Raymond, enfant prodige

Questo testo accompagna l’edizione del Diavolo in corpo di Raymond Radiguet pubblicata da Marsilio nella collana “Biblioteca Novecento”.

“Avete scritto: un romanziere di diciassette anni. Ma fra tre mesi ne compite venti. Sarebbe allora forse più corretto dire: un romanzo scritto a diciassette anni, non ritenete?”
In questo modo Maurice Martin du Gard, uno dei più acuti testimoni della società letteraria francese tra le due guerre, si rivolgeva nella primavera del 1923 a Raymond Radiguet

TQETC

Il 29 aprile, nella sede romana della casa editrice Laterza, ha avuto luogo un affollato seminario in cui oltre cento tra scrittori, critici, editori trenta-quarantenni si sono confrontati intorno al tema: “Generazione TQ. Andare oltre la linea d’ombra”. TQ sta appunto per trenta-quaranta. Non è un caso che l’incontro si sia tenuto nella storica sala riunioni della Laterza, una delle case editrici più attente alla generazione in questione. Vi ho partecipato anch’io, e queste sono le mie impressioni.

Nel documento preparatorio del seminario (firmato da Giuseppe Antonelli, Mario Desiati, Alessandro Grazioli, Nicola Lagioia e Giorgio Vasta) si poteva leggere: “Manchiamo di un’identità collettiva che ci contrapponga alle generazioni precedenti. Quasi tra noi e loro ci fosse una fluida continuità: quali i padri, tali i figli. Ma – appunto – quali sono i nostri padri? Alle nostre spalle, in fondo, non c’è nulla di così solido e monumentale; semmai un tempo poroso, permeabile e proteiforme: e forse questo non è un male. Ma di qui nasce l’assenza di contrapposizione; di qui la difficoltà di (auto)definizione. Può esserci un impegno senza conflitto? E soprattutto: ha ancora un senso parlare di impegno?”

Momo, Zuckerberg, il pluslavoro relazionale e il reddito di consumo

Avete presente Momo, il romanzo per ragazzi scritto da Michael Ende? C’è una ragazzina con il dono di ascoltare le persone che vive in una piccola città senza nome. All’improvviso questa città viene invasa dagli infidi Signori Grigi – uomini senza identità, tutti vestiti di grigio, con sigaro in bocca e bombetta in testa; i quali conti alla mano convincono gli abitanti che stanno sprecando il loro tempo a chiacchierare, a passeggiare, a occuparsi degli altri

The Pale King

Questo articolo è uscito sul Sole 24 Ore

Wallace e Franzen
Esce in questi giorni in Inghilterra e Stati Uniti The Pale King, il romanzo postumo di David Foster Wallace (1962-2008), proprio mentre in Italia infuria il dibattito su Libertà di Jonathan Franzen.
Wallace era un carissimo amico di Franzen: dopo la sua intempestiva scomparsa, Franzen si è sbloccato e ha potuto scrivere Libertà quasi d’un fiato.

Petizione per la chiusura del CIE di Santa Maria Capua Vetere

Pubblichiamo di seguito una petizione promossa da Maurizio Braucci, Goffredo Fofi, Alessandro Leogrande, Roberto Saviano e diretta al Ministero dell’Interno del Governo Italiano per la chiusura del Centro di Identificazione ed Espulsione di S. Maria Capua Vetere (CE). Per firmare.

Il sopralluogo nella caserma dismessa Ezio Andolfato del CIE di S. Maria Capua Vetere, avvenuto lunedì 2 maggio al seguito di due senatori, ci ha permesso di constatare le condizioni igienico-sanitarie in cui si trovano le 102 persone di nazionalità tunisina lì recluse in seguito alle disposizioni governative per affrontare l’emergenza dei profughi del Nord Africa.

La trasgressione al potere. L’Ultra-Camp

di Fabio Cleto

Nell’ultimo decennio la produzione culturale è state segnata da un fenomeno trasversale ai mezzi: l’indie degli anni ’90, inseguito con affanno da chi voleva un’alternativa alle proposte culturali dominanti, è diventato mainstream, alla portata di tutti. Un punto su cui varrebbe la pena di riflettere, perché se la “retroguardia” smette di subire le incursioni dell’avanguardia e le metabolizza, allora forse bisogna cominciare a usare strumenti diversi e avere un approccio diverso, anche nei confronti delle produzioni di massa.

Pigmeo

di Tiziana Lo Porto e Daniele Marotta Questa recensione disegnata è uscita su D di Repubblica. Cliccando sull’immagine è possibile ingrandirla

tsunami

Vite che non sono la mia

Questo articolo è uscito per Alias

Si apriva con una dichiarazione di resa quel libro deludente che Emmanuel Carrère diede alle stampe nel 2007. Si intitolava Un roman russe e sottoponeva il lettore ad una carrellata di cliché auto-bio-voyeuristici piuttosto indigesta. Scritto bene, come sempre, ma farcito con tutti gli ingredienti di una strabordante corrente letteraria francese che negli ultimi trent’anni ha riempito gli scaffali delle librerie di escandescenze sentimentali, spumeggianti performance erotiche, interi sgabuzzini di paccottiglia intimistica, minutaglia psico(pato)logica, trascurabili avventure dell’inconscio.

Ambiente e lavoro: la lezione di Alex Langer

Per tutta la vita Alexander Langer non ha fatto altro che saltare muri, attraversare confini culturali, nazionali, etnici, religiosi. Fin da ragazzo si è impegnato a favore della convivenza inter-etnica nella sua terra, l’Alto Adige/Sudtirolo, si è speso per sgretolare i blocchi monolitici contrapposti tra italiani e tedeschi, evitare la rappresentazione del Sudtirolo per “gabbie”, e aprire a una nuova dimensione delle relazioni umane, sociali e politiche. Ma Langer è stato anche molte altre cose: giornalista, insegnate, militante di base e poi dirigente in Lotta continua, parlamentare europeo.

Quando la cronaca diventa letteratura

Il 10 giugno 1981 Alfredo Rampi precipita nel pozzo artesiano di Vermicino, partono i soccorsi ma all’alba del 13 giugno Alfredo Rampi muore. Il 25 settembre 2005 Federico Aldrovandi viene picchiato a morte, a Ferrara, da quattro agenti di polizia.