggi di romanzo dal dopoguerra a oggi, anche dopo l’uscita, l’anno scorso, di Holden, Lolita, Zivago e gli altri.

di Fabio Stassi

Bärlach, commissario (1953)
Friedrich Dürrenmatt, Il giudice e il suo boia

Dalla finestra di questa clinica per ricchi, su una collina, vedo la luce acida dell’alba illuminare i contorni borghesi del mondo. Zurigo è una città senza odore.