Seminario sui luoghi comuni

10. Prima che il gallo canti mi avrai frainteso tre volte Questo brano su una comparsa che fa saltare i nervi al protagonista come una goccia cinese non ha bisogno di molta introduzione. Il protagonista del racconto è alle prese con il servizio militare; si ammala; ha paura di questa insolita debolezza fisica, che gli […]

L’isola, il cinema-polveriera di Kim Ki-duk

di Giuseppe Zucco Ci sono film che non sono propriamente film. Ci sono film che sono case: spazi da abitare, per anni, in cui vivere, attaccare alle pareti i propri ricordi, uscire, tornare e ritrovare lì dentro emozioni indimenticabili, allo stato incandescente – uno per tutti: C’era una volta in America. Ci sono film che […]

Letteratura e medicina

di Linnio Accorroni C’è una pagina di Carlo Dossi che spiega come «tra medicina e letteratura corse sempre amicizia», e non solo per la gran quantità di medici che «hanno occupato, nel cosidetto(sic) campo letterario, assài pèrtiche per coltivarvi piante non sempre medicinali», ma soprattutto per essere alleate nella stessa missione: medicina e letteratura cercano […]

Da 0 a 52 La semplice, o non così semplice, stesura di una sceneggiatura televisiva

La scrittura seriale ha peculiarità che la rendono diversa da altre forme di scrittura narrativa. Per esempio: nasce per non concludersi e costruisce personaggi che protraggono il più possibile la soluzione dei loro nodi psicologici. Alla base di questo meccanismo si può individuare la creazione di un motore capace di generare un numero potenzialmente infinito […]

Un vero mondo perduto

Questo articolo è apparso sul Riformista. Chiusi in una sala cinematografica durante la proiezione de L’uomo che verrà, il film di Giorgio Diritti che racconta la strage di Marzabotto, succede qualcosa a cui la narrazione per immagini aveva ormai quasi completamente disabituato i propri spettatori: ci si commuove senza essere costretti a vergognarsene nelle ore […]

Seminario sui luoghi comuni

9. La realtà nonostante l’autore In un saggio contenuto ne Il Romanzo di Franco Moretti, intitolato «L’incontro con la realtà», Alfonso Berardinelli sostiene in maniera molto efficace che il romanzo è il racconto della distanza fra ciò che i personaggi ritengono sia la realtà, e la realtà stessa. «Il cuore della narrazione romanzesca sono esattamente […]

Se niente importa

Questo pezzo è apparso sabato su Alias. «In mezzo a tutta l’abbondanza di prodotti della Terra, la migliore di tutte le madri, davvero non ti piace altro che masticare con dente crudele povere carni piagate, facendo il verso col muso ai ciclopi? E solo distruggendo un altro potrai placare lo sfinimento di un ventre vorace […]

Due film iraniani e una sala europea

di Jacopo Chessa L’ultimo film di Abbas Kiarostami, Shirin, presentato a Venezia nel 2008, non ha ricevuto in Italia una normale distribuzione. Si può dire che al festival non abbia destato particolare interesse, se non qualche critica annoiata, nel vero senso della parola. La sua recente (e tardiva) uscita in Francia coincide anche con quella […]

Intervista a Pier Paolo Pasolini

A seguito dell’articolo di Alessandro Leogrande, riproponiamo il testo dell’intervista di Furio Colombo a Pier Paolo Pasolini pubblicato sull’inserto “Tuttolibri” del quotidiano «La Stampa» l’8 novembre del 1975. Alcuni lettori di minima&moralia già la conosceranno. Altri no. Altri ancora – come il sottoscritto – si rinfrescheranno la memoria, rabbrividendo magari quando di tanto in tanto […]

L’ultima intervista

«Siamo tutti in pericolo», disse Pier Paolo Pasolini a Furio Colombo, nell’intervista che gli concesse poche ore prima di essere ammazzato all’Idroscalo di Ostia la notte del 2 novembre 1975 e che poi venne pubblicata su La Stampa-Tuttolibri. «Voglio dire fuori dai denti: io scendo all’inferno e so cose che non disturbano la pace di altri. Ma state attenti. L’inferno sta salendo da voi». C’è chi ha visto in queste frasi una prefigurazione della propria morte, una lucida accettazione dei rischi delle proprie notturne discese negli inferi dei suburbi romani. Ma in fondo è un’interpretazione forzata, priva di fondamenti reali. Al di là di come sono andate le cose o Ostia (e lo stesso Pelosi ha contribuito a ingarbugliare le ricostruzioni), Pasolini è stato ammazzato barbaramente, non si è suicidato. Né è andato incontro a qualche surrogato del destino.