Le figurazioni ideali

di Corrado Melluso

Georges Ivanovič Gurdjieff era un filosofo russo. Fu espulso dall’Unione Sovietica, tra le altre cose – sto semplificando – perché pensava che non fosse vero che tutti gli uomini sono uguali. Pensava che esistesse una scala valoriale che divide e smembra la società e che questa funzioni anche su un piano sociale e quindi economico, di possibilità.

La geografia della memoria cinematografica

di Roberto Manassero Il cinema è come il crimine: lascia sempre delle tracce dove passa. Sono parole di un grande regista, Joseph L. Mankiewicz, parafrasate perché impossibile trovarne la fonte dopo averle sentite nel film La noche que no acaba (Isaki Lacuesta, 2010), presentato al Festival di San Sebastian nel settembre scorso. Il film interroga […]

Il sitplot senza confine di Roberto Bolaño

Questo articolo è apparso sul Manifesto.

di Tommaso Pincio

La voce si sparse rapida nell’ottobre 2008. Fra le carte del defunto Roberto Bolaño era spuntato un dattiloscritto di cui s’ignorava l’esistenza. Andrew Wylie, la cui potente agenzia aveva da poco cominciato a rappresentare l’opera dello scrittore cileno, lo stava mostrando alla fiera di Francoforte. Non era un testo incompiuto né abortito, bensì un romanzo fatto e finito, un testo completamente redatto e con tanto di correzioni, ma per qualche inspiegata ragione non aveva mai raggiunto le stampe.

Hereafter – Un mondo imperfetto

di Bruno Fornara

L’aldilà: questo significa la parola hereafter. Ovvero quello che c’è (se c’è) after here, dopo qui. Ma here e after, in sequenza, dicono il contrario, indicano prima il qui e poi il dopo: e va detto subito che Eastwood è molto più interessato al qui che non al dopo. Perché è di questo, della vita e non del dopo vita, che parla il suo ennesimo grande film. Tante vite, spezzate da uno tsunami o da un attentato nel metrò. E tante altre vite, quelle dei sopravvissuti, di chi è stato travolto e risputato fuori dalla valanga d’acqua, di chi non è salito, per via di un cappellino, su quel vagone del metrò, di chi si ritrova a vivere da solo dopo aver perduto una persona cara, un fratello gemello, una moglie o un padre (violento).

Mad Man Myself

Questo articolo è uscito su D-Repubblica.

di Tiziana Lo Porto

Rispondete, senza pensarci troppo, alle seguenti domande. Amate Mad Men? Trovate che sia la miglior serie televisiva che sia mai stata prodotta? Trovate che sia di gran lunga migliore degli ultimi dieci film italiani che avete visto al cinema? Meglio del cinema? Siete innamorati di Joan Holloway? Di Betty Draper? Di Don Draper? Siete innamorate dei vestiti di Joan Holloway e Betty Draper? Dei vestiti di Don Draper? Vi siete fatti un vestito come quello di Don Draper? Fumate Lucky Strike? Bevete rye whiskey? Vi sentite un po’ Peggy Olson? Vi sentite totalmente Peggy Olson? Vi pettinate come Peggy Olson? Vi pettinate come Betty Draper? Avete letto tutto Francis Scott Fitzgerald dopo avere visto un suo libro in mano a Betty?

Un vita difficile: Sylvia Plath

ntervista a Stefania Caracci, studiosa ed esperta di Sylvia Plath, che con due libri – Sylvia e Sylvia Plath: i giorni del suicidio – ripercorre la drammatica esistenza della poetessa americana.

a cura di Giancarlo Susanna

Spesso considerata un esercizio minore e oltretutto confinato nell’ambito della letteratura di genere, la biografia presenta a chi la affronta una serie di difficoltà non indifferenti.

Romanzo criminale e la Magliana oggi

di Tommaso Giagni

Nel pomeriggio tardo di ogni giovedì, la palestra alla Magliana in cui mi alleno prende ad accelerare: meno chiacchiere, esercizi fatti più in fretta, sguardi più insistenti agli orologi. All’ora di cena poi, improvvisamente, la sala pesi si svuota e l’età media cresce tutt’assieme. Succede così da alcune settimane, da quando è cominciata la seconda serie di Romanzo criminale su Sky.

Non molto

di Christian Raimo.

Nel gennaio del 2002 Berlusconi fece un gesto che suscitò un piccolo strascico di polemiche: regalò due buste con cinquemila euro ciascuna a due “schiave del sesso”, una ventenne bulgara e una minorenne albanese, a palazzo Grazioli. Lo fece alla luce del sole, davanti a don Oreste Benzi, sacerdote da sempre in prima fila, come si dice, nella lotta alla prostituzione.

09

Pippo Fava

Il 5 gennaio del 1984 Giuseppe Fava, scrittore e giornalista, fondatore dei Siciliani, veniva ucciso all’uscita del teatro Verga di Catania dove era andato a prendere la nipote.
Nel 2009 la casa editrice Mesogea (Messina) ha ripubblicato uno dei suoi romanzi, La passione di Michele, e volevamo cogliere l’occasione per parlare di un uomo che pagò con la vita la totale assenza di retorica del – e nel – suo lavoro.

Le immagini nei romanzi

Questo articolo è apparso sul Sole 24 Ore.

di Gianluigi Ricuperati

John Berger. Tiziano Scarpa. Leanne Shapton. Andrè Breton. W.G. Sebald. Javier Marias. Geoff Dyer. Alberto Savinio, Aleksandar Hemon, Joyce Carol Oates. Roland Barthes. Bruno Schulz. Marco Belpoliti. Susan Sontag. Roberto Calasso. Luc Sante. Lawrence Weschler, Andrea Cortellessa, Alain Robbe-Grillet. Gianni Celati. Julio Cortàzar, Matteo Codignola, Ben Marcus, Rick Moody, Italo Calvino, Georges Perec.