Maria e la coprofilia: due ipotesi sulla realtà come conseguenza

1. Avevo cominciato a interessarmi al caso MFX quando il video 2girls1cup (due ragazze una coppa) aveva travalicato i confini degli appassionati di coprofilia diffondendosi in modo virale come spettacolo di massa e alimentando il chiacchiericcio sulla rete, la curiosità delle comunità virtuali, tutto un catalogo di reazioni a quella che sembrava un’esperienza inedita ed […]

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L’amore nuovo

Probabilmente Philippe Forest non sarebbe diventato uno dei più interessanti, intensi e coinvolgenti romanzieri francesi della sua generazione. Probabilmente avrebbe continuato senza interruzioni la sua brillante carriera accademica; avrebbe continuato a interpretare con raffinata intelligenza l’opera di Sollers, di Proust e dei surrealisti, a disegnare con applicazione certosina mappe tematiche intorno ai romanzi di Butor e Robbe-Grillet, per consegnare infine i risultati delle sue ricerche ai colleghi di Cerisy o ai tipi di piccole edizioni universitarie. Probabilmente: se la sua vita non fosse stata sconvolta da un dolore che quasi nessuno, salvo trovarcisi dentro una volta per tutte, potrebbe impedirsi di ridurre ad una delle tante formule scaramantiche di cui la società offre un campionario inesauribile.

Intervista a Philippe Forest

«Ogni nuovo libro aggiunge un cerchio ai precedenti. Ne costituisce la somma e contemporaneamente crea una specie di spirale che ci conduce più in là, ma sempre facendoci passare per gli stessi punti»: sono le parole del narratore di Per tutta la notte, il secondo dei quattro romanzi autobiografici pubblicati fino ad oggi (i primi tre tradotti in italiano da Alet) da Philippe Forest. Il centro di questi cerchi concentrici, ciò che ha fatto di Forest, già prolifico saggista e critico letterario, uno dei più coinvolgenti (e sconvolgenti) narratori degli ultimi anni è un evento che sfida la parola, che scoraggia ogni dire e che taglia fuori dal mondo chi, come i protagonisti dei suoi romanzi, non ha potuto fare altro che assistere impotente al vuoto che si apre improvvisamente nella propria vita. Una bambina, una figlia di quattro anni che muore di cancro sembra appartenere a un dominio di fatti destinati all’emarginazione e al silenzio: una tragedia privata, una brutta cosa a cui la gente preferisce non pensare. O altrimenti alla peggiore delle pornografie: quella del patetico, del dolore oleografato, anestetizzato e somministrato. Che altro non è, a sua volta, se non la più efficace e insinuante delle strategie di emarginazione e di rimozione sociale di quello stesso dolore che si pretende di rappresentare.

L’Italia è un paese antigravitazionale

Questo testo è uscito sul numero 7 della rivista Mono, edita da Tunué, ed è stato trasformato in un’istallazione durante il Festival di Arte e Cultura Contemporanea tenutosi a Prato dall’1 al 4 ottobre. Qui i dettagli. La scorsa estate, in giro per i quartieri di Palermo, mi sono imbattuto in una festa di piazza. […]

Ti racconto una storia

(Apparso sul Riformista) «“Ti racconto una storia”, dice Carver a Hopper. “È un’immagine che ho avuto. Non so se è una storia che si può definire realmente tale. Potrebbe essere una poesia. Forse un giorno la scriverò, e potrebbe essere un racconto breve quanto una poesia”. “L’ascolto con piacere”, dice Hopper». L’incontro tra lo scrittore […]

Un’introduzione a Fitzgerald

Metto in rete la prefazione che scrissi tempo fa per Nuotare sott’acqua e trattenere il fiato di Francis Scott Fitzgerald. Nonostante il proliferare delle cattedre di creative writing, niente mi toglie dalla testa che la migliore scuola di scrittura disponibile sia la lettura consapevole dei classici e un duro lavoro su di sé. Il che […]

Ali Rap

Questo intervento di Tiziana Lo Porto è apparso sulla rivista XL nell’aprile del 2007. Ve lo proponiamo oggi perché ricorre l’anniversario dello storico incontro a Kinshasa, nello Zaire (30 ottobre 1974), in cui Muhammad Ali batté George Foreman riconquistando il titolo mondiale. La prima cosa è la bellezza. Una bellezza talmente folgorante che a metà […]

Come un pellicano che si strappa il cuore

Nel giugno del 2005, all’apice del fenomeno dei blog, quando a dettare legge erano i commenti ai post e ai racconti o alle opinioni anziché alle fotografie e agli status, fece la sua comparsa nella rete un blog, un altro, uno tra centinaia di migliaia: cadmio. La prima differenza tra cadmio e il resto degli […]

Il male minore

Questo articolo di Alessandro Leogrande è apparso sul Riformista. Lo scrittore israeliano Eyal Weizman affronta la questione dei conflitti giusti e ingiusti: come porre fine ai massacri di massa. La sua è una prospettiva radicale: che ogni aut aut nasconda in realtà una soluzione debole a tal punto da essere un viatico per la leggittimazione […]

Voli low cost

Tempo fa qui avevo parlato di una falsa poesia di Borges (Se io potessi vivere un’altra volta la mia vita) che circolava da anni in rete nonostante le numerose e autorevoli smentite. L’avevo definita una versione edulcorata della poesia dell’argentino, un Borges come si vorrebbe che fosse Borges, banalizzato in formule facilmente digeribili, qualcosa di simile a […]