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L’originale di Nabokov

È il 1977: malato, costretto a letto da una caduta e dalle sue complicazioni, sentendo probabile la morte, Vladimir Nabokov chiese alla moglie di bruciare quanto aveva finora scritto di un romanzo intitolato L’originale di Laura. La moglie promise, ma perso il marito non riuscì a mantenere l’impegno. E neppure il figlio Dmitri che, corteggiato dal potentissimo agente Andrew Wylie, si è oggi convinto a dare alle stampe l’embrione dell’ultima opera nabokoviana.

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Sangue di cane

di Alessandra Sarchi

L’amore, l’amore della vita, come lo immaginiamo? Pulito, per bene, che compensi i nostri difetti e che esalti i nostri pregi, che ci consenta di vivere una vita interessante, di avanzare nella professione e di consolidare uno status sociale magari migliorandolo

Volare chagall

L’antiamore

di Christian Raimo

Facciamo un’ipotesi. Immaginiamo che nei prossimi tempi venga fuori un video. Venti minuti che ritraggono un rapporto sessuale di Berlusconi con qualcuna delle sue ragazze pagate. Non si sa chi l’ha fatto, non si sa chi come è arrivato alla tale redazione, non si sa se c’è un ricatto dietro…

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C’era una volta Mad Men

Questo articolo è uscito su GQ di ottobre

di Daniele Manusia

“Chi è Don Draper”?
Non credo di rovinare la sorpresa a nessuno dicendo che è con queste parole che comincia la quarta stagione di Mad Men. In fondo è la domanda implicita anche a tutti gli altri episodi della serie.

L’inferno dei bimbi stregoni

Vi mostriamo l’opera vincitrice del Premio L’Anello Debole, nella sezione TV, anno 2010, indetto dal Capodarco Corto Film Festival. Il reportage, girato da Stefano Liberti a Kinshasa nel maggio 2009, racconta il fenomeno dei bambini che vengono accusati di stregoneria e sono mandati in strada spesso dalle loro stesse famiglie.

Egospie del risentimento

Nel 1995, quando il mondo aveva ancora tre dimensioni, Martin Amis aveva capito tutto. Nel romanzo L’informazione il maggior prosatore in lingua inglese vivente racconta la storia della travagliata amicizia fra due scrittori, Gwyn Barry e Richard Tull.

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Noi credevamo

Con il suo ultimo film presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, Noi credevamo, Mario Martone ha affrontato un tema fondamentale nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia: l’esistenza non di uno, ma di due Risorgimenti, spesso contrapposti tra loro

Seminario sui luoghi comuni

35. Pedinare e essere pedinati
di Francesco Pacifico

Indebitato, sotto processo, il proprietario terriero Vel’caninov non fa che incontrare per strada un ometto inquietante che gli ricorda qualcosa… ma Vel’caninov non riesce a ricordare cosa. Sono le prime scene de L’eterno marito, splendido romanzo breve del Dostoevskij seconda fase, e l’ometto si rivelerà essere il marito della sua vecchia amante, da poco morta: fra i due uomini, di lì a poco, si svilupperà una morbosa simbiosi

The Girl Is Mine (USA 7'' SIngle)

Il Baronetto e il Re

di Liborio Conca

Scenario country americano anni ’30. Un uomo e una donna col megafono. Stanno cercando di vendere una bibita che promette di migliorare la forza muscolare di chi la manda giù. «Provatela, signori!». Un ragazzetto nero si avvicina timidamente, talmente debole da non riuscire ad aprire la bottiglia

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Il paradiso è sopravvalutato

di Nicola Villa

A un quarto d’ora dall’inizio della sorprendente Palma d’oro di quest’anno, Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti del quarantenne regista indipendente thailandese Apichatpong Weerasethakul – sorprendente visti gli ultimi premiati agli altri festival internazionali sempre più piegati alle scelte dell’intrattenimento e del mercato – ci si rende conto di non trovarsi semplicemente di fronte a un film d’autore, ma a una complessa opera